martedì 21 nov
  • Amia: la Procura chiede il fallimento e Colimberti si è dimesso

    La Procura di Palermo ha depositato alla cancelleria del Tribunale fallimentare l’istanza con cui chiede il fallimento dell’Amia.

    L’ex direttore generale Orazio Colimberti, per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio per falso in bilancio e false comunicazioni sociali, si è dimesso.

    AGGIORNAMENTO n.1: l’Amia ha diramato una nota in cui si legge: «L’attuale situazione contabile patrimoniale dell’Amia SPA non risulta essere quella diramata oggi. I debiti verso i fornitori dell’azienda da inizio anno sono diminuiti e, ad oggi, ammontano a circa euro 50 milioni. […] Nel corso del 2009 sono stati regolarmente effettuati tutti i pagamenti dovuti nei confronti del personale, del fisco e degli istituti previdenziali ed assistenziali. Per le perdite maturate fino al 31/08/09, con verbale di Assemblea straordinaria notarile il Comune di Palermo, socio unico, in data 15/09/09 ha deliberato che adotterà ogni opportuno provvedimento necessario al risanamento della situazione patrimoniale e del conto economico ed il rilancio dell’azienda sostenendo gli investimenti necessari».

    AGGIORNAMENTO n.2: il sindaco di Palermo Diego Cammarata è intervenuto sulla vicenda. Cammarata ha dichiarato: «Stiamo, ormai da tempo, lavorando per assicurare ad Amia il risanamento e il riequilibrio dei conti attraverso la sua ripatrimonializzazione e assicurando un nuovo contratto di servizio adeguato ai costi che l’Azienda ormai da anni affronta. Un percorso difficile ma virtuoso sul quale c’è il massimo impegno dell’amministrazione comunale. […] Siamo convinti che non esistano i presupposti per arrivare al fallimento dell’azienda, per la quale l’amministrazione comunale ha assunto nel tempo provvedimenti finalizzati tutti a garantire il servizio e il mantenimento dei livelli occupazionali. È stata questa la preoccupazione che ci ha mosso in questi mesi, che ci ha spinto a chiedere ad Amia un nuovo Piano industriale che riducesse al minimo l’adeguamento del corrispettivo dovuto e che ci ha indotto ad adottare i provvedimenti necessari per la ripatrimonializzazione e i successivi investimenti. Ho già dato mandato, come è ovvio, ai legali dell’amministrazione di difendere presso il Tribunale fallimentare le nostre e ragioni e i nostri convincimenti».

    Palermo
  • 31 commenti a “Amia: la Procura chiede il fallimento e Colimberti si è dimesso”

    1. OLE’
      A quando quello del comune???

    2. Ora è proprio giunto il momento che tutti noi, nessuno escluso, amministratori, consiglieri comunali, cittadini, faccia la propria parte mettendo da parte le inutili e sterili ideologie. Vedremo se, chi è chiamato a risolvere i problemi entro poche decine di giorni avrà la serietà e il coraggio di portare avanti proposte serie e definitive, senza che il colore politico e la dittatura dei partiti, faccia da padrone. D auna parte e dall’altra…

    3. Certi post dovrebbero essere costruiti in modo tale che quando si clicca sul titolo dalla home, l’apertura dell’articolo è accompagnata da una musica.
      E mi permetto anche di suggerire una canzone per questo testo:
      http://www.youtube.com/watch?v=IHKl63d-TfM

    4. Come fate a gioire del fallimento di una azienda che anche se lo fa di schifo raccoglie i rifiuti dalle strade di palermo. Se fallisce l’amia, chi pensate verrà a portare via i vostri rifiuti per i prossimi mesi? Babbo natale?
      I responsabili dell’amia vanno giudicati dalla giustizia per il loro non operato corretto. Ma i rifiuti per farli raccogliere ad una nuova società passano mesi, e nel frattempo i rifiuti ce li mangiamo?
      Giustizia va fatta ma i cavoli amari verranno per la civile convivenza dei palermitani in una situazione tipo tempi di crisi rifiuti a napoli, con gli scienziati che appiccheranno decine di roghi ogni giorno!
      Verranno giorni molto molto amari per la nostra città e chi gioisce oggi per il fallimento dell’amia non ha capito molto del prossimo futuro locale.

