martedì 30 set
  • Cammarata dice no alla candidatura di Palermo alle Olimpiadi del 2020

    Palermo 2020 - applicant city

    Il sindaco di Palermo Diego Cammarata non darà il suo benestare alla candidatura di Palermo come città ospitante per le Olimpiadi del 2020. Cammarata ha dichiarato: «In queste condizioni non credo a questa candidatura. [...] Mi è sembrata estemporanea e soprattutto non accompagnata dall’indispensabile condivisione istituzionale . [...] Non ho difficoltà a collaborare con le altre istituzioni per portare la città a competere per un traguardo così importante. Però è indispensabile che prima di pensare ad obiettivi di questo tipo si aiuti il capoluogo siciliano a dotarsi delle infrastrutture necessarie. [...] Si tratta di avere un piano serio, un programma condiviso, di non esporre Palermo ad una figuraccia. [...] Non indebolirei la candidatura di altre città italiane alle quali riconosco la titolarità a competere. Ho senso di responsabilità e di rispetto per il mio Paese».

    L’assessore regionale allo Sport Nino Strano ha ribattuto: «Prendiamo atto purtroppo della indisponibilità del sindaco Cammarata a inoltrare al Coni, a sua firma, come prevedono le disposizioni dello stesso Comitato, la richiesta della città di Palermo di essere candidata a ospitare le Olimpiadi del 2020. [...] Peccato. Sfuma un altro sogno dei palermitani».

    Palermo
  • 83 commenti a “Cammarata dice no alla candidatura di Palermo alle Olimpiadi del 2020”

    1. Rispondendo all’amico mangia-mortadella-in-parlamento, questo sogno che sfuma non lo percepisco è l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno.
      Facciamo un sondaggio c’è qualcuno di noi c’è rimasto male? Che voleva le olimpiadi a Palermo?

    2. mi viene solo da pensare: ma che fa, babbiano? cioe’, una candidatura senza la totale adesione del sindaco e dell’amministrazione comunale? come dire, facciamo una mega festa pero’ a casa di un altro e senza neanche dirglielo.. grande serieta’, assessore Strano…

    3. @Marcoc: io, e su facebook troverai diversi gruppi di persone pro olimpiadi a Palermo.
      Noi ci siamo rimasti molto male.
      Personalmente la aggiungerò nel conto delle cose cattive fatte da Cammarata durante questo mandato, in modo da orientarmi meglio alle prosime elezioni…

    4. Un minimo di dignità gli è rimasta. Palermo -nelle condizioni in cui versa oggi- candidata alle Olimpiadi non era affatto credibile.

    5. Assessò, la mortatella ci fici acitu? Ah sti carusi, sa quanno criscirannu! Certo che ci vuole una bella faccia tosta a dire che ci siete rimasti male, senso autocritico zero, andate avanti così che vi troverete sempre bene nella vita :-)

    6. Forse era più fattibile il ponte sullo stretto del Tirreno.

    7. meno male, ma tanto eravamo già bocciati dal presidente del coni

    8. cammarata chi??

    9. Mi sembra uno scambio di battute surreale tra persone che vivono fuori dalla realtà: uno dice che senza ‘condivisione istituzionale’ la candidatura era partita male, l’altro dice che un ‘sogno’ sfuma, come se già il coni non avesse lasciato intendere che la candidatura di Palermo non stava nè in cielo nè in terra (l’obiezione formale nascondeva un’intenzione sostanziale). E poi di nuovo Cammarata che afferma di avere responsabilità e rispetto per l’Italia addirittura, dopo che quello che ha fatto a Palermo… è il corto circuito di una città in cui non esiste un’opinione pubblica in grado di punire queste affermazioni e questi comportamenti alle urne.

    10. Cme non essere d’accordo con Nicola? Il teatro dell’assurdo. Mentre aspettiamo godò, viene o non viene?

    11. “…Peccato. Sfuma un altro sogno dei palermitani…”
      che “strano” , qualcuno conosce i miei sogni prima ancora che io li faccia !
      Ma aspettando Godot, non è che a qualcuno gli viene una idea sensata ogni tanto?

    12. Ah Ah Ah Ah…. dal tenore delle “boutades” che si sono scambiati i due mi viene da dire che la “mortadella” doveva sicuramente essere avariata!!!
      Quando la gente riesce a essere comica senza volerlo!!!

    13. “Non indebolirei la candidatura di altre città italiane alle quali riconosco la titolarità a competere. Ho senso di responsabilità e di rispetto per il mio Paese.”

      Chi gli ha dettato questa frase? Dettata o imposta? Quante caramelle o zuccherini?

      Per quanto riguarda rispetto e responsabilità nei confronti della città di Palermo devo tacere, perlomeno in questo blog, per evitare strascichi giudiziari …
      comunque continuo ad affermare che se gente incapace persino di gestire un condominio di dieci appartamenti si spacciano per politici a capo della città la colpa è principalmente dei palermitani – quelli che votano, o meglio che legittimano il mercimonio elettorale spacciato per politica, assurdo lamentarsi dopo – che li legittimano, che non occupano ad oltranza il palazzo del comune, e che non li per mandano a faticare, ammesso che sappiano esercitare dei mestieri, in posti dove farebbero meno danni …

    14. per = refuso, correggo

    15. Forse l’unica cosa sensata che abbia detto u siggnòssindaco…unn’era cosa pi palemmu!!

    16. non ho dubitato nemmeno per un istante che non ce l’avrebbero MAI assegnata questa olimpiade però questa vicenda non poteva finire così, con un impallinamento di stile mafioso di un sindaco “permanentemente assente” dalla città che si mette di traverso su nonostante che sia ormai fuori dai giochi.
      qua si è fatto sapere oltre lo stretto, anche a chi non era minimamente interessato alla vicenda, che qui da noi sono le cosche locali (politiche o mafiose non fa alcuna differenza!) che comandano e che con queste bisogna trattare per fare qualunque cosa sia che siano olimpiadi o che siano ponti sopra il mare.
      ancora una volta prendo atto che tutto cambia purchè nulla cambi

    17. …intanto chi ha incaricato qualcuno per la realizzazione del logo, e ci ha pagato???

    18. No ma la cosa bella è che se l’arrifardiò, perchè il giorno dell’ufficializzazione aveva detto “Sarei felice di godermi le Olimpiadi da cittadino”…

      (http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/10/14/il-sindaco-una-grande-occasione-ma-potevano.html)

      Perchè ora ha cambiato idea?

    19. Cammarata ?? Io no conosco Cammarata !! io conosco paese di cammarata,conosco pittore cammarata,conosco cataratta ma no conosco sindaco cammarata

    20. … concordo con Donatella…
      chi ha avuto questo zelo di produrre un logo e quanto e’ stato pagato?
      l’incarico e’ stato dato come al solito per amicizia?
      .
      cmq …. ha ragione Cammarata… che di brutte figure se ne intende.
      Palermo, non e’cosa di puntare cosi’ in alto, trovandosi cosi’ in basso…. e chissa’ per quanto altro tempo ci resterà…….

    21. Due cose, la prima:
      “Si tratta di avere un piano serio, un programma condiviso, di non esporre Palermo ad una figuraccia. [...]”
      Forse che Cammarata non espone da anni Palermo a più di una figuraccia?

