mercoledì 18 ott
  • Il sequestro del Mikalsa

    Una solerte operazione delle Forze dell’Ordine ha portato al sequestro del noto locale Mikalsa, centro dedito alla promozione della musica locale e non.
    Il provvedimento si colloca nel solco delle recenti restrizioni volte a frenare la crescita della scena musicale cittadina. «Contiamo di estirpare del tutto il fenomeno in un paio d’anni», ci comunica un nostro informatore. «La piazza Kalsa – e il centro storico tutto – potrà così essere finalmente restituita ai posteggiatori ed agli esercenti abusivi».
    Il sequestro è stato eseguito sulla base del Testo Unico del 1931 in materia di pubblica sicurezza. C’è chi ha eccepito che tale norma è ormai sorpassata. «Non si dice sorpassata, si dice vintage», ha risposto il nostro informatore.
    Sabato mattina si è svolta una conferenza stampa ed un corteo di protesta. Alcuni musicisti hanno simulato il “funerale della musica”. La buona riuscita della manifestazione testimonia che, in materia di pubblica sicurezza, la strada da percorrere è ancora tanta.

    Ospiti
  • 14 commenti a “Il sequestro del Mikalsa”

    1. Il post è scritto in maniera divertente, ma per fare capire a tutti cosa sia successo riporto le parole di Lorenzo Quattrocchi, il gestore del Mikalsa:

      “Occorre premettere che in Sicilia, a causa di un mancato recepimento di una legge nazionale, di fatto vige, in materia di pubblica sicurezza, il testo unico del 1931. A quei tempi anche una semplice mostra fotografica era passibile di denuncia penale se non autorizzata dalla Questura. Bene, in Sicilia, anche oggi! Ottenere la licenza di pubblico spettacolo è praticamente impossibile, perchè vige una procedura volutamente blindata. Io, come molti altri gestori di locali che propongono musica, sono stato denunciato penalmente (…) e non per spaccio di droga o per vendita di cibo alterato…ma per spettacolo abusivo, ovvero quattro musicisti che stavano rispettabilmente eseguendo i loro brani. Ora la vicenda, come molti di voi gia sanno, è ben piu grave.”

    2. non mi spiego come mai i vari ristorantini abusivi del luogo continuino la loro illegale attività…forse il mikalsa non ha santi in paradiso?
      🙁

    3. non ho parole!

    4. Vergogna … una miscela (forse dell’ordine, amministrazione pubblica, funzionari dello Stato) di assoluta mancanza di dignità.

    5. che tristezza… Palermo bella da fuori, ma per certe cose, proprio MARCIA all’interno, ahimè. Sono quste le cose (e non solo) che mi fanno rimpiangere di essere nata qui…

    6. C’è solo una domanda che mi viene in mente assistendo a tutto ciò: chissà a chi dava “fastidio” Lorenzo ed il suo modo pulito, rispettoso e professionale di lavorare?!
      …ai kalsitani, questo lo so per certo, sicuramente no…
      Forse a qualche “nuovo esercente”, con amicizie più potenti, e minori capacità di ritagliarsi il proprio successo in regime di libero mercato?!
      Considerato quello che è oggi, come da sempre, Palermo non mi stupisce affatto…

    7. Mikalsa, piccolo tempio dove fermentava il lavoro artigianale della produzione birraia internazionale e della musica dal vivo fatta con strumenti veri e vibranti… Sono sempre più convinto che abbia dato fastidio a qualcuno che da solo non ce la fa ad emergere… perchè altrimenti non riuscirei a spiegarmi il contrasto tra tanta ‘sollecitudine’ a far chiudere questo locale e il TOTALE lassismo con i ristorantini abusivi presenti in zona e, voglio ricordarlo, anche con tutta quella ‘fiera’ di roulotte e bancarelle di fortuna che vendono in modo del tutto FUORI NORMA cibo e bevande in piazza Magione…

    8. @pippo ferrante le forze dell’ordine fanno rispettare la legge, lo so che questo argomento dalle nostre parti e’ duro da digerire….. mi spiace ma se dici queste castronerie sei tu senza dignita’, piena solidarieta’ alle forze dell’ordine.

    9. Il sequestro del Mikalsa è uno dei punti più bassi toccati (finora…..) dalle vicende della musica dal vivo a Palermo, anche se non è la prima volta che un luogo in cui la musica aveva potuto trovare un domicilio accogliente viene chiuso con una scusa o un pretesto di natura legale.

      Senza dilungarsi su quello che, senza chiedere un centesimo di contributo pubblico, Lorenzo Quattrocchi e il suo locale sono riusciti a realizzare negli ultimi anni, ovvero le stagioni di concerti, l’aggregazione e il dare spazio e voce a una generazione, l’etichetta discografica etc, tutte cose che personalmente, ma credo oggettivamente, ritengo altamente positive e alla luce delle quali appare ancora più grave e ingiustificato quanto accaduto, allargando il campo non posso fare a meno di chiedermi il motivo reale alla base di questa improvvisa vampata legalitaria nel contesto di una città in cui gli esempi di situazioni irregolari, sicuramente più gravi e di maggiore impatto negativo per la collettività, saltano violentemente addosso a chiunque capiti soltanto di trovarcisi, per non parlare di chi ci vive.

