Punteruolo d’Egitto
Quanti saranno i siciliani in viaggio d’affari o di piacere in Egitto? Non pochi, immagino. Ho chiesto ad un amico in partenza per il Cairo di informarsi su come abbiano affrontato lì il flagello del punteruolo rosso, visto che nel paesaggio, nella cultura e nell’architettura del mondo arabo, la palma rappresenta un elemento tradizionale non facilmente rinunciabile e che la devastazione registrata da noi pare abbia avuto origine da un’incauta importazione di palme proprio dall’Egitto. La risposta è stata, per alcuni versi, sorprendente: praticano un foro in cima al tronco e vi versano del petrolio o del gasolio. Il legno spugnoso della palma se ne impregna, espandendo così un odore non gradito all’insetto. Tutto qui.
Temo che da noi, invece di porre la domanda più ovvia, in tutti questi mesi abbiano pensato soprattutto a chi affidare la solita consulenza. Eccola, a titolo gratuito, come di moda a Palazzo delle Aquile












grande Didonna!!!
…questa è davvero bella!
Di sorprendente c’è la pretesa dell’autore di spacciare sue infondate convinzioni per verità assolute. Anche una semplice ricerca sul web potrebbe far capire a chi è dotato di un minimo dei buonsenso che, se esistono delle organizzazioni internazionali che si occupano del problema, se in diversi paesi, dall’Egitto a Israele, dall’Italia alla Spagna, passando per la Francia, sono ancora in corso sperimentazioni con diversi metodi, è perché il problema non si risolve così semplicemente. Di solito ignoro i post di questo autore, ma non vorrei ritrovarmi davanti la scena di incolpevoli palme ricoperte di idrocarburi. Per quanto ne so quel metodo ha una qualche efficacia solo su alcuni tipi di piante. Spero che qualche esperto vero possa intervenire per sfatare completamente l’ennesimo pericoloso mito propalato da esperti, questi si, d’Egitto.
Per quanto ne so, un agronomo egiziano ha brevettato una profilassi per proteggere e salvare le palme che risulta efficace nel 97% dei casi in cui l’infestazione della palma non sia ormai cronica.
Pare che la logica dietro la profilassi sia la medesima del trucco del gasolio citato da Donato: usa una miscela di 13 olii essenziali che risultano sgraditi all’insetto anche se è già penetrato nella pianta.
Stando alle agenzie di stampa, il tutto è chiamato Metodo Metwaly.
Ovviamente, da noi il business è quello dell’abbattimento. 500 euro a palma… vuoi mettere, in tempo di crisi.
Fastspin, un blog è anche uno strumento per scambiarsi informazioni in modo bidirezionale, poi ciascuno può farsi meglio delle proprie opinioni. Non solo i tecnici hanno diritto di avere e manifestare delle opinioni, anzi per tutto ciò che riguarda il “condominio” Palermo (tra cui la salute e la bellezza dei nostri giardini), la crescita civile dipende esattamente da come e quanto i cittadini ne prendono a cuore le sorti, magari inventandosi o riportando (come nel caso in questione) soluzioni pragmatiche, ma magari poco “accademiche”. Perchè precludersi una soluzione che, come apprendo da te, “ha avuto effetto su alcuni tipi di piante”? Perchè sarebbe imbarazzante per un certo ceto accademico o per i fabbricanti/rivenditori di costosi fitofarmaci? Non è il problema della stragrande maggioranza dei palermitani e, ammesso che la soluzione si dimostrasse una bufala, almeno sarebbe costata poco …
Il giardiniere di villa Malfitano, quello che poi è stato arrestato per intenderci…, non aveva trovato una soluzione per le palme di quella villa? Se le palme di villa Malfitano non hanno alcun problema perchè non si utilizza il suo metodo?
C’è un agronomo egiziano che ha affinato questa tecnica con una miscela di olii essenziali http://www.livesicilia.it/2009/12/02/addio-punteruolo-rosso/
non litighiamo su come intervenire su questo problema,come al solito,ma indignamoci, affinchè si intervenga e si metta fine a questo scempio.
Bellissimo post, dove il Didonna sfruculia alla grande.
Naturalmente lui sa tutto, sa come funziona il sistema e ci provoca.
Ok, alzo il tiro, è lo stesso ke se domani non ci fosse piu benzina ……….
