giovedì 14 dic
  • O sono io a essere invecchiato?

    Racconta Roberto Andò di un incontro a Palermo negli anni novanta: Harold Pinter e Pina Bausch, che contemporaneamente stavano provando i loro spettacoli in due teatri cittadini.
    Nella disinvolta casualità di quell’incontro c’è qualcosa di epocale e irrimediabilmente perduto.
    Oggi vieni a Palermo e chi sei, chi incontri?
    L’ultimo che è venuto è Philippe Daverio (!).
    È arrivato, non ha incontrato nessuno ed è scappato via.

    (in collaborazione con www.robertoalajmo.it)

    Palermo
  • 36 commenti a “O sono io a essere invecchiato?”

    1. Buio pesto su Palermo, anche dal punto di vista culturale. Siamo lontani anni luce dai tempi del Festival del Novecento, della riapertura del Teatro Garibaldi e dei Cantieri culturali alla Zisa.

    2. E’ tristemente vero. Anche se penso che la nostalgia non debba stravolgere la realtà: neanche gli anni novanta erano una ‘età d’oro’ palermitana. C’erano i soliti problemi, solo un po’ più di speranza

    3. Philippe Daverio avrebbe potuto dare un contributo al rilancio dell’immagine e della vita culturale della città forse anche maggiore di quello apprezzabile, ma più tipicamente culturale della Bausch o di Pinter.
      Mi è capitato casualmente di parlare con Daverio qualche giorno fa: diceva che il “brand” Palermo ha purtroppo imboccato il viale del tramonto. Se il coinvolgimento di questo brillante critico e divulgatore culturale poteva essere un merito dell’amministrazione Cammarata, ora rischia di diventare un’aggravante del suo fallimento.

    4. Dalla speranza alla disperazione: il passo non è breve. Ma è stato fatto.

    5. La speranza non mi pare poco, Nicola. Ma forse è come diceva Simone Signoret: ormai nemmeno la nostalgia è quella di una volta.

    6. Quello che provo io è un grande senso di stanchezza e mortificazione. Spero sempre e comunque che possa accadere qualcosa

    7. Io ogni tanto faccio quattro passi in città, ed effettivamente il massimo che ti può capitare è di incontrare Roberto Alajmo…

    8. Diceva un mio vecchio amico…….. A Palermu un crisci ne erba e ne lavuru!!!!!!!!

    9. un tempo Palermo era la capitale culturale dell’Europa, si facevano gli Expo, i nostri Teatri si contendevano gli artisti migliori, c’era Sciascia, ci si dava del vossia. Oggi il massimo che può succedere è incontrare 7/8 LSU che guardano un marciapiede, qualche montarozzo di munnizza, 2 o 3 scioperi che bloccano la Città, o un paio di gay che pomiciano sul divanetto di un pub…insomma Palermo la felicissima, dove soggiornavano i Florio, i Whitacker dove venivano a “svernare” i reali di tutta Europa è solo un ricordo nelle menti dei nostri padri e nonni. Oggi ci assuppiamo, Lombardo, Cammarata, Lumia e Cracolici….questo siamo e questo ci meritiamo

    10. non capisco bene cosa c’entrino i due “gay che pomiciano sul divanetto di un pub” con il resto del discorso…

    11. Michele P. a parte il fatto che sulla capitale culturale d’Europa ci sono da fare delle distinzioni ( comunque siamo isolani, nel cervello “isola mentale”, e certi peccatucci, tipo semu i megghiu, si possono giustificare e “perdonare” 😀 ), che ti succede per scrivere un finale pirotecnico e pieno di verità?

    12. … ovviamente mi riferisco al finale dove nomini certi pseudo-politici che non dovrebbero amministrare, causa manifesta incapacità, nemmeno un condominio di dieci appartamenti. Per quanto riguarda i gay, sarebbe stato meglio non parlarne, meglio per te intendo.

    13. @ale: te lo spiego io.
      E’ il tentativo (maldestro) di alzare un polverone e di sviare il discorso.

    14. @Gigi: dai…a cavallo tra il XIX ed il XX secolo Palermo era Palermo, quella delle passeggiate al Foro Italico per intenderci. Finale pirotecnico dici? Mah…a me sembra di essere stato semplicemente realista, taluni personaggi pirandelliani che per un accidenti della storia e per colpa della democrazia stanno li a decidere le nostre sorti stanno svendendo la Sicilia al peggior offerente. Credo sia sotto gli occhi di tutti. E non mi riferisco solo ai miei “amici” di cdx ma anche ai “signori” di csx che sono conniventi quando non protagonisti.