      La seconda:
      mi vuole dire che ancora nel 2020 saremo in queste condizioni?

    22. Semplicemente cammarata è consapevole dei suoi 8 anni di fallimenti e che è meglio evitare altre brutte figure.
      Senza contare che fare uno sgarbo a Lombardo non ha prezzo.

    23. Quoto non senza brividi la “seconda cosa” di Virus,francamente mi fa paura e spero non sia una profezia!

    24. forse questa è la sola cosa buona che il sindaco ha fatto, ha cercato di essere meno cool e ha raccolto il cervello per capire che palermo si sarebbe fatta ridere dietro

    25. vabbé però n’arristò ‘u logo!
      Signor Strano, se mi legge, mi dice qual è il mio sogno per Palermo?

    26. E’ semplicemente scontro fra PDL e Raffaele Lombardo.

    27. non avevo letto l’articolo del 14/10 del quale “lefkandi” ha postato il link, dopo avere letto il voltafaccia di “sorrisino”(penso un’altra cosa, ma devo autocensurarmi) riformulo le mie domande: la frase che ha “RIPETUTO”, e che io ricopio nel mio post precedente chi gliel’ha suggerita o imposta? E quante caramelle o zuccherino …?
      Ormai leggiamo tutti i giorni di ricatti, scandali organizzati dietro le quinte, foto vendute, carabinieri strani, gente che subisce imposizioni varie, tradimenti, gente che compra altra gente che si vende, insomma nella norma … si fà per dire … tanto i fessi, il popolo fesso voglio dire, non si rivolteranno mai …

    28. timidamente cammarata cerca di dare il suo

    29. Io proverei un po’ di imbarazzo nei panni dei tanti che “una volta tanto” si sentono d’accordo con Cammarata. Mi pare la traduzione di un accordo scellerato tra due tipi di antisiciliani: quelli che vogliono una sicilia come quella di Cammarata e quelli che non la vogliono affatto, in nessun modo. Nel mezzo vari di tipi di “autonomisti” variamente sbeffeggiati da destra e sinistra, ma gli unici che credono ancora in questa terra.
      Bene, per Cammarata sono impossibili le Olimpiadi perché Palermo dovrebbe essere al centro di attenzioni nazionali e di investimenti che la dovrebbero trasformare in un posto civile, e questo per lui e per quelli come lui è semplicemente inammissibile.
      Che mani ci sono da battere a uno come questo? Chi ha la faccia di difenderlo?
      Strano avrà anche mangiato la mortadella in Senato per eccesso di servilismo a Berlusconi, ma cosa ha fatto per il resto di tanto grave? Cosa giustifica tutta questa acredine nei suoi confronti se non la faziosità politica?
      Mi spiace ma io continuo a stare contro Cammarata e ad attribuirgli anche la mancata candidatura alle Olimpiadi.
      E penso con me almeno il 40 % dei palermitani che ha seguito la vicenda come è risultato un po’ da tutti i sondaggi che ho letto; 40 % che diventerebbe in fretta maggioranza se vedessimo un minimo di cambiamento in questa disgraziata città.
      E’ uno scontro tra 1/2 PDL e R.Lombardo? e se anche fosse? Nella vita bisogna schierarsi e non stare a guardare. E mi sembra che qui qualcuno faccia di tutto per non far smuovere di un millimetro la nostra terra, e noi – stando a guardare dicendo che “sono tutti gli siessi” – gli stiamo dando una potentissima mano.

    30. Strano che non si sia informato preventivamente sui passi da compiere per avere una qualche remota possiblità di succesos nel proporre la candidatura di Palermo.

    31. tutti parlano male di cammarata ma lui è stato eletto da noi palermitani e poi è stato rieletto sempre da noi palermitani credo ke il cancro della nostra città siamo noi stessi non c’è voglia di cambiare, la città è immobile da anni, eppure palermo avrebbe le potenzialità per sviluppare una florida economia locale e organizzare grandi eventi: clima favorevole, gente accogliente, posto unico al mondo e da sempre terra di incontro tra diverse culture etc…… non si spiega come una persona come lombardo abbia stravinto le elezioni regionali o un tizio come cammarata abbia vinto di nuovo l’elezioni perchè i siciliani quando vanno a votare dimenticano ke sono loro a scegliere e non l’amico dell’amico che ti dice: “vota per lui ke poi ti diamo una mano a trovare lavoro”.

    32. omey,
      Lombardo nelle disgrazie palermitane c’entra poco o niente, e i suoi uomini sono da tempo giustamente all’opposizione.
      Per il resto penso che un Presidente come lui non ce lo meritiamo. Sta facendo le migliori politiche possibili per la Sicilia mentre la sua stessa maggioranza ne paralizza l’azione, ma tanti siciliani come te non lo capiscono, non lo vogliono capire. Pazienza, ti attende un altro Cuffaro.
      Comunque l’argomento è off topics.
      Qui si parla di Olimpiadi. E noto con piacere dalle dichiarazioni di Cammarata che ha grande amore e rispetto per l’Italia. Mentre non ne ha alcuno evidentemente per Palermo.
      Probabilmente in cuor suo, come tanti, pensa che Palermo non faccia parte di quel paese di cui ha rispetto, e si comporta di conseguenza da sindaco di un paese “forestiero” a servizio di interessi esterni alla nostra città.
      E io che pensavo non fosse capace di amministrare.
      E’ capacissimo ma nella direzione sbagliata.

    33. Bella figura. Un altro bel colpo al prestigio della regione e dei suoi politici. Sarò un po’ naif, ma per me uno come Strano, dopo l’oltraggio al Parlamento con il suo numero della mortadella, dovrebbe essere , scomparso dalla politica. Invece è lì, evidentemente piace alla gggente.

    34. per rispondere al sondaggio di cui sopra: sì, io ci sono rimasto molto male! speravo davvero che con i finanziamenti del comitato olimpico, dello stato e della Regione, si potessero davvero fare tante oper pubbliche per Palermo con la scusa delle Olimpiadi!

    35. Mi colpiscono le parole di Mister Strano : “sfuma un altro sogno dei palermitani”.
      Perchè gli altri quali sono?

    36. per il bene del paese,Palermo ritira la sua canditatura…spirito di sacrificio esemplare, cammarata sei un mito!!!!!

    37. Di tutta questa storia delle olimpiadi a soffrirne è stata solo Palermo e l’intera Sicilia, grazie agli ascari Strano e Cammarata, e agli italiani che si sono presi gioco di noi ponendo mille ostacoli alla candidatura (vedi Petrucci), o mettendola in ridicolo (vedi Gianantonio Stella). Di certo se la Sicilia fosse stata indipendente (come aspiravano i grandi Ruggero Settimo o Andrea Finocchiaro Aprile), tutta questa vergogna non sarebbe accaduta, la candidatura risultava più seria e fattibile, e la Sicilia sicuramente sarebbe stata molto più ricca e con meno problemi di adesso. Ma siamo ancora in tempo, Cammarata a dimostrato di tenere di più all’Italia che a Palermo, ci possiamo liberare ancora di questi politici che fanno gli interessi di Roma e dichiararci indipendenti, tornando a contare nello scenario euromediterraneo, come prima dello sbarco di Garibaldi. ANTUDO

    38. cazzarola… 11 anni per sistemare le cose non bastano?
      Quindi siamo destinati ad essere sommersi dalla munnizza???

