venerdì 24 nov
  • Termini Imerese, sulla pelle di 2500 famiglie

    La Fiat va a gonfie vele; è in testa nella crescita delle vendite; aumenterà la produzione di auto in Italia da 650.000 a 900.000 unità; incasserà una montagna di eco incentivi, ma chiuderà lo stabilimento di Termini Imerese perché, a detta dell’a.d. Marchionne, ogni vettura ivi prodotta gli costa 800-1.000 euro in più rispetto a quelle che escono dagli altri stabilimenti italiani. Dal punto di vista dell’economicità il discorso non farebbe una grinza. Ma come si fa a credere agli asseriti maggiori costi se in tanti mesi il signor Marchionne non si è preoccupato minimamente di far seguire alle sue strombazzate asserzioni uno straccio di tabella comparativa dei costi di produzione delle auto in Italia? Sbandieramenti funzionali alle decisioni già prese, senza consultazione con il governo e i sindacati (questa del 22 dicembre è stata la presentazione del piano industriale, non una trattativa). Con ciò non dico che i maggiori costi non ci siano: le distanze sono quelle che sono; penso semplicemente alle innumerevoli furbizie che nel mercato vengono continuamente messe in atto. Qualcuno dice che questi famosi maggiori costi non superino 350-450 euro a vettura. Se questo calcolo non è realistico il signor Marchionne lo smentisca con dati alla mano, ma non se ne parla nemmeno.
    Il signor Marchionne è tutto proteso verso lo sviluppo del suo Gruppo (come è giusto); è caricato a mille, visto anche l’andamento delle vendite; non sopporta che qualcosa possa appannare la visione che lui ha delle strategie da adottare: questo qualcosa è lo stabilimento di Termini Imerese, non importa se da esso dipende la la sopravvivenza di 2.500 famiglie e l’avvenire di migliaia di giovani. Tutto questo avviene quando il Governo della Regione Sicilia finalmente s’impegna con atti precisi e concreti a rimuovere le cause di disagio logistico e ambientale che incidono sull’efficienza dello stabilimento e sui costi di produzione (vedi: potenziamento del porto, costruzione di nuove infrastrutture, messa a disposizione di nuove aree, agevolazioni per la creazione di nuove aziende per l’indotto e il rafforzamento di quelle esistenti, finanziamenti per le ricerche sull’auto elettrica, ecc.).

    Ma non possiamo prendercela solo con Marchionne. Il governo Cuffaro si è distinto per la sua assenza, non tenendo fede agli impegni per il miglioramento delle condizioni dello stabilimento. Il governo Lombardo per un anno e mezzo è stato assorbito dai perenni conflitti divampanti nella sua maggioranza. Solo nell’ultimo mese si è rinvenuto, quando ormai i buoi erano scappati, quando Marchionne aveva già preso le sue decisioni col tacito assenso del governo centrale. A sua volta quest’ultimo non è mai andato oltre le paternalistiche rassicurazioni, non ha puntato i piedi, non ha scucito neanche un euro per Termini Imerese. La concessione degli eco incentivi era un’ottima arma per ottenere la salvezza dello stabilimento termitano, ma il Ministro per lo sviluppo economico non ha battuto ciglio quando Marchionne gli ha prospettato la favola della possibilità di una riconversione industriale dello stabilimento. Vorrei capire: con che faccia è venuto a Termini a promettere a destra e a manca!

    Adesso gli operai di Termini Imerese dovrebbero stare tranquilli aspettando il miracolo di una riconversione che nessuno sa in che cosa consisterà, vedendo la propria fabbrica spegnersi lentamente ( con progressive riduzioni del prodotto e delle risorse umane impiegate) fino alla sua morte già decretata per il dicembre 2011?

