sabato 18 nov
  • Differenziamo

    Non c’è giorno che nella nostra città non si parli di spazzatura. Tra l’altro basta lo sciopero di un solo giorno degli operatori dell’Amia o il guasto di alcuni autocompattatori e la città si ritrova con i cassonetti pieni e i sacchetti della spazzatura gettati sui marciapiedi.
    Da tempo si dice dell’importanza di differenziare i rifiuti prima di gettarli, ma qui da noi la raccolta differenziata non è mai partita con serietà, sia per modesta sensibilità nostra (magari per mancanza di abitudine) sia perché il Comune non ha finora realmente investito su questo strumento di raccolta dei rifiuti.
    Nei prossimi mesi la situazione potrebbe cambiare. In base ai progetti dell’Amia e del Comune, grazie anche a uno stanziamento del Ministero dell’Ambiente, nei quartieri centrali della città partirà un servizio di raccolta dei rifiuti porta a porta, avente come obiettivo quello di ampliare notevolmente la percentuale di raccolta differenziata e, nel medio termine, di fare sparire i cassonetti dalle strade. Sembra un’utopia? Forse no. Non voglio citare i casi di piccole città del Nord dove la raccolta differenziata raggiunge percentuali eccezionali, anche dell’80 o 90 per cento. In realtà anche in Sicilia vi sono casi in cui la raccolta differenziata funziona, come nel comprensorio di Caltagirone. E allora perché a Palermo dobbiamo gettare la spugna senza neanche provarci?
    Già oggi, senza bisogno di aspettare la partenza della raccolta porta a porta, è possibile differenziare i rifiuti nel proprio domicilio e gettarli nelle apposite “campane” dedicate alla raccolta della plastica, della carta e del vetro (comprensivo di alluminio e acciaio). Solo la parte rimanente dovrebbe andare nei cassonetti classici, e quindi soltanto la parte residuale dovrebbe finire nella discarica di Bellolampo.
    Due sono le obiezioni comuni da parte dei cittadini allo sforzo della raccolta differenziata:

    1. Tanto si sa che poi tutto finisce lo stesso in discarica.
    2. Ma quanto vuoi che possa incidere la mia poca spazzatura differenziabile?

    Per quanto riguarda il primo punto, sicuramente è soltanto una leggenda metropolitana, perché l’Amia si affida a varie associazioni nazionali di riciclo della spazzatura, per cui il nostro sforzo non finisce in discarica.
    Per rispondere al secondo dubbio (che era un po’ anche il mio) ho pensato di fare una sorta di esperimento su me stesso: pesare la spazzatura da me prodotta e vedere quanto incidono la plastica e gli altri materiali da differenziare. Lo so, può sembrare una follia, ma sono così abituato a lavorare con le statistiche che ho voluto fare anche la statistica della monnezza.
    Nell’arco di sei settimane ho prodotto 36,2 chili di spazzatura. 1,4 chili era composto da vetro, alluminio e acciaio; 6,3 chili da plastica; 8,4 chili da carta e cartone. Fatto un rapido calcolo la spazzatura portata nelle campane della differenziata è stata pari al 44,5 per cento della spazzatura totale. Quasi la metà della mia spazzatura non è finita in discarica.
    Con un piccolo sforzo di tutte le famiglie palermitane la quantità di spazzatura da mandare a Bellolampo si può quasi dimezzare; quasi la metà dei nostri rifiuti può essere riportato a nuova vita e riutilizzato. Se poi partecipassero anche gli esercizi commerciali, dove ad esempio l’incidenza degli imballaggi in cartone è elevatissima, la nostra città potrebbe diventare per una volta un modello positivo da imitare.
    Attualmente a Palermo soltanto il cinque per cento circa dei rifiuti viene riciclato, ma in base ai risultati di questo mio piccolo esperimento potremmo raggiungere facilmente il 45 per cento senza aspettare che parta la raccolta porta a porta. Che ne dite? Ci impegniamo un po’?

    Ospiti
  • 34 commenti a “Differenziamo”

    1. e secondo te cosa cambierà nei comportamenti della stramaggior parte dei palermitani riguardo alla differenziazione dei rifiuti dopo questo post ?

