martedì 22 ago
  • Rosalio come luogo di socializzazione di Palermo

    Il Servizio promozione Identità e immagine della Città del Comune ha promosso due anni fa la realizzazione di un progetto (Luoghi di socializzazione a Palermo e immagine della città) coordinato dal professor Gianfranco Marrone e proposto dal centro studi “Quarto piano”, in collaborazione con il Dipartimento di Analisi dell’Espressione dell’Università degli Studi di Palermo. Si trattava di una ricerca sulla relazione che si istituisce fra l’articolazione fisica di alcuni spazi cittadini e i riti, i comportamenti, i segni e i linguaggi che in quei luoghi si vengono a costituire. Le ricadute pratiche potrebbero riguardare principalmente la progettazione urbanistica, le politiche sociali, la promozione turistica, l’organizzazione delle attività culturali e ricreative e il ripensamento dell’immagine della città.

    Tra i luoghi della socialità palermitana il gruppo di ricerca ha individuato anche questo blog, insieme ai centri commerciali, a Mondello, a Monte Pellegrino, al Politeama, al prato del Foro Italico, a pub e locali notturni e a viale delle Scienze. Ci sono due output legati a quella ricerca che vorrei segnalarvi e chiudere con una riflessione su Rosalio.

    Il primo è un sito che contiene materiali e informazioni legati alla ricerca da cui traggo l’intervista che mi è stata fatta. Propongo, a partire dall’esperienza di Rosalio, una visione di due Palermo che ho identificato con I Candelai e con La Cuba…(polemiche in vista). 😀

    Il secondo è il libro Palermo di Gianfranco Marrone che contiene un saggio molto interessante su Rosalio scritto da Francesco Mangiapane. Francesco ha analizzato le dinamiche interne del blog tra fondamentalismi e “bulli” con un’occhio allo scenario della blogosfera e della mondializzazione.

    Gianfranco Marrone - “Palermo”

    Essere studiati dà una sensazione che può essere strana ma a cui siamo comunque ormai abituati: Rosalio non è un semplice blog ma è la rete sociale che emerge che vi è sottesa e al tempo stesso fenomeno culturale cittadino (non soltanto per meriti nostri, evidentemente, ma anche per una serie di circostanze che non potevamo controllare direttamente ma soltanto immaginare e per una concorrenza che, a quasi cinque anni dall’avvio, è inesistente nella nostra “nicchia” che rimane di fatto un “oceano blu”). Un libro di qualche anno fa di David Kline e Dan Burstein sulla rivoluzione dei blog ci ha fatto pensare che il blog che volevamo doveva poter incidere sulla politica, sull’economia e sulla cultura cittadine (e non solo). Crediamo di esserci riusciti insieme ai lettori e rimaniamo umili, volti a tutto ciò che possiamo e vogliamo ancora fare.

    Palermo, Rosalio
  • 25 commenti a “Rosalio come luogo di socializzazione di Palermo”

    1. Rosalio è un blog riferimento a Palermo. Purtroppo un blog palermitano non incide ancora sulle politiche urbane nel senso che i politici locali sicuramente lo leggono ma non mettono in atto le aspettative quotidiane dei bloggers.

    2. Probabilmente fa parte di una visione a lungo termine che a me sfugge, ma Rosalio, non producendo reddito, difficilmente si ritroverà ad avere concorrenza diretta.
      Nel senso che si è posizionata in una nicchia non appetibile, economicamente.
      Probabilmente la funzione primaria di Rosalio è quella di rappresentare uno showcase per il suo creatore ed il fatto che sia diventato un centro di socializzazione potrebbe essere di un qualche interesse per qualche laureando o studioso ma non certo da un pdv commerciale.
      Quello che semmai è interessante è il peso che Rosalio si ritrova ad avere nel contesto cittadino. Nonostante il numero di commenti ai post sia abbastanza stabile e con cifre assolutamente irrisorie per poter esser preso in considerazione, la notorietà presso l’opinione pubblica (quella parte “internet aware”, ovviamente) è in continua crescita.
      Possiamo discutere poi sul “peso” di Rosalio nell’ambito del confronto dialettico-politico cittadino e bisogna ammettere che più di una volta ha attirato l’attenzione del mondo politico su di sé.

