venerdì 22 set
  • Fiat di Termini Imerese, sette proposte sul tavolo

    Durante il tavolo convocato ieri al Ministero dello Sviluppo economico dedicato in particolare allo stabilimento Fiat di Termini Imerese sarebbero state avanzate sette proposte (rimaste riservate) relative allo stabilimento. Il tavolo è stato aggiornato al 5 febbraio.

    L’amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne aveva annunciato la volontà di lasciare Termini Imerese e da diverse settimane gli operai della fabbrica e dell’indotto hanno scioperato. Tredici lavoratori della Delivery mail, che erano da giorni sul tetto per protestare per il licenziamento, sono scesi ieri dopo aver ottenuto il ritiro della lettera di licenziamento.

    Palermo
  • 26 commenti a “Fiat di Termini Imerese, sette proposte sul tavolo”

    1. Le proposte sono pubbliche e la più realistica mi sembra quella di trasformare Fiat Termini in uno store IKEA.
      Per fabbricare auto elettriche il mercato dovrebbe essere creato dai sindaci siciliani con misure restrittive del traffico nei centri storici.
      Non credo alla possibilità di produrre auto di marchi indiani o cinesi perchè costerebbe sempre meno produrle in Cindia e trasportale in Europa.

    2. pare che per didonna l’unica economia vincente al mondo sia ikea, forse è una semplice “fissazione”, non vorrei fosse una parcella….

    3. Certo, trasformiamo la Sicilia in un immenso centro commerciale, terra di soli consumatori e di impieghi pubblici, terra che non produce; cetri commerciali ovunque e posti di precari, e magari, perché no, utili a faccendieri o a intermediari a piccola percentuale in cerca di parcelle per sbarcare il lunario.
      Una terra che non produce è destinata a sopravvivere appena nella mediocrità generalizzata.

    4. Caro Donato,
      purtroppo la soluzione IKEA, anche se non mi dispiacerebbe per niente, non credo possa sistemare tutte quelle famiglie.
      Magari sarebbe opportuno valutare non una sola soluzione, ma più soluzioni insieme.
      Non dimenticando il tipo di professionalità in gioco, la riqualificazione è abbastanza impegnativa.

    5. un’interessante riflessione del prof. Giuseppe Berta per ragionare sul passato/presente di Termini

      http://www.strumentires.com/index.php?option=com_content&view=article&id=112:termini-imerese-e-la-crisi-finanziaria&catid=4:economia-siciliana&Itemid=12

    6. Fiat appartiene ad un segmento Manufacturing,
      Ikea a Termini Imerese starebbe nel Distribution,
      quindi da farsi una radicale riconversione,che non credo riuscirebbe a riassorbire tutti i 3000 dipendenti.
      Ma,indipendentemente dal caso Fiat,vorrei ricordare che l’area di sviluppo industriale di Termini Imerese
      e’ stata protagonista fin sul nascere di progetti abortiti,come l’indimenticabile caso della Chimed,
      alias Chimica del Mediterraneo,roba da anni 70.
      Col senno di poi potremmo ammettere che meglio era
      lasciare la coltivazione dei carciofi,che mantengono sempre una quotazione rispettabile e sono molto richiesti perche’ fanno bene al fegato e quindi alla salute.
      La Chimed costo’ un sacco di soldi e lascio’ un mare di cementificazioni che inspiegabilmente per decenni
      trovarono difficolta’ ad una riconversione industriale,
      Addio carciofi (in quell’area)
      ed addio agli investimenti.
      Conoscere la storia dei tentativi di uno sviluppo industriale in Sicilia mi pare che sia un argomento
      da non sottovalutare anche per non sommare,oggi,
      nuovi errori agli errori di ieri.
      Ma questo e’ un campo in cui emergono scarse vocazioni,da quello che si legge in giro.

