martedì 21 nov
  • Buon primo maggio

    È il primo maggio. È la festa dei lavoratori. L’articolo 1 della Costituzione della Repubblica che conoscono anche i bambini recita: «L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro». Vista così la nostra nazione sembra un baluardo per i lavoratori, una casa santa dove tutti possono trovare riparo perché a qualsiasi costo lei, la amata Patria ci difenderà. Sembra così ma so già che molti di voi sorrideranno sapendo che nulla di quello che viene proclamato così ad alta voce non è neanche lontanamente simile alla realtà. Scrivo del primo maggio, della festa dei lavoratori perché voglio dedicare una riflessione a tutti i miei amici e amiche le cui storie le conosco come se fossero la mia, perché spesso le nostre vite si sono intrecciate e perché conosco i sacrifici che fanno tutti i giorni per andare avanti. Non parlo di disoccupati poco scolarizzati o di nulla facenti che attendono il posto fisso…ohh miraggio, non ci sperano da anni. Parlo di persone che hanno studiato, che addirittura si sono laureate in tempo record e con ottimi voti e che lavorano. Bene, questo è un dato, queste persone LAVORANO ma qui si apre il reale problema. Non dico che pretendono un contratto, per carità non siamo in Europa (o sì??), non dico ferie (non siamo dei lavativi), non dico neanche che pretendono chessò un permesso per malattia o per famiglia (famiglia??!?!? Non esageriamo adesso) ma almeno lo stipendio…almeno essere pagati per le proprie compentenze, per il proprio lavoro, per il semplice fatto di alzarsi la mattina, prendere la macchina o i mezzi, recarsi nel luogo di lavoro e fare qualcosa. E invece anche questo sembra fantascienza. Non parliamo poi di eventuali licenziamenti (sarà lecito parlare di licenziamento se non hai un contratto e non ti pagano?? mmm devo chiedere a un giurista) che alla fine sono la conclusione inevitabile di giorni e giorni di esasperazione e di stipendi non pagati. E mi sono accorta che anche giungere alla scelta di licenziarsi non arriva mai con leggerezza dopo chessò tre mesi di stipendio non pagato. No, arriva lentamente, dopo tanto tempo, dopo tante riflessioni e non senza sensi di colpa per lasciare a metà qualcosa che si è iniziato con tanta fatica e allinizio anche con passione. Voglio dedicare il primo maggio, allora a tutti i miei amici, ai miei conoscenti e anche agli estranei che si sentono animali a metà tra un disoccupato e un lavoratore. Lo dedico a tutti coloro che si si svegliano la mattina vanno a lavoro e non sanno nemmeno perchè lo fanno visto che con molta probabilità saranno pagati male e in ritardo, ma continuano a farlo. A tutti quelli che hanno messo a disposizione le loro compentenze, la loro voglia di fare, la loro intelligenza, il loro know how a questa terra che generalmente li ignora e che certamente non sa della loro esistenza. Lo dedico anche a tutti quelli che malgrado tutto, lunedì non si licenzieranno.

    Ora vi chiedo, visto che il blog concede una certa privacy, voi che esperienza lavorativa avete?

    Palermo
  • 5 commenti a “Buon primo maggio”

    1. Io compresi, appena prima di concludere i miei studi, che la vita che tu descrivi non era quella che volevo.
      Mandando un cv via email, mi accettarono per uno stage all’estero. Con gli ultimi soldi delle borse di studio pagai le spese e dopo i tre mesi mi offrirono un contratto.
      Per raggiungere in Italia condizioni di servizio equiparabili alle mie dopo 5 anni, un impiegato bancario (per citare un lavoro sicuro che a Palermo sognano tutti) dovrebbe lavorarne 15 e diventare dirigente. Nessuno mi ha aiutato, è bastato un brillante cv e tanta pro attività.

    2. Ho 29 anni, circa 2 mesi fa ho compiuto il mio decimo anno di lavoro.
      Nel frattempo ho studiato all’università e mi sono laureato con 110 in tempo, ho fatto lavori di concetto e lavori di “rigetto” dall’eterno stagista alla palermitana in una realtà di cunsulenti ammanicati con la politicae e figli di all’operatore di call center che si è fatto convincere dalla mole di telefonate ad evadere e andare al tanto “schifiato” da chi rimane…IL NOOOORRRD.

      sono andato al nord. almeno so cosa vuol dire “Fare PUBBLICITa’” ma sempre precario e morto di fame. Dopo una bella e meritata borsa di studio rientro in campo e adesso lavoro per una bella azienda di tecnologia di consumo, ho un bigliettino da visita con scritte 3 parole e poi la parola MARKETING…cacchio dopo 10 anni quello vero!

      ahhhh aspettate… a 29 anni volevano fosse uno stage… e io calandomi le corna ho accettato (il rimborso spese era degno per campare una famiglia modesta a palermo) ma dopo meno di 30 gg è arrivato il premio…
      “sei bravo, ti stai prendendo responsabilità crescenti e quindi è logico che devi essere assunto”… e assunzione fu.

      Facevo e faccio più di 11 ore al giorno, ma la lacrima è scesa.

      E’ vero esiste lo STRAORDINARIO

      un abbraccio a tutti.

    3. PAgato ovviamente!
      😀

    4. L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sui lavoratori…
      questo era l’art 1 originale della costituzione ma sembrava troppo di sinistra
      il senso cambia notevolmente secondo me…
      che bisogno c’era di fermare gli autobus oggi?
      abbiamo una metro in grado di sopperire?
      un lavoratore del 1 maggio
      buon concerto a tutti!!!

    5. E a proposito di giovani cervelli in fuga…questo ragazzo oltre ad essere un mio caro amico è stato anche mio collega all’università: http://www.castelloincantato.it/?p=2362
      ecco alla fine cosa ci perdiamo poi in Italia…

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