    5. @Marcodisalvo
      quello che dici è sicuramente vero ma vorrei farti notare che
      1) il costo della raccolta dei rifiuti è spropositato
      2) non c’è modo di salvare l’AMIA
      3) i rifiuti non vengono tuttora raccolti in molte zone di Palermo

      sul dopo AMIA, si dovrà trovare una soluzione, possibilmente più pro mercato

    6. Luciano, tanto per curiosità, hai modo di chiedere come sono organizzati a Nuova York?
      Fanno le gare d’appalto?
      Si comprano i bollini al supermercato e si appiccicano sui sacchi o che?

    7. Un’azienda privata, se mal amministrata, non ha scampo: fallisce.
      Con essa, spesso, fallisce anche chi l’ha governata, pagando con propri beni, la propria casa per esempio, e con la serenita della propria famiglia, un duro prezzo dei propri errori.
      Amen
      Un’azienda pubblica, se mal amministrata, deve fallire.
      Non trovo corretto che, al fine di sopravvivere, possa giovarsi di un sistema di proventi iniqui, addirittura drogati per la semplice, quanto aberrante, neccesità di aumentare le entrate.
      Personalmente, credo che la concorrenza aiuterebbe.
      Supponiamo di cancellare, con un colpo di spugna, l’Amia, sostituita da due/tre/quattro aziende concorrenti fra loro.
      Ogni quartiere (strada?, condominio?) avrebbe la possibilità di scegliere a chi affidare, con contratti non più lunghi che semestrali, raccolta dei rifiuti.
      Magari ho detto una cazzata…

    8. Secondo me il punto da focalizzare, e quindi da cui partire, è che la nostra città è purtroppo malata di cancro.
      Quando uno ha un cancro, se vuole sperare di sopravvivere, che fa? Lo estirpa, anche se il post-estirpazione non sarà ne facile ne piacevole.
      Ecco, L’amia è soltanto uno dei tanti cancri che affligge la nostra città.
      Bisognerebbe avere l’onestà di dire che questa città è stata divorata da ogni amministrazione che si è succeduta.
      Cammarata gli ha dato il colpo di grazia.
      Bisognerebbe avere la forza di mandare a casa tutti coloro che altro non fanno che FOTTERSI LO STIPENDIO ogni santo giorno.
      Ah già, dimenticavo che un altro cancro della nostra città si chiama VOTO DI SCAMBIO.
      Meditate gente, meditate…

    9. @ Luciano Lavecchia
      hai ragione che il costo e’ sproporzionato, e che il servizio non viene effettuato omogeneamente su tutta l’area urbana di Palermo.
      Sicuramente dal 2011 il comune di Palermo, per legge, non puo’ piu’ affidare servizi direttamente alle ex municipalizzate (amia, amap, amat, e amg).
      Quindi i bandi pubblici europei per la fornitura dei servizi che prima gestivano le ex municipalizzate partiranno, ma ci vuole tempo, non sono procedure che si avviano e completano in pochi giorni o settimane.
      Quindi nel frattempo (cioè diversi mesi, forse un anno) chi raccoglie i rifiuti in città ? Questa è la domanda che mi tormenta !

    10. Salvare l’AMIA significa letteralmente “buttare” non meno di 100 milioni di euro direttamente nella monnezza. Ah Ah.
      Rifinanziare questo mostro, senza cambiare il modo in cui essa deve essere gestita, è uno spreco di soldi.
      Rifinanziare un’azienda che non è attrezzata per la raccolta differenziata e che quindi non è pronta ad affrontare il futuro è uno spreco di soldi. Pensate davvero che il centinaio e passa di milioni verrebbero usati in altro modo che non pagare i debiti e riparare i mezzi guasti?
      La famosa sperimentazione di raccolta differenziata porta a porta nel quartiere libertà è uno specchietto per le allodole, per ottenere ulteriori fondi.
      Il problema dei rifiuti è serio, ma andrebbe gestito da un nuovo soggetto, non da quello che l’emergenza l’ha creata. Tornereste da un medico che vi sbagliato un’operazione, amputandovi la gamba sbagliata?
      Davvero gli dareste una seconda chance?