      E se non ce la facciamo neanche considerando la vagonata di soldi che arrivano per le Olimpiadi quando ce la faremo?

      Moriremo nta munnizza!!!!!!

    39. Miiii, la prima cosa sensata che sento dire a Cammarata! =D Peccata che l’abbia detta soltanto per andare contro all’MPA e alla corrente del PDL a lui avversa, non per altro.
      E peccato che alle prossime elezioni i palermitani pecoroni rivoteranno a destra, come sempre.

    40. Pino
      …Cammarata a dimostrato di tenere di più all’Italia che a Palermo, …..etc,etc,
      .
      mi hai incuriosito.Si vede che sai cose che noi non sappiamo.Ti puoi spiegare meglio,non solo su Cammarata?

    41. Giogio la Sicilia ha conquistato l’autonomia dopo un’ apra e dura lotta, quindi il nostro statuto è di origine pattizzia, ossia tra due entità paritetiche (Sicilia attraverso il MIS e Italia). Negli anni successivi lo statuto non è stato applicato in tutto (vedi l’art.24 sull’alta corte, art.31 sulla polizia, o l’art.38 sui contributi statali a titolo di solidarietà, e altri), questo per colpa dei politici siciliani, che hanno rinunciato alle prerogative dello statuto, per mettersi a completo servizio di Roma. Già questo era successo nel 1860 quando Garibaldi “sconfisse” il Regno delle due Sicilie, grazie all’aiuto degli inglesi, e a generali Borbonici traditori. Quindi si può dire che è dal 1860 che siamo governati da politici massoni (vedi Crispi o gli appartenenti alla P2)che fanno gli interessi romani comportandosi come se governassero una colonia. Si perche la Sicilia è una colonia dell’Italia da sfruttare come forza lavoro, o per le sue risorse con la complicità della mafia e dei politici traditori della propria terra. Il signor Cammarata non poteva permettere di disturbare le candidature delle città italiane, e ha mascherato ciò con la scusa della solidarietà nazionale, cosa che manca al resto dell’Italia nei confronti della Sicilia.
      p.s.Parlo da indipendentista convinto e non da autonomista del Mpa
      p.p.s.Se vuoi fai una piccola ricerca sull’indipendentismo siciliano, vedrai che tutto quello che ti hanno raccontato dalle elementari in poi è tutta storia falsa e Molto di parte ;) ANTUDO

    42. rispetto le tue opinioni,anche perche’ non ho le tue conoscenze.Effettivamente le mie si fermano ai libri di scuola e lascio il campo a chi ritiene di avere gli argomenti nel caso voglia confutare.
      Ciao

    43. non mi meravigliano le farse di strano e cammarata, che sono attori (o meglio mediocri comparse) di una stessa commedia a cui ormai i siciliani assistono da decenni pur cambiando ogni tanto le maschere….mi meraviglio molto di piu’ di questi nuovi cantastorie del XXI secolo che raccontano di autonomie, di padanie, di rome ladrone…e lo fanno con convinzione….si e’ proprio vero sicilia mia all’abisso non c’e’ piu’ limite e tu ti ci stai infilando dentro sempre di piu’…la coscienza collettiva, la prospettiva storica, la visione rivoluzionaria, nulla esiste piu’…e’ soltanto un palcoscenico dove tanti pupi credono di essere personaggi in cerca d’autore senza sapere che le loro fila sono annodate nelle solite mani…

    44. Dunque le uniche soluzioni possibili sono: 1) recupero dell’identità e della lingua del Popolo Siciliano (cancellati da 150 anni di colonialismo italiano); 2)INDIPENDENZA, e immediato esilio a vita per questi politici che rovinano la nostra Terra.

    45. @Pino, e secondo te l’indipendenza garantirebbe l’esilio di questi scafazzati? io temo che invece l’indipendenza farebbe precipitare la Sicilia nel giro dei paesi del terzo mondo in meno di un anno, con la differenza che i siciliani che emigrano (che sarebbero molto di piu), andrebbero in giro per il mondo come cittadini di serie F (la cittadinanza europea agevola); inoltre, capisco le critiche sul colonialismo avvenuto durante il “risorgimento” (leggere i “panni sporchi dei mille” della pellizzari), pero’, ribadisco, oggi queste fogne di partiti li eleggiamo e scegliamo noi… nessuno li impone da Roma (anzi, certi pessimi modelli li esportiamo!), ergo, non c’e’ piu’ una roma ladrona da compiangere (che poi semmai sarebbe una Torino ladrona), bensi’ una Palermo idiota!

    46. un deterrente potrebbe essere
      INTRODURRE LA RESPONSABILITA’INDIVIDUALE DEGLI AMMINISTRATORI
      e cosi’ vedremo se ci sara’ ancora la corsa a volere fare il pubblico amministratore.
      Serve una classe dirigente vera,preparata,
      che operi nella completa trasparenza
      e che sia soggetta a veri controlli.

    47. giorgio,
      gli amministratori oggi hanno enormi responsabilita’ (da quelle per la sicurezza del lavoro, al danno biologico…); pensa che, come nel caso della Siemens, la disonesta’ degli amministratori ha portato al blocco della consociata italiana per, credo, quasi un anno… le leggi italiane sono estremamente severe nei confronti di dirigenti..il risultato: i dirigenti seri e coscienziosi non dormono la notte; gli altri, se ne fregano (anche perche’ hanno la protezione di qualcuno dietro)

    48. Luciano, e vero che l’indipendenza non assicura l’esilio a vita degli scafazzati, ma per quanto riguarda il rischio di diventare paese del terzo mondo non penso, perche la Sicilia quando è stata indipendente (vedi il regno di Sicilia svevo o anche il regno Borbonico) e sempre stata in grado di badare a se stessa. Secondo te perchè in Sicilia ci sono tanti cognomi come Lombardo, Genovese, Romano e via dicendo? Perche nel passato erano tanti gli italiani che emigravano da noi per il fatto che la Sicilia aveva un’economia attiva. è vero li eleggiamo noi queste persone perchè ormai sono riusciti a cancellare l’amor patrio siciliano, e ci hanno resi schiavi di favoritismi raccomandazioni e parentopoli dobbiamo dire quindi “Sicilia idiota”. Inoltre il colonialismo continua anche oggi con lo sfruttamento del petrolio a spese di Gela, Augusta, Milazzo e della Sicilia tutta, continua oggi con la farsa del ponte, e con altre centinaia di cose subdole come i numerosi disservizi. Poi indipendenza non vuol dire uscire dall’Europa, prendiamo esempio da Malta o dall’Irlanda!
      ANTUDO

    49. Luciano
      per la verita’ mi riferivo agli amministratori della cosa pubblica.Nel privato ormai tutte le compagnie degne di questo nome ragionano sugli obiettivi,a breve,e quando questi non sono raggiunti,le teste saltano.
      Pino
      interessante il fatto che tu guardi al passato,operazione difficilissima perche’ del passato possiamo apprendere quello che ci raccontano i testimoni dell’epoca.E ti ricordo che gli acculturati
      erano tra le classi dominanti.
      Puo’ darsi che la Sicilia a quei tempi era in grado di badare a se’ stessa,ma a quali condizioni?
      C’era una classe cosidetta nobiliare,piena di privilegi
      poi venivano gli ecclesiastici,e poi tutti gli altri a raccogliere briciole.
      Oggi nessuno vuole le briciole(anche se poi di briciole in verita’ vive la massa ).
      In quanto all’affermazione”Sicilia Idiota”,
      sicuramente condivisibile fino a qualche anno fa,
      oggi mi pare che ci sia piu’ consapevolezza,maturita’,e molta gente ha aperto gli occhi.Purtroppo la cosa e’ limitata a quanti stanno in Rete.

