martedì 21 nov
  • Se questo non è pizzo…

    Sono incazzato nero. I cittadini palermitani, sepolti sotto montagne d’immondizia ed escrementi umani, devono sentire ancora questo: si profila l’aumento dell’8% della Tarsu.

    Mi sono rotto. Sono stanco di pagare l’incompetenza di questa amministrazione. Questa città è stata distrutta. Ancora peggio: è stato distrutto il concetto stesso di essere cittadini. Si sopporta di tutto, si ribaltano i normali rapporti tra amministratori e popolazione. L’amministrazione è al servizio dei cittadini, non viceversa, e questo almeno a me non appare.

    Caro Sindaco, lei avrà due costole incrinate ma, la città ha la schiena rotta e le gambe spezzate. Le strade urlano dolore e il fumo della disperazione si eleva ogni notte dai cassonetti in fiamme. La prego, non permetta più che si offendano i cittadini anche solo con proposte di simili gabelle, faccia pagare chi ne ha la colpa. E certo qualcuno colpe ne avrà, non si spiegherebbe altrimenti la situazione in cui siamo costretti a vivere.

    In un servizio di Pif a Le iene, qualche giorno fa, si faceva notare come a Palermo quelli che chiedono il pizzo hanno paura di andare a fare il loro “mestiere”, temono di essere denunciati. Pagare il pizzo significa pagare per non avere un certo servizi(ett)o.
    Allora, visto che pagare la Tarsu è un dovere legittimo del cittadino e non un pizzo: vorrei avere la piena sensazione di pagare per avere un servizio, non di subire un servizietto a spese mie e senza vaselina.

    Ospiti
  • 27 commenti a “Se questo non è pizzo…”

    1. Il comune non ha denari in cassa perché a) il governo centrale ha tagliato i trasferimenti agli enti locali, b) l’evasione fiscale italiana è tra le più alte d’Europa, circa 200 MLD di Euro di imponibile sottratto ogni anno al fisco. Mettiamoci dentro anche la “bella vita” di molti politici e la cattiva amministrazione, il quadro è completo. Se l’attuale compagine governativa rischiasse di essere mandata a casa “forse” andrebbe a battere cassa a Roma, da papi il grande, ma non rischia nulla, sarà rieletta, dunque i reddito fisso di preparino a pagare +8%.

    2. adesso vedrete quanto aumentera’ la tarsu con il federalismo fiscale del kaimano e del senatur….. altro che 8%….. ma “Lui” ha il 70% del gradimento degli italiani, ha ragione Luttazzi siamo alla fase tre della i….lata

    3. no, pepe’, il Comune non ha i soldi perche’ ha piu personale di quello che gli serve. Perche’ l’Amministrazione non ha il coraggio di dire che i 2000 operai della GESIP devono essere licenziati, cosi come tanti altri in AMIA, AMAT, Palermo Ambiente e via dicendo. I trasferimenti sono stati diminuiti, e’ vero, ma le “allegre finanze” di Palermo e Catania sono un pubblico esempio di spreco da Zola Predosa a Usmate Velate… davanti all’ennesimo balzello iniquo 250 anni fa alcune persone gettarono delle casse di the’ in mare e ne nacque una Rivoluzione alla base per la piu grande democrazia mai ricordata nella storia dell’uomo…

      oggi i Palermitani onesti si dovrebbero rifiutare di pagare la tarsu.

    4. Sì, è necessario scendere in piazza contro la Tarsu e tutti i delinquenti che queste municipalizzate hanno assunto negli ultimi anni. Costruiamo un nuovo carcere e chiudiamoli tutti dentro, una volta fatto ciò, buttiamo via la chiave.

    5. Concordo con Paolo.
      Già che ci siamo, dentro questo carcere mettiamoci anche 3/4 (e sono generoso) dei nostri amministratori.

    6. tempo fa suggerii di approfondire una analisi di responsabilita’,del tipo:
      .
      mafia
      politica
      burocrazia
      malaamministrazione
      cittadinanza
      .
      Altro argomento
      Se verra’ attuato il federalismo fiscale
      cosa succedera’ alla Sicilia ed ai suoi esuberi?

    7. luciano lavecchia ha scritto: “l’Amministrazione non ha il coraggio di dire che i 2000 operai della GESIP devono essere licenziati, cosi come tanti altri in AMIA, AMAT, Palermo Ambiente e via dicendo”
      e dopo essere licenziati che alternativa gli dai? li buttiamo a mare? o glielo dai tu un lavoro?

