venerdì 24 feb
  • Otto modi di vedere Palermo

    I
    Dal finestrino dell’aereo, di notte. Filiera di luci riflessa su mare nero. Appare solo per un attimo e ti sembra quasi di sentire l’odore di casa. Questo perché gli occhi governano anche gli altri sensi. Poi, l’aereo si avvicina a destinazione e la Città scompare dietro le montagne. Su una di queste una volta si scagliò un aereo. A bordo c’era una zia che non conobbi mai. Di quel fatto non si ricorda quasi più nessuno. Ecco perché lo scrivo.

    II
    Dal Monte, seduti sotto i pini. Mosaico di calcestruzzo, che si tinge di rosa quando tramonta il sole. È romantico, in un certo senso. Anche se la si osserva da soli. Come faceva quella vergine bionda che fuggiva dalla città araba e da un’offerta di matrimonio, ma allora il cemento non c’era.

    III
    Dal cavalcavia di via Belgio, in auto. Dove guidare è un film in lenta moviola. Dove non ti sganci un millimetro dalla prossima auto, altrimenti perdi. Dove la vita è purgatorio. Dove, forse, stai già maturando un cancro ai polmoni. Dove ti troverai di nuovo domani mattina.

    IV
    Con i piedi nudi nell’acqua, a Mondello. Per il primo bagno di maggio, veloce e memorabile, che ti lascia un sorriso all’uscita. E sei immerso nel mare dei ricordi, perché l’hai fatto altre mille volte, con mille altre persone. Lo specchio dell’acqua limpida (a maggio) è un pozzo della memoria, che ricollega fili scollegati.

    V
    Da Londra, dove sto scrivendo. Tentazione irta di desideri e paure. Fiera del ridicolo. Golgota del coraggio. Memoria di affetti distanti. Eppure vicini, basta pagare un irlandese.

    VI
    Da Palazzo dei Normanni, in una stanza dei bottoni. Con i piedi incrociati sulla scrivania. Un ghigno stampato in volto. Pascendo nelle sinecure. Con crassa ignoranza, infinita impudenza. Una spanna sopra i fessi.

    VII
    Dalla discarica di Bellolampo, specchio dell’anima. Cratere dell’apocalisse. Paradiso di gabbiani. Bomba a orologeria. Mondello e Bellolampo sono come Abele e Caino, figli della stessa madre. Soltanto che alla fine Caino uccise Abele. E, alla fine, Bellolampo inghiottirà Palermo.

    VIII
    Da Google maps. Dove sembra identica a qualunque altro posto. Un itinerario da percorrere, senza ostacoli. Naturalmente, non è così. Le mappe servono a orientarsi, Palermo disorienta.

    [Continua…?]

    Palermitan in London, Palermo
  • 23 commenti a “Otto modi di vedere Palermo”

    1. interessante punto di vista: ho gradito soprattutto VI e VIII.

      in effetti perché palermo sia identica alle altre città basterebbe fare poche semplici azioni: peccato che queste debbano essere condivise e introiettate dalla maggioranza della popolazione e richiedano l’educazione con cui si dovrebbe essere allevati già da bambini.

    2. IX
      Da qualche tugurio pericolante del centro storico.
      In cui non si riesce più a riconoscere la “palermitanità”, nascosta nella mescolanza di razze e stili di vita che ormai pervade ogni angolo.

    3. ma cosa è la palerimtanità? sono 32 anni che cerco di capirlo…
      una volta mio padre mi disse che se tu hai fame e chiedi un pesce, un palermitano ti porta al capo e ti compra quello che vuoi…
      mah…. forse era così quando lui era piccolo.

    4. beh’,anche con un panino ca’ meusa che ti fa scordar i problemi.When the “panino” comes to the town after the “arancina”, probabilmente i migliori cervelli di palermo non ci saranno piu”.

    5. Palermo si può vedere con “l’occhi di D%o” ma nessuno lo sa, perché Castello Utveggio è chiuso alla frequentazione del pubblico!

    6. ho sentito i brividi lungo la schiena scorrendo la lista, tutto vero, tutto provato (tranne londra) tutto condiviso. un abbraccio da palemitana….