    50. Grazie per non aver pubblicato il mio post di ieri,poi mi spiegate perche’,non ho mica offeso Cammarata e allora?”Piffauri Rosalio”siamo alle solite,guai a chi tocca il Sindaco.Comunque,dicevo che condivido e aprezzo il pensiero di “Pino”e la sua ricostruzione storica,la penso come te in tutto……

    51. Giorgio
      è vero la storia è maestra di vita, ma comunque anche nel resto d’Europa e del mondo c’erano delle classi dominatrici, mentre il popolo soffriva, poi le cose cambiarono. Naturalmente l’indipendenza costerà qualche sacrificio, ma sicuramente con le risorse che la Sicilia ha e con i Siciliani stessi (non crediamo allo stereotipo italiano Sicilia=mafia=popolo fannullone che chiede sempre aiuto a Roma) l’isola tornerà a contare nello scenario euromediterraneo e mondiale, potendo badare benissimo a se stessa. Sul fatto che molta gente ha aperto gli occhi è vero quello che dici tu. Infatti quando parlo di indipendentismo siciliano molti sgranano gli occhi pensando che sia attivista della Lega(la Padania non esiste come entità è un invenzione di Bossi, la Sicilia esiste ed è una nazione come lo sono la Scozia la Sardegna e la Catalogna) non sapendo che l’indipendentismo siciliano ha scritto sin dal Vespro pagine gloriose della storia. Ma in rete ho notato che molti siciliani stanno aprendo gli occhi(come ha fatto No one came che ringrazio per l’appoggio), e si stanno rendendo conto che il legame con l’Italia ci ha portato in un baratro profondo, e per uscirne dobbiamo scinderlo. Sul fatto che la Sicilia è una nazione ti propongo un pezzo del panphlet di Antonio Canepa “la Sicilia ai Siciliani” che consiglio di leggerti: « …Iddio le stese d’ogni intorno i mari per separarla da tutt’altra terra e difenderla dai suoi nemici. La fece così grande di estensione, temperata di clima, fertile di suolo, da bastare non soltanto alla vita di più milioni di uomini, ma anche ai comodi, al lusso, ad ogni godimento, ad ogni industria, ad ogni commercio…. »
      ANTUDO

    52. Caro Pino, apprezzo il tuo ideale di una Sicilia indipendente, io vivo da trentanni in Sardegna, ma lasciami dire quant’è diverso lo spirito e la fierezza dei sardi.
      Molti comuni, e la Provincia di Cagliari, pubblicano gli atti pubblici in Italiano ed in “limba”, in molte scuole dell’ Isola si insegna il sardo, nelle diverse varianti e non si rimprovera chi si espriem nella propria lingua madre.A Palermo, nei miei ricordi, erano bacchettate se parlavi in dialetto.
      Nei quotidiani locali sono frequenti gli interventi in limba, articoli e saggi politici.Il tutto scritto e pubblicato con passione e con naturalezza.
      C’è una discreta pubblicazione anche di poesie e racconti. In due parole una limba viva, del 2009, in una terra dove è nata Video on line, che nel lontano 1982 circa era il primo provider europeo, insomma dove la rete internet ha visto materialmente la luce.
      Si può dunque coniugare la conoscenza delle lingue inglese o spagnolo e nel contempo parlare l’italiano o il sardo. Con uguale dignità.
      Questo in Sicilia manca quasi del tutto. Chiedi in giro chi conosce lo Statuto della Regione Siciliana, chi conosce la sua attuazione, chi le proposte di cambiare alcuni articoli….Manca un vero sentimento autunomistico, figuriamoci di imdipendentismo…
      Con simpatia….

    53. Gianni hai ragione in Sardegna lo spirito sardo è vivo, proprio perchè ai sardi è permesso parlare la propria lingua. In Sicilia invece no perchè non c’è la volontà da parte degli amministratori siciliani. come diceva Ignazio Buttitta:
      “Un populu
      mittitilu a catina
      spughiatilu
      attuppatici a vucca
      è ancora libiru.
      (…)
      Un populu
      diventa poviru e servu
      quannu ci arrubbanu a lingua
      addutata di patri:
      è persu pi sempri.”
      Ossia se al popolo viene tolta la lingua dei padri perde la propria identità e diventa schiavo. è il caso emblematico della Sicilia, che a perso la propria identità (esempio emblematico, in questi giorni vediamo avanzare sempre più l’americana hallowen a scapito della siciliana festa dei morti). è vero possiamo coniugare inglese, spagnolo, arabo, italiano con il siciliano che è una antica lingua dichiarata tale dall’ONU e dall’EU, a pari del sardo e del ladino, ma non riconosciuta dall’Italia e sopratutto dagli schiavetti italiani che per ora ci stanno rovinando con la loro incapacità d’agire. Questo sentimento di imdipendentismo manca perchè i siciliani si stanno trasformando in popolo senza storia, si sta dimenticando sempre più la lezione del Vespro, ma penso che le cose cambieranno…
      ANTUDO

    54. Pino
      andiamo al dunque
      sei in grado di abbozzare un Progetto Sicilia?
      Scrivi le prime 10 cose da fare elencandole in termini di priorita’
      mettigli accanto un numerino che indichi il grado di difficolta'(da 0 a 10)
      Zero = difficolta’ zero.
      10 = difficolta’ massima.

    55. L’indipendenza della Sicilia non è compatibile con lo standard economico a cui siamo abituati. I siciliani sono disposti a divenire più poveri di come sono adesso pur di conquistare l’indipendenza? Non credo. La Sicilia non ha risorse naturali significative e oltre 5 milioni di abitanti e forti carenze infrastrutturali, la Sardegna 1 milione 600 mila abitanti ma le sue infrastrutture sono dimensionate per una popolazione doppia. Per attrarre capitali il reddito medio dei siciliani quindi il costo del lavoro dovrebbe essere paragonabile quantomeno a quello della Polonia o della Romania, faccio notare che ci sono imprese che dalla Cina si stanno spostando in Afghanistan… Prima di sognare bisogna fare i conti.