      @Angelo: sei talmente fuori strada che il massimo che io possa dedicarti è un sorriso 🙂

    15. @Michele P
      A fine 800 effettivamente Palermo ha vissuto un periodo aureo, più grazie a famiglie estere che per oggettivi meriti locali (forse fatta eccezione per i Florio). Il problema é che nello stesso periodo l’Esposizione Universale si faceva anche a Parigi…ed ha lasciato come ricordo la Tour Eiffel…a Palermo cosa hanno lasciato quegli anni? Un teatro chiuso per 25 anni? Un chioschetto adibito a rivendita di sigarette? una serie di palazzine in decadenza in via XX settembre? una villetta abbandonata a se stessa (villetta Florio)? Il Liberty Palermitano ha effettivamente rappresentato la risposta siciliana (assieme a Torino, bisogna riconoscerlo) al modernismo tedesco o alla belle époque francese…ma poi, cosa ne é stato? Perché a Barcelona osannano Gaudì e noi non conosciamo neanche Basile? A mio avviso la risposta é sempre quella: IGNORANZA!

      ps: speso di avere frainteso, ma l’accostamento dei gay era davvero di pessimo gusto.

    16. Dove sono gli operatori culturali della città?
      Non fanno manifestazioni ogni mese coinvolgendo migliaia di persone?
      Dove sono gli intellettuali?
      Sono nei blog a scrivere qualche post di tanto in tanto?
      A raccogliere 15-30 commenti a post?
      Mizzica ____ allora di speranze a Palermo ne abbiamo tante sul rinnovamento culturale ….

    17. certo,ci fu un’epoca in cui taluni scorazzavano in
      carrozza e cavalli,ma cosa si lasciavano dietro?
      In quanto al Liberty,credo che le case della Palermo bene ancora oggi sono piene della produzione Ducrot.
      E come non ricordare i saloni di Villa Igiea?
      Affreschi di alto valore artistico e direi inimitabili.
      Nell’Art Nouveau anche Palermo fece la sua parte,
      ma e’ acqua passata.

    18. marcodisalvo
      la cultura non passa solo attraverso gli autori dei Post,
      io ne trovo anche nei commenti di alcuni
      spesso anonimi.

    19. in politica,non si vede niente di nuovo all’orizzonte.

    20. Michele P. è fantastico come sempre e in quanto a Pirandellitudine lui ne capisce, è uno (..), nessuno e centomila.
      Non smette mai di dire tutto, il contrario di questo, accendere miccie, cercare di spegnerle, lanciare pietre, nasconder le mani e ora … financo di elargire sorrisi.
      roba da matti, che coraggio.
      🙂

    21. michele p. capisco che in un blog lo spazio è poco per argomentare i pensieri, e si scrive di getto spesso senza troppo riflettere…però chiarisci il tuo pensiero..

      sul passato culturale della città io ho 26 anni e non ho vissuto la golden age come te che ne sei così ben fiero et orgoglioso..
      al massimo mi ricordo quando sin da molto piccolo i miei genitori mi portavano in giro di sera ad ascoltare settimanalmente concerti in giro per la città ed ho conosciuto Scarlatti, pergolesi, monteverdi , bach negli oratori e nelle chiese vicino al conservatorio..fino al 2001..ho la data ben precisa
      perchè conservo con rimpianto l’ultimo volantino del festival scarlatti..poi improvvisamente sono finiti i soldi per la musica..e salvo sporadiche esibizioni..abbiamo dimenticato anche che palermo era la capitale culturale del Barocco..di nuovo grazie ad artistio internazionali onorati di suonare dove Scarlatti ha inventato molte architetture musicali del barocco..
      stessa parabola per il teatro biondo e l’eaoss..come per i cantieri culturali della zisa..

      adesso invece veramente il meglio che ti può capitare è portare una tua amica turista dal Canada in giro per la città e mortificato notare un degrado profondo e inesorabile, mi sono DISGUSTATO dello stato dell mia città..DISGUSTATO che abbiamo permesso che si formasse una classe politica come quella a cui appartiene il Michele P.

      michele p. non pensare che critico il PDL perchè sono del PD io Critico perchè vi è stato delegato il compito di amministrare come Partito questa città, e non lo avete fatto e adesso invece di dire
      siamo stati incapaci perchè potevamo fare e invece…avete permesso un disfacimento così profondo del tessuto cittadino..e continuate a tenervi le poltroncine..
      dovresti chiarire meglio anche il discorso dei gay che si baciano…perchè non mi piace fraintendere ma altrimenti sarebbe abbastanza forte come accostamento..

