mercoledì 20 set
  • Punteruolo d’Egitto

    Quanti saranno i siciliani in viaggio d’affari o di piacere in Egitto? Non pochi, immagino. Ho chiesto ad un amico in partenza per il Cairo di informarsi su come abbiano affrontato lì il flagello del punteruolo rosso, visto che nel paesaggio, nella cultura e nell’architettura del mondo arabo, la palma rappresenta un elemento tradizionale non facilmente rinunciabile e che la devastazione registrata da noi pare abbia avuto origine da un’incauta importazione di palme proprio dall’Egitto. La risposta è stata, per alcuni versi, sorprendente: praticano un foro in cima al tronco e vi versano del petrolio o del gasolio. Il legno spugnoso della palma se ne impregna, espandendo così un odore non gradito all’insetto. Tutto qui.

    Temo che da noi, invece di porre la domanda più ovvia, in tutti questi mesi abbiano pensato soprattutto a chi affidare la solita consulenza. Eccola, a titolo gratuito, come di moda a Palazzo delle Aquile 🙂

    Palermo
  • 34 commenti a “Punteruolo d’Egitto”

    1. grande Didonna!!!

    2. …questa è davvero bella!

    3. Di sorprendente c’è la pretesa dell’autore di spacciare sue infondate convinzioni per verità assolute. Anche una semplice ricerca sul web potrebbe far capire a chi è dotato di un minimo dei buonsenso che, se esistono delle organizzazioni internazionali che si occupano del problema, se in diversi paesi, dall’Egitto a Israele, dall’Italia alla Spagna, passando per la Francia, sono ancora in corso sperimentazioni con diversi metodi, è perché il problema non si risolve così semplicemente. Di solito ignoro i post di questo autore, ma non vorrei ritrovarmi davanti la scena di incolpevoli palme ricoperte di idrocarburi. Per quanto ne so quel metodo ha una qualche efficacia solo su alcuni tipi di piante. Spero che qualche esperto vero possa intervenire per sfatare completamente l’ennesimo pericoloso mito propalato da esperti, questi si, d’Egitto.

    4. Per quanto ne so, un agronomo egiziano ha brevettato una profilassi per proteggere e salvare le palme che risulta efficace nel 97% dei casi in cui l’infestazione della palma non sia ormai cronica.
      Pare che la logica dietro la profilassi sia la medesima del trucco del gasolio citato da Donato: usa una miscela di 13 olii essenziali che risultano sgraditi all’insetto anche se è già penetrato nella pianta.
      Stando alle agenzie di stampa, il tutto è chiamato Metodo Metwaly.
      Ovviamente, da noi il business è quello dell’abbattimento. 500 euro a palma… vuoi mettere, in tempo di crisi.

    5. Fastspin, un blog è anche uno strumento per scambiarsi informazioni in modo bidirezionale, poi ciascuno può farsi meglio delle proprie opinioni. Non solo i tecnici hanno diritto di avere e manifestare delle opinioni, anzi per tutto ciò che riguarda il “condominio” Palermo (tra cui la salute e la bellezza dei nostri giardini), la crescita civile dipende esattamente da come e quanto i cittadini ne prendono a cuore le sorti, magari inventandosi o riportando (come nel caso in questione) soluzioni pragmatiche, ma magari poco “accademiche”. Perchè precludersi una soluzione che, come apprendo da te, “ha avuto effetto su alcuni tipi di piante”? Perchè sarebbe imbarazzante per un certo ceto accademico o per i fabbricanti/rivenditori di costosi fitofarmaci? Non è il problema della stragrande maggioranza dei palermitani e, ammesso che la soluzione si dimostrasse una bufala, almeno sarebbe costata poco …

    6. Il giardiniere di villa Malfitano, quello che poi è stato arrestato per intenderci…, non aveva trovato una soluzione per le palme di quella villa? Se le palme di villa Malfitano non hanno alcun problema perchè non si utilizza il suo metodo?

    7. C’è un agronomo egiziano che ha affinato questa tecnica con una miscela di olii essenziali http://www.livesicilia.it/2009/12/02/addio-punteruolo-rosso/

    8. non litighiamo su come intervenire su questo problema,come al solito,ma indignamoci, affinchè si intervenga e si metta fine a questo scempio.

    9. Bellissimo post, dove il Didonna sfruculia alla grande.
      Naturalmente lui sa tutto, sa come funziona il sistema e ci provoca.
      Ok, alzo il tiro, è lo stesso ke se domani non ci fosse piu benzina ……….
      Pensate che si fermerebbe l’economia?
      Naturalmente no, abbiamo energie alternative a go go
      è la legge di mercato ke ci fa dare il cu+o ai petrolieri, è comodo così.
      Lo stesso vale per le palme, spcialmente qui in sicilia il punteruolo è un business facile e remunerativo.

    10. Va bene cercare rimedi al punteruolo, ma perché non approfittare di questo momento per rendere più variagato il verde palermitano? I grandi viali alberati sono assenti da Palermo (viale Libertà esclusa).

