lunedì 16 lug
  • …e addio “Fistinu”!

    Si saranno rigirati nella tomba “quelli del Festino”: da Paolo Amato, Nicolò Palma, Giuseppe Pitré fino a Rosario La Duca (buonanime), mentre si sarà preso a timpuluni Rodo Santoro (Dio guardi), per questo Festino 2010. Meglio non farlo, anche per rispetto ai 150 anni dell’unità d’Italia: infatti nel luglio del 1860 «non ci fu Fistinu» dicono le cronache, perché il Cassaro era ancora ingombro delle macerie dei bombardamenti borbonici che dalle navi sparavano all’urbisca lungo il Cassaro. Allora ci fu solo un Festino religioso. Ed è quello che ha proposto il nostro Arcivescovo che è persona di buon senso, cultura e di naso raffinato.
    Oggi siamo ridotti ai carretti siciliani (…e strascinu al seguito…) come si usa alle feste di paese: senza offesa per la provincia, si capisce. Nulla più della grandiosa festa di popolo fatta di sfarzo e di grandi abbuffate con la gioia espressa sui volti sudati di quelli che disposti lungo il percorso attendevano la Santuzza.
    La nostra festa fu soprattutto un atto di superbia municipale per ricordare a tutti la dignità regale di Palermo, esibizione della «magnificenza, munificenza, potenza et splendore di questa felicissima Città». Quando il Pretore prima ed il Sindaco più tardi, s’univano al popolo festante per condividere la gioia di questo immenso ex voto popolare. Per grazia ricevuta, per aver protetto i sopravvissuti. E la stessa città.
    Oggi? …finìu come la povera Italia del pallone: a rappresentare in maniera palese lo stato in cui si trovano il nostro Paese a la nostra Città.
    Dai grandi siciliani che concorsero a rendere internazionale il Festino siamo finiti a un Daverio qualsiasi, calato da chissà dove, per il “nostro” festino. Senza neppure il sindaco, un pavido Cammarata (con rispetto parlando) che ha paura di raccogliere ciò che ha seminato.
    E’ stato sempre così, anche se lui non lo sa, ignorando che dalle nostre parti, pure nobili e viceré furono presi “a frisca e piriti” che rappresentano la disapprovazione ed il disprezzo popolare.
    Alla cultura ed al recupero di questa ultima festa barocca europea concorsero, negli anni della cultura cittadina, eminenti palermitani. Poi con l’avvento dell’incultura al potere ne è stato deformato lo spirito: il nostro Festino oggi è solo ignoranza e scontro politico.
    Palermo è una città allo sbando, senza sindaco e amministratori: quelli che siedono sugli scranni di Palazzo delle Aquile (ogni riferimento è puramente casuale) l’hanno ridotta a un cumulo di spazzatura abitata da gente inselvatichita.
    Rivogliamo il nostro Fistinu. Meglio ancora: riprendiamocelo!
    Non possiamo contare sempre in santa Rosalia. A lei, in ogni caso, con laica devozione lancio l’antica giaculatoria: «… tutti i palermitani vonnu grazia di tia…».

    Palermo
  • 22 commenti a “…e addio “Fistinu”!”

    1. Come ho scritto in un altro commento: uno spettacolo pietoso; il “Festino” ridotto a sagra di quartiere. La festa di San Vito a San Vito lo Capo, quest’anno è stata realizzata molto meglio.

      Vedo ora la mia impressione confermata dalle parole di un autorevole studioso come Basile.

      Il motto del Festino di quest’anno potrebbe essere:
      “386esimo Festino di Santa Rosalia: Al Peggio non c’è Mai Fine”.

      Lontano anni-luce (ad esempio) da quello del ’97:

      http://www.youtube.com/watch?v=5dPeSloPcIk&feature=player_embedded

    2. Basile sei sempre un grande. Condivido a pieno il tuo post.

    3. Autorevole come sempre, per conoscenza della storia e per l’amore per Palermo.

    4. repetita juvant
      .
      ……..con l’avvento dell’incultura al potere ne è stato deformato lo spirito: il nostro Festino oggi è solo ignoranza e scontro politico.
      Palermo è una città allo sbando, senza sindaco e amministratori: quelli che siedono sugli scranni di Palazzo delle Aquile (ogni riferimento è puramente casuale) l’hanno ridotta a un cumulo di spazzatura abitata da gente inselvatichita…….

    5. giorgio, non è vero che palermo è una città senza amministrazione. lo stesso gruppo politico alle prossime elezioni prenderà un buon 65-70%. questa sarà la prova del buon governo cittadino…
      pensi forse che i palermitani voteranno nuovamente in massa che ha amministrato male?

      suvvià, mica i palermitani sono degli imbecilli!!!

      😉

    6. o no?

    7. È il secondo anno che all’arrivo del carro ai 4 canti non viene gridato “Viva Palermo e Santa Rosalia”.
      Non dico il sindaco, non dico un delegato, non dico un attore, ma quest’anno non c’era manco le voci registrate che l’anno scorso lo ha gridato davanti la cattedrale.
      Ma che festino è?

