giovedì 23 ott
  • Discorsi scomodi

    L’altra sera, a tavola, si parlava di argomenti della cronaca di questi giorni e un mio amico mi ha confidato un’esperienza che ritengo significativa e che mi ha autorizzato a raccontare su queste pagine. Suo padre lavorava negli anni ’60 in una grande azienda che d’estate organizzava delle colonie per i figli dei dipendenti. All’epoca frequentava le elementari (allora i genitori erano meno apprensivi e capaci di metterti in treno e spedirti ovunque) e ricordava di aver trascorso un’estate al mare a Riccione e un’altra nella Foresta Umbra. Di pomeriggio era obbligatorio il “riposino” in immense camerate paragonabili solo a quelle conosciute, in seguito, sotto le armi. Ovviamente, nessuno dormiva mentre il personale addetto passeggiava per imporre il silenzio e la disciplina. Fu in uno di quegli interminabili pomeriggi che ricevette una…proposta indecente da parte di un ragazzo più grande di lui (avrà potuto avere 7-8 anni mentre l’altro ne aveva 12-13) il cui letto era contrapposto al suo per la testata. Ricordava come gli propose di andare assieme in bagno e gli descrisse chiaramente e confidenzialmente ciò che gli proponeva di fare. Ricordava anche bene la sua reazione: provava soggezione per una proposta che proveniva da uno più grande, ma era comunque più forte in lui un senso di pudore che lo portò a declinare cortesemente l’offerta. Non pensò, però, di denunciare l’accaduto perché non ne coglieva la gravità e si faceva quasi più scrupolo di aver risposto di no ad un “grande”. Non ci fu altro seguito e tutto finì senza problemi nel dimenticatoio fino a poco più di una decina di anni fa, quando i TG riportarono gravi fatti di cronaca circa abusi su minori verso i quali una certa cortina di omertà e di ipocrisia era finalmente caduta: gli orchi delle favole avevano ormai nomi e volti. Ricordava che suo figlio (che a quei tempi frequentava le elementari), disorientato dalle notizie in tv, gli chiese: «Papà, ma se un bambino vuole bene a una bambina, è pedofilia?». Il che lo fece riflettere sull’insostenibile leggerezza con cui la tv tratta di certi argomenti, entrando nell’intimità della vita familiare e di come si fosse impreparati, come genitori, a dare strumenti di comprensione di certi fenomeni ai propri figli. Fu allora che gli tornò in mente la sua piccola esperienza che lo portò a riflettere su come il potenziale rischio di un abuso sessuale si era così facilmente manifestato senza che genitori o facenti funzione ne potessero avere il minimo segnale di allarme!

    Personalmente, mi è capitato di conoscere una sola vittima siciliana di abusi, qualche anno fa, in occasione di incontri promossi attraverso il blog di Beppe Grillo dove avevo avuto modo di conoscere Vania Gaito che con Massimo Merighi ha tradotto per prima in Italia e diffuso in rete la famosa inchiesta della BBC sul fenomeno della pedofilia ecclesiastica e ha pubblicato poi, sugli stessi temi, il libro: Viaggio nel silenzio. Mi sembra giusto affrontare oggi pubblicamente discorsi scomodi come questi, di quelli che si evitano per opportunismo, ma che è invece importante che, in un modo o nell’altro, vengano affrontati: questo, in sintesi, è ciò che penso oggi della questione, anche alla luce del clamore mediatico mondiale suscitato dallo scandalo dei c.d. “preti pedofili”.

