sabato 21 ott
  • Orlando contro Cammarata sulle dichiarazioni di Ciancimino

    Leoluca Orlando Diego Cammarata

    L’ex sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha preso spunto sulle dichiarazioni di Massimo Ciancimino su presunti capitali di mafiosi siciliani afferiti in Lombardia per la costruzione di Milano 2: «È notorio, non occorreva aspettare le rivelazioni di Massimo Ciancimino, pregiudicato e figlio di Vito Ciancimino condannato per mafia, per apprendere che Francesco Paolo Alamia era socio e prestanome degli investimenti di denaro sporco di Vito Ciancimino. […] Ciò che è altresì notorio e da me più volte denunciato è che Diego Cammarata è stato fiduciariamente nominato, sino al 1993, sindaco della società del predetto Alamia nella Inim, struttura di investimenti immobiliari di denaro sporco».

    Il sindaco Diego Cammarata ha replicato: «Ancora una volta Orlando non perde l’occasione per sputare veleno contro i suoi avversari politici, delirando con accuse che non stanno né in cielo né in terra. La mia attività professionale di avvocato, svolta nel periodo in cui non avevo responsabilità istituzionali e di governo, è sempre stata improntata all’assoluta trasparenza, e su questo non consento ad alcuno, quali che siano le sue ragioni, di avanzare sospetti di qualsiasi genere. La verità è che Orlando non ha mai digerito la sua sconfitta alle elezioni che mi hanno visto tornare sindaco di Palermo. Piuttosto che utilizzare il metodo consueto della calunnia sarebbe bene che Orlando imparasse una volta per tutte che paga di più il confronto democratico sui fatti».

    Palermo
  • 9 commenti a “Orlando contro Cammarata sulle dichiarazioni di Ciancimino”

    1. Ma in conclusione era o no sindaco della società di Alamia?

    2. questa volta mi sa che devo dare ragione a Cammarata.
      Non so voi, ma io sono molto stanco di questo modo di fare politica…

    3. @Zelig:
      e anche se lo fosse stato? Se tu lavori per me e io sono mafioso non è automatico che lo sia pure tu! Se così fosse dovrebbero arrestare mezza Palermo! Immagina tutti i dipendenti, chirurghi, medici, infermieri, inservienti, dirigenti, ragionieri, ingegneri, architetti, che hanno lavorato per la clinica dei Lo Piccolo a Bagheria!
      Oppure (e qui le cifre si allargano) che hanno lavorato per conto dei Salvo (che, ricordo, erano l’equivalente degli Agnelli in Sicilia).

    4. Qualcuno ogni tanto scopre che la Sicilia e’ terra di mafia.Solo ogni tanto,magari alla vigilia di elezioni.
      Ci sono attacchi diretti,ma sono di moda oggi gli attacchi indiretti,mi pare.

    5. Mi sembra opportuno spiegare agli ingenui (o finti ingenui), che c’è molta differenza fra un rapporto di lavoro e l’altro. Se si parla di rapporti di lavoro fiduciario si occupa un certo posto perchè si condivide e si è vicino in tutti i sensi al “principale”. E’ ovvio che gli operai che hanno costruito l’albergo dei Graviano non sono perseguibili ma chi dirigeva i lavori e li pagava forse si.
      La domanda pertanto rimane : il nostro faceva o no il sindaco della società di Alamia?

    6. bravo.Quindi,poiche’ mezza Palermo e’ stata edificata da costruttori poi risultati mafiosi
      ( o loro prestanome),
      indaghiamo tutti i progettisti ed i direttori dei lavori
      che hanno contribuito alla realizzazione di queste opere!
      Il dubbio pertanto rimane:
      colpendo Cammarata chi si vuole colpire in realta’?

    7. Scusate ma sono ignorante in materia: quali sono i poteri del sindaco di una società? Se conta come il due di bastoni con la briscola a coppe allora non vedo problema.

    8. il più pulito dei politici ha la ROGNA

    9. cosa puo’ contare un sindaco di un paese di mafia
      ed in piu’ dipendente dalle rimesse dello Stato?
      Quando Palermo avra’ una autonomia di gestione economica,potra’ anche rivendicare una autonomia politica.

    Lascia un commento (policy dei commenti)