martedì 21 nov
  • Federalismo linguistico

    Non mi permetto di mettere in discussione in toto la “riforma Gelmini” poiché non ho avuto né il tempo, né la voglia (lo ammetto) di studiare tutti i dettagli e quindi mi sembrerebbe superficiale esprimere un giudizio semplicistico. Mi permetto però solo di osservare che una delle poche cose buone di cinque anni di pubblica scuola di stato a Palermo è stata il bilinguismo (francese e inglese), vantaggio che tuttora, al termine di cinque anni di università mi viene riconosciuto da piu parti e in piu campi. In questo senso, l’eliminazione del bilinguismo nei licei scientifici e classici mi sembra un enorme passo indietro. La teoria economica insegna che i differenziali di crescita nel lungo periodo sono dovuti principalmente alle differenze nel capitale umano. Dal momento che la nostra amata Sicilia deve uscire dal baratro del sottosviluppo con le sue proprie forze, e visto l’ampio dibattito sul Federalismo di questi giorni, ho una proposta per il nostro presidente della Regione e il nostro sindaco di Palermo: supplite voi a tale mancanza.

    Un meccanismo potrebbe essere quello di un’intesa con il Ministero che permette di utilizzare le aule scolastiche e fare lezioni di lingue (oltre all’inglese) nel pomeriggio alle classi/persone che lo richiedono. Le competenze non mancano (se ho capito bene, gran parte degli attuali insegnanti di lingue straniere non-inglese saranno a spasso) e se bisogna scegliere tra formazione (scadente) tecnico-informatica e formazione delle lingue, direi che la seconda è sicuramente preferibile in un’ottica di crescita di lungo periodo.

    Voi cosa ne pensate?

    Ospiti
  • Un commento a “Federalismo linguistico”

    1. La scuola è inutile, vedi l’esempio della trota

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