    11. @marcodisalvo
      Già da ora non la raccolgono in periferia. Ed è una storia che va avanti da mesi.
      Secondo me se l’Amia fallisce dovrebbero pensarci in ordine:
      1) l’esercito per qualche settimana
      2) un’azienda temporanea per qualche mese
      3) L’azienda definitiva che vince la gara d’appalto
      dopo circa 6 mesi.
      E’ meglio che fallisce l’Amia anzicchè il comune,
      quello si sarebbe una catastrofe!

    12. @isai panduri
      Sono d’accordissimo con te. Anzi non riesco a capire la gente che non vuole il cambiamento. Si spaventano dei giorni difficili a venire se l’Amia fallisce.. ma perchè finora a Palermo si sente il profumo di rose nelle strade?
      Secondo me chi si fa tutte queste “fisime” o ha interessi specifici verso l’amia per se stesso, per parenti e amici oppure non paga le tasse a cominciare dalla tarsu e perciò del buco di bilancio non gliene può fregar di meno.

    13. grazie cammarata, grazie di cuore
      il tuo compito di amministratore illuminato e proficuo lascia alla città un altro enorme regalo.
      adesso, chi ha memoria, dovrebbe ricordare in eterno i nomi di chi ti ha appoggiato in questo disastro e bandirlo da qualsiasi altra tornata allettorale, per evitare che possa ripetere comportamenti indegni

    14. Consideriamo che fino a quando il presidente dell’amia non porterà i libri in tribunale, il fallimento non potrà mai essere dichiarato.
      [Capisco che i media pompano in una certa direzione, e posso anche condividere, ma le cose che avvengono nella realtà sono altra cosa.]
      Sono d’accordo nelle fasi di raccolta dei rifiuti una volta fallita l’amia:
      1) l’esercito per qualche settimana
      2) un’azienda temporanea per qualche mese (nominata direttamente dal commissionamento dello stato = arriva Protez.Civile)
      3) L’azienda definitiva che vince la gara d’appalto dopo circa x mesi (1 anno ? ).
      Ma il fatto è che l’attuale presidente dell’amia – credo, … poi posso sbagliare – farà di tutto per salvare l’amia producendo il neo piano industriale (ieri ai sindacati) che sinteticamente si basa su questi punti:
      1)
      Ricapitalizzazione. Nel capitale dell’Amia confluirà la proprietà delle azioni del Comune nell’Amg, + alcuni immobili comunali, + un 30 di milioni di euro, provenienti dai finanziamenti dati, a vario titolo, al Comune dallo Stato.
      2)
      Aumento contratto di servizio con il Comune. Derivante da aumento dell’addizionale Irpef comunale = poter aumentare di un 20 milioni di euro all’anno, il corrispettivo che l’Amia riceve per lo svolgimento del servizio di raccolta rifiuti.
      3)
      Investimenti strutturali e ampliamento dei servizi a terzi retribuiti. Lo Cicero ha illustrato tutte le iniziative di riorganizzazione industriale dell’Azienda, comunicando il programma aziendale di voler annullare, completamente (smaltimento percolato escluso) qualunque ipotesi di affidamento di servizi all’esterno.
      4)
      Relazioni sindacali e contratti di solidarietà. Come ipotesi supplementare e di riserva, Lo Cicero ha messo nel conto la possibilità di chiedere, in futuro, ai sindacati due anni di “credito fiduciario”, per chiudere un “patto di solidarietà”.
      4)
      Decreto Berlusconi-Ronchi e capitali privati. In base al recente decreto governativo sul riordino delle società di servizi pubblici controllate da Comuni e province (le cd. società ex municipalizzate), scatta l’obbligo per le autonomie locali di vendere ai privati non meno del 40% delle loro quote azionarie, tramite un “gara pubblica, aperta, in linea con le norme europee”.
      fonte per il piano industriale

