mercoledì 24 gen
  • I perché di Palermo

    Spesso, visto il lavoro che svolgo a stretto contatto con la gente, mi rendo conto che ci sono degli atteggiamenti tipici palermitani e non a cui non riesco a dare una valida spiegazione. Per esempio:

    • perché il palermitano cammina spesso con i fari antinebbia accesi? Vi giuro che io in 38 anni nebbia a Palermo non ne ho mai vista;
    • perché il palermitano a cui piacciono le canzoni napoletane è obbligato ad ascoltarle a tutto volume, diffondendo la melodia partenopea in tutto il quartiere? Non si può ascoltare a volume moderato come quando si ascolta Vasco o Ligabue?
    • perché per il palermitano le persone di colore sono tutte “turche”? Marocchini, bengalesi, sudamericani, tunisini… Niente, se è di colore è turco. Ed inoltre a queste persone pur non conoscendole il palermitano da subito del “tu” ed in automatico deve immediatamente far capire al “turco” che l’intelligente e il furbo dei due è l’indigeno siculo;
    • perché a Palermo le arancine non alla carne si chiamano al burro, quando in realtà sono con mozzarella e prosciutto?
    • perché negli autobus, di fianco all’autista c’è sempre una donna giovane o matura non importa, che fa il filo al conducente? è il fascino della divisa Amat?
    • perché a Palermo le commesse dei negozi sono tutte “signorine”. Non importa l’età, dalle 18enni alle 60enni, anche se sposate, con figli e addirittura nipoti a Palermo sono tutte “signorine”;
    • perché rivolgendoci a un uomo maturo a Palermo non si usa il termine “signore” ma si preferisce l’americanizzato “mister”? «Senta mister…», «Mister la sposta la macchina…», «Mister le è caduto questo…». A Palermo il vocabolo “signore” garbato e pulito è stato abolito;
    • perché a Palermo se vado a fare benzina trovo spesso due prezzi: servito e fai da te. Se mi metto nel servito pago di più ma vengo servito dall’operatore, se mi metto nel fai da te pago di meno ma vengo sempre servito dall’operatore, e allora che fai da te è? Un fai da te alla palermitana;
    • perché a Palermo siamo tutti cugini? Cuci’, cucino ma anche zzio, me zziu, me’ parrino e in alcuni casi anche me frati? Siamo tutti parenti a Palermo!

    Chiudo questa mia carrellata sempre più convinto che il palermitano è unico, e come dice il grande Gaetano Basile chi non nasce all’ombra di Montepellegrino è già “straniero”.

    Buone vacanze a tutti!

    Ospiti
  • 15 commenti a “I perché di Palermo”

    1. “isola mentale”.
      “semu i megghiu” e per rimanere in tema di tasciume dovrei aggiungere ” ‘nta m… ”
      “siamo unici”, ma dove? Ci sono sei miliardi di uomini unici su terra, e città, regioni, Paesi unici che anch’essi se sentono “i megghiu”. Ma noi ci guardiamo l’ombelico; o forse è una reazione al fatto che non siamo stati mai capaci di essere autonomi e autogestiti ? (l’ultima colonizzazione, italiana, sta togliendo i residui d’identità);
      – Anche in una città come Parigi ci si deve aggaddare coi tasci che svegliano tutti gli inquilini con la musica a volume da tasci; la differenza è che alla seconda volta che t’incazzi la smettono per sempre. Alcuni sono francesi, altri banlieusard (socialmente arrinisciuti), altri canadesi, francesi di origine araba o africana, altri americani, la tasciume non è un’esclusiva palermitana, cambiano le regole e le sanzioni CERTE.
      – sull’autobus: semplice “pullame”, sesso cretino confuso per modernismo libertario, con 50 anni di ritardo. L’ha fatto uno per caso una volta ed è divenuta moda.
      – anche l’immigrato italiano in Francia tra la fine del 19° secolo e la prima metà del 20° secolo, non solo gli davano del tu ma era considerato ladro e sudicio e gli addossavano ogni episodio di delinquenza, per questioni di rivalità (toglievano il pane agli indigeni, ma l’economia francese ne aveva bisogno) e perché si trattava di ignorantoni francesi che non sapevano cosa avevano portato nei secoli gli italiani (commedia dell’arte, Lulli, pittura, etc.); ora lo sanno, e lo vedono, ovunque perché la recente storia francese è piena di “italiano” (architettura, design, moda, cinema, gastronomia, musica d’arte, musica leggera, pittura, politica, know how nella costruzione edile e nell’artigianato), e tra questi molti sono siciliani e “semu i megghiu” 😀

    2. Non è vero, la nebbia una volta l’abbiamo avuta pure noi, e che nebbia! Lo scorso novembre. Ti ricordi? E da allora, siccome siamo previdenti, accendiamo sempre gli anti-nebbia. Hai visto mai debba ripetersi l’evento? Comunque, luoghi comuni a parte, questo è un linguaggio/comportamento non, per fortuna, comune a tutti i palermitani.

