mercoledì 22 nov
  • “Urban Sunglasses Party” da Louis Vuitton

    Non è facile portare a Palermo le atmosfere vibranti della Grande Mela. Eppure Louis Vuitton, una delle maison più amate dai palermitani, ci è riuscita, con un party esclusivo nel punto vendita del capoluogo, in via Libertà. Fil rouge della festa, celebrare il lancio della nuova linea di occhiali da sole Primavera/Estate 2010 e della collezione di accessori e articoli da viaggio Monogram Idylle. Nel corso della serata animata da dj set live, fra una chiacchiera, un aperitivo e un’occhiata languida a borse, valigie e foulard esposti sugli scaffali, gli invitati si sono divertiti a farsi fotografare sullo sfondo delle più suggestive vedute di New York con le city bag Monogram Idylle di canvas di cotone con il motivo mini monogramma ricamato jacquard – creato da Marc Jacobs, direttore artistico di Louis Vuitton dieci anni fa – rinnovato per questa collezione, e con i sunglasses della nuova collezione. D’ispirazione anni Settanta, con i loro colori allegri e vitaminici e le femminili forme arrotondate o squadrate, sono rivolte alle clienti più giovani e trendy della maison. Le polaroid, bellissime, sembravano uscite da una rivista di moda e le espressioni, glamour e ironiche, degne del miglior Zoolander.

    DISCLAIMER: non è stata corrisposta alcuna somma per questo post.

    Palermo
  • 38 commenti a ““Urban Sunglasses Party” da Louis Vuitton”

    1. Mi raccomando, senza le Hogan (che potete comprare di fronte…) non potete entrare… al massimo le Pirelli Rosa-Nero!!! :-)))))))

    2. Il vuoto e il nulla … questa è Palermo

    3. quando sento le parole “party esclusivo” mi viene l’orticaria

    4. mannaggia.. me lo sono perso.
      addio mondo crudele!

    5. interessante……………

    6. In effetti sentivo che Palermo c’era un grave vuoto. Meno male che Louis Vuitton, una delle MAISON (plurale maisons) più amate, lo ha colmato.

    7. @Ale: E certo, ri sti cuosi ‘ama campari’!!!

    8. Wowwwwwww!! Palermo è così piena di negozi cool…. io che al massimo compro da “Motivi” sarò mica fuori dal giro?? 😉

    9. siete una rottura di palle! L’evento Vuitton (al quale, nb, non parteciperei manco se trascinato per i piedi) fa parte delle manifestazioni che si tengono a Palermo!
      Non mi sembra che quando si pubblicizza la mostra dell’oscuro artista all’albergheria qualcuno dice “ma di ‘cu su ‘ste cagate” o “matri chi ppalle”…
      Ripeto…io alla Vuitton non ci entrerei manco pagato (per come ti trattano e per quello che rappresenta) ma tutto sto sarcasmo e st’ironia OGNI VOLTA che si parla di qualcosa di “chic” ha davvero rotto le sacchette!

      Non volete andarci? NON CI ANDATE!!
      Vi stanno sulle palle quelli che ci vanno? (come del resto stanno a me) TENETEVELO PER VOI!!

      Scusate

    10. Forse non hai capito: queste manifestazioni ‘chic’ rovinano la società, perchè se non ti vesti e non appari come vogliono loro sei davvero fuori dal giro!!!

    11. E’ possibile manifestare il proprio apprezzamento cliccando – in fondo al post – il “mi piace”.
      Chiedo – cortesemente – a Rosalio se, per “articoli” (?) come questo, si possa inserire un “non mi piace” accompagnato dall’icona col pollice in giù. Grazie.

    12. Desidererei – ancora – sapere perchè l’estensore del post ha ritenuto di chiudere con un “non è stata corrisposta alcuna somma per questo post”?
      Una botta di ironia, un scatto finale di orgoglio o cosa?

    13. Ma se invece di “sunglasses” si scrivesse “occhiali da sole”?

    14. Giorgio al momento non è previsto. L’ultima riga serve a chiarire che il post non è un contenuto pubblicitario e non vedo il motivo per cui si debba ironizzare. Ti invito a utilizzare l’e-mail per comunicare con me. Grazie

    15. e rieccoci a fare un po’ di confusione.
      Su questo post non volevo intervenire,anche se il
      post a me piace e mi pare scritto con grande professionalita’.Evidentemente non sono l’autore dei commenti delle 10,36 e delle 10,42.
      Ma una volta che ci sono,vorrei aggiungere qualcosa.Spesso si parla di rilancio del turismo
      a Palermo,ed avere delle belle vetrine e grandi firme mi pare il minimo per tentare di attrarre
      un turismo di elite e non di vagabondi in bici col sacco a pelo in spalla,stralunati e sporchi,come
      se ne sono pure visti a Palermo.