    56. Pepè,
      La Sicilia non ha risorse naturali????
      Lo sai che produciamo quasi il 20 % in più dell’energia che consumiamo e il resto lo “regaliamo” al continente?
      Lo sai che questa produzione è tutta in mano di gruppi italiani (Enel) che ci vendono l’energia che producono nel nostro stesso territorio e non solo si portano via profitti che non avrebbero se non avessero dietro lo stato italiano a difenderli ma che le tasse le pagano pure fuori dall’isola e ci beffano così due volte.
      Lo sai che il petrolio estratto nell’isola è il 200 % del fabbisogno siciliano e il 10 % di quello italiano? E anche qui sai che fine fanno profitti e tributi su queste risorse?
      Lo sai che il 60 % del fabbisogno di prodotti petroliferi proviene dalla Sicilia?
      Lo sai che i risparmi dei siciliani (persino quelli dei vecchietti alla posta) servono a finanziare gli investimenti del continente che poi,se richiediamo un prestito ce li rigira a interessi da usurai? Lo sai che è così perché la Banca d’Italia ha organizzato il saccheggio sistematico di tutte le banche siciliane?
      E potrei continuare.
      Quanto ai redditi da lavoro raggiungerebbero il loro equilibrio, non so se più basso o più alto di quello italiano, ma certo di livello europeo occidentale.
      Oggi in Sicilia ci sono due mercati del lavoro: uno “italiano” che interessa i pochi privilegiati che non lavorano in nero, artificiale, e fonte di disoccupazione, e uno vero, in senso economico, che però è in nero e quindi è privo di ogni tutela.
      L’indipendenza farebbe forse, ma molto forse, perdere qualche piccolo privilegio alle élite del primo (qualche megadirigente pubblico, qualche professore ordinario) ma farebbe emergere tutto il resto dando dignità ad un popolo di reietti.
      I Siciliani diventerebbero solo più ricchi se questo sistematico ordine di rapina cessasse insieme alla dominazione italiana.
      I conti li abbiamo fatto e “ci risultarono giusti”.
      Solo che i veri conti non ce li fanno mai conoscere.
      Tu credi ancora alla favola dell’Italia che mantiene la Sicilia…

    57. Massimo. Mio padre nel 1947 era indipendentista, da lui ho appreso un bel pò di cose al riguardo, credo di saperne abbastanza. La tradizione popolare musicale e letteraria è finita già da un secolo, non si è trasformata in qualcos’altro, ormai è roba da museo, pure i “morti” sono morti. Interessante, il petrolio. Abbiamo le raffinerie, appartengono a grandi multinazionali, pensi di sicilianazionalizzarle? Pensi di aver la forza contrattuale per fargliele mantenere in loco? Vorrei vedere quanto combustibile si produce a partire dal nostro petrolio, a me risulta che viene impiegato nella produzione diderivati chimici, chimica fine ecc. Potremmo parlare di energia solare, ma possiamo produrre a che costo? I macromodelli di produzione li avete disegnati? Il fabbisogno di risorse finanziarie per sostenere questa trasformazione? I potenziali investitori perché dovrebbero spendere in Sicilia? Pensi che da soli abbiamo risorse finanziarie sufficienti per sostenere questo cambiamento, che richiederebbe almeno 20 anni di duro lavoro? L’idea in sé non sarebbe da buttare, ma le enunciazioni di principio non mi interessano. Vediamo i numeri nei dettagli poi valutiamo se possiamo fare da soli.

    58. @Massimo (scusate l’OT) Tu asserisci che ci sono due mercati del lavoro, quello italiano che interessa pochi e quello vero che però è in nero, l’indipendenza lo farebbe emergere. In nero non significa solo senza contratto, significa anche remunerazione ridotta, niente ferie, assicurazione sociale, copertura malattie etc. e che l’indipendenza farebbe emergere questo secondo mercato. Dunque tu confermi che con l’indipendenza i redditi siciliani subirebbero una sostanziale riduzione, perché i redditi dei dipendenti pubblici (mercato del lavoro italiano) e i dipendenti delle aziende che applicano i contratti nazionali sarebbero allineati verso il basso, verso il mercato del lavoro reale, quello in nero.

    59. Ragazzi.. In questi giorni mi sembra di assistere alla deriva del paese Italia e dei sottopaesi regionali. il paese è sfilacciato, senza direzione alcuna, stretto tra spinte centrifughe e ragionamenti risibili di autonomia o secessione. Io sono, paradossalmente, un siciliano autonomista. Io infatti credo che la Sicilia dovrebbe avere la forza “culturale” di autogovernarsi senza cedere ai ricatti della politica nazionale. Il mio modello è la Baviera. Il partito bavarese è organico ai conservatori tedeschi, ma mai asservito. L’autonomia intesa come separazione è tuttaltra cosa. Dal punto di vista fattuale è semplicemente costosa: le scissioni costano e costano tanto (mentre invece le fusioni consentono risparmi); dal punto di vista strategico è un’incognita: non è solo il problema dell’energia, ma anche il problema delle istituzioni e della classe dirigente, che in Sicilia semplicemente non esistono!! Il problema del mercato del lavoro o di altro da voi evocato, vi assicuro, è un problema secondario… molto secondario in questa discussione.

    60. Il problema della Sicilia non è il lavoro che manca… ma il lavoro che la gente non vuole fare!! Ma li leggete i giornali? I dipendenti Amia SM hanno fatto il casino e impedito ai mezzi dell’azienda di uscire per effettuare la raccolta dei rifiuti. Vogliono che i loro stipendi siano pagati. Giusto. Ma la mia domanda è: per assicurare a questa gente un tozzo di pane era necessario farli assumere dall’AMIA? Non sarebbe stato più opportuno lasciare in efficienza l’AMIA e avviare nel contempo un piano di ammortizzatori sociali diffusi e prolungati per quei poveracci??

    61. La confusione che, a livello politico e strategico, sta attraversando il nostro paese per me è frustrante.
      Leggevo che con i fondi FAS sarà finanziata la costruzione del quinto aeroporto siciliano a Licata. Ma serve a qualcosa questo aeroporto? Bu! Qualcuno può spiegarci? E in ogni caso, prima di costruire il quinto aeroporto siciliano, ammesso che sia utile, non sarebbe stato il caso di finanziare il completamento della rete fognaria di Palermo?? E poi, al di là dei finanziamenti, se non esiste una classe dirigente capace, come possiamo sperare di portare a compimento le opere finanziate? Avete letto che la ditta Cariboni è fallita? Questo significa che tre delle opere più importanti che la nostra città aspetta da tempo (collettore fognario sudorientale, sottopasso di via perpignano e raddoppio del ponte corleone) saranno realizzate chissà quando!! E sapete perchè? Perchè adesso l’amministrazione del buon (?!?!) Cammarata dovrebbe scrivere un nuovo bando di gara, dovrebbe celebrare una nuova gara… ma vista l’assoluta preparazione dell’uomo e la sua eccelsa capacità come amministratore chissà quando se ne parla!!! E voi pensate all’indipendenza…

    62. tutto quello che dite deve essere validato
      con una analisi numerica,altrimenti serve poco.
      In quanto alle Banche,
      chi si ricorda perche’ e’ fallita la
      Cassa di Risparmio delle Province Siciliane?
      Quali furono i motivi?
      Ed Il BdS,
      che fine avrebbe fatto senza la fusione in Unicredit?