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  • 32 commenti a “Termini Imerese, sulla pelle di 2500 famiglie”

    1. La sorte dei lavoratori e delle loro famiglie suscita un senso di sconforto e pena, detto ciò la Fiat ha pubblicato (l’ho visto, basta cercare sul web) documenti da cui si evince che l’Italia in media produce la metà di auto Fiat per addetto rispetto alla Polonia e poco più della metà del Brasile (vado a memoria potrei sbagliare ma a spanne siamo lì) e Termini è ancora più indietro ma ciò non spiega molto perché in Brasile e Polonia sono stati effettuati gli investimenti che invece non sono stati effettuati in Italia … le ragioni saranno strategiche per l’industria ma questo è un fatto, la Fiat è un marchio italiano che investe prevalentemente all’estero.

    2. – sospensione degli incentivi solo per la fiat!
      – mandare a quel paese tutti i politici che si faranno vedere al piazzale della fiat.
      – boicotaggio totale alle elezioni.
      sveglia ai politici non frega niente di termini imerese interessano solo i voti che potranno strappare ai dipendenti e a tutto l’indotto (compresi famiglie e amici).

    3. …andro’ controcorrente,ma la sorte dei “raccomandati” non me ne frega niente.
      Adesso capiranno la sorte di chi non ha avuto santi in paradiso,o magari chi non ha mai voluto accettare favori degli stessi santoni e arrangiandosi con lavoretti malpagati o con l’esilio…Buon Natale

    4. E’questo il primo passo verso il grande piano per il sud annunciato da Berlusconi e Tremonti?Se ne stanno fregando altamente delle 2500 famiglie e daranno alla fiat persino nuovi incentivi,una cosa del genere al nord sicuramente non potrebbe accadere dato l’attuale governo leghista,spero nella solidarieta’di tutti gli operai TERRONI “che buttano il sangue”negli stabilimenti fiat del nord uno sciopero loro metterebbe in seria difficolta’la produzione dato che sono la maggioranza.

    5. Raccomandati che cmq producono e fanno girare l’economia,non sono questi ma altri i parassiti che ci danneggiano quindi non capisco tutta questa cattiveria gratuita,tutti hanno diritto a lavorare,le raccomandazioni sono il frutto di un sistema sbagliato purtroppo e l’azione clientelare di questo governo a contribuito ad aumentarle

    6. La Fiat ha basato la sua ricchezza sul sistema delle due braccia di lunghezza differenti.
      Braccino lungo quando prende, – e a tigni tè…
      braccino corto quando deve dare.
      La cassa integrazione è stata praticamente inventata a uso e consumo del gruppo Fiat e famiglia Agnelli:
      modello nuovo…?!?! Turni h24
      nessun modello…?!?! cassa integrazione.
      Tutto questo è stato permesso dai nostri governi – giustificato dal ricatto dei lincenziamenti.
      Ha mangiato per anni la Fiat su questo. Adesso si usano gli ecoincentivi.
      Io direi basta con i regali e questi imprenditori senza coscienza.
      Vogliono aiuti? allora nessun licenziamento.
      Vogliono licenziare? Via gli ecoincentivi alla Fiat.

      Alla fine il lavoratori della Fiat li dovremo campare sempre noi, non penso nessuno abbia dubbi su questo… ma almeno non facciamo regali a questi str..i di manager, che a natale si dividono un bel premio alla faccia dei disoccupati.

      Marchionne non sta consumando solo 250 famiglie, ma anche noi. Ci sta rigirando – definitivamente- la sussistenza di 250 famiglie e basta, così come potrebbe cambiare un paio di scarpe.

