Gli intraducibili

Quando parlo con non palermitani a volte mi trovo in difficoltà perché alcuni termini ed espressioni risultano intraducibili. Nel senso che resi in italiano non mantengono la connotazione forte del palermitano.
Alcuni esempi:
- sivo;
- strurùsa;
- ‘n suppìlu ‘n suppìlu;
- assuppaviddanu;
- m’abbutta;
- atta ‘mriaca;
- scucìvulu;
- a tignité;
- cusciuliari.
Continuate voi?










ma il semplice eppure inafferrabile TASCIO è uno dei termini più difficilmente spiegabili, specie a non italiani, almeno per me
frocione.
nel senso del getto d’acqua potente. che tra l’altro…è una parola meravigliosamente onomatopeica. a luglio col caldo che avvampa(altra parola?) solo a sentire la parola frocione immaginiamo l’acqua scrosciante che cade nel box doccia bella fresca
butto là qualche tentativo di traduzione
sivo= stupidera
strurusa=scostante
n suppilu=?
assuppaviddanu= pioggia a catinelle (che dio la manda)
m’abbutta= mi scoccia
atta mriaca= ?
scucivulu= orso, forastico
a tignitè= a profusione, una marea
cusciuliari= cazzeggiare
tascio= coatto
assuppaviddanu= pioggia a catinelle (che dio la manda)
no no mara, è proprio il contrario: pioggia fine fine che all’inizio neanche si sente tanto da indurre il contadino a continuare il lavoro nei campi.. che poi dopo un po’ si ritrova inzuppato dalla testa ai piedi!
arricriarsi
ma come ti spercia?
cagnolo
aggaddarsi
che nicche e nacche (?)
che vordì?
ahah
camurrìa
becco
canazzo
fituso
sdignusu…da poco ho scoperto che potrebbe tradursi in stucchevole”…ma non rende!
attamaticato…
“scendi la pasta, ed esci le cose dal frigo” (incomprensibile per il resto degli italiani)
una volta la compagna di mio fratello (è svizzera ma parla l’italiano) sentendo parlare me e mia madre voleva sapere cosa significa PIZZUTA, quasi impossibile…
-tappinara
-attassato
-cosci squarate
-mussiare
-fissiarisilla
…mantengono la connotazione forte del palermitano…..
cuinnutu e carabbinieri
cunfiriente ra quesctura
da pulla i to matri
to matri e’ mia
ti sparu in mucca
ti fidduliu tuttu……
-Macallè;
-Lapardéo;
-Cane di bancata(!!)
Che nicche e nacche è la storpiatura di “cu n’appi n’appi( cassateddi di pasqua)”
Dimenticavo…..
-Annagghiare
pigghi’a caitta
spunnatu
manciataro
arrizzanu i carni
arrifardino
ammuinare
atturrunata
a com’ e gghiè
pa’ priessa
ma sono tutti traducibilissimi ed hanno pure un significato! Assuppaviddanu, ad esempio, nasce dal fatto che si parla di quella pioggerellina fitta e continua, ma non torrenziale, che bagnava il contadino che, visto che non era un diluvio, andava comunque in campagna a lavorare…da qui assuppa= bagna – viddanu= contadino/paesano
e non dimentichiamo:
- a lapa;
- u lapinu;
- scarrozzo.
“Tinto”: Una mia amica che sta a Firenze, mi sentì definire “tinto” un conoscente comune e pensava che si tingesse i capelli!!!!
“tampasiare”: è sì perder tempo in giro, ma è qualcosa in più;
anche “pititto di ciuri di vurrane” è intraducibile, ma è già un’espressione, non una singola parola.
-grivianza;
-ntamatu;
-masa;
-a spizzica e muddica.
-matapollo
-aggighiare
-incinagghie
-agneddu e sucu e finiu u vattìu!
Credo che “pititto di ciuri di vurrane”, di cui sconosco il significato, abbia a che fare con i fiori della “borragine” che è una verdura coomestibile che fa dei fiori blu. Boh….
non sono certo del nord (provincia di Ag) e il sicilano lo mastico e lo digerisco, ma proprio ieri commentavo con mia madre l’espressione tipicamente palermitana (ma della palermo BBBBeeeeene, quella che parla in italiano, ma in stampatello maiuscolo)
“Ma l’hai chiusa la bbbolleeeeetta???”
Sembra un messaggio in codice, o una raccomandazione (non sai mai dove può arrivare sta bolletta se le lasci un pò di libertà), in realtà ha tutt’altro significato..
