venerdì 23 feb
  • Si presenta “Cronaca di uno Zen annunciato” da Katakusinós

    Alle 18:15 verrà presentato presso la sede dell’associazione Katakusinós (via N. Garzilli, 26) il libro Cronaca di uno Zen annunciato di Antonella Caggiano. Relatore Mauro Li Vigni.

    Il libro parla di un anno in una scuola del quartiere dello Zen.

    Ingresso libero.

    Antonella Caggiano - “Cronaca di uno Zen annunciato”

    Palermo
  • 15 commenti a “Si presenta “Cronaca di uno Zen annunciato” da Katakusinós”

    1. Ciao sto leggendo il tuo libro è molto bello ,mi dispiace per le tue peripezie scolastiche ma penso che anche se in modo minore i problemi che hai trovato in quella scuola forse li avresti trovati un po ovunque .Un baione a te e famiglia.

    2. Anto, sei stata grande… Con uno stile semplice e coinvolgente hai saputo catturare l’attenzione nostra e di chi, anche se non conosce direttamente il mondo scuola, non può fare a meno di notare lo sfacelo di questa istituzione…. Spero in una tua sistemazione definitiva nella scuola statale… C’è tanto bisogno di DOCENTI con la tua pazienza, dolcezza, empatia, ecc……Un bacio

    3. Salve Prof,le volevo dare tutto il mio ostegno in questa nuova avventura. Non ho ancora avuto il piacere di poter leggere il libro, ma spero di farlo presto. Lei sa quanto le voglio bene e che avrà il mio sostegno sempre. Spero ora che andrò al liceo di trovare degli insegnanti con almeno un pizzico di tutte le qualità magnifiche che ha lei.
      Le mando un bacione e un affettuoso abbraccio, la sua ex alunna ma sempre amica Sara

    4. Grazie ragazzi per il sostegno!!! soprattutto sono grata alla mia alunna affezionata!
      vi abbraccio tutti.
      antonella caggiano

    5. Un libro che ho avuto occasione di leggere, casualmente datomi da un amico, interessantissimo. Grande coraggio, splendida passione!

    6. Carissima Immacolata, ti ringrazio per l’apprezzamento e invece in merito alle peripezie, purtroppo non sono state semplicemente avventure o peripezie. C’erano altre problematiche e una realtà talmente complessa da risultare difficile ogni intervento da “insegnante”. In certe scuole di frontiera occorrono interventi seri.
      ti abbraccio

    7. Ho preferito attendere qualche settimana prima di potermi esprimere liberamente sull’ultimo libro di Antonella; ero in prima fila ad ascoltare la sua intervista il 21 giugno. Emozionato e silenzioso ho ascoltato senza parlare; non perchè non avessi nulla da dire ma perchè ero curioso delle domande e delle reazioni che il suo manoscritto/denuncia avrebbe provocato nel pubblico astante e in quello che di lì a breve l’avrebbe letto in libreria. Conosco Antonella da poco meno di due anni ma l’amicizia che lega me e mia moglie a Lei e alla sua Famiglia, incurante del poco tempo, ci ha portato a consolidare un legame che senza esagerazioni potrei definire fraterno. Al di là di questo affetto il mio parere sul suo libro segue altre dinamiche che si riconducono al coraggio che contraddistingue Antonella nell’esprimere sempre, ovunque e a qualunque prezzo la sua opinione su argomenti spinosi. Spesso confrontandomi con lei l’ho canzonata sul suo ruolo di insegnante, ma riconosco che il compito di “formare” le generazioni future non è roba da poco, soprattutto in una realtà come quella dello Zen che conosco bene, essendo nato in questa Sicilia. Ho letto il libro nel suo divenire e poi nel suo nascere e vederlo ora pubblicato mi inorgoglisce per il modo in cui Antonella ha saputo farsi riconoscere anche ad un pubblico che la ignorava solo perchè non la conosceva prima e come la conosciamo noi: fragile eppure decisa nel suo modo di procedere, cocciuta come lo sanno essere solo i campani, autentica,vera, scomoda (per alcuni) ma diretta. Non mi resta pertanto che complimentarmi con lei ancor una volta e presto mi aspetto che la sua voce e il suo catartico bisogno di scrivere trovi sfogo in un prossimo libro. Anonimo Palermitano.