    8. si si tutti indignati e tutti schifati, ma perchè non vi arricampate tutti quando c’è il consiglio comunale a dare man forte ai consiglieri allora?
      La tarsu la stanno aumentando per racimolare 8 milioni di euro coi quali salvare dal fallimento la Gesip, gli stessi operai gesip nella seduta del 22 Aprile hanno impedito ai consiglieri comunali di uscire da palazzo delle aquile, aggiungendo minacce fisiche per nulla velate.
      Ma che pretendete? quando ti dicono “ti vengo a prendere a casa a te e ai tuoi figli, abiti in via xx numero civico yy” che volete che facciano i consiglieri comunali? Se non aumentano questa tassa ne aumenteranno un’altra per non subire l’ira di quegli avanzi di galera, tanto noi subiremo restando a casa senza fare rumore e lamentandoci solo sui blog…

    9. Io la Tarsu l’ho sempre pagata. Il servizio che ne ricevo è tendente allo zero.
      Chi ha portato queste aziende sull’orlo del fallimento? Non certo il cittadino, che paga sempre, come pagherà questa. Ricordo che una volta (anni fa)il servizio funzionava discretamente. Indubbiamente nel frattempo qualcuno ha fatto delle “scelte sbagliate”.
      Io personalmente sono disposto ad arrampicarmi per rimuovere questa amministrazione inefficace, non certo per difenderla dal risultato della sua cattiva amministrazione o poca lungimiranza.

    10. @Freddie,
      non ti puntano una pistola alla testa per diventare Consigliere Comunale. Un politico deve essere disposto a fare scelte difficili, soprattutto in Sicilia. Quanto alle minacce, esiste la polizia… un cittadino si lamenta, con il voto sceglie i suoi rappresentanti, e si indigna quando ci sono queste schifezze… francamente non ho ne’ il tempo ne’ la voglia di andare a “difendere” delle persone che dovrebbero fare semplicemente il loro dovere…

    11. Si nel mondo delle fiabe è come dici tu, ci sono i cattivi poi arriva la polizia e li mette in prigione. Nella realtà delle cose, quello che è successo il 22 Aprile è scioccante ed è successo davanti la polizia…consiglieri che tentano di uscire e tornare a casa e malacarne con la divisa gesip che si sono schierati per non farli uscire minacciando bastonate davanti la polizia!!! gli dicevano di rientrare dentro, riunirsi e fare in modo di dare finanziamenti a Gesip altrimenti non li avrebbero fatti uscire…sempre DAVANTI LA POLIZIA.

    12. Freddie,
      ho letto anch’io il resoconto della seduta, ed e’ proprio per questo atto di MAFIA che dico che i consiglieri dovrebbero avere il coraggio di fare il proprio dovere…. se non lo vogliono fare per Falcone, Borsellino e le altre vittime della Mafia che hanno trovato questo coraggio, lo facciano per puro e semplice egoismo, tenersi quella sedia alla quale sono tanto affezionati.. quanto all’impotenza della polizia non so cosa pensare..

    13. Ecco ora mi sei piaciuto!

    14. Sono d’accordo con Luciano, l’atteggiamento di alcuni (alcuni, non dimentichiamolo) dei dipendenti di cui sopra è un atteggiamento mafioso.

      Se i semplici negozianti, senza scorta della polizia, si ribellano ai taglieggiatori, non vedo perché un consigliere non deve fare altrettanto con chi li minaccia. Sarò esagerato io che mi ribello anche al posteggiatore, per così dire, ambiguo.
      A parte che cedere per paura, e non per salvare un’azienda e dei dipendenti che hanno ragione di esistere, creerebbe un precedente pericoloso da gestire. Del tipo “domani tutti sotto il municipio e nessuno esce fino a quando con cancellano la Tarsu e danno tessere cinema gratis per tutti” e similari, la fantasia non manca.
      Il consiglio comunale è al blocco totale da mesi. Immaginate cosa succederebbe se la magistratura facesse lo stesso ragionamento: bloccare la giustizia per paura dei mafiosi.

    15. Ben detto (e scritto) amico mio.

    16. Appunto. Dovremmo scendere noi in piazza in 100 mila, un fiume di gente. E chiedere che la finiscano di dare lavoro solo agli ex carcerati, che la finiscano di gestire male i nostri soldi, che ci diano tutti quei servizi per i quali paghiamo le tasse, che le strade siano pulite, che gli anzini siano assistiti…dovremmo noi gente onesta scendere in piazza e fargli sentire che ci hanno rotto le scatole!