@Melina: ricordo che l’anno scorso a due amici di Roma che avevano una bambina di due o tre anni, spiegai cos’era la grevianza. E’ quello stato di insofferenza che coglie i bambini quando la sera hanno sonno epperò non vogliono andare a dormire.
Effettivamente è intraducibile, tanto che adesso lo usano anche loro!
@Gio: aggigghiare è facile, credo che sia “gelare”
@Lorenzo: effettivamente si tratta di fiori di borragine, e si riferisce a voglie inutili e/o senza senso
aciddiari
non dimentichiamo
- taddarita;
- ‘chi coffi (italianizzato in “con le coffe”);
- ‘nca (utilizzato nelle espressioni “‘nca chi!!” e “‘nca ciertu!”
- a matola (del quale l’esimio G.Basile diede l’etimologia qualche tempo fa);
- scialarsela.
- allisciare balate.
- girare l’arca e la merca.
- sfruculiari.
- tumazzu.
‘n suppìlu ‘n suppìlu= ?????
me l’accollo
unnegghiè
s’abbenerica
spirniciarsi
cachì (frutta non commestibile)
ca-nò (altra varietà del cachì)
vivo lontano da palermo da circa 10 anni e mi sono, arricriato, nel leggere tutte la parole del nostro lessico palermitano
@Lucia: aggigghiare si indica quando ai tuberi( patate) spuntano sopra i germogli;
ahahahahahahha che vuol dire?
@Antonio: taddarita = pipistrello;
@agostinik: “girare l’arca e la merca”
Amunì
‘nca va’
… ma sap’iddu
-manciarisilla scuarata (riferita alla ragione)
-leccare la sarda
- a muzzu
pi si e pi no
neglia
quegghi
q c’è c’è
è vero è verità
ammucciuni
sì favusu com’un ciuri i cucuzza (se qualcuno me lo traduce)
quegghiè
badda allazzata
e non dimentichiamo l’onnipresente:
MIIIIIIIIIII…….
ecco alcuni esempi:
miii, troppo bello;
miii, troppo buono;
miii, veeero???
miii, nun ci criu.
.camurria
.mi siddia
.amunì
.arriminati
Mu ru nu Sgagniddu ‘i racina?
Sgagniddu è una di quelle parole inesistenti nella lingua italiana, che identifica il grappoletto di pochi acini strappato da un grappolo d’uva.
mischino
-Sgarrubbo
-’nguttumatu
-aggrancare
-mutangaro
-…vuol dire…
-u scisuni
-strurusu
-azzannato
una volta in campeggio ho conosciuto due ragazzi milanesi e ho chiedo . ma “che ti viene”? (nel senso di parentela) e lui si scantò tutto dicendomi e che mi deve venire?????
altra versione a cccu appartieni??
Mi sovviene giusto in questo momento catartico:
cu cu ti unci?
cià po fare;
firriare;
gabbasisi;
attangato;
curò;
sangù.
Na vasatedda a tutti!
vogliamo parlare di una parola che campeggia su tutti i menù dei ristoranti palermitani? Dai ristoranti più chic alle putìe più insulse si possono fare le AGGIUNZIONI!!!!
Ma che cosa sono le aggiunzioni? Saranno, forse, le aggiunte?
@ Lorenzo: “girare l’arca e la merca” l’ho sentito dire un sacco di volte ai miei nonni.
in pratica significa: girare per i luoghi più disparati (in cerca di qualcuno o di qualcosa).
@ Marco: un altro termine legato all’uva (racina) è “rappa” che è il grappolo vero e proprio cosi come viene tagliato dalla vigna.
e il bellissimo “…quanto vi levate?????”
sapreste tradurlo?
Cutupiddi e funci ruci
Mi sovviene giusto in questo momento catartico:
sticchio(molto anni 70′)
fissa
a funcia i minchia
minne
ancinagghie
(basta mi viene di vomitare…..)
una che non so nemmeno come si scriva correttamente, di cui conosco il “valore d’uso” ma non il significato letterale è QUANNU MANENTINò, o QUANNU MA’ NENTI NO, non ho idea di come si possa formalizzare
inchiffarato;
sugnu abbiliato, ovvero, ho fatto “a bile”;
ncutuddato;
ammataffato;
cagnolo.
Secondo me alcuni commenti ne hanno segnalati di traducibilissimi.
C’è poco da fare, questa meravigliosa lingua DEVE essere la nonna dell’Italiano!
Alla faccia della lega nord!!!!
eppure sarebbe carina l’dea di un tg tutto in Palermitano…
P.S.
ciavuru, è più di profumo: quando lo dice lo sfincionellaro le papille gustative vanno comunque in visibilio!
