lunedì 22 gen
  • Parole, parole, parole

    Sui gradini della Facoltà di Lettere, al pomeriggio, si può prendere il fresco. Occasione buona anche per scambiare due parole con coloro che la frequentano: oggetto del contendere la lupara. Per tutti si tratta del fucile a canne mozze con cui si eseguono i delitti di mafia. Ho chiarito che si tratta, in effetti, della cartuccia caricata a pallettoni con cui, un tempo, si sparava ai lupi. Estensivamente finì per indicare la doppietta a canne mozze. Anche se questo dovrebbe valere per i leghisti o giù di lì; per noi siciliani dovrebbe essere discorso chiuso. Assolutamente chiaro.
    Ma dove si evince?…mi chiede un giovane Gramsci in pinocchietto rosso, che invito a consultare un dizionario della lingua italiana. C’è.
    E non è finita. Si parla di libertà, di diritti umani e il discorso ci porta dritto dritto alla Rivoluzione francese e all’abolizione della servitù della gleba. Ve lo ricordate anche voi? Vedo facce stranite, o alluccute se preferite, che denotano un interrogativo inespresso. La gleba?…sarebbe?…
    Ragazzi, vogliamo scherzare? Avete studiato Monti, Carducci?… giovenchi invitti a franger glebe…?
    E così mi tocca ritornare alla nostra lingua per tradurla con un più siciliano timpùni per far capire che si tratta della zolla di terra (d’argilla nel caso nostro) che resta attaccata alla suola delle scarpe quando facciamo una bella passeggiata in campagna dopo una pioggerellina. E quando alla suola delle scarpe si attacca il timpuni, ecco: è quello il terreno giusto dove cresce un buon broccolo. Ricco di odore sulfureo e deciso sapore…
    Cambiamo argomento. Domanda femminile degna di un giochino televisivo, di quelli che si propinano in attesa dello spettacolo serale: ma noi siciliani abbiamo avuto buoni regnanti? Due in duemila anni: Ruggero II (che non fu antenato di Ruggero VII….) e poi Carlo III. Non è una bella soddisfazione sapere che abbiamo una media di uno ogni mille anni.
    E parliamo dei Normanni. Forse è meglio perché di loro sanno tutto. Alcuni sono stati pure a Conches in Normandia: complimenti. Molti conoscono il famoso arazzo di Bayeux realizzato nel sec. XI su tela di lino con l’impiego di lane multicolori. Settanta metri di stoffa per raccontare la storia della conquista dell’Inghilterra da parte di Guglielmo duca di Normandia. E resto ad ascoltare con grande interesse le loro scoperte, le loro emozioni.
    E poi la domanda sui due fratelli Hauteville, divenuti da noi Altavilla: Ruggero e suo fratello Roberto detto il Guiscardo. E quel Guiscardo? Starebbe per cosa?…. Nessuno ha dato la risposta giusta. Eppure a scuola si parla di lui con questo aggettivo, alle medie, al liceo, pure in facoltà. Senza che qualcuno si sia preoccupato di chiedere che significa, il perché di quell’attributo. Che bella scuola.
    Stupore quando dico che, in francese d’epoca, Guiscard sta per dritto, furbo, astuto; anche figlio di puttana se vi fa piacere. Fu lui la mente del pugno di normanni che conquistò la Sicilia. Erano meno di mille quella volta.

    Palermo
  • 18 commenti a “Parole, parole, parole”

    1. Sempre un piacere leggerla. Mi lascia, però, un dubbio: l’Imperatore Federico II, lo Stupor Mundi, non merita di far parte della ristrettissima lista di “buoni regnanti”?