      Platanus Orientalis
      Celtis Australis
      Quercus Ilex
      Quercus Pubescens
      Gingko Biloba

      sono solo alcune specie di alberi che potrebbero adattarsi tranquillamente alla vita cittadina e contribuire ad ombreggiare le strade durante le assolate estati. Naturalmente purché nei primi anni dall’impianto gli si dia l’acqua in modo che si formino un valido apparato radicale e purché non li si impianti in 50cmq. Poi andrebbero etichettate, potate con criterio, controllate periodicamente etc. Ci vogliamo provare?

    11. di rimedi per il punteruolo cene sono tanti e di vari tipi ma secondo me l’arma piu efficace nella sua lotta è la prevenzione..

      http://www.punteruoloko.com per articoli novita e guide

    12. Ok,adesso anche gli idrocarburi…
      vabè…attualmente l’unico rimedio valido e di sicura riuscita è quello del trattamento preventivo accertandosi che la palma non sia ancora stata infestata dal coleottero.
      Ho dato un’occhiata al sito sopra linkato e vedo che viene consigliata l’installazione della trappola addirittura al fusto della palma. Nulla di più sbagliato!!
      In questo modo si migliora solo l’attrattività della palma anche se non è stata ancora attaccata!! Le trappole sono un metodo valido per le catture massali, ma installate con un certo criterio.

      P.s. Ci sto dfacendo la tesi di laurea su questo argomento 😉

    13. Ivan: ok, però nella tesi non scrivere “catture massali”, please 😉

    14. @Selinon:
      no problems, nella tesi utilizzo “mass trapping”. 😉

    15. un amico (esperto) mi aveva detto che il punteruolo non si sviluppa in maniera distruttiva – come da noi – in nord africa (da dove proviene) perchè nei secoli le piante hanno convissuto e si sono geneticamente adattate a superare il problema: la loro crescita sarebbe superiore a quanto il punteruolo riesca a distruggerle. ma quanto sento in questo post e nei commenti sembrerebbe non sia così.
      da noi, che avremmo importato il punteruolo probabilmente importando palme dal nord africa (forse per risparmiare), le palme autoctone non sarebbero abbastanza veloci a crescere rispetto alla velocità distruttiva e riproduttiva dei punteruoli.

      io mi fido abbastanza della esperienza e della serietà della mia fonte, ma gli chiederò maggiori spiegazioni.

      da parte mia sono stato di recente a sharm e rimanevo incantato dalla quantità e bellezza delle loro palme (non ne ho vista una che non fosse in perfetto stato di salute).

    16. non sono mai stato a Sharm, perciò mi sono fatto un’idea delle loro palme guardando google images http://images.google.com/images?gbv=2&hl=en&q=Sharm+El+Sheikh+palms&sa=N&start=0&ndsp=20

      nessuna di queste palme presenti a Sharm è la Phoenix Canariensis che è la specie di palma maggiormente presente in Sicilia ed uccisa dal punteruolo

    17. quelle di Sharm sono le P.Dactylifera, cioè il tipo di palma che qui a Palermo si trova, ad esempio, lungo i bordi del foro italico
      ( perfettamente integre perchè hanno tronchi meno ricchi di materiale fibroso di cui si cibano le larve)

    18. in poche parole : le Phoenix Dactylifera sono molto meno appetite dal punteruolo rispetto alle P.Canariensis. a Sharm ci sono P.Dactylifera, a Palermo invece è maggiore la presenza di P.Canariensis. da qui lo sfacelo

    19. stamane, ho trovato un punteruolo morto in terrazza, a chi mi devo rivolgere? perchè credo sia morto per il disinfettante antizecche,contattatemi via e-mail per favore qualcuni lo faccia, io caso mai lo conservo. grazie Anna

    20. desidero conoscere quando e come il GINKGO BILOBA va potato e soprattutto se necessita di questa operazione senza che la pianta possa rischiare danni irreparabili. grazie

    21. La cosa che mi diverte di piu’ di Internet e’ la sicumera degli incompetenti totali che parlano di cose di cui non hanno la minima cognizione o esperienza… Su Internet si improvvisano tutti ingegneri, agronomi, medici, ricercatori, di tutto di piu’! Questo atteggiamento e’ direttamente proporzionale all’ignoranza, dato che la persona competente parla solo degli argomenti su cui e’ competente.

    22. Non mi resta che sottoscrivere il post di “Link”.
      Comunque Link, forse non lo sai ma didonna ha molte frecce nel suo arco, e puo’ agire a turno o come problem solver o come esperto operatore e consulente.
      Problem solver per i problemi di viabilità, eco-enetgia, architettura ecologica, creazione d’imprese… come consulente e pure operatore in diversi settori: agente di turismo, agente immobiliare, consulenza bancaria, gestione patrimoniale e fotse pure trading (poveri risparmiatori!), operatore nel settore dell’alimentazione biologica ma nello stesso tempo per la GDO, consulenza agraria, esperto in comunicazione, esperto in gelateria, cuoco, consulente in estetica e dietetica, esperto per le problematiche del lavoro e creazione di lavoro produttivo, esperto in sapienti montaggi finanziari, cicerone per i suoi ospiti turisti cosa che richiede grande conoscenza in architettura, storia, arte, enogastronomia, teatro e spettacoli in genere… maggiori in formazioni li puoi trovare nel suo libro “ecco come”…
      La cura degli alberi affetti dal punteruolo per didonna rappresenta la stessa facilità dell’eliminazione dei pidocchi dai capelli.