    15. straquoto GIU
      diverse ditte private che offrono i loro servizi
      fornitura in comodato dei contenitori per la raccolta differenziata da porre all’interno dei condomini
      o all’interno dei residence
      contratto annuale di somministrazione
      non sembra impossibile
      accidenti! dimenticavo chi difenderà i cittadini e la
      città dall’orda degli ex dipendenti gesip essemme etc?
      (ricordo ancora gli ignobili blocchi stradali degli lsu di qualche anno fa)
      il generale Bava Beccaris ?

    16. “E’ meglio che fallisce l’Amia anzicchè il Comune” credo che qualcuno non abbia capito bene l’ordine di grandezza del problema!!!

    17. infatti Nicola… credo anzi sono certo che non si è ancora capito bene il problema, sia per quanto riguarda il possibile fallimento AMIA (migliaia di dipendenti, migliaia famiglie) che per quanto il dissesto del Comune. Capisco che il primo pensiero per rabbia è quello che possa fallire ma carte alla mano non conviene a nessuno sia ai dipendenti che ai cittadini. E’ un momento nero e l’unica maniera per salvarci e cercare di resistere ancora per qualche mese, ognuno facendo la propria parte e mettendo di lato le ideologie politiche e i ricatti dei partiti

    18. Sono favorevole al fallimento dell’AMIA (anche perchè non credo possibile il suo risanamento senza un piano di ristrutturazione severo e finanziariamente impegnativo). La soluzione migliore è che prima possibile il Comune celebri la gara per l’affidamento della raccolta e gestione dei rifiuti a un’azienda seria. Il bene che dobbiamo difendere è la pulizia nonchè l’igiene della nostra città. Quando vi chiederete perchè la raccolta dei rifiuti è gestita da un’azienda privata piuttosto che da un’azienda pubblica comunale o di palermitani.. pensate a Enzo galioto e diego Cammarata e alla sua fallimentare amministrazione comunale: la peggiore di sempre!

    19. Per i dipendenti potrebbero essere utilizzati degli ammortizzatori sociali e in ogni caso una parte di loro potrà essere riassorbita dalla nuova società che, ci auguriamo, li metta nelle condizioni di lavorare (mezzi e strumenti).

    20. In ogni caso sarebbe il caso di riportare i riflettori sulla gara per la costruzione del termovalorizzatore. Infatti, a detta di motli, tra due annetti la discarica di Bellolampo potrebbe saturarsi.

    21. L’Amia non fallirà, sarà messa in amministrazione controllata.

    22. L’amministrazione controllata non è una condizione definitiva. A qualcosa bisognerà arrivare!

    23. salve a tutti!
      Da quello ke leggo,nessuno sembra preoccuparsi più di tanto dei lavoratori ke perderebbero il posto d lavoro se l’AMIA fallisse,ma tutti voi non sapete in ke condizioni lavorano i dipendenti AMIA,in particolare gli operai ke effettuano la raccolta,ci stiamo “ammazzando la vita”x ripulire la città con quei poki mezzi ke abbiamo a disposizione,lavoriamo in condizioni precaria e il cittadino cosa fà x aiutarci?NIENTE!!!anzi,nei cassonetti e nelle vicinanze butta d tutto!!!è una vergogna!!!l’AMIA,potrà essere inefficiente al momento,ma almeno cerca d fare il massimo con quello ke si ha a disposizione,mentre,nn dico tutti,ma il 90%dei cittadini,è ignobile,x il comportamento molto poco civile ke ha!!!
      E’ anke vero ke all’interno dell’azienda c’è ki nn fa il proprio dovere,ma la maggior parte dà il massimo,spesso annullato dalla poca civiltà del cittadino!!
      Il presidente Lo Cicero c ha promesso il massimo impegno x cercare d far funzionare il tutto il meglio possibile,ma x farlo c vuole tempo è denaro,una volta fatto questo,i servizi vi assicuro ke miglioreranno!!al momento vi posso solo assicurare ke tutti ci stiamo impegnando al massimo x tenere pulita la città!!però abbiamo bisogno della collaborazione di tutti!!x esempio quando vedete qualcuno ke butta rifiuti ingombranti nei cassonetti o materiale edile etc…kiamate le forze dell’ordine,x fare togliere il vizio a queste persone indegne d sporcare la città in tal modo…
      spero sia stato utile il mio intervento,grazie a tutti!!!

