domenica 19 nov
  • Tornare indietro

    Se potesse tornare indietro non si addormenterebbe più. Prenderebbe quella coperta a quadretti rossi e neri e la lancerebbe fuori dal finestrino della macchina. Per buttarla in mezzo alla strada. Perché in mezzo alla strada ci devono stare le cose fituse e vecchie. E invece lei si addormentava sempre, là dietro. Perché si fidava. Perché i bambini si fidano. Le pareva di essere al sicuro mentre le luci e i palazzi correvano veloci, più veloci dei suoi occhi. Ci provava a contarle quelle luci e le seguiva ma non ce la faceva a resistere e allora, con una mano sulla faccia e un’altra ad arricciarsi i capelli, le sembrava di essere dentro l’acqua, con le onde a dondolarla e il freschetto sulla faccia, mentre tu cantavi guidando una canzone che parlava di rose rosse. E certi sogni che faceva. Di voi due su un campo tutto giallo a sprofondarci la testa. Col sole forte forte da fare chiudere gli occhi per non farli piangere…
    Oppure c’era il mare dentro i suoi sogni di picciridda. Un mare quasi sempre calmo. Ma blu scuro, come la coda del pavone sulla credenza. Come quello di quella notte a Mondello quando, al buio, le insegnavi a fare i tuffi e non c’era nessuno, c’era freddo ma lei si sentiva felice. Rideva come una pazza e tu pure. E tu le dicevi contenta “ti stanno spuntando le minne”…si guardava e un poco si affruntava. Aveva solo le mutandine addosso. Ma se eri contenta tu era contenta pure lei.
    Se potesse tornare indietro non ti lascerebbe appoggiare le mani sulle sue spalle. Perché a forza di tenerti, non è cresciuta lei. È rimasta nica. Pure se non si vede. Pure se dimostra di più degli anni che ha.
    Se potesse tornare indietro non invidierebbe i tuoi capelli lunghi lunghi e lisci. E neri. Non li vorrebbe al posto della sua testa riccia e rossa. Russu maligno come suo padre. Gliel’avrai ripetuto cento volte. E lei se l’è calato sempre. Perché si fidava.
    Se potesse tornare indietro non camminerebbe più come te, con le tue scarpe lucide, coi tacchi alti per fare “le prove da grande”, non le vorrebbe più tutte le tue collane di perle finte e smanciate.
    Se potesse tornare indietro non ti aspetterebbe con gli occhi chiusi ma senza dormire, saltando in aria per ogni piccolissimo rumore, mentre il sonno prova a vincere la paura di essere sola e di addormentarsi senza sapere dove sei.
    Se potesse tornare indietro non si farebbe pittare le unghie rosse come le tue. Perché le fa schifo lo smalto che si leva e resta un pezzo di unghia bianca.
    Se potesse tornare indietro non vorrebbe più sentire il tuo odore di borotalco, sudore e sigarette.
    Se potesse tornare indietro non guarderebbe a bocca aperta un toppino con le paillette che brilla quando lo muovi e non penserebbe che è il regalo più bello del mondo.
    Se potesse tornare indietro forse sputerebbe dentro quella bocca inchiappata di rossetto rosso, come la sua, per la prima volta, quella sera…mentre la macchina frena e si ferma e tu le allunghi la coperta a quadretti rossi e neri.
    Se potesse tornare indietro, forse correrebbe lontano, fino a non sentire più il respiro nel petto, perché in mezzo alla strada ci devono stare le cose fituse e vecchie. Non una figlia.

    Palermo
  • 25 commenti a “Tornare indietro”

    1. Mamma mia che botta di prima matina.
      Donna Marì, non s’offenda se mi limito a non dir niente.

    2. senza fiato….. intensa!!!
      un bacino

    3. ….davvero senza fiato.

    4. Maria, ma come ti speccia di prima mattina con ste storie tristi, già c’è malu tempo, ti ci metti pure tu con queste storie, ci resta il tubo del gas!

    5. …pensavo fossi solo io a restar senza parole…
      bello Maria, non riesco adesso ad aggiungere altro

    6. Che dire? leggere cose così lascia sconcertati,indignati… E’ vero è triste leggere cose di questo tipo ma sono cose purtroppo reali!!! Non penso di riuscire a esprimere altro!!! Baci Mary

    7. Ciao Mari sei sempre unica e Bravissima…..

    8. bellissimo Maria…ogni volta rimango immobile davanti allo schermo senza parole e con un’emozione dentro….BRAVA!!!:-)

    9. che faccia ridere o piangere Maria scrive alla grande! a quando un tuo libro?

    10. @Dani molto prima di quanto tu pensi 😉

    11. come sempre

    12. Ancora una volta sei riuscita a colpire i nostri cuori. Grazie.

    13. anima colpita…. brava…

    14. “Una dolce ragazza bionda, Marnie”
      “Oppressa dagli incubi la ragazza è ridotta a uno straccio”

      “Mark (Sean Connery)la conduce a forza dalla madre, una ex prostituta.E lì si scopre la molla della nevrosi.”
      “Ora la ragazza potrà guarire, grazie all’amore e alla devozione di Mark”
      Alfred Hitchcock (castorino)

    15. Tag: Mondello, Palermo, tempo.
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      Ottobre, spiaggia di Mondello, Palermo. La stagione balneare è finita. Operai staranno blandamente lavorando per tirare giù le cabine. Tra filari di legna accatastate e colline di sabbia rimossa, qualcuno avrà trovato il tempo di stendersi al sole, giocare con la sabbia con la voglia di provare un tuffo, l’ultimo prima dell’autunno. Da un po’ di tempo a Palermo l’autunno assomiglia all’inverno, arriva il freddo, quello vero. La lunga estate siciliana è solo un ricordo, si è erosa come la spiaggia di Mondello, un tempo ampia e calda ed ora stretta e umida. Strano che nessuno ne parli. Forse c’è qualcosa di buono in questo. Entrare in fabbrica, negli uffici cioè, con un certo sollievo, perchè almeno lì dentro fa caldo, fosse solo il caldo dei colleghi, del tempo dedicato a commentare il campionato o l’ultimo spettacolo televisivo. A parte i piani alti degli uffici dove si decidono le cose, le cose di Palermo. Vestiti eleganti, forse persino un paio di donne. Per il resto immagino musi lunghi, voci che assumono toni gravi, la tensione che rende il grigio dell’aria quasi nero. E tanto freddo.

    16. Aspetto il libro..:P

    17. già…mi raccomando tempestiva comunicazione!!

    18. Come sempre… senza fiato! Complimenti ancora una volta…

    19. maria sei un’ artista, come tu non saresti mai capace di definirti parlando di te stessa; proprio come i veri grandi artisti

    20. Mi piace molto il tuo modo di scrivere….

    21. Madre “Sdisangata”…e non perchè buttana..nella storia
      della prostituzione ci son state donne costrette a vendersi..ma che hanno protetto i loro figli da tutto e da tutti!
      Marì,hai scritto con lo sguardo innamorato che ogni bimba ha verso la sua mamma… anche verso una madre “Sdisangata”!Senza parole…

    22. La cruda realta viene soppressa dal cinismo di una societa’ la quale predilige avere pittosto che essere , girare la faccia dall’altro lato e’ piu’ facile.
      Uomo un animale che pensa con tanta ” cattiveria”.
      MARIA sempre eccellente.

    23. Grazie per aver dato luce ad alcune ombre …
      che nessuno vuole vedere ….

    24. sei sempre la migliore…anche scrivendo cose cos´tristi e malinconiche!

    25. Grazie assai … a tutti!;-)

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