    23. ah !
      nelle competenze dell’agente di turismo (cicerone per gli amici turisti ospiti) non ho incluso “esperto in toponomastica” come dimostra una sua recente dichiarazione dove afferma che è GIUSTO e NORMALE deformare il nome di piazza Bologna, a Palermo.
      Aggiungo a tutte le frecce elencate il didonna esperto in “facbdtuyyyynnodblobloblapumfahinafkjk”
      M’aggio mpappinato cu’ tutta stà scienza !

    24. Marco ti invito a rimanere in tema. Grazie.

    25. OK Rosalio, per restare in tema di punteruolo e come ha scritto didonna “per scambiarsi informazioni in modo bidirezionale, poi ciascuno può farsi meglio delle proprie opinioni. Non solo i tecnici hanno diritto di avere e manifestare delle opinioni”, io consiglio a didonna di provare con l’Amuchina, tra l’altro respirarla fa bene ai polmoni e al cervello umano.
      Comunque, nello stesso spirito, io domani vado ad asportare la milza a un cristiànu, anche se di formazione sono architetto.

    26. Non polemizzare mai con un idiota: ti porta inevitabilmente al suo livello e poi ti batte con l’esperienza.

    27. Eh, si, hai ragione! Ho visto il tuo CV, non l’hai ancora messa la laurea in agronomia. Forse e’ meglio che la inserisci, altrimenti qualcuno potrebbe pensare che stai parlando a vanvera…

      I “non tecnici” (eufemismo per indicare le persone totalmente incompetenti) hanno il diritto di avere la propria opinione, ma dovrebbero tenersela per se. Io non vado certo dal chirurgo a consigliargli come togliere un’appendice, cosi’ come il chirurgo non viene da me a spiegarmi come aggiustare un pannello di controllo…

    28. infatti… si riconosce dal fatto che quando non possiede argomenti da opporre alle GIUSTE e opportune critiche scrive commenti idioti.

    29. … e da sottolineare che in questo post diversi commentatori l’hanno preso per un fesso che parla di argomenti tecnici complessi senza possederne la minima conoscenza, addirittura contestando la legittimità (esclusiva) della quale solo un tecnico potrebbe beneficiare e quindi trattare l’argomento. Insomma ridurre a livello di rotocalco (non essendone competente il didonna) un problema tecnico/scientifico di difficile soluzione.

    30. Rimuoverò ulteriori commenti fuori tema. Saluti.

    31. L’amico in partenza per l’Egitto era un professore di agraria dell’università di Palermo di cui ho solo riportato l’esperienza.
      Ringrazio, con l’occasione, il commentatore Marco di avermi offerto la “prova regina” di quanto da me indirettamente affermato, essendosi spontaneamente riconosciuto nell’idiota con cui evitare polemiche. Del resto, come diversamente definire chi si applica ossessivamente a leggere quanto ho scritto nel malcelato intento di trovare un motivo di scandalo? 🙂

    32. mah!
      la dimostrazione come avvenuto in tutti i post scritti da didonna, che non sa scrivere (sto giudicando il post quindi sono in topic, Rosalio), perché:
      scrive TRE ANNI FA di avere chiesto a un amico in partenza per l’Egitto; TRE ANNI DOPO viene a dire che si tratterebbe di un professore di agraria… non sa scrivere quindi… ma tre anni fa aveva anche scritto che le opinioni sulla materia in oggetto non devono averle solo gli esperti. Chiaro (lo stato)!
      P.S. diversi commentatori hanno perfettamente descritto didonna. Colui che non ha argomenti e scrive commenti idioti quando è in difficoltà è lui, didonna… fa finta di non capire… non sa leggere.

    33. Il post é di tre anni fa

    34. didonna si concentri: lei tre anni fa ha scritto di avere chiesto informazioni a un suo amico, senza specificare chi era né cosa faceva (omissione grave per un autore, che deve essere esaustivo quando scrive in pubblico), ora, dopo tre anni ci viene a raccontare i dettagli importanti omessi tre anni fa (ammesso che qualcuno ci creda). Se non capisce le sue lacune come autore, se le faccia spiegare.
      Inoltre, lei tre anni fa ha scritto che il tema in oggetto non doveva essere di esclusiva competenza dei tecnici del settore per quel che riguarda le opinioni. Ora lei viene a parlare di un professore di agraria e lo cita per volere intendere che l’opinione di un professore del settore godrebbe di maggiore credibilità… se non vede la contraddizione (con sé stesso) in quest’ultimo punto se la faccia spiegare.

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