    2. personalmente è da diversi anni che attuo il sistema di differenziare i rifiuti. Spero che si muova qualcosa di concreto in tal senso perchè è triste vedere lo stato di decadenza in cui è attualmente la nostra città.
      Avete anche notato che c’è anche chi svuota i propri magazzini di vecchi frigoriferi e lavatrici e li deposita un pò qui e un pò là. Fateci caso ce ne sono per ogni cassonetto in qualsiasi angolo della città, ma possibile che nessuno delle autorità preposte non fa nulla per sorprenderli mentre compiono un simile scempio a danno dell’immagine della nostra città?

    3. Sono d’accordo con il post: solo se ci hai provato, se hai “la coscienza a posto” puoi legittimamente criticare quello che non va.

      Se ti lamenti e basta, senza impegnarti almeno un po’ nel perseguire (e rispettare) le tue stesse convinzioni, hai elaborato soltanto “lamentazioni da pensionato”.

    4. Tra l’altro l’Amia fornisce su appuntamento un servizio di raccolta dei rifiuti ingombranti, come frigoriveri e lavatrici, o mobili vecchi. Basta telefonare. Ma molti cittadini preferiscono buttare tutto accanto ai cassonetti, senza sprecare il tempo a fare una telefonata. Tanto, che importa se poi si formano nuove discariche abusive?

    5. I primi k dovrebbero riciclare ma già da tempo son tutti i pub bar e altri servizi commerciali…che producono grandi quantità di materiale riciclabile…e che invece viene gettato tutto in un unico contenitore!!!!
      PUB: tantissime bottiglie di vetro e lattine per lo più
      BAR: plastica vetro e lattine
      Supermercati: tantissimo cartone da imballaggio….che oltretutto non viene nemmeno gettato nei cassonetti…ma per terra nelle vicinanze dei cassonetti…creando montagne enormi di cartone….

      Eliminando già questi enormi centri di prodzione di rifiuti si farebbe già tanto…basti pensare che il centro storico di Palermo è tutto pieno di Pub locali e localini…
      Ovviamente dovrebbero esserci dei controlli con eventuali multe ai trasgressori….ma chiedo troppo….

    6. @marcodisalvo
      Ovviamente sarebbe stupido immaginare che un post su un blog possa risolvere i problemi della raccolta rifiuti a Palermo. Desideravo condividere con altri la mia esperienza, sperando di rafforzare, attraverso i numeri fornitivi, la voglia di fare raccolta differenziata in qualcuno di voi. Se anche un solo lettore deciderà di provare a differenziare i rifiuti, dopo aver letto questo post, lo considererò un successo. Non possiamo soltanto criticare le istituzioni inefficienti senza mettere noi, cittadini, un minimo di impegno nel fare funzionare i servizi.

    7. La carta da sola rappresenta 1/4 dei rifiuti solidi urbani (fonte: http://151.1.183.204/archimedia/amia/allegati_articoli/471_allegato_opuscolo_Modalita_Differenz_2.pdf).
      Semplicemente differenziando la carta si avrebbero 1/4 di rifiuti in discarica in meno.
      Di impegnarmi mi impegno ma è frustrante scendere la sera con 4 sacchetti e non poterli gettare nelle campane giuste perchè sono piene (nessuno si degna di svuotarle).

    8. @Alessandro.
      Gli esercizi commerciali non brillano in quanto a impegno nella raccolta differenziata. Ma l’esempio deve partire da ciascuno di noi. Non prendiamo la scusa che “se non lo fanno gli altri è inutile che lo faccia io”. In questo modo non funzionerà mai nulla a Palermo e noi avremo sempre l’alibi che la colpa è di qualcun altro.

    9. Oltre carta, allumio, plastica ecc, si può differenziare la frazione umida, gli scarti della cucina per intenderci.Io lo faccio da tempo. Basta una compostiera e la disponibilità di un piccolo spazio di terreno.Nel mio caso ho impiegato 5 mesi per riempire di avanzi di cucina(30% circa dei rifiuti prodotti dalla mia famiglia)una compostiera di 200 litri di capacità che occupa un mq di superfice e, a conclusione del ciclo di trasformazione, produce ottimo concime a costo zero.

    10. devono mettere le campane per i materassi! questa è la svolta!