    1. Ricordo di aver letto una raccomandazione di Enrico Cuccia, piena di buon senso ed esperienza di vita: i bambini devono giocare solo tra coetanei. L’istinto sessuale e il piacere connesso agli atti sessuali, sono il più formidabile incentivo che la natura ha prodotto per garantire la sopravvivenza della specie: se l’atto alla base della riproduzione fosse penoso invece che piacevole, la specie -salvo che per i votati al martirio- si sarebbe estinta già da un pezzo! Se la sfera sessuale, per la sua funzione biologica, è di per sé buona, sappiamo però tutti, per esperienza, che i “pruriti” giovanili sono più incontrollabili di quelli percepiti nella maturità psicologica e sessuale e vanno quindi tenuti sotto osservazione evitando di incorrere nella “culpa in vigilando”. Nell’esperienza che ho raccontato, l’errore che è stato commesso, forse per ingenuità, è stato quello di mettere sotto lo stesso tetto e in condizioni di potenziale intimità, ragazzi in piena pubertà con prepuberi. Non credo assolutamente che il ragazzo che fece al mio amico la “proposta indecente” avesse un orientamento omosessuale: cercava solo uno “sfogo” che -all’epoca- era semplicemente più facile rinvenire, qui sta la sua malizia, in un ragazzino più giovane, visto che le ragazzine di allora erano più inavvicinabili e controllate a vista. L’occasione rende l’uomo ladro: bisogna evitare le occasioni, come si insegnava una volta al Catechismo!
    2. Non credo che ci sia bisogno di essere degli assistenti sociali o degli psicoterapeuti per intuire quanto possa essere vasto e diffuso il fenomeno degli abusi sessuali in ambito familiare con insospettabili carnefici (genitori, nonni, zii, cugini ecc.) che godono di una cortina di omertà difficile da scalfire non solo negli ambienti sociali più degradati, ma anche in quelli abbienti e colti. Mi riferisco non solo a fatti di cronaca avvenuti in ambito scolastico o in asili, ma anche ad un fatto che dovrebbe farci riflettere: persino la frequentazione di un intellettuale celebrato come Pierpaolo Pasolini sarebbe stata sconsigliabile per i figli di un genitore accorto! Dobbiamo diventare allora tutti omofobi? No, ma tenere gli occhi aperti sì, per i motivi di prima. L’Italia, fortunatamente, non è una destinazione del cosiddetto turismo sessuale, ma è, purtroppo, un Paese di provenienza dello stesso. Penso che ogni adulto dovrebbe avere chiaro, parafrasando il Talmud, che “chi salva un bambino, salva il mondo intero”: le ferite di questi abusi tendono a perpetuarsi, trasformando chi è vittima, da piccolo, in un nuovo carnefice, da grande. È necessario vigilare, non far finta di non notare e, in certi casi, farsi di meno i fatti propri: non possiamo intenerirci per un cane abbandonato per strada e non per un bambino che notiamo, sempre per strada, in equivoca compagnia.
    3. In tema di pedofilia ecclesiastica penso, per logica, che il problema non possa sorgere solo in ambito cattolico, come qualcuno pure spera di far credere, ma in ogni ambiente (confessionale, sportivo, educativo, artistico, assistenziale, ecc.) in cui possa darsi una situazione di confidenza ed intimità tra chi ha una problemi di maturità psicologica e sessuale e un minore che non ha gli strumenti per riconoscere e resistere a certi suadenti tipi di avance e attenzioni. Il problema “cattolico” risiede invece nella presunta omertà con cui istituzionalmente si sarebbe voluto coprire ogni possibile scandalo. Ogni persona di buon senso sa di non poter mettere la mano sul fuoco sul proprio comportamento futuro e questa consapevolezza di umana fragilità e di umiltà ci porta a provare pietà per il nostro simile, pur macchiatosi dei crimini più orrendi. La pedofilia è però un orribile crimine da tribunale penale. Le colpe degli ecclesiastici pedofili, di per sé, non meravigliano, umanamente parlando, anche se più grave è la loro responsabilità per la fiducia che tradiscono. Ma è l’omertà che preoccupa perché la giustizia negata non ha scuse e se la forza della Chiesa deve essere soprattutto morale, al servizio del Bene, della Verità e della Giustizia, persino le dimissioni di un Papa che dovesse risultare responsabile di una tale grave ingiustizia renderebbe l’Istituzione più forte, autorevole e credibile, pur attraverso una lacerante testimonianza: la Chiesa potrebbe ben tornare a cantare felix culpa!
    Palermo
  • 30 commenti a “Discorsi scomodi”

