mercoledì 22 nov
  • 14 commenti a “Cantieri culturali alla Zisa”

    1. Bella foto. Dalla quale si capisce esattamente quale siano le condizioni della Cultura, a Palermo.

    2. Prima vengono il senso civico e l’educazione.

    3. Bella la composizione, con l’albero che fa da cornice. Un poco strana la tonalità (forse l’autrice ha usato un filtro graduato tobacco???).

      Riguardo i cantieri culturali, la parola spiega come da parecchio tempo la cultura a Palermo sia un cantiere a cielo aperto. E la desolazione dei capannoni la dicono lunga sul bisogno di “arte e cultura” dei palermitani (di contro le gioiellerie, le filiali di Giglio o Hérmes brulicano)

    4. quando arte e cultura sono schierate politicamente,
      questo e’ quello che tocca ai perdenti.

    5. La foto è molto bella, sebbene mi ricordi vagamente Auschwitz.

    6. DESOLATION ROW

    7. devono finire di costruire,i forni crematoi

    8. Ecco. Se c’è un simbolo di cosa ha comportato l’avvento delle ultime due amministrazioni a Palermo è proprio questo, la cancellazione del luogo che più di tutti era rappresentativo della rinascita culturale di questa città.

    9. è proprio l’aria…che non serve

    10. La foto esprime come poche cosa riescono la desolazione palermitana.
      Che rabbia….

    11. Suvvia, un po’ di ottimismo! Avete notato la pulizia della strada? 🙂

    12. Wow! Sapreste fornirmi gli orari per visitare questa strepitosa installazione? …………CHE TRISTEZZA.

    13. chiudo gli occhi
      buio
      e mi sembra di rivederli
      rivedo Thierry Salmon,Harold Pinter, Pina Bausch, Moni Ovadia, Emir Kusturica, Giorgio Barberio Corsetti, Claudio Collovà con i ragazzi del Malaspina e tanti altri…e Carlo Cecchi al Teatro Garibaldi…e lo Spasimo sottratto alle erbacce che faceva da cassa armonica a splendidi concerti…e Letizia Battaglia battagliera che allora non pensava ad andarsene via…e tanti altri….
      .
      venti anni fa.
      chissà cosa l’avrebbe colpita oggi a Palermo, se fosse ancora viva.
      magari niente, magari sarebbe andata a cercare stimoli ad altre latitudini, dove ancora si crede che l’arte renda liberi…
      http://www.youtube.com/watch?v=4D4S6yh7mK8

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