    63. Pepè
      non è vero che le tradizioni popolari come i morti o la lingua siciliana sono morti o trasformati, lo saranno di certo tra i “fighettini” di Palermo e dei grossi centri siciliani, ma non nei paesi che rappresentano l’80% dei siciliani. Io non penserei alla nazinalizzazione del petrolio, ma almeno a far arrivare le tasse pagate dalle multinazionali non a Roma o a Milano, ma a Palermo(naturalmente tutto ciò dovrebbe comportare una classe politica seria che al momento non abbiamo). Poi c’è da considerare l’energia alternativa (solare sopratutto), non penso che dai soldi del petrolio non si possano costruire pannelli per ogni scuola, municipio o condominio. Poi ti ricordo che esistono gli accordi internazionali, e così come Malta fa accordi con stati petroliferi per “sopravivere” non vedo perchè la Sicilia non possa. La Sicilia a tutte le risorse possibili per attirare investitori esteri, pensiamo all’Etnavalley(che l’incapacità dei politici sta portando alla deriva), pensiamo alle ricchezze storico artistiche e naturali, pensiamo che non ci dobbiamo dare per sconfitti. Molti pensano, ed è colpa dell’Italia se la pensano così, che la Sicilia non c’è la può fare da sola, ma pensiamo che tra la fine del ‘500 e tutto il ‘600 l’economia agricola era così florida che furono fondati più di cento borghi nell’interno, che a Palermo furono inventate le “polizze”, antenate dell’attuale carta-moneta, quando in tutta l’Europa girava solo la moneta metallica, che a Messina i Gesuiti costituirono il loro Collegio Primario, prima “scuola superiore” d’Europa nel senso moderno, che la Sicilia ha donato l’istituzione parlamentare al mondo intero e che, dai primi del Trecento, fu unica monarchia costituzionale d’Europa, che si dotò della prima Costituzione in senso moderno tra gli stati italiani nel 1812, e molte altre cose ancora, e non ditemi che la Sicilia ha subito tante “dominazioni”, perchè ogni Re che regnava in Sicilia doveva giurare sulla Costituzione siciliana del Vespro, e non poteva imporre nuovi tributi senza che il Parlamento di Sicilia lo avesse regolarmente approvato. Sul fatto dei politici odierni questi si sono fatti schifiare, perchè hanno trovato la gallina dalle uova d’oro, prima in Torino ora a Roma, che li tutela per poterci rendere schiavi. Ma poi io dico ma sono sordi o ciechi non leggono o sentono tutte le lamentele della gente, anche quelle attraverso internet, ma ne hanno dignità o amor patrio?
      Giorgio ci provo e scusami eventuali im precisioni:
      1)attuare in toto lo statuto regionale siciliano, secondo il programma del MPA 0, con le persone che lo compongono 8(per non essere pessimisti)
      2)recupero della lingua siciliana, in teoria 0(serve una semplice legge regionale) in pratica 10
      3)recupero dell’identità del popolo siciliano, 3, 0 se tutti ci impegnamo (basta esporre una bandiera siciliana per esempio)
      4)diventare il centro dell’euromediterraneo, geograficamente lo siamo quindi 0, ma siamo governati da incapaci 10
      5)no al ponte non ne abbiamo bisogno, si alle infrastrutture che servono 5
      6)sostenere i distretti industriali già esistenti 4
      7)impedire la fuga dei cervelli 3
      8)attirare capitali esteri 4
      9)puntare sul turismo 1
      10)eliminare totalmente la mafia 7(qui serve una legge che mettà l’ergastolo ai mafiosi di ogni tipo)
      certo serve anche altro, ma la storia ci insegna che la Sicilia è forte quindi approfittiamone.
      ANTUDO

    64. Giovanni, come darti torto? Il Trentino e l’alto Adige non sono indipendenti ma funzionano benissimo. Dopo il 1947 una non piccola quota degli indipendentisti si è venduta al miglior offerente. La Sicilia era provincia già al tempo degli antichi romani, per trovare una Sicilia autonoma potente e fiorente bisogna risalire al tempo della Magna Grecia. Anche la tanto decantata parentesi Altavilla Hohenstaufen non ha alcun significato se la si osserva dal punto di vista dell’identità siciliana, a quel tempo infatti la Sicilia era abitata da bizantini, berberi, arabi, normanni, lombardi etc. I Vespri determinarono un colpo di Stato solo perché il moto popolare di ribellione alle angherie fu sostenuto dai baroni che non tolleravano l’autorità centrale forte degli Angiò ma non avevano intenzione di accordarsi politicamente tant’è che consegnarono la corona a Federico d’Aragona col patto che si disinteressasse della Sicilia. Si può essere provincia dignitosamente, dipende dagli uomini.

    65. Turismo 1, sembra facile. Da dove cominciamo? Cominciamo dalla candidatura alle Olimpiadi? Dalla presentazione al pubblico di un logo difforme rispetto a quanto ammesso? Dagli accordi preventivi con il CONI che evidentemente non ci sono stati, cioè dalla mancanza di capacità politica? Proseguiamo…

    66. Pepè
      Ma non si possono ignorare 2000 anni di storia, e considerare solo gli ultimi 150(di rapina)!
      Durante l’epoca romana la provincia Sicilia(che non era considerata dai romani facente parte dell’Italia) si ribbellò almeno 5 volte, e tutte da moto popolare tenendo sotto scacco i romani. Ai tempi della Magna Grecia i siracusani arrivarono ad assediare Cartagine, e Siracusa non fu l’unica città potente dell’isola. Durante il periodo svevo secondo te perchè la Sicilia era abitata da bizantini, berberi, arabi, normanni, lombardi,( e i siciliani dove li metti? sono arrivati dopo?)perchè riusciva con la sue risorse e l’economia attiva a bastare per i Siciliani e per gente di fuori, era una sorta di America del tempo(non voglio esagerare). Vedi comunque che lo stato di Federico II era il classico esempio di stato accentuato, e i baroni durante il suo regno non si lamentarono. Il Vespro deriva dal fatto che gli angioini non rispettarono più il Parlamento siciliano, trasferirono la capitale da Palermo a Napoli, e imposero nuove tasse(un po come hanno fatto i Savoia). Poi Federico III d’Aragona o Di Trinacria non si disinteressò alla Sicilia anzi…fu lui a proseguire la guerra del vespro per proteggere il regno di Trinacria (la Sicilia) dalle mire degli Angioini, e combattè anche contro il Papa per proteggere il suo regno. La maggioir parte delle persone però non conoscono nulla di tutto ciò. Vi ricordo che i Savoia nel 1860 saccheggiarono le ingenti risorse auree dal Banco di Napoli e dal Banco di Sicilia per pagarsi gli ingenti debiti di guerra anche la possibile chiusura del Banco di Sicilia deriva da ciò….purtroppo il danno la maestra della scuola elementere lo ha già fatto.
      ANTUDO

    67. Pepè
      cominciamo dalle risorse storico ambientali e naturali della Sicilia, ne ha molte. Sulle Olimpiadi i nostri politici oltre ad essere schiavetti dello stato che però sono pagati profumatamente, sono pure i giullari di Roma e dell’intera Italia. Se sono deficenti l’unica soluzione e mandarli a casa(per non dire altro), e staccarci dalla sanguisuga che ci sta succhiando la linfa vitale e la nostra sicilianità.
      ANTUDO

    68. Pino io interpreto la nostra storia remota in modo diverso da te ma non è questo il punto. Le risorse storico ambientali comportano logistica e marketing. Come li porti i turisti, quanto tempo ci restano, dove alloggiano, cosa mangiano che ambiente trovano (munnizza) standard di qualità e di processo etc. etc Ecco perché ho menzionato le Olimpiadi, evento paradigmatico di come siamo quando siamo isolani. Dunque l’incremento del turismo è un problema che richiede molte soluzioni, non mi sembra così facile “puntare sul turismo”. In Sicilia i posti letto nel turismo sono fermi da oltre 20 anni, mi dicono per limitare la competizione e assicurarsi i pieni in alta stagione. Certamente gli eventi del 1860 rimpinguarono le casse dei Savoia che erano vuote a causa delle continue guerre d’espansione, mentre quelli dei Borbone napoletani erano strapiene. A parte la lingua inglese, che è parlata correntemente da una frazione trascurabile della popolazione (a differenza degl irlandesi e dei maltesi) non vedo ragioni ostative all’indipendenza economica della Sicilia, se non i siciliani stessi. Quando esibirete i numeri economici che assicurano la conservazione del reddito medio procapite in caso d’indipendenza ne riparleremo, è uno sforzo straordinario vi auguro di riuscire nell’intento di modellare una possibile economia alternativa all’attuale, ma secondo me la difficoltà maggiore è far cambiare il pensiero collettivo.