    7. Bisogna secondo me impedire assolutamente che la Fiat proceda alla riconversione degli impianti.
      Lo stabilimento di Termini e i suoi lavoratori hanno un valore se lì si continuerà a produrre auto.
      E se non sarà più Fiat a farle, tanto meglio: se un altro produttore mondiale dovesse ritenere vantaggioso acquisire tecnologie e risorse umane specializzate per produrre un altro modello (magari una Lancia Y ristilizzata, più semplificata, esclusivamente bifuel e con nuovo marchio…) a prezzo più basso di quella attuale, sarà la Fiat stessa, fra qualche anno, a mangiarsi le mani.
      La Regione e i sindacati, naturalmente, dovranno impegnarsi attivamente, però credo che ancora una possibilità ci sia.
      E noi, da siciliani, dovremmo fare la nostra parte, impegnandoci ad acquistare il “modello” di casa nostra e, magari, meno Audi, Bmw e Mercedes…

    8. Numquam (plus) FIAT.

    9. La lotta dei lavoratori di Termini Imerese mi suggerisce un parallelo non inconciliabile col momento che attraversiamo: il capitalismo selvaggio è disumano (a mio avviso lo dimostra anche la vicenda della chiusura dello stabilimento Fiat di Termini Imerese: le ragioni economiche prevalgono brutalmente su quelle di 2.500 famiglie e sulle sorti di un vasto comprensorio); a sua volta il bipolarismo selvaggio, come quello praticato in Italia in questi anni, è altrettanto disumano ( le conseguenze le abbiamo viste).
      Jonathan Franzen ha scritto un gran libro “Correzioni”, ecco, ci vorrebbero correzioni, cioè un recupero di umanità.

    10. “Capitalismo selvaggio”? “Bipolarismo selvaggio”? Ma non sarebbe più semplice vederla come il culmine di una lunga storia di scambio tra politica assistenzialista e industria parastatale? Il problema potrebbe essere capire chi in tutti questi anni ci abbia guadagnato di più. Concretamente, il crollo delle vendite della nota casa automobilistica in Sicilia sarebbe la risposta più giusta e costruttiva a questo epilogo. Magari si potrebbe anche inserire qualche codicillo ad excludendum per le forniture di automezzi sul suolo regionale (e magari nazionale) per chi abbia dismesso la produzione sul suolo medesimo. Qualche noto testimonial di siculi natali potrebbe smettere di prestarsi. Cose così, normale risposta civile.

    11. Il Giornale di Sicilia, a mo’ di vasellina e di monito per i siciliani, mette in bella mostra in prima pagina la notizia della svendita della Volvo ai cinesi da parte della Ford. Esempio di stampa al servizio di chi paga la pubblicità (industria) o di chi rinnova i contributi all’editoria (politica) per imbonire l’opinione pubblica.

    12. Non sono il paladino della Fiat, anzi, ma osservo che anni fa Fiat aveva chiesto alla Regione investimenti in infrastrutture prima di assegnare risorse a Termini per potenziare la produzione o diversificarla, in altre parole chiedeva di rimuovere i colli di bottiglia che ostacolano un maggior flusso di prodotti verso i mercati.

    13. a termini a detta di marchionne produrre una macchina costa 1000 euro in piu’ rispetto al nord: questo e’ un fatto! gli operai della fiat dovrebbero andare da quei mafiosi che chiedono il pizzo alle fabbriche dell’indotto facendo lievitare i costi di produzione e prenderli a calci in culo, poi dovrebbero andare alla regione e prendere a calci anche quei politici corrotti con gli stessi mafiosi che invece di investire nello sviluppo della zona si sono pappati i soldi, ma gli operai che sanno bene tutto questo e che molto verosimilmente sono dentro alla fiat grazie a quei politici non faranno niente di tutto questo.

    14. Scusate, a me dispiace per queste 2500 famiglia, ma la Fiat, come tutte le aziende private, non è un ente di beneficienza. Produrre auto in un posto un c**o al mondo come Termini Imerese evidentemente non è economicamente conveniente, solo solo perchè poi queste auto vanno trasportate e il trasporto costa caro. Ripeto: massima solidarietà ai lavoratori che non c’entrano nulla in tutto questo, ma si ricordino che almeno il loro è un caso che finisce sui giornali e che quindi viene preso in considerazione. Chi si occupa di quelli che hanno lavorato in aziende medio-piccole che sono fallite e di cui non si sente parlare? Anche queste persone avevano famiglia. Rifletteteci.

