lunedì 18 dic
  • Come faccio…

    Ho lasciato Carlo, mio amico dall’infanzia, su un cartone di frigorifero combinato bello lungo dove passava le notti d’estate. Era la sua casa. Mi hanno detto che ora ha un tetto in un centro sociale ma le sue insofferenze ad orari, norme e la sua sregolatezza lo spingono a rifugiarsi di tanto in tanto al suo paesello di origine, vicino Palermo.
    Come faccio ad augurargli buon Natale? Dove glieli mando i miei pensieri, le mie speranze di vederlo sereno, in salute ed in pace con il mondo? Ci separano centinaia di miglia marine, la vita ci ha separato impietosamente. Lo vedo assieme a me fare colletta al Giardino Inglese per comprarci i gettoni dell’autoscontro, poi prendere il 28 ed andare a farci il bagno a Sferracavallo e il panino con le panelle, i cortei contro il carobus, l’occupazione al Liceo. Lo abbiamo trascinato appena dopo la Maturità in quel viaggio in…, dividendo le spese per dodici anziché tredici, pur di non privarci della sua allegria, senza farglielo pesare, lo imboscavamo nei campeggi, sugli autobus, perfino nel traghetto… Mi chiedo se di quei dodici compagni di liceo qualcuno gli stia vicino, ma mi viene difficile pensare che l’avvocato, il medico,il giudice, il funzionario, il capoaerea, che oggi sono quegli studenti, abbiano il tempo per farlo…
    So che la famiglia lo ha abbandonato, nonostante lui, cuore immenso di padre, dia i quattro euro che gli passano i servizi sociali alla figlia per finire gli studi universitari.
    Dove sei, Carlo?
    Come faccio a farti sapere che sei nel mio cuore, che vorrei essere a Palermo a discutere con te di Pirandello, di pulle o della pubalgia di Liverani, prenderci un bicchiere di Marsala Garibaldi accompagnato dall’uovo sodo ?
    Sono cose che forse non faremo mai più, mezzo secolo di vita ce lo siamo giocati, qualcuno dirà che tu hai perso, io dico che la partita continua e che a volte il due di briscola, all’ultima mano, la fa vincere… E quando a briscola in cinque dichiaravi 85 senza tre e vincevi, ti ricordi? Fai conto che magari puoi fare anche 120…ma ti prego continua a giocare…
    A molti di quelli che usano tasmania e cravatta per andare a lavoro e si inondano di Calvin Klein viene difficile accettarti nei tuoi abiti dimessi ma puliti, sei pur sempre un barbone, così il mondo per bene e benpensante ti definisce e ti classifica.
    Pensa ogni tanto a quei pochi che ti conoscono e ti apprezzano e sanno di che pasta sei fatto, non aver timore a chiedere loro affetto e comprensione, io posso solo trasmettertelo tramite il pensiero.
    E quasi quasi son sicuro che, tramite Rosalio, i miei auguri con gli occhi umidi ti arriveranno, non so come, ma ho il desiderio per l’anno che verrà di vederti, di rivederti sorridere con il tuo bel sorriso contagioso della tua bocca di “cavallo”.
    Auguri, Carlo.

    Ospiti
  • 8 commenti a “Come faccio…”

    1. se è vera questa storia, propongo una colletta di 5 euro a testa.. che per noi non sono una mazza.. per dargli una mano..

      che schifo però..

    2. purtroppo viviamo nell’ era dell’apparenza…della superficialita’…del futile!!!
      Dovremmo tornare a essere piu’ semplici e riapprezzare i veri valori come Giovanni racconta in questo suo “scorcio di vita”…

    3. Quando si é asserviti al dio Immagine …i frutti sono superficiliatà, alterigia e distacco. Ho conosciuto persone che, dall’alto della loro posizione, sono stati precipitati in basso. Mi conforta l’idea che, c’è un tempo per ogni cosa e che, un giorno gli umili godranno e i ricchi ed i superbi che oggi sollazzano, con i danari non guadagnati ma, estorti con la violenza, con operazioni di ingegneria finanziaria sporca, saranno sprofondati da chi, nella sua onnisapienza vede e conosce tutto e tutti….chi si innalza sarà abbassato. Buon Natale ai veri e umili credenti che non suonano le trombe, ma il cui agire ed amare testimonia che frequentano il Cristo, come amico,signore e salvatore. Amen

    4. Mi ricordo di un altro post, in questo blog, dedicato da Giuanni al suo ex amico Carlo. In fondo tutti abbiamo il nostro Carlo, allora, o ci stiamo zitti con pudore e imbarazzo nello stesso tempo, o agiamo concretamente. Detto senza astio, anzi, in questi anni abbiamo imparato ad apprezzare Giuanni.
      Queti sono i giorni della retorica, delle parole e degli auguri sterili, sono giorni tristi. Il mondo, l’amicizia, l’amore hanno bisogno di fatti concreti, non se ne puo’ piu’ della retorica e delle parole sterili, in mancanza di azione e fatti concreti perlomeno puo’ essere utile PURE tacere.

    5. Gigi @ : Chi mi conosce, sa quanto odio la retorica e le ipocrisie, dunque gli auguri di prammatica e convenevoli vari. Volevo semplicemente farmi “sentire” da Carlo, non ho altri mezzi per farlo, ma chi mi tiene informato del suo vivere, so che gli farà arrivare il mio messaggio, grazie a Rosalio. Quelli che definisci giorni tristi può darsi provochino pure un sorriso, una speranza, senza caricare troppo di significati dietrologici e sterili. Perchè tacere, perchè dimenticare quelli che appaiono più sfortunati, Carlo non ha bisogno di soldi, non servono collette,non risolvono il suo modo di vivere, che a un punto della sua vita ha scelto. La rete può servire anche a stimolare fatti concreti, far riflettere in questi giorni di feste, che non sono panettoni e arrosti vari.
      Ti ringrazio per l’apprezzamento e , senza retorica, ti auguro giorni sereni vicino a chi vuoi bene e ti vuol bene.

    6. @ Giuanni, io non lo so quanto possano interessare gli auguri di fine anno ad un ex amico ( sia egli Carlo o altri … ) che dorme sul marciapiede dentro un cartone. Se non ricordo male tu hai raccontato in un precedente post che l’avevi rivisto per caso divenuto barbone, che avevate parlato qualche minuto e poi ognuno per la propria strada. Secondo me il problema è semplice: o Carlo è felice della sua scelta e se ne frega del buonismo e della solidarietà, oppure è infelice ed in questo caso le parole e gli auguri scritti in un post di un blog cittadino non gli bastano ma servono gesti concreti da parte degli ex amici che ancora gli vogliono bene, e magari non esattamente e non solo per le feste comandate, Natale e capodanno.
      Detto questo, io stento a capire qual’è lo scopo dei tuoi pensieri, ripetuti in questo blog, verso il tuo ex amico. Apprezzandoti escludo la letteratura ( anche nelle canzoni ) miserabilista che tanto bene si vende in questi tempi nel mondo. E’ solo una cartolina che vuoi condividere con i lettori? Ma in questo caso non se ne caperebbe il motivo. O forse vorresti ma non puoi aiutarlo né tu né gli altri ex compagni?

    7. … capirebbe …

    8. che il 2010 porti fortuna ai ricchi di cuore

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