    8. prevedendo un festino decadente mi sono avvalsa della facoltà di non andare al festino. l’unica cosa che ho visto, vicino al palazzo reale, sono stati i giochi di fuoco e ammetto di averli apprezzati. ma la festa della santuzza è soltanto questo? fuochi e mangiate animalesche lungo la via? oppure è un modo per far vedere alla nostra patrona che nonostante tutto, nonostante i nostri sindaci maledetti, la città è ancora intatta, impiedi?!
      vorrei comunque dire che è stato un bene che il per-così-dire signor Cammarata è mancato alla festa!! ammettiamolo!! ognuno di noi cittadini onesti vorrebbe stampargli quattro (ma anche di più!) boffe ‘nta facci e mandarlo a quel paese, da qui non capisco il vostro sgomento sull’assenza di uno che non ha fatto che portare guai a sta povera città!!!!
      mi spiace che non sia stato urlato niente ai 4 canti, ma qui doveva essere lo stesso popolo a prendere l’iniziativa e augurare lunga vita alla nostra amata città e alla santuzza bedda. spero che salga presto un buon sindaco e che si festeggi una volta per tutte un festino per come si deve!!!!

    9. Forse povero… sicuramente non di richieste, chissà quante ne ha ricevuto stanotte la Santuzza… forse i cattolici erano contenti della sobrietà, ma il festino non è solo dei cattolici, i cattolici hanno già le chiese, siamo noi a necessitare della strada, gli artisti… e allora ecco che il folklore, il teatro, le urla, le sceneggiate, i babbaluci e il cibo a ghiccare, qualche sciarra e anche qualche scippo uniscono cattolici e non, nei commenti, negli accaduti e nella lettura di personali profezie… non di soli giochi d’artificio vive l’uomo.

    10. Una festa di paese con spese da metropoli! Come è possibile che l’organizzazione di un corteo di carretti siciliani sia costato 500 mila euro? In proporzione i magnifici e barocchi festini dell’era Orlando sarebbero dovuti costare almeno 10 volte tanto, e così non è stato.

    11. io posso solo dirvi che leggere tutto questo mi rende tristissima…. io vivo a novara da tre anni e non potete capire quanto mi manca PALERMO ma è nelle mani sbagliate da troppi anni ( e purtropppo credo che continuerà a essere così)in mano a gente che se la sta divorando…. è una vergogna però io continuo ad amarla, quindi: VIVA PALERMO E VIVA SANTA ROSALIA!!!

    12. che tristezza

    13. Dignità regale di Palermo, magnificenza, potenza e splendore? Di chi? Del popolo palermitano sottomesso che non contava?
      Rispetto per l’unità? Capisco la “Sindrome di Stoccolma” ma non fino a questo punto; più che altro c’è da chiedere – per referendum – l’annessione all’Europa da terra indipendente dal similpaeseitalia che ha distrutto la Sicilia ( per onestà dico che loro sono venuti a rubare, ammazzare, costruire lager, imporre, privare, ma i siciliani, e la società conseguenza di questa nefasta unità, abbiamo dato il colpo di grazia ).
      E’ vero, si deve ricorrere alla psicanalisi per decifrare il bisogno di sfarzo in determinati contesti…
      Il resto, l’analisi sulla pseudo-politica attuale, e la strana presenza di commercianti d’arte e ora anche di tradizioni popolari come tale daverio, è assolutamente condivisibile.

    14. Con enorme rispetto, ovviamente, ma da catanese questa festa non la capirò mai.
      Il paragone a cui il mio DNA (parolone… diciamo il mio vissuto) mi conduce è con la festa di Sant’Agata, festa di devozione religiosa con sfumature anche notevoli di paganesimo, con un milione di partecipanti al giorno.
      Basile è come al solito splendido nella narrazione delle origini (e degli sviluppi attuali) e narra di una festa pagana con sfumature (anche notevoli) di devozione e di religiosità.
      La festa che vede Basile è la stessa che ho visto svariate volte pure io, ovviamente ai tempi di Orlando, quando almeno la città era accogliente e seppure nell’atavico degrado (ma questo è male comune!!!!) le feste si facevano benissimo.
      Palermo magnifica sé stessa davanti alla Santa, mentre Catania magnifica la Santa al cospetto della cittadinanza.
      Speriamo non ne nasca l’ennesimo derby (eheheh) … viva la pace, viva Sant’Agata e viva Santa Rosalia.

    15. Amen.

    16. Orazio io la Festa di Sant’Agata non la capisco proprio, il sacco ma cosa c’entra?

      boh..

    17. Ultras, vuole riprodurre le camice da notte: secondo tradizione la popolazione scese in strada appunto nottetempo, in camicia da notte come si trovava, per accogliere le reliquie della santa sbarcate da Costantinopoli.

    18. Si raccoglie ciò che si semina, votate ancora Cammarata & Co.

    19. Gaetano Basile meriterebbe l’organizzazione del festino…non il leghista Daverio , ieri sera mi sono vergognato !

    20. qualcuno sa il compenso di Daverio?

    21. si parla di 200mila euro…

    22. agnìaddu a sucu e finì u vattìu

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