    22. A proposito dei Florio…
      sempre da piccolo ricordo che i miei genitori la domennica mattina mi portavano a piazza Florio dove io potevo giocare in quelle aiuole che per me Bambino erano foreste e boschi…ho le foto, senza cartacce e macchine in doppia fila, il monumento a Florio immacolato e candido fate un giro adesso..ditemi la differenza e ditemi il rispetto che ha la città per i Florio…

      mi ricordo anche che se la domenica i miei non erano troppo stanchi e non andavamo dai nonni, mi portavano al giardino inglese, e per farmi fecile prendevamo anche il bus, ricordo i sanpietrini di via Roma, e giunti al giardino Inglese prima la visita alle scimmie in quella prigione che anche quando ero piccolo mi sembravano povere creature sofferenti..e dopo le giostre..ho le foto anche del giardino..non era come è ridotto adesso in uno stato di semiabbandono..

      come dice Alajmo è un problema culturale profondo, in questo momento è così profondo che abbiamo toccato il fondo..
      e se alla parola Cultura l’unica cosa che a palermo riusciamo ad accostare è Dell’Utri..allora…

    23. Ha ragione Michele P . Ci sono, se ne vedono, e non solo nei pub. Ed allora è inutile fingere, far finta di non vederli. Io ne ho visti due persino allo stadio, nei settori popolari. Ma questo non è niente. Ad un certo punto mentre tutti cantavano ” Rosanero siamo noi, ma chi caxxo siete voi…” sapete cosa li ho sentiti cantare ? E’ incredibile !:
      ” Voglio offrirti una bambola rosa
      piccolina come te,
      è il regalo che si offre a una sposa
      piccolina come te ”
      e continuavano pure
      ” Nei tuoi sogni di ingenua bambina…”
      mentre il Palermo continuava a giocare da schifo…

    24. Gli anni novanta a Palermo sono stati anni stupendi, di teatri che riaprivano, dello Spasimo che diventava centro di cultura internazionale, di spazi culturali dalle dimensioni molteplici (dai grandi eventi alle occasioni autoprodotte dal basso), della riconquista del Foro Italico, della splendida avventura dei Cantieri Culturali alla Zisa. Di tutte queste conquiste i Palermitani non hanno saputo fare tesoro e una città senza memoria (e senza speranza) ha preso il posto della città precedente. La settimana scorsa gli studenti (età media 22/23 anni) del corso di cui io sono assistente alla domanda “Chi sa parlarmi dello Spasimo di Palermo” hanno risposto: “Era un ospedale. Ora è chiuso per restauro”.

    25. Si però… qualche però ci vuole…, altrimenti tutto diventa sterile nostalgia. Sono stati anni belli, è vero, c’era un risveglio generale, io mi sono formato in quegli anni come operatore ed imprenditore e devo molto alla fortuna di avere incotrato e lavorato con uomini chiave di quel periodo come Ferruccio Barbera e Francesco Giambrone. E’ vero teatri che aprivano. E’ vero grandi artisti che passavano da Palermo: il “brand Palermo” al suo meglio. Ma era tutto un fuoco fatuo. Quel movimento culturale non era reale, era figlio di una intuizione geniale (di una classe dirigente in quel frangente comunque illuminata) e di una grande profusine di risorse economiche, io credo investite comunque con un disengo; ma quello cui abbimo assistito non apparteneva al tessuto intimo della città, non ha lasciato nessuna traccia e non apparteneva agli intellettuali, mi chiedo se ne esitono nella nostra città; non negli artisti: non vedo in loro quella spinta visionaria e progettuale che dovrebbe essere la loro cifra. Il Brass, il Biondo, il Teatro Massimo sono poco più che musei di se stessi proiettati in una posizione psicoticamente autonfalocentrica.
      Quegli anni avrebbero dovuto consegnare al possibile malgoverno delle amministrazioni successive, che poi la sorte ha voluto confezionare così drammatici come quello cui stimo assistendo, degli zoccoli intoccabili, delle certezze inaffondabili… non è avvenuto. Era un mondo di cartapesta smontato con una facilità disarmante. Ancora oggi, lo sfacelo evidente, gli abusi, la tracontanza di una amministrazione assente ed incompetente, non ci spinge in piazza a chiederne con forza la rimozione, ci lascia solo il tempo per un veloce sconforto, e per i più volenterosi la voglia di poche parole frettolose lasciate su internet ad ingrassare se stesse.