    1. sono stata vittima di abusi dai 7 ai 9 anni e mezzo, poco prima della comunione.
      Mi salvò mio fratello mandato da mia madre che aveva capito tutto e riuscì a farmi confessare cosa facesse quel mio zio..
      a me non piaceva, ma era un più grande e pensavo volesse scherzare anche se era uno scherzo che non mi piaceva, così mi lamentavo ma non più di tanto perchè era più grande.
      Lui non lo abbiamo mai denunciato, io odiai mia madre per questo, l’ho perdonata solo da pochi anni.

      ora che sono madre spero che non capiti mai a mia figlia quello che è successo a me, spero di avere gli occhi aperti e soprattutto spero che avrei il coraggio di denunciare perchè io per anni sono stata assetata di giustizia, ma mia madre è come se me l’avesse negata.
      (mamma, però ti amo, so che volevi proteggermi)
      Dopo tanti anni mamma l’ha detto alla moglie, lei all’inizio era sconvolta, ma poi com’è come non è, ha creduto a lui. Ha aggiuto che anche i bimbi di Rignano forse si sono inventati tutto…
      Allora ho capito che non dovevo odiare mia madre, ma mia zia…
      Perdono? No, non c’è perdono per queste persone. La mia vita in fin dei conti l’ho vissuta bene, ma ho visto altre vittime di abusi finire male o prendere psicofarmaci da 15 anni, o ancora peggio…
      Scusate se non scrivo il nome, fa ancora troppo male ricordare questa storia, e rimanere anonima mi aiuta a sfogarmi, a dire quanto lo odio e quanto gli sputerò in faccia prima o poi.. a lui e sua moglie.

    2. Io penso che questa diciamo “esplosione mediatica” sui terribili casi di pedofilia stia portando, purtroppo, a un allarmismo controproducente. “Evitare le occasioni” e le “equivoche compagnie” concettualmente sono consigli giusti, ma vanno presi con la giusta dose di buonsenso, se no si rischia di diventare tutti sospettosi, grigi, socialmente chiusi. Il parroco della chiesa vicino casa mia ha detto in un’omelia che, con l’aria di pesante sospetto che si è venuta a creare, ormai lui si priva anche di dare una carezza al bambino figlio di fedeli che lo seguono da 20 anni, proprio per paura che possa essere tacciato di un essere un pedofilo che con quella innocente carezza (che 10 anni fa avrebbe solo provocato un sorriso sul volto dei genitori) vuole sfogare chissà quali istinti repressi.
      Personalmente ricordo che la prima volta (una delle pochissime) che sono andato in una discoteca avevo 14 anni, andai al “Cerchio” in viale Strasburgo, che non c’è più da tanti anni. Dopo pochi minuti dall’ingresso si avvicinò un ragazzo decisamente più grande di me (che ero tra l’altro un ragazzino molto esile) e mi propose di seguirlo in bagno e di fargli un “servizietto”. Io lo guardai, gli dissi una parolaccia di quattro lettere facilmente immaginabile e tornai a ballare con i miei amici. Sicuramente non è stata una bella esperienza, la ricordo ancora oggi, ma non ha comunque avuto conseguenze sulla mia psiche. Succedesse oggi, probabilmente quel ragazzo verrebbe denunciato e passerebbe grossi guai! In definitiva, ok stare attenti e accertarsi delle compagnie frequentate dai propri figli, ma farlo con buonsenso e nella giusta misura, non penso che oggi ci siano più pedofili (o bulli o quello che volete) rispetto a 20 anni fa. Per esempio, se io che sono una persona sana voglio offrire un gelato in un bar alla figlia 12 enne del mio migliore amico, che ho visto crescere, voglio poterlo fare con serenità, senza che la gente mi guardi e mi consideri una “equivoca compagnia”.