    8. carissimo Alessandro, sei riuscito a toccare le note del cuore e ad emozionarmi. Vi ringrazio perchè siete tanto cari.
      Spero davvero che si aprano gli occhi di tutti noi palermitani-bene sul ghetto dello Zen, e si diventi un pò meno ciechi, sordi, muti( Le tre scimmiette).
      Vi abbraccio

    9. Ho letto il libro e mi è piaciuto, stile scorrevole… mi ha preso, lo consiglio a tutti, mette in evidenza una scuola in crisi, priva di mezzi, con Professori che cercano di adempiere il proprio compito nel migliore dei modi tra mille difficolta, alle prese con ragazzi abituati alla violenza e con poche speranze di uscire dal ghetto in cui sono nati e cresciuti, ragazzi che vivono in una societa’ ingiusta che preferisce ignorarli, abbandonarli al loro destino invece di aiutarli.
      Ho il piacere di conoscere la scrittrice, la sua vocazione per l’insegnamento, so per certo che è un’ottima prof. altrimenti le avrei suggerito un cambio di carriera, considerati i tempi bui per gli insegnanti precari, e di scrivere a tempo pieno. Affettuosi saluti

    10. ciao Anto. ho letto il tuo libro… complimenti!!!!! di facile lettura anke x chi come me nn opera nel tuo ambiente di lavoro. Leggerlo, x me ke ti conosco da sempre,era come vederti all’opera…so quanto sai essere perseverante in ciò ke credi. Fare l’insegnante, era il tuo sogno da sempre, e con tanti sacrifici sei riuscita, anke se in parte (per la precarietà),a realizzarlo.Posso solo immaginare, quanto lavoro ti sia costato operare in quella scuola, non x la difficoltà di comprendere e farsi capire da quei ragazzi ke ti sei trovata di fronte, con le loro problematiche… ma soprattutto, per la sindrome delle tre scimmiette ke aveva colpito coloro ke avrebbero potuto fare qualke cosa e non hanno mosso un dito,anche quando, ci si “bucava” come se si stesse mangiado una caramella sotto la scuola, con i bambini attaccati alle finestre, e quando hai fatto notare questa cosa ti hanno guardata come se fossi stata un'”aliena”. Ma tu ke sai trovare sempre la positività in tutto, hai trasformato questa esperienza che poteva essere negativa in un libro/denuncia per aiutare i ragazzi dello ZEN e sensibilizzare la palermo “bene” a non lasciarli soli.facendo capire a quei ragazzi, che si può uscire dal “ghetto”cominciando dalla scuola e ke con la cultura, se si vuole, si può emergere e confrontarsi con gli alri anke se si abita allo ZEN.Sicuramente nn è stato facile per te “vivere” in quella scuola,ma so per certo ke sei stata capace di farti amare anche da coloro ke inizialmente ti guardavano con diffidenza. BRAVA continua così.
      Ti abbraccio forte
      salutami Tonino e i tuoi gioielli.
      A presto baci
      la tua cuginetta e figlioccia Annamaria
      complimenti ache da Sebastiano

    11. carissima Annarella,
      belle le tue parole, ne ero certa che avresti colto a pieno il significato del libro, data la tua spiccata sensibilità e generosità.
      ti voglio bene.
      Grazie.

    12. Un modo diverso di parlare da dove nasce la prepotenza malavitosa, il punto di vista di chi spera attraverso il suo piccolo “grande” contributo di cambiare le cose…invece di guardare impotente raccontare una storia che ne racchiude tante: storie di bambini vittime, un professore “eroe”, un uomo, un amico…

    13. Carissima Lavinia,
      in realtà dove si è smesso di sognare, purtroppo la realtà è a sè….ma la cosa grave è che nessuno ne parla, nessuno muove un pensiero verso persone che soprattutto sono bambini. Questa è la cosa più triste.
      il “tanto non tocca a me” non vale.
      Siamo tutti “isole di uno stesso continente”, no?
      Grazie per il tuo contributo, per la tua presenza!
      Antonella Caggiano

    14. cara antonella, come sai io non sono brava ad esprimere quello che penso, però devi sapere che mi ha emozionato molto leggere il tuo libro, pensare a tutto il sacrificio che hai fatto giorno per giorno andando in quella scuola piena di rischi e problemi, ma l’ho hai fatto proprio perchè sei unica mia cara cognatina e non lo dico perchè sono di parte ma perchè è vero, sappi che ti ammiro e ti voglio tanto bene

    15. Grazie Michela, sei sempre molto sensibile e brava ad esternare i tuoi sentimenti! Anch’io ti voglio bene!

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