    24. beh avete pochi mezzi a disposizione perchè siete tutti esuberi..i soldi se li sono mangiati mica per i viaggi a dubai..ma per pagare mila dipendenti in più con i soldi con cui dovevano pagare le attrezzature..
      e questo per cosa?
      motivi elettorali

      niente di personale ovviamente

    25. dario
      sei in grado di dire QUANTI SIETE e
      se veramente ci sono ESUBERI?
      Fai un confronto con Genova o Torino.
      Effettivamente ho visto netturbini perdere un sacco di tempo a raccogliere i sacchetti da terra, uno per uno, per metterli nel grande autocompattatore che aspettava a motore acceso.Cosi’ la produttivita’ diventa bassissima.
      In quanto ai cittadini,posso aggiungere che sono stato richiamato da un tizio che voleva impedirmi di depositare il sacchetto dentro un cassonetto praticamente vuoto,essendo io estraneo alla zona.
      Ho dovuto spiegargli che era il III cassonetto che
      visitavo in un Km di strada,essendo gli altri stracolmi

    26. come se il problema fossero i rifiuti ingombranti
      certo anche quello
      ma se i ogni gruppo di cassonetti viene svuotato ogni quindici giorni?
      l’immondizia che fa ce la teniamo a casa?
      certo ora il problema è questo
      e tra due anni ci sarà quello discariche

    27. caro dario è inutile che cerchi di spiegare le cose a gente che non vuol capire o quanto meno non vuole collaborare a tenere una città pulita. possono venire a far questo lavoro a palermo tutte le aziende di igiene urbano migliore del mondo ma affinchè i palermitani o almeno quel 90 per cento non si civilizza sarà sempre così.è giusto che i frigoriferi,televisori arredamento o teste di vitello vadano buttate sul marciapiede accanto ai cassonetti,è giusto che i sacchetti siano buttati a qualsiasi ora e vengano appesi pure sui cestini gettacarta in via roma dove quando vai per svuotarli ti si rovescia addosso di tutto anche merda di cavallo o di cane .col dirvi che da operatore ecologico sono molto indignato per le cose che si dicono su di noi che siamo raccomandati, che siamo fannulloni ecc.. provate voi a smerdarvi la città magari ci riuscirete meglio di noi, visto che noi non sappiamo lottare con chi crea discare ad ogni angolo di città o con colui che riempie i scarrabili dei muratori pieni di spazzatura posti a 20 metri dal cassonetto ,oppure con i negozianti che in mezzora non solo ti riempiono il cassonetto ma ne mettono quintale accanto , si forse se verrà una azienda privata quando si asciugheranno le basole della vucciria tutto questo sarà una nuova palermo .

    28. a dimenticavo volevo dire a beppo perchè pensi che siamo in esubero? guarda che non siamo a milano o a firenze dove le strade li puliscono ogni 15 giorni questa è palermo dove la pulisci ora e fra mezzora è di nuovo sporca a già perchè a palermo quando piove , piove spazzatura non aqua.