    15. @quozca
      il trasporto non c’entra nulla, la polonia e’ piu’ vicina?
      i costi lievitano per colpa delle fabbriche dell’indotto che vendono i loro prodotti troppo cari, perche’ devono pagare il pizzo alla mafia, non fingiamo di non capire, la cintura industriale di termini non e’ quella di Torino, e’ tutto in mano alla criminalita’, chiaro?

    16. Non credo che la Fiat vada a gonfie vele ,ma che abbia deciso con una logica industriale.
      Chiedetevi perche’ chiude Termini ed apre un nuovo stabilimento in Serbia ?
      Costo del lavoro ridotto di due terzi,.
      Altro che Mafia dell’indotto ,la tassazione mostruosa che grava il costo del lavoro dipendente in Italia grazie ai governi della sinistra produce questi disastri.

    17. tassazione elevata, mafia, burocrazia, infrastrutture inesistenti… diciamo che le motivazioni per chiudere Termini c’erano gia’…dal 1970!! sicuramente la FIAT ha un grosso debito nei confronti dello Stato visti i soldi che le sono stati versati nel corso degli anni, ma siamo nel 2009! Marchionne non e’ Agnelli e non fa beneficenza, ed e’ giusto che sia cosi! Piuttosto, morto un Papa se ne fa un altro: Chevy, Tata, pannelli solari, insomma, rimbocchiamoci le maniche e cerchiamo soluzioni: il Governo Regionale ci metta (se ne ha) soldi, soprattutto cerchi di fare quello che deve fare, ossia semplificare e programmare infrastrutture; gli operai accettino riduzione della paga e riqualificazione. Smettiamola di aspettare una soluzione calata dall’anno e mettiamoci al lavoro!

    18. @bogart

      E.Iannacci da: “quelli che”

      “….quelli che….la mafia non gli risulta….”

    19. ci sono aspetti della questione che non verranno mai dichiarati apertamente da Marchionne,
      e quindi c’e’ spazio per la costruzione dei teoremi piu’ disparati.
      Marchionne ha dichiarato che la Sicilia avrebbe dovuto trovarsi adiacente alla Lombardia,per vedere risolti i suoi problemi!
      La ferma posizione di Marchionne lascia spazio alla
      supposizione che il problema non e’ di natura tecnica.
      I problemi tecnici in un settore maturo come quello dell’auto,sarebbero superabili.
      Certamente c’e’ un problema di costo del lavoro,ma questo e’ un problema nazionale,e quindi dovrebbero essere chiusi tutti gli stabilimenti di produzione in Italia,e non mi pare che siamo su questa strada.
      Quindi c’e’ da far venire a galla i veri motivi di
      questa intransigenza di Marchionne a non volere operare piu’ in Sicilia.
      Strano che qui non intervenga nessun dipendente Fiat
      di Termini Imerese,che sarebbe piu’ qualificato
      a rilasciare qualche commento.

    20. in quanto a certi commenti che leggo su Marchionne
      anche in altri blog,commenti pesanti che vengono anche da rappresentanti di alcune istituzioni,
      ricordiamoci che
      appena qualche anno fa la Fiat era in discesa ripida
      perdeva quote di mercato e la capitalizzazione di borsa era ai minimi,col titolo a 4 euro.Arrivo’ Marchionne in Fiat , si inverti’ la tendenza ed il titolo risali’ a 24 euro.Obama gli ha riconosciuto grandi capacita’ e gli ha permesso l’operazione Chrysler.
      A marzo 2009 con la crisi globale il titolo era tornato a 3,5,ma ad appena 9 mesi e’ risalito a 10,5.
      Chi osserva la Galassia Fiat da questi punti di vista non puo’ che avere ammirazione per un manager come Marchionne.