    16. @giorgio
      “…per tentare di attrarre un turismo di elite e non di vagabondi in bici col sacco a pelo in spalla,stralunati e sporchi”
      spero non sia tu neanche quello delle 13:45 😀
      sarà perchè vorrei delle città con più ciclisti “stralunati” e sporchi (?), e meno “sunglasses” dalle “femminili forme arrotondate o squadrate” (e qui mi sono confusa e ho perso il filo: le forme femminili sono arrotondate o squadrate?)…o forse perchè mi illanguidisco di più a vedere un cicloturista che chissà da dove viene, da quanto pedala e quante cose ha visto, che una borsetta fatta magari in cina da mano d’opera sfruttata.

    17. A un qualsiasi Giorgio: “vagabondi in bici col sacco a pelo in spalla,stralunati e sporchi”… in una città come Palermo invece “Pulita, Sobria, Civile ecc. con un Sindaco e dei cittadini onesti”…

    18. hai ragione gio, a palermo il sudore di un ciclista non ci sta, non ti fa sentire il profumo di gelsomini e di pulizia!
      comunque sia, accatatevi i “sunglasses” very cool luìuitton, e la munnizza sparirà, e pure lù sinnaco…
      LOL…..

    19. questo post ha attirato una concentrazione di giorgio come le mosche la carta moschicida… 🙂

    20. …e ad ora un solo mi piace (per dirla terra terra).
      a proposito, comunque la pensiate sulle cose very cool, che aria tira allo ZEN?
      sempre militarizzata?

      ah….fate una mappa per i facoltosi turisti per non inciampare nelle munizza…sia mai che vi fanno causa se si rompano due costole inciamando!!!
      intanto a roma qualcuno si sveglia e dice che il re è nudo e avverte i turisti sui rischi che corrono, mentre palermo continua a sognare novaiorche very trendi.
      http://www.ditrafficosimuore.org/2010/04/consigli-per-i-turisti/
      buone languide borsette a tutti.

    21. e ora mi sà che torno sul libro nero
      es la vida
      alla prox

    22. “Non è facile portare a Palermo le atmosfere vibranti della Grande Mela.”

      Mi è bastato il primo rigo per interrompere la lettura del post.
      Adesso provo con i commenti, che nel caso dell’autrice in questione sono sempre di gran lunga più interessanti e simpatici. Speriamo bene…

    23. il tuo problema e’,amico caro,che per partecipare
      alla vibrazione dovresti essere stato a NY City
      e poi essere stato a questa inaugurazione.
      Le 2 cose assieme,assai improbabili,per la quasi totalita’ dei comuni mortali…

    24. Amico caro, non è un mio problema. Non vivo a Palermo, conosco New York.
      E’ forse tuo, il problema?

    25. “le atmosfere vibranti della Grande Mela” VOGLIO GODEEEEREEEEEE 😀

    26. certo,l’ho detto anch’io,puoi conoscere N.Y.C.
      ma non credo ti trovassi a questa inaugurazione.

    27. Stalker non esiste alcun libro nero e ti invito a rimanere in tema. Grazie.

    28. Grottesco… mi sono immaginato il signor Paviglianiti di Ciprì&Maresco che passeggia in mezzo alla monnezza scorreggiando ma con una luis vuitton al braccio 🙂
      e poi per parlare di moda si deve per forza usare un liguaggio così stereotipato nello stile e nei termini? mah!

    29. Te l’immagini il turismo d’elite che viene a Palermo per vedere le vetrine belle ed eleganti!!

    30. giorgio .. .ma chi deve venire a palermo per vedere le vetrine di LV?
      tu forse prima di partire, invece che la quida del Touring prendi in mano le pagine gialle della citta’?
      Lauretta, gli “occhiali da sole” sono quei “cosi” che usiamo noi… quelli di LV sono sunglasses …
      e cmq .. se qualcuno vuole stereotiparsi, che faccia pure. ricordo ancora 20 anni fa quando tutte (ed una l’ho pure regalata io) giravano con la borsa a cubetto di Burberry’s.
      I miti passano, passera’ pure LV, le hoogan … prima si chiamavano Todd’s .. ora Hoogan ….
      chi ci tiene faccia pure 🙂
      buon primo maggio! e se andate in gita, mi raccomando, non dimenticate i “sunglasses”.