@ Giuliana: soprattutto se lo sfincione è “cu assai ogghio e chinu i pruvulazzo” U pitittu vi fazzu vienere…
- Lagnuso/a (è facilmente traducibile ma non ha lo stesso effetto)
- M’arricriavu
- Bieddo/a sì! (quando vuoi far notare a qualcuno che non è stato molto carino nei tuoi confronti)
- Atta a pettinare
Qualcuno mi traduce:
sei una “profumiera”?????
Mi sovviene giusto in questo momento catartico:
“ora ma mino”
(frase molto eloquente della considerazione del palermitano nei confronti
del prossimo…..)
Cagnualu
Canazz’i bancata
Sparacelli
Come caspita li traduco a qualcuno che vive più a nord di palermo?
segnalo
ma chi sta faciennu? Nienti mi passiu ascimia……………
cosa ci può essere di cosi sublime nella nostra lingua per dire che uno non fa nulla !!!!!!
Spiegate ad un nordico !!!!!
Oppure chiddu s’annaca gia nel dirlo lo vedi ilmodo di ciondolare tipico di “Salvatore Termini” – TOTO tiermini
ogni fecatedd’ì musca è sustanza
cu parrò m’arricriò
à pasta squarata (che tra i più raffinati del gergo palermitano diventa “la pasta della ragione”)
annàca pecore
dunniàrisìlla
sgangàre
‘un c’atturràre
tistiàri
e non ultimo: talè comu s’allattarìa chiddu
Mascariato….
@Giuseppe: Donna che se la tira?!
Straviari: lasciare perdere, nell’indifferenza
Ti do a straviari
ragazzi, mi sto facendo i cianchi!! (tanto per restare in tema)
mi sta sembrando “sei di Palermo se..” parte seconda!!!
PS @Giuseppe: La profumiera è una che “te la fa ciarare” ma non te la da.
Scusate se mi esprimo come un maschio, ma sinnò come lo farei capire?
Questa discussione evidenzia che in fondo in fondo noi siciliani non siamo proprio da buttare perchè abbiamo “quel non sò che” che ci differenzia da tutto il resto d’ Italia.
Queste differenze devono essere una risorsa da valorizzare e non da appianare a favore di una sola mentalità europea.
@giuseppe: profumiera perché è una che te la fa “ciariare” e non te la dà…
un’altra grande parola è “fumiere”, della serie “miiiii odore di fumiere chi c’è cà!!”
nna vittimo i lastrico
800A
nni fici minnitta
t’u puirtaisti u cirivieddu
senza macchina siamo?? (ironico, macchina molto bella. vale per qualunque cosa).
ne propongo due di cui mi sfugge il vero significato:
ammogghia sta atta!
pigghia a carta!
succi i cunnuttu
Avete riconosciuto l’immagine, no?
Ma “nemico ‘ra cuntizza” si traduce in Novocaine?
Gargio
Spartee
‘ncà
E’ un tema bellissimo, posso consigliare a chi è piaciuto questo meraviglioso post, di leggere il libro di Renata Pucci di Beninischi, Trenta e due ventotto. Espressione che sta
Incentrato proprio sull’idea di Tony Siino, rigurado l’intraducibilità dei nostri modi di dire, leggendo ci si rendo conto di quante volte li usiamo nella vita corrente e di quanto non ne possiamo fare a meno
http://www.pensierinblu.com
Se non sbaglio dovrebbe essere la famosissima Pietra di Palermo, pezzo raro e, come sempre, sottovalutato dalla città.
-Azzicca
-tischi-toschi
- avvruciato (bagnato non bruciato)
chi ha mai sentito dire queste espressioni: “circari scecchi morti pi livarici i ferri”,”unni persi i scarpi u signuri”
dal vocabolario della mala:
s’asciugaru (l’hanno ammazzato)
tracchiggiu (imbroglio)
sbanchetto (furto)
Dal “Mortillaro”, 1876, Palermo:
Suppilu, suppilu, posto avverbialmente col verbo Jirisinni, provare un grandissimo piacere, “Andare in brodetto”
L’ho imparato oggi, grazie a Tony
accutuffàtu
apparàtu
fruciùni (maldestro!)
questo Blog è troppo tischi toschi
Accura!
Virus no.
sciaca
balàta
E’ la Rosetta del British Museum!!!!