    26. La città come un acquario, tenendosi sempre a distanza dall’acqua. Pesci rossi o neri ma in fondo tutti uguali. Non rimane che concentrarsi sulle possibili modalità di ricezione di un universo così particolare e asfittico.

    27. ………Oggi ci assuppiamo, Lombardo, Cammarata, Lumia e Cracolici………..
      siamo sicuri che qui ha scritto il
      M.Pivetti del Circolo del Buon Governo,
      di cui ricordo tanti interventi a difesa di Cammarata?
      Cosa sta succedendo?

    28. Michele P. sembri un ragazzo intelligente, e non solo perché ami i cani ( spero che non ami solo “i tuoi” ), quindi dovresti evitare di parlarci di Palermo capitale culturale tra XIX e XX secolo. Non mi va di dilungarmi, ti invito a leggere questi documenti:
      http://www.bpp.it/Apulia/html/archivio/2000/I/art/R00I005.html
      http://it.wikipedia.org/wiki/Art_Nouveau
      Il Liberty italiano, come l’Art Nouveau in Europa, deriva dalla diffusione di un nuovo gusto, collegato alla produzione industriale, nato in Inghilterra con l’Arts & Crafts. In Italia esso nasce quando è morente in Europa a causa del ritardo del processo di industrializzazione, dell’ ostilità verso le tecniche del ferro e del cemento armato e della mancanza di un moto di riforma artigiana. Insomma, come sempre succede nelle mode che arrivano in ritardo si tratta di copie, belle copie in questo caso, molte di loro finite male.
      Se tu avessi citato il periodo che va dai Normanni agli Svevi … ma anche qui parliamo di mani straniere e non vedo in cosa c’entriamo noi palermitani.
      N.B. hai compilato la lista dei 4 cattivi pseudo-politici, spero che tu non escluda dalla lista, che quindi è incompleta, tua corrente, che si occupa anch’essa di tecnicismi del politichese che non c’entrano niente con i problemi della città né con le problematiche che riguardano la vita dei palermitani.
      Io la politica palermitana, oltre a mercimonio, la considero teatrino stupidino alquanto attardato.

    29. … LA tua corrente …

    30. Anch’io avrei voluto scriverlo, ma, siccome mi siddio’ …
      Troppi gargarismi verbali, lamenti inutili, analisi a buon mercato di pseudo-intellettuali senza soluzioni … le diagnosi le conosciamo, non c’è bisogno che ce le vengano a raccontare. Avrei voluto scriverlo, dicevo: il fermento degli anni ’90 era l’opera di un solo uomo, Giambrone, il quale viaggiava e tornava a Palermo con le tendenze in uso nelle maggiori capitali europee, i politici dell’epoca lo lasciavano fare, tanto il peggio che potesse capitare loro era di farsi qualche bel viaggio di rappresentanza in qualche capitale europea … Dentro gli uffici dell’assessorato c’erano funzionari e impiegati che capivano di attività culturali come mia nonna parlava il tedesco, ovvero ZERO! Ma seguivano il fermento, e tenevano famiglia e amici per stare dentro quegli uffici. Oggi Giambrone dirige il maggio musicale fiorentino, E SI VEDE … Preciso che non ho mai considerato Giambrone la persona piu’ simpatica di Palermo, pero’ era competente.

