sabato 18 nov
  • Quattro chiacchiere con Baricco

    Nelle terre di Carewall non smetterebbero mai di raccontare questa storia, se solo la conoscessero. Non smetterebbero mai di raccontare di parole che scoppiano nel buio come bolle di sapone, di una voce calma e lenta, di un pubblico silente e affamato.
    Intervento eccellente quello di Alessandro Baricco al Premio Mondello Giovani 2009, venerdì. Nello scenario del Teatro Biondo lo scrittore ha affrontato la tematica della giovinezza ripescando nelle sue letture giovanili e nei suoi anni feroci parole preziose da offrire a scrittori emergenti e fan. La giovinezza passa in fretta e si trasforma, eppure alcune cose di essa sembrano rimanere immutate. Ed è a un testo non proprio recentissimo, quale l’Iliade, che Baricco si rivolge per rintracciare gli aspetti più salienti dell’età d’oro. E se il pubblico sbuffa un poco all’idea di rievocare i tristi ricordi liceali legati all’Iliade, si ricrede presto. Achille uno di noi: forte, bello, illeggibile, giovane, come noi.
    Fuori il vento si porta via la polvere, la pioggia bagna tutto, anche me. Carico a testa bassa e la affronto, feroce. Il ritorno a casa è un’Odissea.

    Ospiti
  • 3 commenti a “Quattro chiacchiere con Baricco”

    1. una sintesi fatta bene, anche io ero affamato ed ho ascoltato. un parte che mi è piaciuta dell’intervento è stata quella che i vecchi temono i giovani, ma che loro non sanno di essere temuti, anche, che loro sono bellissimi così come sono,ma tendono ad imitare gli altri

    2. bellissima serata con un baricco nel ruolo di perfetto ammaliatore.

      questo continuerebbero a raccontare, per sempre, nelle terre di Carewell, perchè nessuno possa dimenticare che non si è mai lontani abbastanza per trovarsi..

    3. Senti Francesca, non so se leggerai mai questo messaggio… è bello ciò che dici, e visto che sei semplice, dovresti ricordarti di chi è gente semplice come te. mi fa piacere che pubblichi articoli, e ricordati che hai colleghe universitarie, come me, che vorrebbe un incontro o un dialogo su quest’argomento. La giovinezza passa in fretta ma tu la devi cogliere pienamente la giovinezza con brio e umorismo, passandola con persone con cui potevi passare bei pomeriggi o potevi conoscerle un po’ meglio anche da te…
      Tutti siamo bravi a dire che la giovinezza passa in fretta e si trasforma, ma se una persona per bene come te non la coglie con tutti, preferendo stare con chi solo la circonda, ma non esponendosi un minimo, allora passa sempre tutto in fretta.
      Invece, bisognerebbe che tu avessi goduto e godessi meglio la tua giovinezza, la tua simpatia con colleghe universitarie come me, e con altri, un 3 mesi o 3 mesi e mezzo o quattro, in modo costante e regolare, per aver un feeling reciproco. Poi tocca a te trovare quell’ imput e quell’incipit d’inizio, come altre persone, tra cui anch’io stessa, hanno fatto con te.
      Ciao e buona serata!

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