    3. Complimenti a Rosalio!

    4. Phantomas c’è un caso lampante in cui una delibera è stata ritirata dopo un post, nel caso Daverio sembra che la pubblicazione del video abbia avuto una rilevanza nella decisione di lasciare l’incarico, alcune interrogazioni e proposte normative sono nate da qui e sono state sposate dagli eletti. Di certo il peso dei blog in Italia non è paragonabile a quello dei blog negli Stati Uniti ma non ridurrei a zero gli effetti.
      Isaia Panduri parti da un assunto errato: il blog produce reddito, sia direttamente (vedi i banner?) che indirettamente. Ho avuto modo di vedere i bilanci di altri progetti web palermitani che sono in perdita moderata o smisurata. Noi facciamo eccezione (anche) da questo punto di vista.

    5. Tony, ti riferisci a questo post, vero? http://www.rosalio.it/2009/01/05/e-adessopubblicita/

      Una bella soddisfazione… 🙂

    6. ascolto l’intervista…più che razzista forse direi classista…credo che entrambi vadano presi a piccole dosi ,come tu dici,segnalo una “piccola”differenza , uno,i candelai fa parte della lista,l’altro no….Ma in compenso abbiamo nella lista il reloj….che comunque non saprei se ha a che fare con la cuba (è parecchio che non vado più..).comunque a livello personale i candelai è un locale che esteticamente amo molto,ha un suo particolare fascino,aldilà di chi lo frequenta..
      se dovessi segnalare un “terzo polo” forse sarebbe “via chiavettieri” .. credo poi ci sia una zona e quindi un locale mai menzionato di cui non ricordo il nome in viale strasburgo che mi dicono molto grande e molto frequentato,ma da chi?
      forse da una parte di palermo che non conosce rosalio?

    7. Pequod, ma si può sapere perché in ogni (e dico OGNI) tuo commento fai riferimento ad Addiopizzo? Mamma mia!

      Sei capace di farti valere per le tue idee e non per il gruppo a cui appartieni? Per inciso: io appartengo a diversi “gruppi”, ma dimmi se mai ho approfittato indebitamente di Rosalio per promuoverli o… promuovermi!

    8. Vi invito a rimanere in tema. Grazie.

    9. Banner?!? Quali banner?
      Ah, okkei, è che io ho disattivato tutto (compreso il flash header) perché appesantisce da morire il caricamento della pagina (qui siamo ancora a P4 1.8 ghz…).
      Quindi immagino vi siano banner. Ma se ogni pagina che ottiene 50 commenti viene vista da, diciamo 3000 utenti, non siamo sempre troppo bassi, come numero?
      A questo punto immagino di no, anche se ai tempi in cui bazzicavo questo genere di cose, sotto le 100.000 impression/die non valeva la pena perdere tempo e risorse su un sito. E siccome nessuno arrivava a questi numeri, nessuno ci guadagnava mai (eccetto i grandi nazionali).
      Lieto di sapere che le cose sono cambiate.

    10. E’ indispensabile che la nuova classe dirigente della città sia in grado di ascoltare la Palermo dei Candelai e la Palermo dei Cubani, che sappia riconnettere le diverse Palermo, ricucendo il tessuto dei centri e delle periferie, dei giovani e degli anziani, dei lavoratori e degli utilizzatori, dei blogger e dei silenziosi. Dobbiamo abbandonare molti pregiudizi entro cui ci siamo consolati in questi anni.
      Una Palermo che voglia tornare a contare sui tavoli in cui si decide il futuro deve ritrovare la sua coesione, perché una Palermo divisa in “circoli” e in “punti di vista” è debole e frammentata per vincere in una competizione sempre più aspra.
      Questa è una delle sfide più ambiziose che ci attende, tornare a parlare tutti i linguaggi della città, senza consolarci nell’essere in grado di parlare con chi già ci capisce.
      Le città si reggono su un solido “patto di cittadinanza” tra diversi e non su una debole convenienza tra eguali. Chi saprà parlare con parole di coesione, condivisione, progettualità e futuro potrà guidare Palermo verso una rinnovata ambizione di capitale.
      Siamo tutti chiamati ad una rinuncia di certezze apodittiche ed alla presunzione di verità ed alla sfida del dialogo e della partecipazione democratica accompagnata dall’onere della responsabilità di decidere.