    31. @Gigi e giorgio:
      non ho la pretesa di essere un personaggio da seguire sui media, ci mancherebbe altro, però devo informarvi che il mio/nostro (intendo di quegli amici che mi danno la forza di continuare il mio impegno politico)percorso politico già dal maggio 2008 ha subito una evoluzione di cui parlo diffusamente nel mio blog e di cui, bontà loro, si sono occupati i media locali, dal gds a repubblica da trm a tgs o siciliauno oltre che alle copertine mensili tipo Cult, Palermoparla etc… . Per cui rispondo a Gigi che proprio uno di quei 4 cavalieri dell’apocalisse siciliana è parte (almeno cosi si dice, anche se poi nei fatti si potrebbe approfondire)di quella tu chiami “tua corrente”. Spero con questo di aver risposto anche a giorgio. Con riferimento ai cani la risposta è si, adoro profondamente tutti gli animali ed i cani in particolare. Quelli miei li prendo sempre al rifugio:l’ultima si chiama Ibra ed ha 2 anni, la trovate sul sito del rifugio accanto a me.
      Nel merito del post invece, rilevo che è vero che abbiamo subito l’influenza di chi ci ha via via dominato, ma bisogna riconoscere che noi paleermitani, almeno quelli di una volta, sapevamoo cogliere, conservare ed esaltare il meglio delle culture che di volta in volta ci dominavano. Voglio poi ricordare che anche la nostra martoriata terra ha dato i natali ad alcuni tra gli artisti più noti di tutti i tempi, da Pirandello a Guttuso, da Tomasi di Lampedusa a Camilleri. Ed anche in altri campi abbiamo brillato, penso alla finanza con Cuccia o alla scienza con Zichichi. Insomma non siamo proprio da buttare via…

    32. ” Capitale ” secondo me ci sta ( ma il mio parere ovviamente non conta nulla ). Palermo 1777 – 1932, secondo l’architetto Gianni Pirrone ( autore di notevoli studi, ricerche etc.etc. per lo più imperniati sulla Sicilia e Palermo ), tra queste due date si snodano le vicende di una Palermo “Capitale senza aggettivi”. 1777 perchè viene creato il primo parco urbano ( Villa Giulia ). 1932 perchè a questa data risale l’ultima opera di Ernesto Basile ( Palermo 1857 -1932 ). ” Palermo, una capitale ” ‘Dal Settecento al Liberty’. Gianni Pirrone. Ed.Electa.

    33. E’ un fatto che il discorso è stato sviato . Solo grazie a Lo Bocchiaro e Callea sta ritornando all’argomento del post.

    34. @ Angelo. Sviare ? Però, visto che ormai è sviato, ti propongo un piccolo passo del testo appena citato:
      ” Ne Settembre del 1864 il Municipio di Palermo volendo degnamente provvedere alla mancanza di un Teatro in Palermo aprì un concorso, al quale invitò architetti italiani e stranieri, promettendo cinque premi graduali. Il Programma fu spedito nelle principali città del Continente ed all’Estero fu riprodotto dalla stampa italiana, anche da periodici scientifici stranieri”. Questa è una memoria inviata da G.B. Filippo Basile ai consiglieri comunali della città il 28 dicembre del 1872. Secondo Pirrone l’enfasi è giusticata se riferita alle motivazioni ma soprattutto agli esiti di un concorso, considerando che nello stesso periodo si erano registrati solo i “ben più modesti concorsi per i monumenti a Cavour e La Marmora e quello per la facciata del duomo a Firenze “.

    35. se rivolgo indietro il mio pensiero,nel tempo,
      non trovo nulla ma proprio nulla da rimpiangere
      in questa citta’,segnata sempre da fattacci di brutta cronaca nera e grandi tragedie,tanto da farmi invidiare tutti quelli che hanno trovato il coraggio di andarsene
      lontano e non tornare mai piu’.
      Ovvio che se oggi vieni a Palermo trovi il vuoto.
      I migliori sono andati (e continuano ad andare)via.
      In un altro post mi sono impegnato al meglio
      a documentare con le piu’ belle foto che sono riuscito a trovare in rete le bellezze naturali di Mondello ed il suo Golfo,e questo e’ una forma di omaggio a quanti
      sono lontani da Palermo ed avranno la buona ventura di
      poterle vedere.

    36. cent’anni fa,quando “le damine passeggiavano al foro
      italico”,dal porto di Palermo partivano gli emigranti con la valigia di cartone “allazzata” piena di provviste per affrontare un mese di traversata atlantica “cu vapuri”.
      La Principe di Piemonte portava 1960 passeggeri,di cui 1900 in III classe.La Calabria disponeva di soli 20 cabine di I classe ed il resto erano 1150 posti di III
      classe.E cosi’ via dicendo per La Providence,la S.Giovanni,la Canada,la Victoria etc.
      Ed all’arrivo 40 giorni ammassati per la quarantena.
      E quando tornavano piu?
      Fuggivano allora e fuggono oggi,con l’unica differenza che oggi in otto/dieci ore ed una tariffa Low-Cost
      vai e vieni come e quando vuoi.

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