    7. per ragionare sul presente di Fiat
      bisogna scolpirsi in testa questi numeri:
      .
      “a fine 2009 l’indebitamento netto industriale del gruppo Fiat si è attestato a 4,4 miliardi di euro, in diminuzione di 1,5 miliardi rispetto a fine 2008.
      L’anno si e’ chiuso con una perdita di 0,8 m.di”.

    8. In effetti si potrebbe consumare all’infinito, Stalker; è come dici tu, tutti questi supporters di Ikea, conflitto di interessi dei poveri intermediari, corrono dietro alle piccole parcelle. Certo, 3000 famiglie si possono mantenere con lo stipendio di precario della GDO …

    9. …però continuo a chiedermi: oltre due milioni di disoccupati in Italia di cui 400.000 nuovi nell’ultimo anno; di cui oltre quarantamila solo in Sicilia. Però contano, si parla e ci si straccia la vesti – con tutto il rispetto e comprensione (che però manca per altre categorie) – solo per i 2000 dipendenti della Fiat di Termini…
      “La Fiat ha avuto incentivi in questi anni per cui non dovrebbe licenziare”. Secondo voi si terrà conto di ciò o la vicenda finirà con ulteriori nuovi incentivi? E cioè come sempre con aiuti solo ai grossi gruppi (Alitalia docet), mentre la piccola e media impresa, vero motore dell’economia, viene lasciata lentamente morire nella totale indifferenza…

    10. la fiat è solo la punta di un isberg, qualla più visibile, di una crisi micidiale, frutto di un’economia dopata e sballata. anche con tutta la buona volontà, quanti telefonini, televisori, automobiline possiamo cambiare rispetto all’offerta? la delocalizzazione a prezzi del lavoro stracciati e zero garanzie ha dato il colpo di grazia.
      tante piccole e medie aziende sono fallite o stanno fallendo, chi ancora ci riesce raschia il barile, gli altri sono già morti. sopravvivono solo i faccendieri, la gente inutile a parcella, qualche mediatore, insomma i servizi che non producono e hanno poche spese e zero investimenti.
      tanta gente per strada dalla sera alla mattina, considerando anche tutto l’indotto.
      certo, tutta gente che ora ha un sacco di tempo libero per passare il tempo in un centro commerciale e rimodernare l’arredamento…ovviamente IKEA, of course!!! e poi quelli che non hanno tempo di sbrigare le faccende quotidiane perchè si divertono a stare sui tetti, possono sempre chiamare un factotum che gli paghi le bollete!
      “Se non c’è pane, dategli i croissant”
      oppure mandate un solo giorno didonna in fabbrica, ma non a chiacchierare…..

    11. Certo l’analisi e’ difficile e forse un approccio puo’ essere tentato “per esclusione”.
      Guardando a ieri,o appena all’altro ieri,per venire incontro a certe esigenze e limitare il rischio d’impresa,la stessa Regione si e’ lanciata in attivita’ d’impresa,di partecipazione,producendo ingranaggi,o panettoni,o surgelati,o olivette e carciofini e roba simile.Tutte imprese che non riuscirono a stare sul mercato e furono quindi chiuse.
      Ma non perche’ il mercato non avesse bisogno di quei prodotti,ma probabilmente per le ingerenze,
      del tipo,io ti do un finanziamento e tu mi assumi
      tot persone(ovviamente esuberi).
      Con questo non vorrei concludere che non sia una strada da potere ripercorrere,ma bisogna avere chiari errori
      e deficienze gia’ sperimentati,ed evitarli.