-’ntafissa
- schiticchio
-tignusu
-cusciuta
-sivo
-sbutriato
Bravo Manlio. E che cosa c’entra col post?
nella foga ne ho scritto due già segnalati.
ragione hai. è la stele di rosetta
ovvero, ha ragione Manlio
…non credo che troverai mai in mezzo alle campagne di Falsomiele o nella spiaggia di Acqua dei Corsari, una ciaca che ti permetta di tradurre il siciliando…
sciati re matri
se vai in un panificio a milano e chiedi una rosetta ti danno una balàta
e se gli chiedi una scaletta cosa ti danno? qualcosa della Foppapedretti?
Qualcuno ha nominato “ciaca”. Correva l’anno … ed ero a lezione di scienze della terra, a scuola. La professoressa ci spiegava i vari tipi di roccia: sedimentaria, vulcanica… Quando le chiesi: “che tipo di roccia è la ciaca?”. Senza scomporsi, mi disse: “La ciUaca, è siliciUo!”. Grande Prof!
“scarso d’ogghio e chino i pruvulazzo”
@lisa: ma quello è lo sPincione!
sangu miu…sento i giovani palermo bbbane appellarsi così; “Sangue, te la viani a bbare na cooosa?”
dici vaaaaro!
E la “tovaglia” che indica sia quella che si mette sulla tavola che ciò che altrove si chiamano asciugamano o telo.
@zelig: per “schiticchio” c’è una traduzione che va di moda e cioè “cool”. Cammarata insegna.
Va jètta u sangu ru cuori.
Va jètta u sangu ri l’uova ri l’uocchi.
Cacasìmula.
Peri ‘ncritati.
arrimina e munci.
passapitittu.
frocia ( frittata).
carcagnuolu.
zinièru.
test’e quagghiata.
millipieddri.
atta muorta.
nuci e cruci.
arrusu e ghiencu.
acqua chi cati.
cacasutta.
long’ammatula.
cann’ istiènniri.
sciddricàtu.
allippàri.
lanzàrisi.
luòccu.
pacchiùni.
pàcchiu.
pìritu abbuttatu.
acqu’ e purpu.
piscitieddru i cannuzza.
babbasùni.
babbalàcchiu.
crastuni.
linnu.
biddrazza e nìvura nne carni.
fine prima parte.
A me piacciono quelle parole che, per tradurle in italiano, ne occorrono tre, tipo:
scurò;
tignitè ( o tinchitè in alcune zone);
Ginecologicamente pallando :”Quannu accatti?” Accattai un masculu.
Andando al mare “a pigghiasti a tuvagghia?”
“Ccchiù scuru i mezzannotti un pò fari”
“manciugghia”
“ci vuoli un vientu ‘nchiesa, ma no astutari i cannili”
“megghiu riri chi sacciu ca riri chi sapia”
“testa con parra si chiama cucuzza”
“sciatiri e matri e vogghiu riri”
Avete dimenticato “Ki nikki e nakke”. Da dove proviene??
schifuni i pasta qualcuno lo ha acritto?
lo diceva mia nonna materna
ah, e come si dice u giru ra badduottola?
Un mio amico diceva sempre “t’avissi a siccare u cori”… in senso benevolo, voglio sperare
Ma comu si, scarutu?
ma comu si, r’aieri?
matriii, s’attaccò ‘ntiesta!
si sta purtannu u cirivieddu!
iddu ca era bieddu “u petrusinu”, vinni a atta e ci pisciò
scioteri e matri
passa pititto
a beddu cori
a matula
provate a tradurli…impossibile!
Azzannarsi (di cervello), azzannato (di strumento tagliente)
Lemmo (lo so che è una ciotola, ma a mio parere non basta)
Nivuru cù nivuru nun tinci (va spieaccìllu, è troppo avanti come espressione)
ogghio fitusu e paredda sfunnata
oppure
va’ scancia e ba’ fria
traduzione possibile:
uno meglio dell’altro…
pasta cu picchio pacchio
a buono o niente
‘nca va
- babbìu
- va sucati un pruno!!!!
frii e mancia, traducibile in plug and play.
Cu ti sienti totò tiermini
Nufriu ncarruozza
Acchiano agiggiuliena
à trimmutura… amunì, traducetemi questa!
in una parola tutto un film porno…
incredibbole
io ho conosciuto la figlia di nicoletta. si parlava di caro-euro, la spesa sempre più difficile… e lei tuonò; “signòòò, nna pruassima vita fazzu a bbuttana!”
dopo il prologo ot, dico:
mi “sviluppavu” un panino ca mievusa e un cacuacciolo a vastiedda
[...] http://www.rosalio.it/2009/09/28/gli-intraducibili/#comments [...]