    11. sono d’accordo con te Giuseppe, sul fatto che questo post anche se converte un solo cittadino alla pratica della raccolta differenziata e’ un successo. Condivido al 100%.

      Purtroppo, il risultato dell’aver convertito quei 2-3-10-100 alla raccolta differenziata, non sarà visibile in città, nè risolverà il problema serio dei rifiuti di Palermo.

      OPZIONI DI INTERVENTO EFFICACI PER LA RISOLUZIONE RADICALE DEL PROBLEMA:
      1) obbligare -come nelle altre città civili del mondo- i cittadini alla raccolta differenziata con metodi “infallibili” e ai quali non possono sfuggire, anche volendolo secondo antica tradizione locale.

      2) per ogni kg di raccolta differenziata che mi porti in centri autorizzati, ti riconosco uno sconto sulla tassa annuale dei rifiuti. Allora si che molte coscienze ambientali palermitane si sveglierebbero immediatamente.

      3) istituire dei centri dove portando rifiuti differenziati ti riconoscono una tariffa secondo la borsa telematica del recupero:
      http://www.borsadelrecupero.it/listini/default.asp

      Diversamente Palermo resterà sembre inpantanata nel problema in cui versa da tempo immemore, anche se 1000 palermitani si convertiranno autonomamente alla cultura della raccolta differenziata dopo la lettura di questo post.

    12. Non ho mai visto un solo commerciante che butti il cartoni quantomeno vicino il cassonetto per la carta. Tutti messi a terra o dentro il cassonetto non differenziato. Per quanto riguarda i cassonetti dentro il condominio, a Madrìd per esempio lo fanno da decenni e funziona benissimo…ma stiamo parlando di ua città dove tutte e dico tutte le strade ache le più piccole vengono lavate a pressione con acqua e sapone!!

    13. Ancora non riesco a capire perchè si è impedito all’APAS di effettuare gratuitamente la raccolta a domicilio. Abito nel centro storico, dove non ci sono campane differenziate, e conservo ancora in casa i giornali, da più di un anno, in attesa che a Palermo si smetta di orientare l’opinione pubblica verso una sola soluzione del problema come fa il Giornale di Sicilia.

    14. Come sempre Giuseppe colpisce nel segno con i suoi interventi, spronandoci tutti a darci da fare senza aspettare soltanto che “altri” (il Comune, i vigili urbani, l’Uomo Ragno) risolvano tutto al posto nostro.

      Purtroppo le esperienze passate, e gli esempi che vengono “dall’alto” non inducono all’ottimismo. Leggevo che l’Amia, allo scopo di stimolare la consapevolezza della cittadinanza in occasione della prossima campagna “porta a porta”, manderà in giro gruppi di giovani “informatori” che spiegheranno le ragioni e l’utilità della differenziata.
      L’idea è lodevole, ma speriamo che non si trasformi nell’ennesimo bacino di clientelismo e precariato.

      Ma queste considerazioni non devono costituire per noi un alibi. Diamoci da fare.

    15. @Franz: a Palermo per fortuna ogni tanto ci pensa Giove Pluvio a lavare le strade; visto come sono pulite oggi?
      Purtroppo, la pioggia non basta a spostare anche i sacchetti!

    16. Sono per la raccolta differnziata. Cerco di farla al meglio. Più volte mi è capitato di tornare indietro con il sacchetto a causa di campana stracolma… e non ho molto spazio a casa!!!
      Sono d’accordissimo sul fatto che se ognuno di noi da testimonianza di buona volontà e di dovere civico, prima o poi qualche esempio perseguibile lo darà 🙂
      Ma, cosa che in assoluto mi preme maggiormente, è dare il buono esempio ai miei figli, cittadini della Palermo di domani.
      Esempio che va oltre, nell’abituarli a non conformarsi a “quello che fanno tutti!” ma nel far crescere il senso di rispetto verso l’ambiente che ci circonda e che viviamo e nel rispetto delle altre persone… sempre.
      Nel mio piccolo, piccolissimo, spero che questo porti buoni frutti

    17. Più è alta la percentuale di raccolta differenziata in una città, più è alto il numero di persone civili che la abitano.
      Possibile che a Palermo la maggioranza dei cittadini sia incivile?