    3. secondo me hai messo sul piatto 2 argomenti che hanno qualcosa in comune ma non sono accomunabili in toto: gli scandali degli abusi in america e germania sono gravissimi perchè coinvolgono 200-300 bambini in singole comunità quindi il problema è macroscopico e ridotto a poche persone purtroppo preti, di recente il governo del Canada ha chiesto scusa ai nativi per gli abusi subiti nelle chiese e collegi cattolici che per convertirli dall’800 finoa 50 anni fa hanno usato violenze di ogni tipo compresi abusi inimmaginabili da parte di suore e preti.
      La chiesa come in molte altre cose deve entrare nel XXI sec lo sta facendo molto male, perchè insabbia, nasconde e sui problemi legati alla sessualità hanno sempre problemi di morale e senso di colpa.

      dall’altra parte le violenze domestiche sono all’ordine del giorno e la punta più orribile l’abbiamo subita a Barrafranca con l’omicidio del piccolo Ferreri.
      non è un discorso da affrontare in un blog, perchè molto complesso, ho intesta diverse immagini..ma esprimerle sarebbe parziale e riduttivo.

    4. Le dimissioni del Papa?!?
      A parte il fatto che non credo siano previste (chi le dovrebbe accettare? Dio?), qui si dimentica che nel nostro paese ci si dimette solo se colti con le mani nel sacco di un transessuale.
      Figuriamoci se il papa si sogna di fare un passo indietro…
      Semmai, immagino che potrebbe venir cancellata da tutti i testi e dalle dottrine l’equivoca affermazione di Cristo nella quale viene detto “Lasciate che i pargoli vengano a me”…

    5. Isaia, il diritto canonico prevede la possibilità di abdicazione da parte del papa: http://www.focus.it/Storia/domanda/Il_Papa_puo_abdicare_o_essere_deposto.aspx

      A mio parere potrebbe farlo in qualsiasi istante e nessuno nel Vaticano si sognerebbe di opporsi. Ma è chiaro che non lo farà…

    6. Interessante intervista a Vania Gaito a Uno Mattina http://www.youtube.com/user/bispensiero

    7. “non è un discorso da affrontare in un blog” … Caro Tonjo un blog è un mezzo di comunicazione interpersonale: se non se ne parla qui, non se ne parlerà, anzi si continuerà a non parlarne in assoluto, salvo subire i clamori mediatici, più o meno, di parte, no?

    8. Il file integrale del talk show (Uno Mattina) dove è stata ospite Vania (che su youtube è disponibile suddiviso in 6 parti) è visionabile anche su Bispensiero.it
      http://www.bispensiero.it/index.php?option=com_content&view=article&id=873:preti-pedofili-anche-a-uno-mattina-ospite-vania-lucia-gaito&catid=77&Itemid=612

      PS: Grazie a Donato per aver voluto affrontare questo argomento.

    9. Riguardo al ruolo dei Blog, ricordo che se non ci fosse stato un blog, probabilmente oggi in Italia di questo argomento ne sentiremmo parlare pochissimo e con molta meno obiettività e libertà.
      Chi ha buona memoria, ed è attento al fenomeno, sa a cosa mi riferisco

    10. Vi invito a rimanere in tema. Grazie.

    11. senza entrare nella questione “esplosione mediatica” che l’autore ha lasciato a mezz’aria, e non ho capito se parlasse di libertà di informazione o ciarpame diffamatorio, tralasciando anche il guazzabuglio delle confidenze private e le pubbliche sconcezze e porporate omissioni, ma fa niente, altro mi ha fatto venire la pelle d’oca…
      quel buttare nel calderone di questo pensiero nebuloso pier paolo pasolini. per chi non lo sapesse PPP ha insegnato per molti anni, quando era a ciampino ha avuto tra i suoi allievi anche un certo cerami vincenzo, che a quanto lui stesso dice, se non fosse stato per quell’intellettuale *ricchione* la sua vita sarebbe stata diversa, e non certo perchè gli ha chiesto di seguirlo in un bagno a fargli un sevizietto, solo perchè gli ha insegnato a scrivere e pensare con la propria testa. secondo me se il cerami vincenzo non avesse incontrato negli anni 50, in una sperduta periferia PPP, oggi avremo un premio oscar in meno ed un ferroviere in pensione in più.
      brutta bestia l’omofobia, anche quando si traveste da pensiero politicamente coretto!
      *
      http://www.pasolini.net/ricordi_Cerami_Fantuzzi.htm