      E’ talmente evidente l’assurdità delle motivazioni ufficiali alla base quanto accaduto, e solo per il locale che più degli altri ha oggettivamente portato avanti un percorso all’insegna della qualità e della musica d’autore, mentre ad esempio locali che occupano abusivamente il suolo pubblico diffondendo fino a tarda ora solo frastuono o karaoke possono continuare indisturbati a emettere qualunquismo ad libitum, che davvero non si può non pensare che, logicamente, proprio l’identità della proposta e la capacità aggregatrice da essa scaturita devono aver dato fastidio a qualcuno: come dicevo prima non è la prima volta che una dinamica del genere si attua nella quinta città d’Italia, peraltro ormai diventata un’entità acefala, dalla qualità della vita sempre più in caduta libera, sempre più ostile per le persone che provano semplicemente a lavorare con dignità. Grottesco per quanto possa apparire, visto il contesto il sequestro è proprio il segno che il MiKalsa stava andando bene, probabilmente “troppo”.

      Insieme alla solidarietà e alla vicinanza, soprattutto quindi l’auspicio che sia possibile per il futuro cercare delle forme legali per inquadrare l’attività e la propositività esistenti in modo che il tutto risulti blindato e al riparo da problemi con le leggi in vigore, fossero anche del tempo dei Borboni: il lavoro portato avanti finora dal MiKalsa, così come le non poche persone che hanno dimostrato di apprezzarlo, lo meriterebbero senz’altro.

    10. @stefano d’anna se sei sicuro di quel che affermi: “….non si può non pensare che, logicamente, proprio l’identità della proposta e la capacità aggregatrice da essa scaturita devono aver dato fastidio a qualcuno….” denuncia, se no e’ aria fritta e omerta’….

    11. @ LFG: non lo affermo io ma purtoppo la logica dei fatti, facilmente comprensibile da chiunque segua le vicende della musica dal vivo a Palermo da qualche anno in qua, e lo stato delle cose, percepibile semplicemente allontanandosi dal computer e facendosi un giro a osservare che succede.

      Quanto al denunciare, non credo che in ogni caso servirebbe a qualcosa, se non a alimentare polemiche sterili che non mi interessano, come tutte le discussioni inutili. La sola cosa che conta sono i fatti, e quelli parlano da soli, nel bene e nel male, per ognuno di noi.

      Da persona interessata idealmente a una crescita culturale della città in cui sono nato spero soltanto che chi decide di proporre musica dal vivo avendo alla base dei presupposti culturali si doti degli strumenti per essere a posto con le regole esistenti, in una situazione nella quale i controlli vengono fatti soltanto ad alcuni e le normative non vengono fatte osservare in modo equo, ovvero da parte di TUTTI. Ciò è tanto più necessario visto che la realtà ci dice che questo è lo stato delle cose,

      La musica è invisibile, fortissima e fragile al tempo stesso, e stranamente trova il modo di riuscire a condurre una sua incredibile esistenza carsica, malgrado tutto.

    12. @ s d’anna :

      “in una situazione nella quale i controlli vengono fatti soltanto ad alcuni e le normative non vengono fatte osservare in modo equo, ovvero da parte di TUTTI….” qui’ le accuse implicite alla presunta corruzione ed omissione della autorita’ giudiziaria mi sembra palese, voglio credere che il tuo sia mero qualunquismo della serie: ” perche’ hanno preso la multa a me che avevo la macchina sopra il marciapiede, e non agli altri in doppia fila?….” altrimenti siamo alla vecchia storia della “cultura del sospetto” che e’ la negazione dello stato garantista.

    13. non penso sia qualunquismo, ma solo la constatazione di uno stato delle cose che a me appare evidente. Essendo un musicista e non un investigatore non potrei dire le ragioni esatte alla base di una situazione che tuttavia di fatto è quella che in breve ho descritto. Ma non voglio davvero ripetermi oltre, penso di avere espresso la mia opinione in modo chiaro, ed era solo questo ciò a cui tenevo, per un qualcosa che non mi appare giusto sia successo, e per solidarietà verso delle persone di cui apprezzo la qualità del lavoro realizzato, ancorché personalmente (meglio essere chiari……) io non abbia alcun interesse diretto. Penso ci si dovrebbe confrontare su delle opinioni e delle visioni a partire dai fatti, se questo non può avvenire OK lo stesso per me. Oltre ai fatti, penso che anche le nostre parole, tra le righe, dicono abbastanza di ognuno di noi.

    14. Semplicemente vergognoso!Mi chiedo..ma le discoteche non sono illegali?eppure i problemi di sicurezza e di inquinamento acustico sono notevolmente superiori. Non è che per caso è un problema di business che fa comodo a qualcuno e dunque la musica dal vivo può essere una seria concorrente??
      E poi scusate, la musica è una forma d’arte, di espressione, ma anche un mezzo di comunicazione sociale..che sia scomodo anche quello????magari avere un popolo meno ignorante può essere un problema…VERGOGNA!!

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