    7. Bel post, mi sono emozionato.
      Voto per la n. I, che vince in ballottaggio sulla IV: per i più romantici (come me) suggerisco, in quei momenti di sospensione, emotiva quanto aerea, quando all’interno dell’aereo le luci vengono spente e inizia la virata verso P.R.*, di ascoltare in cuffia “Sono qui per l’amore” del Liga. Rischio lacrima elevato. Astenersi deboli di cuore e anaffettivi in genere.
      “Non ce la faccio, troppi ricordi!”
      [cit. da “3 uomini e una gamba”]

      ___________________
      * Sedersi rigorosamente sul lato sinistro dell’aereo, posto finestrino. Su quello destro non vedreste altro che mare nero.

    8. No…per il momento del finestrino molto meglio la “Sinfonia per Baarìa” di Ennio Morricone…rischio lacrima MATEMATICO!!!

      Un saluto a tutti i palermitani “lontani”

    9. Dal porto, con il “vapore” della sera,in estate, con le ombre che cominciano a scendere e si confondono con le ultime luci; ho lasciato Palermo con tutti i mezzi di locomozione, ma la partenza in nave per me è stata sempre la più struggente; lo strappo è lento e non vorresti mai allontanarti dalla prua per riuscire a vedere finchè si può l’immagine di quella città amata e, nello stesso tempo, odiata perchè ti ha “costretto” ad andare via. Cerco sempre di ricordare momenti come questo quando, adesso che sono tornata e vivo sotto Bellolampo, mi affaccio al balcone e respiro e sento l’olezzo che arriva dalla discarica. Ricordare e rivivere certi momenti serve a rendere più sopportabile una realtà che, dopo tanti anni, si era immaginata diversa.

    10. sono d’accordo con Mimì. il distacco dalla città in nave ti spezza il cuore. l’orizzonte scompare lentamente e con esso tutte le luci della città.

      allo stesso modo però è l’arrivo in nave ad emozionarmi sempre tanto: dalla foschia si distinguono prima le cime dei monti e poi appare la costa, mentre il sole sorge ad est. uno spettacolo

    11. io direi in macchina arrivando dall’aeroporto, dove hai già incontrato tutti i parenti di tutti quelli che erano sull’aereo con te e di tutti quelli che sono atterrati prima di te.
      sì dalla macchina, quando passi da via la malfa e vedi le megaville da una parte e il cnr dall’altra poi guardi meglio e: cassonetti strapieni, affissioni 6X3 con i manifesti cadenti, sfasciacarrozze, venditori di gazebo e prefabbricati, stigliolari e sale trattenimento. Tutto nello squallore più assoluto!

    12. Una bella scaletta di ricordi (pensavo addirittura che si andasse dallo zoom out del finestrino in aereo a un particolare fognario della citta’ ).Complimenti
      all’autore!

      Purtroppo, rispondendo a uno dei commentatori, la “palermitanita’” e’ ben definibile e spesso ha contorni brutti e degni di non essere ricordati.
      Riguarda il nervosismo, le malerisposte, gli
      atteggiamenti diffidenti, il doversi rivolgere all’amico per una cura ospedaliera … e potrei
      continuare.

      Palermo, citta’ bella nelle mani di chi forse non la merita e la maltratta. Mi ci metto anche io: nonostante faccia la raccolta differenziata scrupolosamente e paghi le tasse varie comunali e non, probabilmente non la amo abbastanza.

      Amarla vorrebbe dire rispettare le regole che in fondo esistono. Ebbene si’ , amici cari, ci sono tante regole che esistono e sono da tempo scomparse dietro frasi del tipo “vabbè, ma qui chi lo fa questo ? (segue anche risata solitamente)”.

      Non ho abbandonato la mia terra… Potrei farlo solo per motivi di lavoro … Ma a 37 anni penso di non farlo.

      Mi rammarico quando la vedo sporca e privata dei suoi diritti.

      Scusate lo sfogo fuori luogo.

      E.

    13. 9: Nudo nella pista del Tennis Club di Palermo si parla bene con gli altri amici come si può migliorare questa bella città. Non può migliorare questa bella città, perchè PERFETTA!