Pensate che si fermerebbe l’economia?
Naturalmente no, abbiamo energie alternative a go go
è la legge di mercato ke ci fa dare il cu+o ai petrolieri, è comodo così.
Lo stesso vale per le palme, spcialmente qui in sicilia il punteruolo è un business facile e remunerativo.
Va bene cercare rimedi al punteruolo, ma perché non approfittare di questo momento per rendere più variagato il verde palermitano? I grandi viali alberati sono assenti da Palermo (viale Libertà esclusa).
Platanus Orientalis
Celtis Australis
Quercus Ilex
Quercus Pubescens
Gingko Biloba
sono solo alcune specie di alberi che potrebbero adattarsi tranquillamente alla vita cittadina e contribuire ad ombreggiare le strade durante le assolate estati. Naturalmente purché nei primi anni dall’impianto gli si dia l’acqua in modo che si formino un valido apparato radicale e purché non li si impianti in 50cmq. Poi andrebbero etichettate, potate con criterio, controllate periodicamente etc. Ci vogliamo provare?
di rimedi per il punteruolo cene sono tanti e di vari tipi ma secondo me l’arma piu efficace nella sua lotta è la prevenzione..
http://www.punteruoloko.com per articoli novita e guide
Ok,adesso anche gli idrocarburi…
vabè…attualmente l’unico rimedio valido e di sicura riuscita è quello del trattamento preventivo accertandosi che la palma non sia ancora stata infestata dal coleottero.
Ho dato un’occhiata al sito sopra linkato e vedo che viene consigliata l’installazione della trappola addirittura al fusto della palma. Nulla di più sbagliato!!
In questo modo si migliora solo l’attrattività della palma anche se non è stata ancora attaccata!! Le trappole sono un metodo valido per le catture massali, ma installate con un certo criterio.
P.s. Ci sto dfacendo la tesi di laurea su questo argomento
Ivan: ok, però nella tesi non scrivere “catture massali”, please
@Selinon:
no problems, nella tesi utilizzo “mass trapping”.
un amico (esperto) mi aveva detto che il punteruolo non si sviluppa in maniera distruttiva – come da noi – in nord africa (da dove proviene) perchè nei secoli le piante hanno convissuto e si sono geneticamente adattate a superare il problema: la loro crescita sarebbe superiore a quanto il punteruolo riesca a distruggerle. ma quanto sento in questo post e nei commenti sembrerebbe non sia così.
da noi, che avremmo importato il punteruolo probabilmente importando palme dal nord africa (forse per risparmiare), le palme autoctone non sarebbero abbastanza veloci a crescere rispetto alla velocità distruttiva e riproduttiva dei punteruoli.
io mi fido abbastanza della esperienza e della serietà della mia fonte, ma gli chiederò maggiori spiegazioni.
da parte mia sono stato di recente a sharm e rimanevo incantato dalla quantità e bellezza delle loro palme (non ne ho vista una che non fosse in perfetto stato di salute).
non sono mai stato a Sharm, perciò mi sono fatto un’idea delle loro palme guardando google images http://images.google.com/images?gbv=2&hl=en&q=Sharm+El+Sheikh+palms&sa=N&start=0&ndsp=20
nessuna di queste palme presenti a Sharm è la Phoenix Canariensis che è la specie di palma maggiormente presente in Sicilia ed uccisa dal punteruolo
quelle di Sharm sono le P.Dactylifera, cioè il tipo di palma che qui a Palermo si trova, ad esempio, lungo i bordi del foro italico
( perfettamente integre perchè hanno tronchi meno ricchi di materiale fibroso di cui si cibano le larve)
in poche parole : le Phoenix Dactylifera sono molto meno appetite dal punteruolo rispetto alle P.Canariensis. a Sharm ci sono P.Dactylifera, a Palermo invece è maggiore la presenza di P.Canariensis. da qui lo sfacelo
stamane, ho trovato un punteruolo morto in terrazza, a chi mi devo rivolgere? perchè credo sia morto per il disinfettante antizecche,contattatemi via e-mail per favore qualcuni lo faccia, io caso mai lo conservo. grazie Anna
desidero conoscere quando e come il GINKGO BILOBA va potato e soprattutto se necessita di questa operazione senza che la pianta possa rischiare danni irreparabili. grazie