domenica 19 nov
  • 16 commenti a “Nella normalità”

    1. già il fango rimane.

    2. Siamo proprio sicuri che è solo fango?

    3. è amara questa vignetta…
      ma anche azzeccata

    4. Sono overthread ma lo devo dire:
      mentre stavo leggendo questo post, ho acceso a caso la tv metto rai uno, alle 12:45 sento una cantilena che fa più o meno “cocococococo cooo cooocccoccoco” c’è una presentatrice giovane che si “annaca” il pubblico di vecchi che poco convinti applaudono… e la trasmissione di cucina continua.
      Ma dico è possibile che che la rai ci propina questa cose così pacchiane!!!!???
      Ho subito spento la tv.

    5. Non è ancora tornato tutto alla normalità, ancora c’è fango nelle case di chi è stato investito dalla frana a Chiavelli! La protezione civile se ne era andata qualche giorno fa lasciando tutti in asso…!

    6. Infatti la vignetta mi sembra piuttosto eloquente.

    7. MarcoC ti invito a rimanere in tema.

    8. Berlusconi dopo il camping d’Abruzzo ha una nuova proposta per i messinesi: “immaginate di essere alle terme a fare i fanghi”

    9. lobo, questa volta mi sembri di cattivo gusto!
      sotto il fango ci sono ancora morti.
      a palermo il fango può essere metaforico
      a messina è una tomba.

    10. Concordo con Stalker.
      Ma non è una novità.
      Anche se in verità la vignetta rispecchia la durissima realtà.

    11. Cari Nat e stalker lungi da me qualsiasi intenzione di fare dell’ironia su un fatto così tragico come quello di Messina. La mia vignetta aveva però un riferimento più generale. Il fango che ha colpito le nostre città ha dimostrato quanto il luogo dove abitiamo è fragile e quanto abbiamo costruito in spregio a qualsiasi tipo di rispetto del territorio che ci circonda (è di ieri la notizia di quel sindaco siciliano che sta costruendo un hotel sul letto di un fiume). Ma soprattutto il riferimento era al fatto che questo periodo di disagi e di tragedie non ci insegnerà proprio nulla. E’ bastata qualche giornata di sole per farci scordare i casini delle nostre città impreparate (anche) alla normalità delle precipitazioni invernali, città in cui nulla di ciò che di pubblico è stato costruito negli ultimi trent’anni funziona (svincoli inabissati, stazioni della metro che imbarcano acqua ecc.)

    12. lobo, ti stimo troppo per pensare che volessi fare facile ironia. questa vignetta ha cozzato con la mia “sensibilità”, perchè mi sono venuti in mente quei bambini che a scuola non ci tornerano più.
      forse ha influito anche il fatto che questi morti – e qui non parlo di te – mi sono sembrati meno importanti di altri, forse perchè non è partito il carrozzone mediatico, la corsa alla solidarietà e alla commozione, le passerelle con caschetto da pompiere in testa, il plastico della montagna a porta a porta…
      forse perchè questi morti non se li è portati via la pioggia, ma il malaffare e l’arroganza dell’uomo sulla natura, e più di uno li ha sulla coscienza.
      per il resto concordo con le tue considerazioni.

    13. La vignetta di Lobo è molto amara, certo fa sorridere, ma dentro questo disegno c’è tutto il disinteresse e lo sprezzo per il Sud di questo paese. Passa sempre di più l’idea che se il Sud è nelle condizioni in cui è, è solo colpa sua, che deve cavarsela da solo che è un posto che non produce ricchezza dove tutti vivono alla giornata senza avere ne arte ne parte. Il corollario di tutto ciò è che se si stacca una montagna è colpa delle persone che ci hanno costruito sotto. Questo è inammissibile per molti motivi, perché il Sud è più di qualche casa abusiva, è più di unpo’ di voti da usare e di un po’ di persone in grado di acquistare qualche prodotto che si produce al Nord.

    14. mi correggo, casomai ce ne fosse bisogno: mi sembra che questi morti siano stati percepiti come meno importanti di altri….

    15. la scelta dei cartelli AQ sul muro è un riferimento agli sfollati di L’Aquila?

    16. Bernoulli sei veramente diabolico! Purtroppo la “A” e la “a” sono un riferimento ai classici cartelli didattici appesi fino a qualche anno fa nelle scuole elementari. 😉

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