    2. A Federico II alcuni storici attribuiscono la responsabilità di essersi dovuto appoggiare, per debolezza politica, ai baroni, perpetuando così un sistema feudale che ad altre latitudini dava invece luogo alla civiltà comunale. Per fare un parallelo con i nostri tempi, Federico II è stato come un Governatore che, pur avendo capacità di grande visione politica, si appoggia su una squalificata classe dirigente.
      Oltre che l’ottimo Pasquale Hamel, anche Philippe Daverio ha una visione critica di Federico II.
      Piccola nota: per rendere megòlio la battuta e non perpetuare l’errore, conviene scrivere “Ruggero Settimo” per esteso 🙂

    3. “….omissis …è quello il terreno giusto dove cresce un buon broccolo. Ricco di odore sulfureo….”
      Per i lettori non siciliani il broccolo citato dal Maestro, è il cavolfiore, in Sicilia preferiamo chiamare tante cose all’uso nostro….

    4. Ci sono stato due volte, fino a qualche anno fa, a Hauteville-La-Guichard, piccolo villaggio di poche centinaia di abitanti nella regione Basse-Normandie, non è un luogo per turisti, non è molto conosciuto dai francesi, pochissimi monumenti o “bellezze” da vedere, pero’… l’energia… qualcosa di ancestrale?… certo, “l’arrizzamento” (les frissons) di tutti i peli del corpo, una sorta di corrente continua che saliva in testa, e qualche lacrima incontrollata… non lo so con esattezza perché e nemmeno me lo sono chiesto. Solo monte Pellegrino – standoci dentro se si può dire, piuttosto che sopra – mi da simili emozioni.
      Per leggere la presentazione – breve per la verità – sul museo Tancrède basta cliccare sul link.
      http://www.normandie-heritage.com/spip.php?article265
      http://www.gralon.net/tourisme/a-visiter/info-musee-tancrede–hauteville-la-guichard-17550.htm
      P.S. chiesi al direttore del museo Tancrède, il quale mi disse che uno dei due fratelli (che tra l’altro era diffidente a causa delle ambizioni del fratello più giovane Roger) Robert di Hauteville era chiamato “l’Avisé” (Être averti, plein de sagesse, de prudence, d’expérience), non mi disse che era “figlio di buttana” 😀 ma forse la traduzione in lingua palermitana è del tutto pertinente? 😀

    5. Potrebbe scrivere un post su “tascio”. Da dove deriva, che significa e perchè?

    6. So che esistono ancora discendenti diretti della famiglia Altavilla. Tre o quattro anni fa vennero a visitare la Sicilia. Una mia amica ebbe il piacere di accompagnarli alla scoperta dei monumenti di Palermo e dintorni. Mi racconta che erano tutti emozionatissimi, sia loro che lei.

    7. emozionante il link di gigi,sono stato li vicino 3-4 anni fa,peccato non averlo saputo allora;-(

    8. Li timpuna s’ichiodano alle suole quando dopo la pioggia si va in cerca di babaluci

    9. rileggendo mi accorgo che forse ho espresso male il mio intento, che era solo una battuta per sottolineare come nella nostra lingua palermitana riusciamo a sintetizzare in maniera efficace, cioè: guiscart, guiscard, guicart, adj; fin, astucieux, rusé, avisé = “figlio di buttana” o “figlio di pulla”.
      Allora il direttore del museo Tancrède mi aveva incuriosito con la sua spiegazione ed ero andato a guardare in un dizionario.
      Quindi, è come dice Basile, sia in francese antico sia in palermitano ncaiccatu.
      Comunque in Normandia lo usano pure ora anche se con una leggera variazione: guichard, che è diventato pure un nome, Guichard.

    10. Appunto caro gaetano Basile, improvvisato storico, ed improvissato divulgatore di storia addomesticata e di rappresentazione folcororica e para- plausibile di una storia locale raccontata più dalle nore an trpologiche e dai racconto folclorici, che da una vera indagine ‘scientificamente prodotta’.

