sabato 16 dic
  • Quaderno di Palermo 10

    Io penso che Palermo, città monumentale e storica con tanti palazzi rappresentativi di ogni periodo e di tanti stili artistici, sia entrata da tempo a pieno diritto nella modernità con l’opera – o forse sarebbe meglio dire con il monumento? – più illimitata, più versatile ed innovatrice che ci sia nella nostra società consumistica: la spazzatura. Perché il fatto più incredibile è che i palermitani, si dovrebbe aggiungere insieme ai napoletani, sono stati capaci di fare di una cosa talmente necessaria e inevitabile l’icona più poliedrica del Ventunesimo secolo. In questo operato troviamo l’espressione più veritiera ed essenziale di ognuno di loro, senza pregiudizi di nessun tipo e sempre esposta allo sguardo e all’interpretazione dei passanti, allo stesso tempo autori e pubblico di queste opere che ammirano come se si trattasse di un happening all’aperto; infatti non smettono mai di mettersi in confronto l’uno con l’altro, dal momento che tutti i cittadini, uno a uno e senza distinzione di classe, danno il loro contributo con il corrispondente sacchetto immondo tante volte eviscerato dai cani randaggi o dalla noncuranza dell’artista proprietario o esposto giorno dopo giorno alla intemperie.
    Qualsiasi passeggiatore che si aggiri per le strade, e soprattutto per le innumerabili viuzze della capitale siciliana rimane colpito, addirittura meravigliato da questa grande opera corale; o forse sarebbe meglio dire che resta senza fiato davanti alla creatività, alla spontaneità, all’improvvisazione che sa dimostrare il palermitano di fronte a un fatto così anodino come è quello di sbarazzarsi dei propri rifiuti. Insisto nell’affermare che tutta la città partecipa di questo straordinario spettacolo pieno di colorismo e vivacità. Dalle persone che dal mattino presto lasciano le buste ricolme ad ogni angolo, passando per tutta la varietà di merce puzzolente che i venditori accumulano per un’intera giornata in un qualunque mercato – mettiamo ad esempio il Capo – e poi abbandonano in piazza, per finire con il contributo che ancora la sera danno alcuni cittadini che da finestre, balconi o terrazze lanciano direttamente in strada la loro opera squisita, elaborata e ultimata con gran cura lungo tutta l’intera giornata; per non parlare poi della notte: si sa che gli artisti non hanno limite d’orario. Ma quale maniera generosa e comprensiva di mostrarsi verso l’altro, mi domando sconvolto. Che voglia di dare il meglio di sé a chiunque capiti per la strada, che espressività! Sì, come ho appena riferito tutta Palermo contribuisce nella sua versatilità a fare di questo spazio urbano uno dei più grandi spettacoli del mondo contemporaneo. E ovviamente anche il comune, consapevole del suo ruolo di agitatore delle coscienze e pieno di artistica sensibilità, è partecipe a tempo pieno e anche garante di questa grande e perenne manifestazione di civiltà. S’intende che la partecipazione massiccia dei cittadini palermitani alle ultime elezioni amministrative dà a questa iniziativa non solo il suo peso esistenziale, ma anche l’unico senso possibile, cioè quello della responsabilità sociale e culturale per il benessere di una città senza paragoni nel bene e nel male.

    Coerenza.

    Ospiti
  • 2 commenti a “Quaderno di Palermo 10”

    1. Ricordo le passeggiate di mio padre per andare a buttare il vetro nel perennemente vuoto cassonetto per la riciclata…così come ricordo il rituale che voleva che si gettasse la spazzatura la sera…prima del passaggio dei netturbini.

      Oggi faccio la stessa cosa a Parigi…ma quando torno a Palermo mi rendo conto che i miei sono rimasti ricordi di un “folle” che faceva (e continua a fare) diversamente dal 90% dei palermitani.

      ps: ora arriveranno i falchi a dire che Palermo é bella, che ha la cultura, che tanto la differenziata non serve a nulla, che blah blah blah…

    2. Tra 3 mesi s’appresenteranno ‘nPalermo per uno scambio culturale una cinquantina di persone che vengono da 4 diverse nazioni europee. Stiamo studiando qual è la maniera più semplice pi spiarici le cause di sta vriogna.

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