I riviersu quaghiu =Di nascosto,senza farsi notare
Azzi banni =Orchestra musicale anni 40-50
Attumulari =Andare storto,cadere
A umma umma =In silenzio senza destare sospetti
4 Atti =Poche persone
Vizzi =Hobby
Bisinisi =Lavoretti sporchi
…molto carina questa carrellata di nostre espressioni.
)
Me ne vengono in mente due che non mi sembra siano state ancora citate:
la prima è “maniu”…”avriri u maniu”…riferito ai “picciuli”….di chi ha il potere e la discrezionalità di amministrare e gestire denaro….come dimenticarselo in questa città in cui le cronache ci ricordano continuamente dei tanti abusi in proposito…”maniu” potrebbe essere tradotto con “maneggio” (non in senso equestre) e “maneggioni” infatti quelli che ne fanno pratica in senso deteriore.
L’altra è “susirisi chi sette scricchiuna” = svegliarsi molto presto la mattina.
Non ho idea da dove possa derivare e che cosa possano essere questi sette “scricchiuna”…
@Tony: cos’è? esamino di cultura generale? si l’immagine è della “Stele di Rosetta” (come già ricordato da Manlio Noto, custodita al British Museum): dopo il cui ritrovamento fu possibile per la prima volta decifrare i geroglifici. Infatti sulla stele è riportata anche la traduzione in greco che ne fornì così la chiave di decifrazione…(da qui la tua metafora
saluti
da Manlio Piazza, sorry
in questo momento mi sovviene un termine che non so se è già stato citato.
mi scuso anticipatamente nel caso in cui fosse stato già citato.
il termine è: Lapardeo. do you know?!
@ moralix: ma dove le hai prese quelle parole? io alcune di quelle non le ho mai sentite eppure credo di conoscere abbastanza il dialetto siciliano.
@ stefano: non è scioteri matri che non significa niente, questo è quello che probabilmente le nostre orecchie disabituate sentono, la frase corretta sarebbe
sciatu ri matri (fiato di madre) e di solito segue: e vogghiu riri (e voglio dire).
una palora (come direbbero i nostri conterranei) la volgio mettere io se non è stata già detta: la pompa
che altrove ha ben altro significato ma da noi si intende il tubo di gomma per irrigare. da pompa poi è nata la pompa benzina.
me ne viene in mente una molto pittoresca
Chi ti siccassinu i aggi!
spaghiggiare; arrifardiare
leggendovi mi staiu arricriannu tutta…
‘ngusciari
traducete questa:
AFFRIGGIUSA,
miih chè affriggiusa!
traducila tu perchè ne sconosco il significato.
@rob lo snob:Si parlavano tanto tempo fa’li sentivo dire a mio nonno.
@ rob lo snob
ovviamente io ritengo che sia intraducibile da lì il quesito
@giusicilia: brava, finalmente una che ha dato, secondo il mio parere, la giusta interpretazione al post del sig. Siino, al quale piace di tanto in tanto tirare una briciola di pane nello stagno per vedere quanti pesci si avvicineranno, in altri ambienti si direbbe per fare “audience”. Brava comunque dicevo, tanti commenti, sempre secondo me, sono inutili, atta mriaca, frocia, esci la roba dal frigo, ecc ecc non mi sembrano così intraducibili, sgrammaticate si, dialettali ma non intraducibili. Comunque affriggiusa ancora sconosco il significato se qualcuno vuol farsi avanti, prego.
@ rob lo snob
non credo sia cosi’. Si parla di termini “intraducibili”, di cui non si riesce a rendere il significato preciso in italiano, pur capendolo esattamente in palermitano. Per questo “affriggiusa” non c’entra niente (e secondo me potrebbe essere “sfriggiusa” mal pronunciato). Detto cio’, un sacco di commenti fuori luogo, sono d’accordo con te.
peleticu
tagghia ‘ccà ca sangu niesci
pignata taliata un vugghi mai
sciddricatu
megghiu u tintu canusciutu ca u bbuonu a canusciri
ta puittasti a lamiera
ma chi ‘nnicchi e ‘nnacchi, ca parienti siemu
u cuppinu sapi i guai ra pignata
sbutriato – secondo me – è uno di quei termini che è quasi impossibile rendere in italiano.
essiri cu cozzu ‘o lampiuni come per dire di essere in brutte acque
@Serena:
sbutratu, per l’esattezza, è l’insaziabile
…avrei detto che una “affriggiusa” è una che “intristisce”, “deprime”, “demoralizza”, “avvilisce” (e quindi sarebbe traducibile con “deprimente”, “avvilente”, etc,)….ma magari mi sbaglio per l’assonanza con l’italiano “affliggere”…
ammuttari u fumu ca stanga o vutari i scuogghi a lantièinna.