    12. Quoto in pieno Didonna

    13. Ho inviato a Scajola,Lombardo,Fiat un piano di riconversione che prevede 5.000 lavoratori e:
      -2 centrali cianobatteri che producono MW 1.600 per 2=
      3.200 che significano 1,5 miliardi di ricavi
      -2 bioraffinerie algali da 135.000 litri biofuel per ettaro e calcolo 100.000 ha in Sicilia,cioè 13,5 miliardi di litri che significa 13,5 miliardi di ricavi.
      -leviamo tutta la CO2 Sicilia collegando con carbondotti co2 le centrali Eni-Enel-Priolo
      -una linea produzione batterie ion per auto ibride
      -una linea laminati algali per auto(vedasi Tojota)
      -una linea led ed oled
      -una linea laser
      -una linea photobioreattori algali
      -una linea biolubrificanti da alghe
      -una struttura allevamenti pesci pregiati
      -una bioraffinazione per food &beverage per produrre
      alimenti e bevande con omega 3,6,9.
      Bello,ma quanto costa?
      500 milioni a centrale-bioraffineria,1 miliardo per 2
      centrali,3 per il progetto completo.
      Ho inviato il progetto che predispongo con le migliori
      Università al mondo.Risposta.Nessuna.La Fiat dice che
      non ha progetti in mano e poi spunta Cimino.Chi è sto
      Cimino che apre ai cinesi,cosi’possono omologare
      auto pericolose nella CE. Pier

    14. Pier Luigi, puoi spiegare meglio il progetto?

    15. Pier Luigi, Simone Cimino e’ uno dei tanti siciliani che ha studiato a milano (Bocconi per la precisione), si e’ creato la sua attivita’ (una SGR, CAPE) e ha fatto fortuna. Se ora sta portando avanti una sua proposta per Termini con i cinesi, tanto di guadagnato / piu opzioni ci sono piu i lavoratori di Termini ne guadagneranno… quanto al tuo progetto.. beh,che ne dici di inviarci sto benedetto pdf?

    16. scusate,ma come si fa ad accreditare,da una unica fonte,
      n proposte
      su settori industriali che presuppongono specifiche conoscenze in settori tanto diversi?
      Forse sarebbe gia’ un grosso contributo quello di proporre ” una soluzione ” capace di assorbire le 3000 persone a rischio di Termini Imerese ,descrivendone anche sommariamente
      la soluzione ed il piano di massima e la Cost Justification.
      Invece,questo richiamo alle Universita’,mi fa venire in mente il fatto che forse si potrebbe
      sottoporre il caso di Termini Imerese
      in forma di Case Study agli Studenti delle Universita’ dove si studia Economia.
      C’e’,per cominciare,da predisporre una scheda
      sufficientemente informativa sullo Stato dell’Arte
      di Termini Imerese,stabilimento Fiat.
      E poi,una volta avute le varie soluzioni,
      sottoporle al pubblico dibattito.
      Per fare una cosa del genere,coi mezzi comunicativi di oggi,stimo che 3 mesi sono gia’ troppi.Molti Case Study si fanno in 3 giorni.

    17. Donato Di Donna, dimostri straordinaria miopia sulla conoscenza dei sistemi industriali. Fiat Termini non si esaurisce lì, esiste il cosiddetto indotto, ossia im prese che producono pezzi altri per Fiat, e che sono attività para-industriali estrene ma collegate.
      Convertire Fiat in Ikea non risolve un bel niente.

    18. Uma, rileggi, sono sicuro che capirai il senso del commento … ti do’ un’aiuto …. “realistica” … 🙂

    19. Certo che questo didonna … non solo fà “proposte” insensate ma a chi glielo fà notare, l’utente Uma, si permette pure di farlo/a passare per scemo/a; non c’è niente di sensato nel commento di didonna, mi sembra solo il tentativo di un intermediario in cerca di provviggioni …

