lunedì 23 ott
  • Ipotesi numero tre: fermi tutti

    “Avevo nove anni quando mio padre decise di portarmi alla Città dei Ragazzi…”.

    Eppure l’ho sistemata, mi è costato sai, ma l’ho sistemata bene.
    Ho rivestito le poltrone con un damascato bianco, ho comprato un piccolo cucinotto, un frigorifero, un televisore, un paio di quadri e tre fioriere per l’esterno.
    Sto aspettando il tecnico per l’installazione della mia prima rete telefonica fissa e ad aprile, crepi l’avarizia, compro decoder, parabola e mi abbono a Sky.
    Sì, è venuta davvero bene, ne vado orgoglioso, ma dovresti venire a trovarmi così ti offro un cognacchino, una soda quello che ti pare;
    ho messo nel retro un piccolo mobile bar e uno schermo 30 pollici, così la sera con un paio di vicini vediamo qualche film.
    Dove sto? Dipende. Se vieni questa settimana dovrei essere tra il civico 190 e il 192 di via Marchese di Villabianca, la settimana prossima dovrei essere al 200 (chissà perché i numeri dal 194 al 198 non ci sono).
    Mi riconosci subito, sono nella Croma verde, sì quella di mio padre, ricordi? Dopo che se ne andato è rimasta a me.
    Come è successo? È stato sei anni fa, eravamo arrivati all’altezza del ponte Ammiraglio, stavamo contrattando per delle sedie a sdraio, dato che i sedili si erano consumati da Brancaccio sino a lì;
    Ad un tratto, l’ho visto rosso in volto mi ha guardato e ha borbottato qualcosa come “…ora sei maggiorenne, è tempo che ti faccia le ossa, forse abbiamo sbagliato a decidere di andare sino a viale del Fante…”, è sceso dalla macchina e non l’ho più visto.
    Io intanto decisi di prendere la patente. Fui fortunato dato che in corso dei Mille c’era un’autoscuola e le macchine in doppia fila di fronte una gelateria non mi fecero muovere dal civico 488bis per un paio di mesi, così presentai i moduli e feci sia l’esame orale che pratico senza mai scendere dalla macchina.
    Ho cambiato residenza, nella carta d’identità adesso risulto domiciliato presso “Croma Verde dell’86, targa PA A19314”.
    Mi diplomai per corrispondenza e trovai lavoro come portiere stagionale di alcuni stabili tra Via Lincoln e via Roma.
    Avevo quasi deciso di iscrivermi all’università, ma arrivati al semaforo della stazione centrale, l’idea di affrontare almeno sette anni di studio, più altri tre per arrivare sin lì, mi dissuasero e così, deludendo mia madre e provando ad interpretare i desideri di mio padre, decisi di girare a destra e proseguire per la mia strada.
    È così che la conobbi.
    All’inizio non fu proprio Amore, anzi. Continuava a suonare il clacson e non capivo cosa diavolo volesse dire con quei continui strombazzamenti; ma passati un paio di mesi, mi accorsi della familiarità che aveva assunto per me quel suono costante.
    Ormai le mie giornate prendevano forma solo alle 7e23, né un minuto prima né un minuto dopo, quando Lei, dalla sua “Panda Gialla con targa dispari”, ancora impastata di sonno, iniziava a clacsonare con ritmo e musicalità.
    Adesso stiamo insieme, ognuno nella sua auto s’intende, anche perché Lei vive con la sorella. Sono scese qualche anno fa per ritirare i risultati di un test di gravidanza…adesso il bambino mi chiama Zio.
    Ho fatto amicizia con il vicinato, sono tutti un po’ nervosi, ma utilizziamo un linguaggio nostro fatto di gesti e smorfie, e il venerdì sera ci riuniamo per coniare nuove parole per insultare i pedoni.
    Come vivo? Ho aperto una piccola srl, mi occupo di compravendita di auto usate, faccio il sensale e trattengo per me una piccola percentuale.
    Sono bravo, questo mese sono riuscito ad effettuare sei vendite anzi, se t’interessa mi è rimasta una Polo ferma al civico 122, si tratta di un affare, la proprietaria si è sposata e ora vive con il marito in una Punto.
    Adesso ti saluto, che sta passando il vigile e se mi becca con il telefono mentre guido mi fa passare i guai.
    Ciao.

    Ospiti
  • 10 commenti a “Ipotesi numero tre: fermi tutti”

    1. Gran bel pezzo di microletteratura, senza trattino.
      Un tempo sarebbe stato ascritto al genere futurologico-fantascientifico, con il trattino. Oggi è da inquadrare come neo-realismo palermitano, con il trattino.

    2. Mi diverto troppo quando leggo i tuoi pezzi!!!

    3. Mitico “Alepsio”!!!

    4. Quanto ne chiedi per la polo?

      🙂

    5. E ci voleva un pò di vita “vissuta” in questa città senza fantasia…bravo Ale, me piace!

    6. Geniale!
      Complimenti.

    7. Si riescono a vedere i personaggi e il microcosmo che popola le auto..e sembra quasi di restarne “invischiati”. Mi piace. Molto bello.

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