    18. d’accordissimo con l’autore del post.
      vorrei aggiungere la possibilità del compostaggio per chi ha un terrazzo o un balcone. dai nostri rifiuti “umidi” possono nascere piante di pomodori o di gerani, ed è una bella soddisfazione!
      .
      circa un anno fa ho passato venti giorni in un paesino vicino al lago di garda. bè, non c’era un solo cassonetto per i rifiuti indifferenziati, e l’umido lo raccoglievano ogni due giorni porta a porta, quindi, a meno che non si “frullassero” i sacchetti dell’immondizia fuori dal finestrino della macchina, come a volte si vede fare qui (solo che lì se ti beccano ti linciano) era veramente impossibile NON differenziare. sono addirittura arrivata a dividere l’alluminio dal vetro delle fiale di antibiotico che dovevo iniettare al mio cane, e l’ago dalla plastica della siringa.
      diciamo che con buone amministrazioni, la via alla civilizzazione è più semplice, ciò non toglie che sia responsabilità individuale fere di più e lamentarsi di meno.

    19. inutile dire che differenzio anche qui, la differenza e che qui per trovare un cassonetto per l’alluminio devo fare il giro delle sette chiese.

    20. @Stalker
      Da circa un anno l’Amia utilizza le “campane” per la raccolta del vetro anche per acciaio e alluminio. In alcune di queste, infatti, figura un adesivo che lo afferma; in altre immagino che l’adesivo si sia staccato.

    21. josh, io sono una provinciale campagnola, l’ho già detto. non vivo a palermo, mi ci vedi con un asino e tre cani in condominio? 😀
      fine ot, prima che s’affaccia rosalio 😛

    22. @ stalker
      aggiungo alla tua esperienza (che è poi anche la mia, di paese alla periferia di milano) che l’assenza di campane per l’indifferenziata porta un’ulteriore vantaggio: il numero di rifiuti diminuisce; non ho dati a disposizione, ma vi assicuro che i primi 6 mesi ero così scioccato da questa “terapia d’urto” che ho anche consumato meno roba; il fatto di stoccare tutti i rifiuti negli appositi contenitori mi ha fatto capire quanti rifiuti produciamo e quanto si potrebbe riciclare.

      è un concetto abbastanza semplice: quando una risorsa diventa scarsa (e quindi il prezzo aumenta) o il costo di un bene aumenta, il suo consumo (se il bene è “normale”) diminuisce: il fatto di differenziare implica un costo aggiuntivo che porta ad un minore consumo.

      sul caso Palermo, che dire.. personalmente io inizierei a riciclare Cammarata con qualcosa di più decente ma è un’altra storia..

    23. Ho buttato il vetro per la prima volta nella sua campana verde nel 1987, in via XII gennaio. MI guardavano strano.
      Ora non mi guardano più strano ma mi dicono che non serve a niente.
      C’è sempre qualcuno che ha visto coi suoi occhi buttare il contenuto delle campane nei cassonetti.
      Forse un po’ è vero ma io continuo a fare il mio dovere.
      Ora il problema è: come convincere i cittadini che il servizio è migliorato?
      Cosa posso dire, in concreto? Aspetto suggerimenti.
      Ci vorrebbe un bel battage pubblicitario.. si sono sprecati tanti soldi all’AMIA, alla fine questi tornerebbero indietro!
      @marcodisalvo: l’idea di ridurre le tasse a chi ricicla è buona.. ma come attuarla?
      E’ vero che nei paesi civili ci sono multe per chi non ricicla? E come fanno a controllare?

    24. Faccio notare anche che molti dei nuovi cassonetti per il riciclo della carta, a causa della forte somiglianza con quelli dell’indifferenziata, vengono scambiati con questi ultimi e riempiti di ogni schifezza e mai svuotati.A Palermo esiste una raccolta della differenziata “porta a porta”….siamo noi cittadini che andiamo a buttarli “porta a porta” nei vari cassonetti superstiti(mai tutti insieme in uno stesso luogo) sperando di non trovarli stracolmi o inagibili!!!

    25. Bravo Giuseppe,
      il tuo personale test dimostra quanto è facile riciclare.
      Il tuo post andrebbe distribuito nelle scuole ed ai sostenitori dei termovalizzatori che vogliono bruciare materiali facilmente riciclabili.