    12. Stalker, un reato è tale anche se commesso da un intellettuale … si chiami Pier Paolo Pasolini o Roman Polansky …

    13. quale reato ha commesso Pasolini attinente al tuo post?
      ha subito processi e censure che riguardavano il suo lavoro e alle sue idee, è stato cacciato dal pci, ma non credo abbia mai avuto a che fare con infanzie violate, casomai ne ha narrato la fragilità!
      di quali reati cianci didonna, preoccupati delle omissioni dei tuoi amici preti, e se te ne rimane il tempoe l’onetà delle accuse di plagio di quelle brave persone dell’opus dei

    14. affiancare, non come intellettuali, ma come rei, pasolini a polansky, non fa che confermare la tua disonestà – e immensa confusione – intellettuale!

    15. Stalker, solo tu non sai che Pasolini -come Polansky- aveva rapporti sesuali con minorenni? Che c’entrano le opinioni politiche con un reato: sei una presona intellettuialmente disonesta o stupida, scegli tu …

    16. non vorrei sbagliare ma credo che siano considerati violenza i rapporti con minori di 16 anni (o 14 anni?).

    17. No Fabio, il precedente limite del codice penale è stato portato ai 18 anni nel 2006. Ma reato o meno, il tema del post è quello di tutelare chi è in una posizione di inferiorità psicologica e sessuale da ogni forma di abuso perpetrata da adulti con evidenti problemi di analoga natura, anche se coperti da una cultura omertosa quale quella che si è manifestata in ambienti familiari o religiosi o, peggio, culturali quali quelli cui appartiene Stalker che ad un uomo di cultura (se di sinistra) perdonerebbe ogni crimine o misfatto.

    18. @Stalker

      Stalker io sono un grandissimo ammiratore del Pasolini artista, filosofo e pensatore, scrittore, poeta e cineasta, ma ammetto che Pasolini dovette allontanarsi dalla sua amata Casarsa proprio per i motivi trattati in questo post. Questo non vuol dire che si ha carta bianca per giudicare Pasolini, ma quanto meno che la tua risposta a Donato Di Donna è esagerata nei toni, priva di riflessione e di correlata conoscenza dei fatti. Bisogna fare molta attenzione prima di parlare.

    19. a me pare che sia stato assolto da quelle accuse, e stiamo parlando degli anni 50 in una società sicuramente omofoba, e mi sembra che la maggior parte dei processi da lui subiti siano stati per reati d’opinione!
      poi liberi di pensarla come vi pare…
      http://www.pasolini.net/processi_brevedescrizione.htm

    20. Pedofilia oppure omosessualità ? In ogni caso Pasolini ne era consapevole. Consapevole della propria omosessualità e delle sue inclinazioni alla pedofilia. “Ragazzetti” di cui ha riferito Siciliano con dovizia, autorivelazioni e trasalimenti del giovane Pasolini, un episodio del 41 ( accusa di pedarestia da parte di un padre al cui bambino Pasolini aveva regalato qualche caramella ) amori con ragazzetti dietro le siepi e sui greti del Tagliamento nel 43, e due anni dopo la passione per un quattordicenne, apprendista poeta. Nessun mistero quindi. Peraltro Pasolini considerava questi giovani, questi ragazzini, dai quattordici ai vent’anni, i migliori italiani. Ancora alle soglie della vita sociale, di cui vedono solo i più puri idealismi. Non ancora da questa contaminati, corrotti, avviliti, livellati, spaventati.

    21. Stalker, negli anni ’50 sono avvenuti anche i fatti contestati al clero: sorprende la leggerezza con cui usi due pesi e due misure per giudicare analoghi crimini, perchè di questo si tratta.
      Qui nessuno -e ti sfido a provare il contrario- ha contestato i meriti artistici di certi intellettuali, ma quella mentalità omertosa e perversa, capace di affermare che senza un abuso sessuale ai danni di un minore “oggi avremmo un premio oscar in meno ed un ferroviere in pensione in più”. E i ferrovieri ringraziano per il rispetto che dimostri verso un lavoro onesto!