    69. Pepè rispetto la tua opinione, ma la penso diversamente da te. è vero che i peggior nemici della Sicilia sono i siciliani stessi, quindi ammetto che una cosa è dire mandiamo a casa questi politici (sempre per non dire altro!), una cosa è far cambiare la mentalità dei siciliani per non rovinarsi più votando questi quattro(per dire quattro) scafazzati. Io non dicevo di puntare solo sul turismo, ma anche sull’agricoltura (pensiamo agli agrumi della conca d’oro, o quello che resta), sull’industria, insomma su tutti i campi verso i quali uno stato x agisce per poter esistere. Forse sono uno dei pochi a pensarla così, ma penso fermamente che la Sicilia e i siciliani sono in grado di badare a se stessi, di accrescere il tenore di vita, proteggere la propria identità, e contare nello scenario, perche no, mondiale. Ma attenzione io penso che sia meglio l’indipendenza per appunto toglierci definitivamente gli attuali problemi, o almeno di migliorarli di molto visto che sembriamo un paese del terzo mondo. La nostra attuale economia conta poche attività imprenditoriali d’eccellenza assediate dal pizzo dei mafiosi e dalla burocrazia italiana, contiamo gli stessi posti letto di 20 anni fa sempre per l’incapacità dei politici che non sanno cogliere al balzo le bellezze che la Sicilia offre, e alcune volte permetteno il loro deturpamento. Io penso che staccandoci dall’Italia gli attuali politici non si troveranno più protetti da Roma, mancheranno si i soldi mandati da li, ma perlomeno non ci sarà più u mancia-mancia dei politici. In definitiva secondo me 5 milioni di siciliani sono in grado di badare a se stessi con le proprie risorse, e portare uno sviluppo economico come si è assistito in passato, dove le esportazioni siciliane erano tante, e l’economia quasi quasi era più attiva di ora. Purtroppo questo lo possiamo pensare o perlomeno conoscere in pochi la maggior parte dei siciliani sono assuefatti dalle caxxate sparate dall’Italia, a cominciare dalla nostra storia, e sono assuefatti da pupiddi come Cammarata & Co.
      ANTUDO

    70. Vi invito a rimanere in tema. Grazie.

    71. No one came già, siamo alle solite: se non è stato pubblicato violava la policy dei commenti e le spiegazioni andrebbero chieste per e-mail.

    72. Pino
      probabilmente Cammarata ha rinunciato alle Olimpiadi
      perche’ qualcuno gli ha fatto capire che a Palermo sarebbero serviti molti piu’ soldi rispetto ad altre citta’ piu’ infrastrutturate per una evenienza di questo tipo.
      Vedo che hai svolto l’esercizio su un possibile Progetto Sicilia.Quello che hai scritto e’ una buona base per approfondire e discutere.
      Adesso puoi sintetizzare in quali settori oggi
      la Sicilia trae la sua maggiore ricchezza?
      E con quale gettito?

    73. Giorgio
      Cammarata ha rinunciato alle Olimpiadi per vari motivi: per non distubare le candidature italiane di Venezia e Roma, per fare uno sgarbo a Lombardo, perchè il cervello gli si è attivato per un attimo, ha smesso di ridere, e ha capito che la città è paragonabile alle bidonville africane per lo stato in cui si trova (chissà se si è reso conto che è anche colpa sua?). Sulle fonti di ricchezza della Sicilia penso che almeno il 70% è composto da terziario (visto l’enormità dei dipendenti di regione, provincie e città), fonte di potere e legittimità per i politici siciliani, nutriti dai soldi di Roma, e protetti da favoritismi, parentopoli e raccomandazioni(così si spiega il 70% che in questo caso è solo fonte di reddito per quei dipendenti, che però guadagnano e spendono almeno mettendo in moto l’economia delle città). Il resto deriva dal turismo(per fortuna sono ancora tanti i turisti che vengono quì), agricoltura(sia quella tradizionale, che quella d’eccellenza come i vini), e in parte minore dai distretti industriali, o dallo sfruttamento delle risorse(la Sicilia produce da sola il 90% del petrolio italiano, e dai noi la benzina costa come il resto d’Italia: perchè?). Non bisogna scordare i contributi europei o i contributi statali
      che spettano alla Sicilia come spettano alle altre regioni d’Italia. Ma la maggior parte di questi contributi sappiamo tutti che fine fanno. Infine ti voglio ricordare che io parto dal presupposto che la Sicilia non è Italia.
      ANTUDO

    74. Pino
      intanto prendiamo atto che i problemi economici non riguardano solo il Comune di Palermo,ma moltissimi Comuni Siciliani.Porto ad esempio un caso particolare il debito che questi comuni hanno verso l’Amia , contribuendo alla crisi di questo settore.
      La presenza di un terziario sovradimensionato puo’
      fare arrivare alla Sicilia risorse (dallo Stato,quindi
      dal surplus delle regioni industrializzate)
      che poi sostengono i consumi,anche se mortificano “l’orgoglio siciliano”
      (cosa di cui dubito siano consapevoli molti tra quelli che sentono e proclamano questo orgoglio).
      In una Sicilia autonoma o indipendente o separata
      queste risorse sarebbero le prime a venire meno.
      I fondi europei nel 2013 cesseranno.
      C’e’ da considerare anche le rimesse degli emigrati,
      ed i proventi dai traffici illegali.
      Agricoltura,pesca,turismo,energia,sono settori nei
      quali si crea certamente ricchezza,in Sicilia.
      Ma i numeri dove sono?
      A sentire gli operatori di ognuno di questi settori
      c’e’ uno stato di crisi perenne e molti operatori
      chiuderebbero bottega senza i sostegni(integrazioni) comunitari.
      L’ammontare di questa ricchezza dovrebbe essere
      scolpita nella mente di ogni siciliano,ma dubito
      che ci sia una conoscenza reale di questi dati
      ed una volonta’ di darne una corretta diffusione.
      Il fatto che questi numeri non vengono fuori,mi fa ritenere che siano impresentabili,e che cosi’ conviene
      a chi persegue certi disegni .
      Anche lasciando alla Sicilia le famose accise provenienti dall’attivita’ di raffinazione degli idrocarburi,,dubito che si arrivi ad un pareggio di bilancio,senza l’intervento dello Stato.
      Quindi,in queste condizioni,
      cosa ci conviene fare?