    14. Dopo trent’anni fuori Palermo, confermo le lacrime quando vedo la mattina dalla nave che mi riporta a Palermo quel pezzo di montagna stagliarsi sul mare.
      E’ un qualcosa che non riesco a spiegarmi, forse semplice e pura emozione e mi capita sempre.
      Quando parto invece, devo dire anche questo,c’è il dispiacere di lasciare di nuovo la tua terra ma la consapevolezza che torni nel posto che ti ha adottato e dove vivi la tua vita di ogni giorno.
      E l’emozione viene vinta dalla razionalità che lasci una città ferita, rassegnata, prona ma unica
      nella sua peculiarità.
      Fabrix@: Parli di mescolanza di razze, la razza umana è una, di che mescolanza parli ? Palermo è nei secoli ed è oggi l’approdo naturale di tutte le genti del mondo, il palermitano del 2010 è il frutto di quello che tu chiami negativamente mescolanza e che invece è una immensa ricchezza.

    15. A 35 anni ho preso armi e bagagli e ho lasciato Palermo io, mia moglie e i miei figli. Provo solamente una lontana indifferenza verso questa città.
      Mi spiace solo non avere a portata di bacio mia madre, mio padre e i miei fratelli.

    16. Com’è che si dice sempre?
      Ah… “Palermo è bella, sono i palermitani che non servono”!

    17. Dal di dentro!
      Dal suo ventre, dove tristemente osservi che nell’edicola votiva della chiesa che frequentavi da bambino ci nascondono “la roba”, dove nelle antiche taverne trovi giovani impasticcati che aggiungono un “quartino” discutendo le ultime direttive del politico di turno che gli ha promesso che tanto .. “vi stabilizziamo tutti”.
      Dal suo cuore, dove ancora rimani esterefatto vedendo affacciare da un “reducessei” una ragazza “minnuta” con un volto angelico che ti chiedi: ” ma cù minchia sceglie Miss Italia?”.
      Dalle viscere, dove tutti sono vampiri dell’Enel, ma hanno la “smart” e la “classe a” ma poi …Rosuccia non c’è piu e al suo posto c’è una famiglia di Cingalesi che s’affaccia a guardare la processione di S.Rosalia.
      Dal suo nucleo, che lo “strasburghino” non conosce ma … ” sono stato in Yemen, veramente forte però la frittola mi fa schifo”.
      Dalla sua mente, che è tutto e il contrario di tutto, e bene e male e ………..
      .. stiamo lasciando .. solo quest’ultimo.
      !
      .
      ***********************************************
      P.S. Bel Post.

    18. e poi ancora consiglio in bici la sera o la domenica mattina, insomma, quando la città dorme.

      un appunto da google maps se si usa la vista street si vede palermo e non qualsiasi altro luogo!

    19. ..dal Castellaccio.

    20. a proposito di Via BELGIO, vorrei dire una cosa:

      Ma è possibile che studiosi del traffico, assessori al ramo e VIGILI stanchi non hanno capito che il cancro di quella via sono le macchine in doppia fila posteggiate davanti la Palestra?

      Ci vuole molto a fare una zona rimozione o quantomeno a far evitare la doppia fila?

      NOOOOOOO… che c’eeeeeentra…..
      TROPPO ASSAI CHIEDO!!!!!!!

    21. non solo a proposito di via belgio.
      ad un’attenta osservazione palermo (escludendo il quadrilatero storico) ha strade larghe o molto larghe che consentirebbero uno scorrimento fatto in tutta tranquillità.
      e così come accade al colesterolo che intasa vene e arterie e porta danni seri al malato, lo stesso accadrà a palermo. il prezzo più alto lo pagherà la popolazione: vorrei sbagliare ma penso proprio che nei prossimi anni potrebbero aumentare le malattie respiratorie o peggio…e non basterà il clima ad aiutare, non basterà una buona alimentazione (per chi la pratica).
      perché le doppie file non vengono viste e sanzionate a dovere? lo scopriremo solo vivendo.

    22. La miseria morale e materiale di questa fetida città é senza pari nel mondo civile. Solo la morale sessuale si è “evoluta” negli ultimi trenta anni.

    23. non credo che la nostalgia dei rifiuti tocchi le nuove generazioni…..
      Concordo con Filippo sopra

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