    22. Stalker cito questo passaggio dal link che ci hai riportato:

      “Pasolini verrà assolto “perché il fatto non costituisce reato e per mancanza di querela”. Questo significa che Pasolini fu assolto perché la legislazione italiana fu colta impreparata, del resto si era negli anni ’50 proprio come tu affermavi, Stalker. Senza voler fare paragoni che diano adito a polemiche inutili, il mio pensiero va automaticamante a coloro che molto tempo addietro, pur essendo dei deprecabili mafiosi, venivano processati e trattati da delinquenti comuni perché il reato mafioso non era ancora contemplato dal sistema legislativo italiano. Altro caso in cui quest’ultimo fu colto impreparato. Ma tornando al nostro Pasolini, che nulla ha da spartire con un mafioso, grande in tutto ciò di cui si è occupato, solleva se non altro la questione dell’Amare, di cui spesso ci dimentichiamo nell’additare certi casi di “meschino agire” dell’uomo. Provi a leggere Amado mio, per esempio, chi non l’abbia ancora fatto.

    23. @spleen: hai notizie che non abbiamo, utili per le indagini?

    24. concordo pienamente con stalker, che confusione che c’è
      cosa c’entra la omosessualità con la pedofilia?

      sinceramente se si deve affrontare in questo modo l’argomento non penso che si arriverà mai da nessuna parte.

      penso anch’io che il post sia omofobo, l’unica cosa che condivido senza remore è l’affermazione di Enrico Cuccia

    25. Vale, non troverai un solo commentatore con nome e cognome (non dietro nickname) disposto ad avallare le opinioni tue e di Stalker: ci sarà una ragione!

    26. egreggio didonna, se non mi firmo con nome e cognome è solo e unicamente perchè non ho niente da vendere e da guadagnarci, come fa vossia sposorizzando ad ogni piè sospinto le proprie “nobili” attività molto express.
      e ora vogliamo tornare in tema e parlare delle ultime esternazioni di tal Bertone, che sbertucciato rettifica? ecco:
      http://www.corriere.it/esteri/10_aprile_14/francia_bertone_polemica_pedofilia_omosessualita_f0550d28-47b6-11df-ac43-00144f02aabe.shtml
      poi possiamo anche parlare di quelle anime pie dei legionari di cristo, e di quel benefattore di Marcial Macial…siamo dalle parti dell’opus dei didonna?…e anche qui fate voi…l’intelligenza non vi manca, la furbizia meno che mai!
      .
      ah..dimenticavo, nacqui Valentina Migliaccio..serve anche il codice fiscale e la fedina penale? no perchè con questa storia dei nickname siete proprio fuori strada….
      e ora fatemi le pulci…
      .
      ah dimenticavo due, se gli inglesi lo fanno davvero, comincerò a mangiare perfino fish&chips..altro che naturaexpress!!!
      http://www.timesonline.co.uk/tol/comment/faith/article7094310.ece

    27. ah didonna, l’ultima davvero…
      niente contro i ferrovieri, in servizio o in pensione che siano; stia pur certo che li stimo molto di più dei procacciatori di servizi politicamente corretti (sic).
      volevo solo dire, che per chi è nato da famiglia semplice in provincia, aver avuto un bravo maestro può essere stato un gratta e vinci…in questo caso vinto, tanto per parlare terra terra…
      saluti

    28. Valentina Migliaccio alias Stalker alias Vale … ave atque vale!

    29. rosalio può controllare gli ip, io e vale siamo persone distinte e separate e neanche ci conosciamo, non è da me ricorrere a simili mezzucci! se ci ha unite un comune sentire son cose che succedono, e visto che siamo un’irrisoria minoranza, non vedo di che questionare.
      lei invece didonna, continua menar il can per l’aria.
      mi scuso con i lettori per queste infantili digressioni, ma ci tenevo a chiarire.
      la chiudo qui.

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