    20. Povero Didonna……sei rovinato! Ti sei messo contro l’ossessionato. Non ne esci più. Auguri Didò….

    21. bel coraggio, firmarsi xxl

    22. vogliamo provare a fare un giochino?
      Rispondiamo a queste domande?
      SI o NO
      *************************************************
      1.La Fiat e’ l’unico produttore di auto di massa
      in Italia?
      Sarebbe utile un concorrente italiano?
      2.la Fiat produce piu’ auto di quanto se ne vendono in Italia?
      Il parco auto circolante in Italia e’ vecchio?
      3.La Fiat fa utili sul mercato italiano?
      4.La Fiat senza gli incentivi statali ed il ricorso alla cassaintegrazione in Italia,
      puo’ sopravvivere?
      5.In Italia si vendono auto tedesche
      (VW sopratutto).In Germania il costo del lavoro costa meno che in Italia?
      6.Fiat deve fare le auto di oggi con minori dotazioni e ridurre i prezzi?
      O con migliore qualita’ e vendere a maggiori prezzi?
      7.La Fiat ha prodotti innovativi in fase di studio avanzata,a costi competitivi?
      8.Di tanto in tanto si parla di aprire a Cina ed India.Ma se questo avverra’,produrre in Italia
      ai costi dei salari italiani sara’ un’operazione conveniente per cinesi ed indiani?
      8.La Fiat teme che Cina ed India possano venire a produrre in Italia?
      9.Conviene riconvertire ad altre attivita’,
      e con quali costi,
      in altri settori di industria e/o segmenti
      i 3000 (o parte di essi)
      che rischiano il posto di Lavoro?
      10.E’ corretto rinunciare ad una industria metalmeccanica in una regione di 5 milioni di abitanti?
      11.E’ corretto pensare ad una partecipazione pubblica alla gestione Fiat?
      12.Sono solo carenza di infrastrutture e costo del Lavoro ad originare la crisi dello stabilimento di Termini Imerese?
      13.Lo stabilimento Fiat di Termini Imerese
      va salvato,costi quel che costi,in attesa
      che questa crisi venga superata?
      14.Ci puo’ essere una soluzione intermedia nel senso di ridurre il volume di auto prodotte con conseguente riduzione di personale e riconversione ad altre attivita solo degli esuberi?
      15.Finira’ bene?

    23. Propongo che FIAT riconverta energeticamente la produzione e il personale occupato (1600 addetti):
      1) Una parte degli Stabilimenti e dei lavoratori (con adeguata Formazione tecnica e specialistica )in Campi Fotovoltaici (Palermo ha il più alto irraggiamento solare italiano: 1.900Kwh/m2 x anno) ed Eolici per produzione di Energia elettrica da fonti rinnovabili.Con una Joint Venture tra Fiat-Enel Green Power e Sharp o altra Azienda leader nel fotovoltaico ed eolico.Mercato target: Italia ed EMEA (Europa Medioriente ed Africa)
      2) Una parte degli stabilimenti e dei lavoratori (con adeguata Formazione tecnica e specialistica)nella produzione di motori elettric, ibridi e di cogenerazione.Electrolux insegna.
      Diventerebbe insieme a Catania (STM -Enel Power -Sharp-320.000.000 Euro) il più grande Polo italiano di produzione di energia da FER. Andrebbe però modificata la Normativa regionale in materia, che in sicilia é troppo restrittiva e vincolistica,adottandone una simile a quella della Regione Puglia.
      Sono a disposizione per fare uno Studio di fattibilità o Business Plan.
      ing. Bruno Rocchi

    24. Gli addetti pare siano 1600 * 1200 (indotto locale)
      = 2.800.
      Considerato che il 50% dei 1600 puo’ avere accesso alla mobilita’ lunga per andare in pensione,
      restano 2000 posti di lavoro da garantire.
      La Regione ci mette 350 milioni di euro,

    25. oggi Scaiola ha annunciato di avere 14 progetti
      ed ha ricordato che oltre i 350 milioni della Regione,ci sono 100 milioni dallo Stato.
      Ci sarebbe l’orientamento di fare valutare il tutto
      ad una Task Force Internazionale.

    26. I soliti avvoltoi regionali si sono già levati in volo appena fiutato l’odore dei soldi di mamma Regione… meglio mettere il tutto in mano a referenziate banche d’affari internazionali.

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