mercoledì 18 ott
  • La morte in vacanza

    Vi è mai capitato, durante le proficue ore passate nel traffico palermitano, di avere davanti a voi la classica macchina lumaca? Quella che puntualmente vi fa esclamare in latino arcaico: «E chi è? La morte in vacanza?». Eh no! Vi vedo, non toccate ferro o altro a portata di mano. Vi è capitato, capita a tutti, almeno una volta al giorno.

    Una probabile spiegazione c’è. Strano ma vero l’ha trovata la polizia municipale. Potreste aver incontrato uno dei 1877 ultraottantenni invalidi morti, che usa la macchina, le corsie preferenziali e che volendo posteggia negli spazi riservati. Ora, penserete: non è perché uno ha più di ottanta anni o è invalido deve guidare male. Assolutamente, lungi da me. Tra gli oltre 29000 possessori di pass rilasciati dall’ufficio H, ci sono diversi guidatori bravissimi. Ne incontro un paio quasi ogni mattina andando al lavoro. Bei ragazzi e belle ragazze che sfrecciano e sgusciano tra le auto, le corsie d’emergenza e i parcheggi riservati in zona blu meglio di Alonso in Formula Uno. E per giunta da soli, senza nessuno accanto che gli dia una mano, solo un invidiabile pass giallo sul lunotto dell’auto all’ultima moda. Ma qui il caso è diverso. Questi sono proprio morti e nessuno se n’è accorto, forse neanche loro, ma la polizia municipale sì. Hanno scoperto che l’Ufficio Anagrafe – di Palermo – non si parla con l’Ufficio H – di Palermo. Non nel senso che sono litigati, nel senso che non si scambiano informazioni. Nell’era di Internet tutto è possibile, anche questo. Ma un filettino ogni tanto non potrebbero scambiarselo? Non è che devono cenare assieme.

    Dei soli 7474 possessori di pass nati prima del 31 dicembre 1930, ne risultano 3271 morti all’Ufficio anagrafe e solo 1394 all’Ufficio H. E parliamoci chiaro, un defunto a caso fra quei 1877, che va a dire all’ufficio H «toglietemi il pass che ormai non mi serve più», riuscite ad immaginarlo? Ma neanche per l’anticamera dell’Ade. A quanto pare qualche trapassato, invece, è andato a rinnovarlo alla sua scadenza naturale. Certo che la medicina a Palermo ha fatto passi da gigante. In tutto questo voglio sperare che, tale caro estinto, abbia ancora la patente. Non si sa mai, oggi domani un posto di blocco o un autovelox al nipotino, può sempre tornare utile.

    Mi sorge un dubbio: ma l’anagrafe comunale ci parla con la motorizzazione? O sono pure loro in freddo?

    Non è cinismo il mio, evitate una frettolosa e civile levata di scudi. Abbiamo pensato tutti che la fabbrica degli invalidi al sud è una delle fonti primarie di favori e di guadagni. Quanti non avendone diritto esibiscono un pass, saltano la coda o prendono la pensione. E quanti avendone diritto invece non possono o non vogliono farlo. Ai diversamente furbi il mio totale disprezzo, ai veri disabili il mio totale rispetto.

    Il fatto che a Palermo (ma non solo) qualcuno farebbe carte false e fotocopie a colori per avere un pass dell’ufficio H, mentre invece qualcuno farebbe la qualsiasi per non averne necessità è solo un piccolo particolare. Il fatto che dei ciechi leggano il giornale e che delle persone in carrozzina non riescano a salire il marciapiede, perché lo scivolo manca o è occupato da una macchina posteggiata, pure.

    Ospiti
  • 12 commenti a “La morte in vacanza”

    1. e’ vergognoso quello che succede. comunque non sarebbe il caso di pubblicare nomi , cogmomi indirizzo professione parente di ….
      sarebbe la giusta ricompensa al loro comportamento incivile e…

    2. basterebbe scambiarsi dei flussi di dati in automatico e fare dei controlli incrociati tra anagrafe, motorizzazione ed ufficio H: un computer da due lire impiegnerebbe pochi minuti ad effettuare l’incrocio dei dati e restituire nomi, cognomi residenza e targa delle auto delle persone morte con pass…

    3. con questo post si fa un passettino avanti
      verso una citta’ piu’ a misura d’uomo.
      Adesso vediamo in quanto tempo si porra’ rimedio,
      ma la cosa va seguita.

    4. Lo sapevo che qualcuno avrebbe usato questa notizia per criticare e lamentarsi.
      Sempre i soliti disfattisti.
      In fondo, se quelli sono morti, il pass non gli serve più. Invece di buttarlo, almeno lo usa qualcuno che ne fa un buon utilizzo.
      E’ solo un buon esempio di riciclaggio e riutilizzo, di quel circolo virtuoso al quale Palermo dovrebbe finalmente iscriversi. E non solo nel settore dei rifiuti.
      😉

    5. Nessuno stupore a questa notizia…si sapeva che i pass invalidi al 70% non vengono usati dai veri invalidi…ma da parenti e amci…questo era risaputo…ora sto fatto degli invalidi deceduti…si sta rendendo l’operato dei vigili urbani come fosse una grande scoperta…quando dovrebbe invece dovrebbe rientrare nella normalità fare determinati controlli…
      Appena non se ne parlerà più tutto tornerà come prima…chi potrà “fottere” fotterà…
      Stessa cosa con posteggiatori abusivi…un giorno fanno raffiche di controlli…sequesti…denunzie…i restanti 364 giorni tutto torna come prima…
      Occorre più CONTINUITA’ nel far rispettare le regole cavolo!!!!

    6. il “bello” è proprio questo…a Palermo nulla cambia..tutto passa….si ci sono le lamentele..i controlli…gente che si scandalizza..i servizi delle iene (visto quello della casa rubata alla vecchietta allo zen?)…ma alla fine..passata l’onda anomala…tutto torna come prima….nello stesso schifo di prima.

    7. che incivili, che porci, spero nella loro morte, così che possano raggiungere i loro cari e riconsegnare il pass.

    8. cmq io la morte in vacanza nn l’avevo mai sentito!

      Semmai si dice “che stai portando il morto a cacare?”
      ciao a tutti

    9. Neanche io conoscevo questo termine usato per questa occasione, ma piuttosto quando uno non è proprio bello a vedersi dicesi “mi pari a muorti in vacanza ” e cmq la storia dei vari uffici che sono in “freddo” non la sapevo neanche e sono rimasta di ghiaccio, che sembra una battuta ma non lo è .

    10. …chi ha un pass da fotocopiare?

    11. ebbene sì…purtroppo di “falsi” invalidi ce ne sono tanti e i “veri” per usufruire di diritti che gli spettano devono subire controlli a mai finire.
      Forse abituati alle troppe truffe ci si dimentica di fare qualcosa per chi ha veramente bisogno?

    12. Di coloro che ce l’hanno abusivamente sono pochi coloro che lo utilizzano in movimento, piuttosto viene utilizzato per non pagare le striscie blu. Basta posteggiare, dare un’occhiata intorno per vedere se ci sono vigili e si piazza. Stessa cosa al rientro in auto. Nel paese dei furbi questo è nulla. Il pesce puzza sempre dalla testa.

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