    17. La legge stabilisce che quando il Comune non è più in grado di erogare ai cittadini i servizi pubblici essenziali, il Consiglio comunale può dichiarare lo stato di dissesto economico del Comune. Il Presidente della Repubblica nomina da uno a tre commissari straordinari che sostituiscono il Sindaco e la Giunta nell’amministrazione. Ma la cosa più importante è che la Corte dei conti accerta se il dissesto sia imputabile alla responsabilità del Sindaco e/o della Giunta nei cinque anni precedenti al dissesto. E in tal caso li condanna a risarcire il danno di tasca propria.
      Ora, mi domando, perchè i nostri amati consiglieri comunali non si mettono d’accordo e dichiarano sto benedetto dissesto? In fondo quello della nettezza urbana è un servizio essenziale. I presupposti per liberarci da questa amministrazione comunale inetta ci sono tutti, senza attendere invano che alcuno di loro si dimetta di propria iniziativa.

    18. non sono un esperto, percio’ mi affido a quanto detto da Raffaele Corso. Perche’ non creiamo una petizione online per chiedere al Consiglio Comunale di dichiarare il dissenso, specificando che i firmatari si impegnano a non votare i consiglieri che non appoggiano tale mozione (in questo modo identificando i responsabili)?

      @Ludovico Gialdini
      non spetta ne a me ne a te ne tantomeno al Comune risolvere il problema dell’occupazione a Palermo, e prima lo Stato (inteso come somma Stato Centrale, Regione, Provincia e Comune) iniziera’ a capirlo e a giocare meno all’imprenditore e fare il proprio lavoro (cioe’ l’arbitro per il 90% del tempo), prima questa terra potra’ rimettersi in piedi sulle proprie gambe…

    19. errata corrige: dissesto, non dissenso!

    20. francamente non penso che la maggior colpa sia quella del sindaco e comunque se così fosse, ho forse bisogno di ricordare che è stato rieletto da una buona maggioranza di palermitani?

    21. Mah! Ora il dissesto dipende da 2000 dipendenti in più, come se chi ha il “potere” non potrebbe se volesse impiegare i 2000 per lucidare a mano, dico lu-ci-da-re le basole delle strade del centro storico per farle competere in pulizia con quelle di altri paesi dell’Europa meridionale. Mi dicono che la natura alle isole Azzorre è così “ordinata” da sembrare finta e infatti è sottoposta a continue cure da parte di personale addetto, ed i turisti si sentono in paradiso. Ma quelli sono … portoghesi (vuoi mettere?)

    22. una tassa del ca..o
      io vivo da solo in un appartamento .. e pago come se fossimo in 4
      nel mio quartiere facciamo la raccolta differenziata secondo me solo nel senso che e’ “differente” da prima… ma poi mi chiedo dove vanno a finire tutti questi sacchetti omogenei per contenuto .. ma esistono e funzionano i centri di raccolta?.
      in altre citta’ chi e’ oggetto a raccolta differenziata e’ anche soggetto ad una ltro parametro di valutazione della “tassa” proporzionata ai consumi e talvolta porta un alleggerimento al valore stesso piuttosto che ad un incremento.
      bah … palermo palermo ….

    23. La regola del dissesto non è applicabile. E’ la famosa legge messa lì tanto per. Così pare tutto in regola.
      Mentre invece non è applicabile per il semplice motivo che in caso di dissesto, scatterebbe l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni. E dove li metti tutti i politici che ora occupano posti di rilievo? toccherebbe fare un’altra Gesip per gestire tutta questa marmaglia.
      Molto meglio fare finta di niente, aumentare la Tarsu (tanto poi il tar l’annulla, ma nel frattempo prendono tempo) e continuare a mangiarsi quel poco di città che ancora è rimasta.

    24. Il palermitano è comodista e menofreghista. Non protesta davvero perché gli va bene così, gli piace vivere nella munnizza. Amara, ma è la realtà.

    25. A futura memoria, da “la Repubblica”, leggetevi questo per sapere che fine hanno fatto i soldi della “Munnizza”.

      http://palermo.repubblica.it/cronaca/2010/04/28/news/amia_nove_milioni_di_euro_spesi_per_le_consulenze-3676983/

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