    11. Sono molto d’accordo con Carta. Aggiungerei: fuori il classismo urbano dalle menti dei palermitani e più voce ai proletari!!

    12. Più voce ai (sotto)proletari delle periferie.

    13. Tony, avevi ragione: “polemiche in vista”.

    14. complimenti per la maglietta.
      anch’io punto sul $
      anzi sui $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

    15. @Fabio: GRAZIE! Hai detto una cosa che in tanti spesso abbiamo pensato!!!! PERDONO PER l’OT.

    16. Penso che chi possiede, frequenta o commenta un blog sia sopra a certe nicchie che si creano il sabato sera.
      Vedo questa figura trasversale e con una marcia in più nei confronti di chi non è solito farlo.
      Leggere, scrivere, lasciare le tue idee in un server, che ti accoglie, ti aiuta sempre alla conoscenza, salvandoti dalla ignoranza.

    17. non è un po’ vecchiotta questa divisione…il mondo si è evoluto da almeno 5 anni

    18. Isaia Panduri l’approccio quantitativo non è sempre il più corretto. C’è una battuta che dice più o meno: «Ho un blog. Ho solo tre lettori. Quei lettori sono Obama, Jobs e Gates». 😀 Mi risulta che molti lettori di Rosalio siano comunicatori, giornalisti, nodi della rete sociale di Palermo, maven o come vuoi chiamarli. Se vogliamo andare sul quantitativo temo che tu stia riferendoti a dati nazionali. Rosalio è un blog locale, seppure (pare) il più importante d’Italia. Ciò lo rende appetibile anche pubblicitariamente come spazio.
      Maurizio grazie per il tuo intervento molto interessante.
      Vassily l’intervista è, se non erro, di due anni fa eppure la logica della distinzione mi sembra ancora valida (magari cambiano i locali).

    19. Le due Palermo sono accomunate dal rumore di fondo, II protagonista del video

    20. questo patto di cittadinanza quando lo si comincia a scrivere?
      Ho gia letto di questo patto mesi fa in un altro post. Bisognerebbe cominciare a forgiarlo, no Maurizio Carta?
      Ci aspetteranno dei tavoli istituzionali open? O cos’altro? Le due Palermo aspettano che la classe dirigente della pubblica amministrazione lanci dei segnali di avvicinamento! Segnali concreti!!!

    21. Rosalio,o.k. non esco fuori tema….

    22. i cubani non commentano perchè non hanno niente da dire..

      comunque i candelai hanno perso da tempo il fascino freak, diciamo che ci siamo spostati altrove, Peppino, piazza Sant’Anna..

    23. Fondamentalmente tutti quanti sappiamo che è realmente così ma nessuno si espone tanto nel commentare entrambe le realtà. Grazie al cielo esistono sempre le eccezioni da ambo i lati, ovvero “cubani” impegnati nel sociale anche se in maniera discreta e gente dei Candelai figlia di papà che non ritiene opportuno polemizzare inutilmente su ogni tema. Esistono dei luoghi comuni ma è sempre opportuno giudicare le persone singolarmente.

    24. E se devo giudicare i politici italiani singolarmente ho serie difficoltà in quanto non ne stimo alcuno. E per la cronaca, i giovani dei candelai e quelli della Cuba attraversano le stesse difficoltà al giorno d’oggi. Figli di professionisti o figli di proletari… Siamo tutti in mezzo a una strada.

    25. ho visto la classifica
      e manifesto il mio compiacimento.
      Anche se da semplice commentatore,
      vedo che non ho perso il mio tempo.
      Questa volta una “cosa” palermitana sta in testa ad una classifica,con uno stacco netto.
      Bravi tutti.

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