    29. daccordo con santos e dario. Purtroppo il lavoro effettuato dagli operatori amia viene vanificato entro poche ore dal comportamento illecito di molti cittadini. La “lagnusia” porta la gente a non aprire il cassonetto anche se vuoto e lasciare il sacchetto (pieno anche di frazione differenziabile) per terra. I commercianti, i grandi commercianti che “espropriano” i cassonetti con i loro rifiuti speciali e ingombranti, i quali per almeno il 90% possono essere depositati (anzi devono essere depositati) all’interno dei contenitori per la differenziata (scatoli di cartone, imballaggi…).
      A proposito di esuberi e di personale: chiaramente tra tanti ci sono operatori “svogliati”, diciamo cosi, ma sappiamo che i rifiuti per terra in qualche modo ci arrivano e certo non crescono come margherite. Tempo fa, parlando con un direttore tecnico di una azienda del settore in una città del nord europa, mi diceva che lo spazzamento stradale (che da noi occupa circa 800 persone) viene effetuato solo 3 mesi l’anno! E si è anche giustificato dicendo che purtroppo dovevano farlo in quei tre mesi per effetto della caduta delle foglie autunnali. Quindi sarebbe opportuno fare un bell’esame di coscienza, stare accanto a quei poveri disgrazziati, che si assuppano ogni giorno le nostre schifezze, che le rimuovono e le trasportano dentro quella coacla di bellolampo, immersi in una puzzura che ti rimane addosso per giorni anche se fai mille docce. Ogni tanto parlate con loro e fatevi spiegare i mille problemi che incontrano.

    30. grazie munnizza ogni tanto qualcuno che ragiona con la testa cè e sopratutto non fà politica…

    31. carissimi operatori ecologici, è bello sentire la vostra campana: inutile dire che il vostro punto di vista è comprensibile… ma… fino a un certo punto. Almeno finchè anche voi non ammettete le vostre responsabilità, o meglio le attribuiate, come è più giusto, a chi sta in alto e vi mette nell’impossibilità di lavorare come si deve..
      Il ping pong dell’attribuzione delle responsabilità, fra cittadini da una parte e operatori dall’altra, è a mio parere il modo più sbagliato di affrontare il problema.
      Entrambe le parti sono vittime della cattiva amministrazione dell’azienda e della città.
      Se io ho una rete da letto, gli arredi di una sala da pranzo, una lavatrice ecc. da buttare (e in un’ottica di differenziazione sarebbe una risorsa) che devo fare? Chiamo l’Amia. Mi rispondono che il servizio non è più attivo. Oppure che occorre pagare (ma io pago la tarsu o no?) Un anno fa circa mi rispondevano che era attivo, ma io, povera vecchietta, dovevo prima portarli dal mio terzo piano al piano terra. Allora la vecchietta, che già pagava la tarsu, prima era costratta a chiamare qualche ragazzo, magari di colore, per aiutarla. Oggi non è previsto nemmeno questo. Ti dicono che a causa dell’emergenza, non si può effettuare il servizio punto!
      Oppure, altro caso:
      Il mio condominio si comporta diligentemente, effettua la differenziazione e poi scarica nei cassonetti differenziati sotto casa.Ogni mattina, io vecchietto, che mi sveglio presto, vedo passare il camion AMIA. Una mattina, con i miei occhi alluccuti, vedo i netturbini letteralmente “scippare” il coperchio di plastica di uno dei cassonetti, distruggendolo, e poi buttare tutto nel compattatore, indistintamente. E da quella mattina, ogni mattina la stessa storia. Il materiale viene buttato tutto nel compattatore dell’indifferenziato. (Giuro, mi è stato raccontato da un signore, e gli ho detto di fare un video e darmelo).
      Mi domando: ma in base a quali ordini si effettuano determinate scelte? Chi ha ordinato al tizio che risponde al telefono di dire che il servizio di raccolta dei materiali ingombranti adesso si paga o peggio non è più attivo? Chi ha dato direttive ai netturbini per distruggere i cassonetti e per buttare tutto il differenziato nello stesso camion destinato all’indifferenziato?
      Io non credo sia solo colpa del dipendente del centralino, o del netturbino. Credo che il pesce feta dalla testa.
      Ammetto che i cittadini, essendo la situazione un caos, si comportino in maniera riprovevole, molto spesso. Ma il caos chi l’ha creato?
      E’ il problema di sempre: TRAFFICO, RIFIUTI, tutte emergenze e situazioni caotiche nelle quali la responsabilità è sempre di chi amministra, e di chi è preposto al controllo… i cittadini ci colpano (relativamente parlando) poco.
      Mi piacerebbe sapere come la pensate in proposito.

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