mercoledì 22 nov
  • Il “papello” riveduto e corretto

    Vediamo se ho capito bene. Tra le due stragi del 1992 Totò Riina propone una trattativa allo Stato attraverso un intermediario, Vito Ciancimino. Vengono messe per iscritto, con il ricatto delle stragi, 12 richieste finalizzate ad attenuare il rischio della carcerazione dura e delle altre misure patrimoniali a carico degli esponenti di Cosa Nostra. L’intelligenza politica di Vito Ciancimino ritiene troppo brutale la forma con cui dette richieste vengono avanzate e propone di riformularle attraverso una parola più diplomatica: riforma,“riforma della giustizia all’americana” con giudici eletti dal popolo, non necessariamente laureati in giurisprudenza purché ultracinquantenni. E, ovviamente, non poteva mancare un accenno al partito del sud …

    Scusate, ma stiamo parlando del 1992 o della cronaca politica di questi giorni?

    Palermo
  • 5 commenti a “Il “papello” riveduto e corretto”

    1. come mai non lo fa notare nessuno?

    2. strano che tutto questo appaia dopo 17 anni…
      a me suona come una buffonata, l’ennesima. Come al solito non si fa antimafia ma si fa politica (o cabaret…)

    3. Già, ci avevo pensato.
      Che i tempi siano maturi per completare “un certo percorso”?

    4. Ora vedrete di che pasta sono fatto!!!
      In primis, il papello della riforma della giustizia, poi quello della repubblica presidenziale, senza dimenticare la “riforma” sul conflitto di interessi che dovrà essere più soft dell’attuale, prevedendo che Mediaset e Rai possano fondersi in una unica società, valorizzando il brand di ciascuna nel core business della tv generalista che comprenda e superi il target
      attuale. Sterilizzare i giornali critici verso il dominus, valorizzando la riforma oligarchica di una casta al potere. Il delfino Cabezzon sarà il n/s Caronte che ci traghetterà nella III Repubblica.

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