    3. Gioco a rispondere con ordine:
      1) Per intimidire l’avversario (automobilista).
      2) Perché è “mammone” ed ha bisogno di attirare l’attenzione su di sé, come i bambini, appunto.
      3) Perché (come il francese, il tedesco e l’americano dei secoli passati) è razzista anche se non lo vuole confessare.
      4) Se è per questo, in tutto il resto del mondo si chiamano “arancini”.
      5) Vicino all’autista, la signora si sente più sicura (e forse non ha torto).
      6) Per la stessa ragione del n.3: si tratta di razza inferiore.
      7) Dire “Signore” significherebbe rispetto e sottomissione e non sia mai!
      8) Il doppio prezzo è imposto dalla catena, ma si sa che al cliente “ci abbutta” scendere dalla macchina, quindi meglio servirlo, sennò non torna.
      9) E’ un tentativo di guadagnare la complicità degli altri, perché in fondo tutti abbiamo qualche illegalità dentro l’armadio.

      La tendenza a concentrarsi su se stessi è una forma (grave) di insicurezza che rischia di non fare cogliere le opportunità che scorrono al di là del nostro naso.

    4. i fendinebbia accesi sono un rimedio contro il fumo generato dai cumuli di munnizza dati alle fiamme da 4 facinorosi….

    5. ha megghiu paruola, èchidda con si rici.Le persone migliori,sono quelli che, rispettano se stessi,e gli altri,e il territorio dove vivono.Una buona parte di palermitani,sono dei vastasi,e disprezzano la loro città,e si sentono i megghiu,si devono soltanto vergognare,non si meritano di vivere a Palermo.(Inclusi i politici mafiosi)

    6. L’utilizzo del TU agli extracomunitari avviene, purtroppo, in tutta Italia. Ed ha basi lievemente razziste.

    7. non sono totalmente d’accordo sul tu agli extracomunitari. molti extracomunitari danno del tu, forse per semplificazione linguistica, o per cultura, e allora anche io rispondo con il tu.
      l’importante e il rispetto della persona e il tono che si usa.
      certo se mi si da del lei rispondo con il lei. poi se uno mi sta sulle balle non gli darò mai del tu…è il mio modo per tenere le distanze!

    8. Non tutte le donne si mettono vicino all’autista per fargli il filo..alcune (come ha già detto Angelo)solo per evitare spiacevoli incontri.Io a volte ho fatto così…e devo dire che certe volte è stato peggio perchè qualche autista pensava erroneamente di aver trovato il “pullame”(come lo chiama simpaticamente Gigi):Poveretti..così imparano a fare i maschilisti che generalizzano come state facendo voi!

      Per il resto, vorrei illudermi che nella clinica in cui sono nata non arrivasse l’ombra del Pellegrino, ma in questo caso starei generalizzando come hanno fatto alcuni di voi. E allora mi concentrerò sulle cose buone.
      Per fortuna il palermitano ha anche delle cose molto positive che lo caratterizzano.

    9. Bambocciona, il mio tono era scherzoso, anche se fondato su fatti realmente accaduti che mi sono stati raccontati da persone che poi si vantano (non capisco cosa c’è da vantarsi su una funzione naturale, i miei animali non si vantano; a dire il vero hanno poche occasioni per farlo). Non era maschilismo il mio, al contrario (donna oggetto-maschio oggetto = cretinaggini; altre cose la fascinazione, la passione, il gusto estetico, ) criticavo il sesso stupido fatto per moda, peraltro moda – confusa con modernismo libertario – scopiazzata e arrivata decenni dopo che altrove il fenomeno – naturale e spontaneo – era esaurito.

    10. Ok, ma bisognava puntualizzare per evitare di far passare un messaggio sbagliato.

    11. Gigi, scommetto che quando scrivi “….peraltro moda – confusa con modernismo libertario – scopiazzata e arrivata decenni dopo che altrove il fenomeno – naturale e spontaneo – era esaurito.” ti riferisci agli anni 70′. O mi sbaglio?

    12. Gigi, cmq pienamente d’accordo con te su quanto scritto a proposito del sesso.

    13. Si Ciccio; ecco: http://www.lexpress.fr/actualite/societe/sexualite/tout-le-monde-couchait-avec-tout-le-monde_491716.html
      c’erano ragioni storiche, sociali, economiche, scientifiche, e una certa logica. Le scopiazzature invece… sento parlare di corna, competizione frenetica tipo torneo “libero” di calcio, sesso noioso… e la fascinazione ed il gusto estetico ?

    14. Il gioco sul fai date e sul servito dal benzinaio si fa ovunque in Italia.
      Serve ad attirare clienti e funziona. Chiedere all’antitrust.

      Anche in ogni parte di Italia gli extracomunitari danno del tu.

      Quelli che sentono musica napoletana sono fatti così. La gran parte di loro è maleducata. Anche in altre parti d’Italia è così.

      Da noi si dice “cucì”, ma anche “figghiò” e “compà”. Pure in altre parti d’Italia si usano nomignoli tipici fra le persone.

      Nulla d’eccezionale la nostra city. 🙂

    15. E’ la prima volta che sento dire che gli extracomunitari sono chiamati “Turchi” dai palermitani. Io li ho sempre sentiti chiamare “Marocchini”. Tra l’altro di veri Turchi ce ne sono pochissimi da noi.

    Lascia un commento (policy dei commenti)

I perché di Palermo, 5.0 out of 5 based on 1 rating