    75. Giorgio,
      semplice dichiarare l’indipendenza.
      Naturalmente i problemi economici riguaradano molte città siciliane(tra qui le più grandi Palermo e Catania). Gli aiuti che derivano dallo stato, oltre ad essere per la quasi totalità quelli derivati dal fatto che la Sicilia come regione contribuisce a pagare le tasse, e quindi sono frutto della legittima ridistribuzione delle risorse che ci spettano, sono previsti dall’art.38 del nostro statuto: “Lo Stato verserà annualmente alla Regione, a titolo di solidarietà nazionale, una somma da impiegarsi, in base ad un piano economico, nella esecuzione di lavori pubblici”. Bene questa somma negli anni è stata sempre più forfettaria, e quindi la Sicilia vanta decenni di crediti mai saldati dall’Italia. Quindi farsi dare questi arretrati, già potrebbe rappresentare l’inizio del decollo economico. Senza scordare che si potrebbe chiedere anche un risarcimento danni, per tutti i mali causati dall’Italia(parlo in termini di vite umane, ad esempio i soldati delle 2 guerre, di danno all’economia, e via discorrendo). Naturalmente tutto questo dovrebbe comportare un sapiente uso di tutti questi soldi. Sul fatto dell’agricoltura o dell’industria in crisi, ti ricordo che fino a qualche 120-130 anni fa la Sicilia aveva la bilancia commerciale attiva, ossia esportava tanto, ma quando i Piemontesi ci conquistarono piano piano spensero l’economia siciliana perchè concorreva e superava di molto quella del nord. L’economia era attiva perchè c’erano trattati commerciali con compagnie inglesi, francesi o di altre nazionalità. Quindi in una Sicilia indipendente non sarebbe difficile ricreare questi trattati e fare concorrenza. Ad esempio, oggi gli agrumi spagnoli e tunisini battono quelli siciliani, nonostante i nostri agrumi siano i migliori al mondo, ebbene penso che si possa fare concorrenza a questi paesi e rilanciare il mercato, attraverso trattati commerciali, cosa che l’Italia non solo non ha fatto e non fa ma addirittura aveva sospeso. Questo lo si può fare in ogni campo, sopratutto puntando sulle eccellenze come il turismo.
      Dunque le soluzioni secondo me sono:
      1)Indipendenza
      2)L’Italia deve dare alla Sicilia gli arretrati che ha promesso attraverso lo statuto, e un risarcimento dei danni causati da 150 anni di mal governo
      3)Su questa base comportarsi come si comporterebbe un moderno stato europeo, ossia agendo nello scenario mondiale.
      So che è difficile, (anche perchè non è da sottovalutare il problema mafia, e la mentalità clientelare di siciliani), ma questo ci permetterà di uscire dal sottosviluppo, di non far ridere i polli con i continui malgoverni e malproposte degli attuali politici, di svilupparci e contare a livello euromeditterraneo diventando il centro nevralgico(a tal proposito la sicilia potrebbe fare da hub internazionale sviluppando i tre aereoporti esistenti), di recuperare la nostra identità e la nostra lingua, e perchè no di ospitare anche nel 2020 o giù di li un Olimpiade che sarebbe la giusta celebrazione per la Nostra Terra.
      ANTUDO

    76. Pino
      Mafia.Non ho capito perche’ l’hai messo al punto 10.
      Io penso che e’ questo elemento che costituisce la palla
      al piede,che frena lo sviluppo della Sicilia.
      Quando la sicurezza sara’ un problema risolto,
      la Sicilia volera’.

    77. Giorgio
      si è al punto 10, ma di certo non è il fattore meno importante, questa è una semplice lista delle cose da fare, e questa naturalmente comprende il totale estirpamento della mafia, direi con una terapia a base di ergastoli, 41-bis e pene severe, per coloro che semplicemente siano appartenenti alla mafia, che come dici giustamente tu non permette ai siciliani di essere liberi in tutti i sensi. Mafia voul dire povertà, prepotenza, oppressione, perdita della dignità della persona, offesa da questi atteggiamenti. Naturalmente pene severe anche per quei politici che non curino con efficacia l’interesse pubblico. Non dico ergastolo o 41-bis, ma basterebbero, oltre a qualche anno di carcere proporzionato ai reati connessi, la non elegibbilità, anche solo per comportamenti che non si addicono a rappresentanti del popolo.
      ANTUDO

    78. Pino
      hai descritto l’aspetto repressivo,
      ma lo Stato,se veramente vuole contrastare il fenomeno,
      deve anche curare la prevenzione.
      Il che significa sottrarre manovalanza alla criminalita’ ,
      assicurando una fonte di reddito a “tutte” le nuove generazioni.
      Ma oggi siamo ben lontani da queste logiche.

    79. Giorgio
      questo è vero, lo stato italiano non fa quasi nulla per lo sviluppo della Sicilia. Ad esempio quella del ponte è una presa per i fondelli. Secondo loro porterà sviluppo, ma per sviluppare la Sicilia servono ben altre cose, come le infrastrutture interne all’isola. Tuttavia anch’io riconosco l’impegno di una parte dello stato, forze dell’ordine e magistratura, per contrastare la mafia. Purtroppo oggi queste categorie sono prese di mira e denigrate (vedi le ultime polemiche tra il papi di cammarata e i magistrati) e ciò potrebbe rafforzare la mafia. Tuttavia credo che in una Sicilia indipendente la cura a base di pugno di ferro contro la mafia e di sviluppo economico potrebbe far scordare al resto del mondo che la Sicilia è terra di mafia(cosa che non è), e fargli ricordare che la Sicilia è terra di bellezze, di stroria millenaria, e di civiltà.
      ANTUDO

    80. Pino
      la Sicilia ha un Territorio vastissimo
      Clima favorevole
      migliaia di Km di Coste stupende,
      grande patrimonio storico-artistico,archeologico.
      Con queste caratteristiche ha tutte le condizioni di base per potere avere
      risultati eccezionali in Agricoltura,Pesca
      Turismo e Produzione di Energie ecocompatibili.
      In verita’ molto si e’ fatto
      negli agrumi,nel vino,nell’olio,nell’acquacoltura,
      che altro si dovrebbe fare?

    81. Giorgio
      in verità basterebbe fare poco. Ossia saper governare. Purtroppo abbiamo uno stato, l’Italia, che impedisce lo sviluppo di una regione che considera parte del suo teritorio, la Sicilia, grazie a politici e politiche di malgoverno, che comportano violenze nei confronti del territorio e delle sue risorse, con la complicità appunto di governanti che costruiscono attorno a loro una rete di clienterismo, che costringe i siciliani in molti casi a votare per il sottosviluppo. Arrivati a questo punto ritengo che i siciliani si debbano svegliare dal lungo sonno in cui si trovano, prendere coscenza di sè come popolo e dichiarare l’indipendenza. In tal modo basta comportarsi da popolo libero per riportare lo svilupppo e riscattarsi da 150 anni di rapina (le possibili politiche da applicare le avevo elencate nei post precedenti)
      ANTUDO

    82. Pino
      hai dato molte indicazioni.Molta materia su cui riflettere.E’ stato un piacere discutere in modo
      civile,con te.Un cordiale saluto

    83. Giorgio
      anche per me è stato un piacere intavolare questa civile conversazione. Mi auguro per la Sicilia l’indipendenza, e, se non è possibile, almeno un futuro migliore, che la nostra isola merita.
      Sabbinirica.
      ANTUDO

    Lascia un commento (policy dei commenti)

    Ricevi un'e-mail se ci sono nuovi commenti o iscriviti.