…”Bottarisali”… XD
Panormiti, provate a tradurre in lngua italiana:
U’ pani tu manci rarrieri ù cozzu !
Vacci e fallu cà to facci !
Liccasapuni
Longu à màtula
Schippiuni
T’avissinu à siccari ì aggi
A’ minnitta
A’ frocia
U’ falari
U’ mussili
Termino qui per non tediarvi più.
cu si vanta ca so vucca o è scieccu o è cucca
punamanu
paccamaruara
@R.M. “affriggiusa ” da “affliggere” che affligge. Ci sto pensando e questa potrebbe starci. Però anche da “friggere”, “friggitoria”, una che ha la pelle unta, affriggiusa quindi un po’ come il pugliese “nzivosa”, che non è proprio sporca, ma sciatta, disordinata……@giusicilia. Allora ?
@ L’Arituri. Io prendo “Longu a matula” ( non è “ammatula” ? ) . Lo so, vuol dire “alto inutilmente” ( Toni, per esempio, ma solo dopo che andò via da Palermo – ah già..i fischietti ! -). Però, alla lettera, come si traduce ?
@Manuelo:
a matula = invano (credo)
affriggiusa è una che brr ti fa venire la pelle d’oca,è fastidiosa,è un aggettivo che può riguardare sia il fisico ma anche un modo di atteggiarsi,ma per renderlo al meglio ci vorrebbe una foto…
ecco mara carfagna lo è,ma anche l’ex ministro livia turco. Ho reso l’idea?
@ giusicilia. Si, però fino ad un certo punto….
Le famose 4 “P”: paru paru pa’ priessa!
Quann’asciucanu i valati ra Vucciria= qualcosa che si ipotizza non accadrà mai!
Mi cunti i tri ghiorna ru Fistinu= quando ci viene raccontato
un evento o qualcosa che già si conosce benissimo.
-sucuni
-sghignaaa!
-allascati ru battello.
-pigghia r’asciuttu.
-ast’ura v’arrifriscanu!
-e chi cardacia!
-’a sangh’i Papa!
-’a coppula ri parrinu!
-’a torroncino!
-ma bella a virità!
-sè rumani tu cuntu!
-mi sta’ faciennu fari abbili!
-e quann’è? mai?
-e finiemu ‘i cucinari!
-si ficiru i ficu
-fici a fini ru surci
-ciau curò!
Gran bel post e bei commenti!
E’ stato detto (quasi) tutto, vedo che non manca ACCOLLATIVITA’ e nessuno è dotato di PARRAPICCA.
PS A chi ha citato “a trimmutura” mi viene istintivo rispondere: “Tempi che fùro, Mimmo, tempi che fùro!”.
@giusicilia
beh,no…mi confermo nell’idea che una affriggiusa sia – tutto sommato – una tipa deprimente, che affligge…poi l’idea aggiuntiva del “brr”, del brivido, a te è dato dal suono onomatopeico del “ffr”
…con gli esempi poi entriamo nel soggettivo: a te Mara Garfagna fa l’effetto dell’affriggiusa, a me (o non so, a Manuelo) magari ne fa un altro e possibilmente al Presidente un altro ancora – che non penso avrebbe voluto in Consiglio una “affriggiusa”…
si, R.M. forse hai ragione, Silvio non avrebbe voluto in consiglio un’affriggiusa ma una….. escort che fa rima, si, quella si.
a proposito di affriggiusa ricordate che u Signuri unn’affriggi e unn’abbannuna e si cchui puoitti poi rapi puittuna.
siti tutti tischi toschi
mastru r’acqua – idraulico
mastru r’ascia – falegname
mastru ‘nchiappa – un mastro poco accorto e per niente professionale.
mancia ru to mancia e ddru tuu saziatinni
autarchia assoluta.
megghiu una vuota aggiarniari ca centu vuoti arrussicari.
@Manuelo e Ninni: “Longu a matula” alla lettera si traduce: Persona incapace. Non all’altezza del compito.
Mìzzica, ù 3cani taliàvu e
u significatu truvavu.
Sugnu troppu forti, comu l’acitu ri Partinicu.
Ni sintiemu.
ma vogliamo mettere la valenza di un poetico pigghiari cazzi pi ramurazzi con uno scevro prendere lucciole per lanterne?
o pigghiari cazzi ntall’aria con un insignificante prendere falli per l’aere?