    21. Con la Fiat che chiude uno stabilimento in Sicilia e ne apre un altro in Serbia pur di fare cassa,la politica di Marchionne non può che farmi schifo.
      Però,e di questo ne sono sicuro,i lavoratori di Termini verranno salvati in extremis,tra elezioni imminenti,sindacati e compagnia bella che faranno di tutto per assaltare fort apche.
      U MEGGHIU AVI A RUGNA!!

    22. Bogart il costo del lavoro in Serbia è due terzi che in Italia ma in proporzione lo è anche il cibo la casa etc, ma in Italia la colpa è sempre della sinistra anzi dei comunisti mentre in Serbia, davvero governata per 60 anni dai comunisti, vedi un pò quant’è il costo della vita oggi (preciso che non sono comunista, non è un sistema applicabile). Ridicolo. Bogart convinci il a far pagare le tasse a chi le evade, si stima più del 30% di evasione fiscale, e stai sicuro che si potranno abbassare le tasse sul lavoro. O sei di quelli che pensano che uno stato può funzionare senza che si paghino le tasse?

    23. Ma proprio nessuno propone di evitare in Sicilia l’acquisto di automobili del Gruppo Fiat?
      Non solo generazioni di nostri concittadini hanno dato la vita a Torino, ora, dopo anni di sbandieramento del Made in Italy (ricordate: Montezemolo, sì a Berlusconi
      «Sarò ambasciatore del made in Italy»), si da priorità alle aziende all’estero. E noi che ancora, più di prima, restiamo mercato di questi “imprenditori”.
      Prof.teresa lo bianco, la differenza tra Polonia e Termini è solo legata al salario e non al pizzo. L’operaio polacco ha uno stipendio mensile di 400 euro.
      Ecco le regole del capitalismo, lasciare nazioni intere in un sottostato economico per favorire le grandi multinazionali.

    24. Non sapevo che toglievate i commenti ,bravi bravi!!!

    25. Carlo ora sai che i commenti che violano la policy dei commenti vengono rimossi. Ti invito a rimanere in tema. Saluti.

    26. Coerentemente alla logica del mercato, ciò che balza in primo piano è la riduzione dei costi e la massimizzazione dei profitti. A prima vista sembrerebbe non fare una grinza, ma come tutti i piani di ristrutturazione che non si pongano oltre il breve termine si è dimenticata una cosa fondamentale: il nostro mercato – quello occidentale – si basa sul consumo, se non c’è un congruo numero di compratori non va avanti, e se oggi 2500 addetti allo stabilimento di Termini Imerese perderanno il lavoro, domani altri e dopodomani altri ancora in altri luoghi di produzione, alla fine sempre meno persone potranno svolgere la indispensabile funzione di compratori che mandano avanti il mercato…non è certo una decisione lungimirante, e questo senza tenere conto del dramma umano di (oggi) 2500 famiglie, che da solo varrebbe una riflessione ed un intervento immediato di riqualificazione.

    27. @Annibale: rileggi i miei commenti del 24.

    28. Premetto che non ne so tanto, ma parlo solo spinto da un po’ di buon senso…
      Non credo l’italia e la fiat siano le uniche realta’ in questa situazione. Il costo del lavoro nei paesi emergenti e’ di sicuro inferiore che in Italia, Germania, Francia, etc…
      Ma perche’ costruire macchine piccole (in cui il ricavo e’ risicato) in Italia, e addirittura pensare (come leggo su Quattroruote) di spostare la produzione AlfaRomeo in USA (quando tra l’altro non e’ ancora certo che il mercato americano accoglierebbe con entusiasmo un ritorno delle macchine italiane)?
      Costruire auto piu’ costose da noi puo’ giustificare quell’onere aggiuntivo dato dal costo del lavoro in italia.
      Magari mi sbaglio ma non credo che i produttori tedeschi producano le macchine meno costose in germania.

    29. Vorrei vedere se fossimo tutti compatti e non comprassimo più una fiat: meglio 5 milioni di potenziali clienti in meno o mantenere Termini?

    30. @ Fastspin – ti stringo la mano

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