      Vivi di tante dicerie e cerchi solo i detti, i gossip della storia sulla sicilia. Non t interessa davvero darne una rappresentazione reale, storicamente attendibile.
      Posso dire? Per me, sei inventi a me sta bene, se pretendi di avere un’idea critica su cose cose accadure ed accertate da ricerche documentali e non da ipotesi immaginifiche, a me non sta tanto bene.
      Soprattutto che tu che storico ed incapace di valutare fatti storci più recenti dell’altroieri, davvero non sei capace.

    11. Anche sulla storia della dinstia Normanna le approssimazioni sono talmente tante e talmente fabulistiche, da essere imbarazzanti.
      Ma dove trova queste fonti?
      Intanto i Normanni che conosciamo partirono da un luogo chiamato Hauteville,guardacaso.
      La storia é lunga e lei pare non la sappia ma la inventi di volta in volta senza nessun rimando a nessuna fonte che la giustifichi.
      Non commento. Le cose si commentano da sole.

    12. Asdrubale, é una fantasia del mito internet
      una famiglia di megalomani locali di Messina, ha inventato che siano i discendenti degli Altavilla.
      Se davvero volessero provarlo, visto che esistono i sarcofagi degli altavilla, se fosse possibile prelevare campioni di dna, che li si confrontino. E così la diceria finirebbe, una volta per tutte.

    13. Comunque, non ho capito cosa c’entra Conches-en-Ouche con Hauteville-La-Guichard, la prima in “Haute Normandie”, la seconda in “Basse Normandie” distanti almeno 100Km. La famiglia di Hauteville che regno’ in Sicilia veniva da Hauteville-La-Guichard, invece il dato storico di rilievo di Conches-en-Ouche non c’entra niente con i Normanni in Sicilia e fu il seguente: “fut le fief de Robert d’Artois, l’homme qui participa avec les Anglais à la Guerre de Cent Ans, dont Maurice Druon, dans sa saga historique Les Rois maudits, fait le déclencheur du conflit”.

    14. Per evitare malintesi: voglio dire che, seguendo una CERTA logica, si parlava di Re in Sicilia, quindi di Normanni in Sicilia… Se poi uno deve fare un minestrone dove ci mette dentro tutta la storia della Normandia, e perché no fino ai Vichinghi (Rollon) addirittura, cosi’ tanto per divagare, o per “esibirsi”… ma tutto questo che c’entra con la logica del tema in questione?
      In Italia la maggioranza degli italiani non conosce la VERA STORIA della forzata annessione del Regno delle Due Sicilie al similpaeseitalia (la farsa unità), e si dovrebbe pretendere, con aria di superiorità (tipica di certi professori – giovani e meno giovani – ingenui) sulla cattedra – e “en passant” gli altri fessi – che si conosca non solo la Storia della Famiglia di Hauteville-La-Guichard, ma pure quella di tutta la Normandia? Compresi gli arazzi, e magari pure “la dentelle de Bayeux”.

    15. Uma, i signori che la mia amica, guida turistica abilitata da oltre venticinque anni, ha accompagnato a Palermo e provincia, venivano dalla Francia e parlavano unicamente francese.
      Probabilmente la storia della famiglia messinese alla quale ti riferisci è un’altra.

    16. Questa ignoranza è il frutto di un duro lavoro di molte persone.
      Su su un pò di rispetto per chi si è impegnato! XD

      Gaetano grazie sempre per i tuoi brani, è sempre un piacere 🙂

    17. quando dici: domanda “femminile” degna di un giochino televisivo offendi le donne caro “maschio” basile, non me lo sarei mai aspettato da un uomo “colto”, come te

    18. Da giovane sentivo dire spesso “…di questo passo andremo a finire a Villa o’ cuppinu…”. Ho supposto che si trattasse di luogo dove si dispensavano “cuppinate” di minestra ai poveri, ma quale fosse e se fosse realmente esistito non l’ho mai saputo. Questa è l’occasione buona per rivolgere a Lei la domanda : qual’è la Villa o’ cuppinu? La ringrazio in anticipo.

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