    26. Eh, cara Danila…

    27. Lucia@ In zona Cataldo Parisio ci sono stati nei giorni passati operatori in borghese che multano chi deposita il sacchetto fuori dagli orari. Basta intensificare i controlli.
      In città, qualche mese fa, ho notato che tutti i cassonetti, vecchi e indecenti, hanno ” un pezz’i vastuni i lignu” per tenerli aperti, per la lagnusia di dover azionare il pedale, quando c’è e quando funziona.
      Altra domanda quanti pagano la tassa dei rifiuti solidi urbani ? Se non paghi, il frigorifero o il settimino vecchio lo smaltisci alla palermitana ed ecco spiegate le discariche abusive.
      Una soluzione potrebbero essere le isole ecologiche, in ogni quartiere uno spazio idoneo, tra alberi e pali di castagno, dove i cassonetti della differenziata siano ben presenti e vigilati, dove la popolazione conferisce la propria immondizia appunto differenziata.
      In centro storico il porta a porta è l’ideale, io ricordo una quarantina di anni fa a Palermo era tutto porta a porta, il netturbino fischiava, partiva dall’ultimo piano a scendere ed era un buon uso o offrirgli un piatto di minestra o pastasciutta se era ora di pranzo, oppure un bicchiere di acqua con l’anice bell’agghiacciato…

    28. so che non è palermo, però con un po’ di fantasia….
      http://www.ecodisicilia.com/castelbuono-pa-quattro-asine-per-la-differenziata.htm
      e se dite che sono fissata avete ragione! 😉
      cmq non è campanilismo: non abito lì.

    29. volevo aggiungere che appena il nuovo sistema porta a porta partirà (progetto pilota per la parte centrale della città circa 150.000 abitanti) dovranno essere eliminati totalmente i cassonetti per l’indifferenzato.
      Qualche giorno prima, si spera entro ottobre, partirà una campagna infomativa a tappeto verso tutti gli utenti, sia famiglie che attività commerciali, da parte di un gruppo di operatori (circa 150).
      A quel punto non ci saranno più alibi…e quindi spetterà soltanto a noi…

    30. la questione della RD e’ “l’altra questione”.
      Intanto,senza RD o con RD al 5%,il problema e’ che molti quartieri di Palermo sono come o peggio di Napoli
      per la scarsa attenzione sia dei palermitani che degli
      addetti ai lavori.Non c’e’ la cultura di come va tenuta pulita una citta’,i mezzi sono obsoleti,mancano dei seri controlli e non si capisce quante ore al giorno riesce a lavorare un operatore ecologico.
      Casualmente sono stato in un paesino,Valledolmo,e sono rimasto sorpreso per l’estrema pulizia delle strade,anche secondarie.Manco la Svizzera.
      Gli operatori spingevano il loro carrozzino,ancora a mezzogiorno,a mano,in un paese collinare,quindi con strade anche da percorrere in salita .E la cittadinanza contribuisce lavando l’area antistante la propria abitazione.Grande dignita’.
      Qui alle 10 del mattino,se non prima,i lapini stanno in riunione sotto le fronde di qualche albero,quando si vedono.Fatevi un giro e spiegatemi chi deve eliminare i sacchetti dispersi dapertutto ed i mucchietti lasciati in asso.

    31. Me lo sono sempre chiesto: ma gli operatori dell’AMIA non dovrebbero lavorare 8 ore al giorno? Con un tale monte ore di lavoro la città dovrebbe essere splendente anche se tutti buttassero i rifiuti per le strade!

    32. caro Roberto1
      su questi temi,CON GRANDE DELUSIONE MIA E DISAPPUNTO, si dileguano anche i lettori.la tua notazione giunge a tre giorni dal mio commento,commento che va alle radici del problema,e cioe’ che molti addetti a vari servizi pubblici,a Palermo,fanno quello che vogliono,e non si riesce ad esercitare i necessari
      CONTROLLI.

    33. io non mi dileguo. faccia la differenziata e quando vedo operai addetti allo spazzamento che non fanno un c@xxo lo segnalo all’amia

    34. e,dimmi,quando non li vedi proprio,che fai?

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