Si, Uditore, ma che ne pensi di un “a matula ca cci frischi siddru u scieccu un buoli vìviri”
un t’addriccari – non abituarti, non prenderci gusto.
Volevo a tal proposito dare una piccola spiegazione, magari per quelli che non sono proprio palermitani, sullla fonetica delle lettere “ddr” palermitane che prevede una piccola pressione della lingua sul palato, attenzione, non sugli incisivi, in modo tale da farne fuoriuscire un tremolante suono mix tra la doppia “D” e la “R”.
@Ninni: “a matula ca cci frischi siddru u scieccu un buoli vìviri” secondo il 3cani significa che ” nono- stante lo si possa inutilmente lusingare, (ù scieccu)
non si convince delle spiegazioni perchè pregiudizialmente contrario”
Ora mi và curcu. Baciamu li mani.
Ammatula ti spicci e fai cannuola, ca lu santu è di marmuru e nun sura…traduzione?
un santo che non suda, non fa miracoli, unn’è tantu ruci i mussu.
di un commerciante poco accorto negli affari si dice che accatta ligna e binni cinniri.
formanguanta – schiaffo
tampasiare – andare senza meta
runniarisilla – prendersela con comodo
carcagnata – calcio
tufa – pistola
scifittuni – zuppiera
viririsilla pietri pietri
scippari vastunati
ti fici curriri pi qquantu si lluongu
acchianari i mura lisci
spaiddacuasìatti
@enzo: Traduzione: E’ inutile che ti fai bella (ti affretti a preparati per lui) e fai i boccoli ai capelli, perchè l’uomo che ami non ti guarda nemmeno, non si eccita alla tua vista.
Quann’era nicu, ju era tuostu,
na vota mi futtivu na cascitiedda
ri ficurigna sana sana e mè matri mi retti un 5 e 55.
Ci vosi u Zzù Fofò stuppaculi pi putirimi allibbirari!
A me sembra che lo spirito del post sia stato travisato in parecchi casi. Non stiamo parlando di tutto ma di termini ed espressioni “intraducibili”…
“Ammatula ti spicci e fai cannuola, ca lu santu è di marmuru e nun sura…traduzione?”
Non credo che sia “spicci” ma “allisci”…
E’ inutile che lisci i capelli o fai boccoli per essere piu’ bella davanti alla statua in marmo del santo, perche’ non si emoziona…
Spiegatemi questa:
Ad Arcamo vinnignanu e a Partinico cuogghinu i cuocci.
e batti a mazzi!
Se ti secca mettici l’acqua.
posso dire io la mia? io la conosco come: “è inutili ca intrizzi e fai cannola, lu santu è di marmu e nun sura”.
espressione intraducibile è : ” Avi ù spinnu “.
Cosa mai vorra dire?
Ai panormiti doc l’ardua risposta.
E, ancora, ” un tumminu “
rectius: ” Ci vinni ù spinnu “
chi trunzu i malafiura!
si anch’io la conosco come: “è inutili ca ‘ntrizzi e fai cannola”… Franco Battiato docet. In tal caso potrebbero essere sempre capelli intrecciati
e tuttavia per ritornare al tema del blog:
lupucuviu!
A picciridda è bedda sciacquata, ma ora, comu crisci spica!
Chiaro no?
ncinagghi
Qualimenti
il significato di “assuppaviddano” per quanto ne so non è pioggia a catinella (che Dio la mandi) bensì indica quella pioggia nè tanto forte da scoraggiare i contadini (viddani) a non lavorare nè quella quasi inesistente (u sbrizziu) che consente di lavorare agevolmente; è pertanto quella pioggia live che costringe i viddani alavoare ,a che alla fine della giornata lavorativa si ritrovano colati fradici, da questo deriva il fatto che i contadini “assuppano” la pioggia.
willa scianè???
… e gli amici degli amici con “a spadda ingissata” ?
a sbattisti a cilecca au muru?
Ch’è spriggiusu stu me frati!
- Cu pigghia un turcu, è so’
- Va circannu a strummula Cassaru Cassaru
- U vitti bagghiu bagghiu
-u rumaneddu ca strummula
-cà c è a atta e cà c è u saccu
-nte’ cannarozza
-sticchiu e quasetti ri sita
-arraggiatu
-sa fissìa
-nsirragghiatu
-u signuri avi u perichiummu
-puittare u ciriveddu a lamera
-ncucchia viddichi
firriare a matula; ‘mpardarisi; pezzu ri ‘ncannistratu; scannaliato; sciatri a matri e bogghiu riri; pullanchiella; lapardè; azzaffritto; pi l’armuzza ru tata etc. etc….
