domenica 22 ott
  • Mettersi in proprio 2

    Dopo aver esaminato l’idea di impresa, la compagine sociale e il mercato di riferimento, passiamo agli aspetti tecnici e organizzativi.

    In questa fase l’obiettivo è stabilire il dimensionamento dei mezzi di produzione (ovvero di organizzazione di un servizio) e quello delle risorse. Le domande cui rispondere in questa fase saranno:

    1. Quali saranno le mie strategie produttive?
    2. Quale sarà il processo produttivo?
    3. Come sarà organizzata la mia azienda?
    4. Con quali costi produrrò?
    5. Con quale margine?

    La strategia produttiva implicherà la classica scelta tra “make or buy” ovvero se convenga realizzare in proprio oppure esternalizzare fasi produttive che si possano reperire in modo efficiente, secondo standard qualitativi apprezzabili e a minor costo, sul mercato. Sempre più spesso un prodotto/servizio è frutto di un coordinamento di operatori specializzati più che di una monolitica organizzazione aziendale che copra l’intero ciclo di produzione.

    Andrà quindi descritto il flusso del processo produttivo (flow chart), cioè la sequenza delle fasi di lavorazione con la dislocazione ottimale dei mezzi di lavoro (lay out), con una stima dei tempi e degli spazi richiesti da tale processo produttivo.

    Per passare poi all’analisi dell’organizzazione che implicherà la definizione dell’organigramma delle funzioni chiave da reperire all’interno ovvero all’esterno dell’azienda:

    • commerciale;
    • tecnico-produttiva;
    • amministrativa.

    E successivamente all’analisi dei costi di produzione:

    • materiali;
    • percentuali di scarto (in funzione della complessità e delle capacità richieste);
    • manodopera;
    • inefficienza (non tutte le ciambelle vengono col buco);
    • oneri industriali non direttamente riferibili al prodotto.

    A questo punto è possibile calcolare il costo di produzione del singolo prodotto o servizio da confrontare con il prezzo di vendita per ricavare il margine atteso. Questo dovrà essere sovrabbondante per contenere adeguatamente anche gli altri costi (es. oneri finanziari) e consentire quindi un utile economico.

    Al termine di questa fase bisogna infatti verificare che il margine sia capiente e le competenze tecnico-organizzative idonee altrimenti, in caso di verificata carenza della prima ovvero delle seconde, bisognerà comprenderne le ragioni e porvi rimedio.

    Il margine può essere insoddisfacente per:

    • costi del prodotto elevati dovuti a volumi di produzione troppo bassi (dovremo prevedere una maggiore quantità di produzione verificando però se il mercato di riferimento sia in grado di assorbirli);
    • costi di produzione elevati dovuti a non ottimale dimensionamento dei mezzi e delle risorse (in questo caso bisogna razionalizzare meglio il processo produttivo);
    • prezzi di vendita non sufficientemente remunerativi (il mercato può però consentire un aumento?).

    Nel caso in cui non fossero invece sufficienti le competenze tecnico-organizzative, bisognerà rafforzare la compagine sociale, integrando tali competenze oppure cercando alleanze con altri soggetti imprenditoriali o consulenziali.

    Dopo tutte queste verifiche, quantificati realisticamente i costi di produzione, gli investimenti necessari ed il fatturato atteso, potremo passare agli aspetti economici e finanziari.

    (Continua)

    Palermo, Sicilia
  • 2 commenti a “Mettersi in proprio 2”

    1. Speriamo lo leggano in tanti! 🙂

    2. E speriamo che lo capiscano e ne mettano a frutto gli insegnamenti

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