    31. eppure ci fu un’epoca in cui Palermo era rinomata
      anche per le belle vetrine,su via Ruggero Settimo e
      su via Liberta’,e non solo.
      E poi,come si spiega che i marchi piu’ affermati
      sono oggetto di tante contraffazioni?
      Se e’ vero,come e’ vero,che c’e’ un ampio mercato delle contraffazioni,si puo’ dedurre che quei prodotti griffati sono oggetti di desiderio.
      In fondo,anche chi compra a 15 o 20 dollari un prodotto contraffatto in uno dei tanti angoli di
      Times Square e dintorni,nel suo piccolo ha le sue vibrazioni,ha fatto l’affare,e gia’ pregusta il momento del rientro in italia e dello sfoggio.
      Lasciamo che ognuno,al proprio livello,viva la propria fetta di atmosfera vibrante.
      E quando avete speso qualche migliaio di dollari
      per un oggetto griffato non vi assale mai il dubbio sulla autenticita’? In questo caso
      l’armonica raggiunge il massimo dell’ampiezza
      e non ci si dorme la notte.
      Potere accedere direttamente alla casa madre e’ sicuramente un vantaggio.
      L’autenticita’ e’ assicurata.
      Oggi Palermo ha un punto in piu’.
      Quindi non solo si va a vedere le vetrine,ma si va a comprare.Ovviamente gente che puo’.
      E gli altri qui,a scrivere qualche commento.

    32. La maggior parte dei prodotti griffati vengono contraffatti perchè è facile farlo. Il valore dell’oggetto griffato è dato per l’90% dal nome che porta e dal 10% del suo costo industriale. Una borsa griffata che si vende 1000€ costa realmente 100€ al massimo e forse anche meno. Questo valore aggiunto pagato da gonzi serve a pagare ricche royalty a nomi altisonanti e ad sostenere spese esagerate per punti vendita sfarzosi. Non si vedono mai borse di coccodrillo o oggetti preziosi contraffatti perchè il costo di produzione degli stessi è uguale sia per il noto stilista che per l’oscuro artigiano.

    33. al di la’ dei numeri,del rischio d’impresa e della capacita’ di fare profitto,non credo che gli acquirenti nel segmento “lusso” siano dei gonzi,
      sono persone di buona disponibilita’ economica che gravitano su altri circuiti,sicuramente di qualita’,gente sicuramente meno fasulla di quella che gira i mercatini per andare a scovare l’oggetto contraffatto da esibire.
      I gonzi sono quelli che cercano l’affare e poi ci restano fregati,non certo quelli che hanno tanti soldi e non sanno come spenderli.
      In quanto agli oggetti preziosi nessuno si salva dalla contraffazione e la truffa e’ sempre dietro l’angolo.Dalle gemme ai quadri d’autore.
      Ma vedo che la discussione diventa seria e poco si addice ad un blog.Tornando alle vibrazioni,diciamo che con 20 $ ti fai un solletico,ma se vuoi cominciare a fare vibrare qualche corda,comincia a
      metterne almeno 2000 sul banco.

    34. Giorgio a un blog si addice anche tutto.

    35. di questo ne sono piu’ che convinto,
      ogni post e’ valido per approfondire qualunque tema,
      ma servono gli interlocutori adatti per discutere di certi argomenti,e,come puoi vedere,quando si affrontano certi temi,gli interlocutori si dileguano.
      Ma guardiamo anche all’arricchimento culturale:
      Zoolander,chi era costui?
      Qui mi viene d’aiuto Wikipedia.

    36. il film non l’ho visto,pero’ concordo su:
      .
      “Sospetto che ci sia altro nella vita oltre ad essere bello bello in modo assurdo. E presto scoprirò anche che cos’è! ”
      Derek Zoolander
      .
      chissa’ se poi ha scoperto qualcosa…

    37. non capisco l’ironia dei tanti…
      ma non capisco neanche perché rosalio pubblichi articoli così deboli di scrittura

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