N.B. il palermitano molto spesso, nelle parole inizianti per P o V la B
Chi sa tradurre questi termini agrèsti? chiedete a vostro nonno ( se aveva campagna!)
-furra
-risurtaculu
-canaluni
-catusu
-casedda
-maidda
-tumminu
-favucia
-vertula
-frenza
-riseca
buona traduzione!!
Allora, vi do un po’ di termini di cui spero tutti dovremmo conoscere il significato, il cui concetto e’ piu’ o meno difficoltoso da rendere in italiano:
- brunello
- caravigghiaru
- allallatu
- vari tipi di cani (can’i caccia, canazz’i bancata, ‘i mannara)
- (gran) scocca ri camurria
- turilla > tirillusu
- ziccusaria > ziccusu
- firriuna (a pallone)
- lampiata
- chicchiriddu
- chianciananna (“chianci, ‘a nanna…”?)
traducete anche questi:
‘nzitari
murga
pinospira
marghioliu
arrimunnari
spagnuleddu (nn è un piccolo spagnolo bensì un mandarino)
aggigghiare si usa anche con freddo:
“sto aggigghiando dal freddo”;
e poi come si può tradurre:
“va sucati un pruno”
e come spiegare la frase ingiuriosa:
mah…si tuttu matello
che cosa è il ” caca marruggio”?
sarà una persona che spara sentenze senza essere interpellato?
cacamarruggio…. uccello che sta su palo…e lo decora passandoci molto tempo, il nome di Linneo non lo ricordo.
ammuogghia ‘a ‘atta
cu nasci tunnu ‘un po’ moriri quatratu
Si possono tradurre letteralmente ma senza ripettare il senso:
avvolgi il felino
chi nasce tonno non può morire pesce spada….
consala comu voi, è sempri cucuzza;
assa trasi ca c’ha cuanzu…
me ne viene un’altro:
occhi a pampinella
Tutto quello che è scritto mi pare veramente
…sbrex!!!!!
Una domanda: ma quannu asciucanu i balati ra vucciria?
comegghiè (in qualsiasi modo)
socchegghiè (qualsiasi cosa)
finistruni a ppettu Sono i balconi che non hanno estensione esterna)
sciolla – sciallarina ( donna a cui piace vestire in modo particolare ma la prima è quasi offensiva, la seconda è di chi ama farsi notare)
scafazzato
Spiegate ad un milanese avere un “cutugno” e toccarsi la bocca dello stomaco ovvero lo sterno
MISCHIIIINOOO
scricchiari
scricchiata
smarruggiari
sgangulata
schiniari
ciao Crikkia
con tutte queste cose che avete scretto avete fatto venire lo SPINNO di scrivere anche a me!!!
“sfincionello cavuru, scarsu ri ogghiu e chinu ri pruvulazzu” = sfincionello caldo con poco olio e pieno di pepe
Suppilu Suppilu… io sapevo così e non ‘n suppilu ‘n suppilu…
Contestualizzo la frase : “Tè fari muoriri suppilu suppilu”…
“Ti farò morire poco a poco”….in sostanza è un’espressione ripetuta due volte per marcare la sofferenza e il sadismo che ci si metterà nel fare una cosa, soprattutto una cattiva azione verso il prossimo.
@ Giuseppe: soprattutto se lo sfincione è “cu assai ogghio e chinu i pruvulazzo” ….ERESIA!!! U sfinciuni è SCARSU r’uagghiu e chinu i pruvulazzu!
Fra i vari cani…non ho letto i famigerati Can’i bbusunagghia!
ma chi cierchi, a buffa cassa ru cassaru? probabilmente voler ottenere qualcosa sfruttando al massimo la disponibilità di una persona .
scuncumiddata – trad. di qualcosa o qualcuno molto malridotta o di pessima fattura
Si’ ‘na gran “strafalari”: sei una pettegola per eccellenza!
Annacari a buffa cassaru cassaru – vuol dire andare a passeggio con una persona grassa che si muove con un andatura e le movenze ancheggianti e lente.
Aggiungo:
nte i manu
nte i ligna
nte i aiggia
traduz:
che ti possa venire nelle mani (quindi ti cadano)
“nte i ligna” … non lo so
che ti possano seccare le ghiandole vicino
la gola
all’ennesimo “scusi” o “scusa” si risponde:
“cusi e scusi e si fa un bistitu”