martedì 17 ott
  • La Svezia, Palermo, le attività commerciali e i giovani

    Street Corner SE è un negozio di abbigliamento all’interno di un centro commerciale di Falun, città svedese a circa due ore di treno da Stoccolma. Ci sono stato dieci giorni fa e, tra un acquisto e un altro, ho conosciuto Dan, un ventiquattrenne, che secondo me era il commesso del negozio. Dan si è laureato nel 2009, è stato in Italia con il progetto Erasmus, ha viaggiato tanto, fa lo skater e gli piace la musica black dance.

    Dan non è il commesso del negozio. Ne è il proprietario! Si, avete proprio capito bene, proprietario. Non da solo, con Simon di soli 22 anni. Proprietari a circa la mia età, di uno dei negozi più fashion di Falun.

    Dan mi racconta che la decisione di aprire il negozio gli è venuta due mesi prima di farlo. Senza troppe richieste o documenti, permessi o favori, problematiche legate a mutui o banche…hanno realizzato quello che loro definiscono il loro sogno. In Svezia.

    Hanno “semplicemente” fatto richiesta al comune che in 48 ore gli ha fatto avere tutti i permessi. Inoltre gli ha fatto da tramite per l'”accensione” del mutuo in banca. Cosa vuoi di più dalla vita! Ma la storia di Dan e Daniel non è un’isola felice. Mi fanno conoscere Fabian, un loro amico, un concorrente. Anche lui ha aperto un negozio di abbigliamento (a 100 metri dal centro commerciale). Anche lui di 24 anni. Anche lui “aiutato” (e non ostacolato) dal Comune.

    Mi potrete dire, ma Falun è una citta di 50 mila abitanti…lì è facile, le istituzioni sono presenti! Beh. È vero. Per curiosità mi sono chiesto: cosa succede a Stoccolma, città di 818 mila abitanti? (Palermo ne ha 656 mila).

    Ci sono stato ieri, ho chiesto in giro, mi sono informato. Avviene la stessa cosa. E anche per gli immigrati! Sherrie, iraniana di 25 anni, quattro anni fa ha aperto un negozio su Drottniggatan, la via più cool di Stoccolma. Il negozio si chiama FaceMake e vende rossetti, mascara e matite. Idem per i fratelli Yeni, Mustafa e Ismail, di 23 e 26 anni, palestinesi di nascita ma da dieci anni a Stoccolma. Hanno aperto Jerusalem Kebab, un kebab-pizzeria al centro storico di Stoccolma.

    Che cosa avviene a Palermo lo sappiamo tutti. Un ventiquattrenne che pensa di aprire un negozio (già solo pensarci sarebbe una grossa sfida!) non deve solo lottare con la burocrazia e con i permessi del comune, e poi dell’Ausl, e poi dei vigili urbani e così via…ma deve anche fare i conti con le banche che non accettano di “investire” sui giovani e con i giovani! E non dimentichiamoci la grossa piaga del racket e del pizzo, forse uno dei più importanti capitoli di spesa per la maggior parte dei negozianti palermitani.

    Riuscirà mai Palermo ad investire realmente SUI giovani? (non mi riferisco agli slogan politici di destra e sinistra: «i giovani sono il futuro», o «investiamo sulla nuova classe dirigente»…parlo di investimenti economici, ma non solo…alla formazione di associazioni sociali-culturali-multietniche a costo zero ma che possono essere davvero la chiave di volta a questa situzione di stallo sociale!). Riuscirà mai Palermo a credere NEI giovani? (mi riferisco a reali e a realizzabili progetti di sviluppo dati in mano a professionisti e non a progetti nati ad-hoc alla vigilia delle tornate elettorali).

    Riuscirà mai Palermo a rischiare CON i suoi giovani? Ci saranno mai a Palermo ragazzi come Dan o Simon, Fabian o Sherrie?

    Io lo spero!!

    Ospiti
  • 28 commenti a “La Svezia, Palermo, le attività commerciali e i giovani”

    1. In Svezia l’evasione fiscale, percentuale di evasori rispetto ai contribuenti, è tra le più basse del mondo, in Italia tra le più alte. Secondo te c’è un nesso tra il credere nei giovani e il pagar le tasse?

    2. A Palermo un dottorando si suicida per l’assenza di speranza

    3. Perche a Palermo si deve investire realmente SUI giovani? Neanche si fa un investimento a Palermo realmente SUI adulti?

    4. Conosco dei “ragazzi” (over 40 come me) che hanno deciso di tagliare i ponti con l’Italia e andare in Svezia. Per tanto tempo, fino a qualche giorno fa, pensavo avessero fatto una grande str….ta, ma dopo aver letto tanti articoli come questo mi sono dovuto ricredere. La Svezia è uno dei luoghi più belli d’Europa. Bravi Roby, Francesca & c. !!!

    5. ….belli non solo dal punto di vista turistico.

    6. E’ da anni che lo dico. La Sicilia ha solo una chance per rinascere e mettersi al passo col mondo civilizzato e sviluppato: commissariamento (chiesto per referendum dai siciliani) da parte della comunità europea e gestione – per scuola, problematiche del lavoro, economia, servizi, sanità, ordine pubblico, insomma tutti i posti chiave – affidata a managers scandinavi, tedeschi, etc. stipendiati dalla comunità europea. Per almeno 30 anni, il tempo di formattare cervelli e abitudini ataviche. E su tutto, università della politica per regolamentarne l’accesso per i locali aspiranti politici dopo i primi 30 anni di commissariamento; oggi, invece, chiunque si sveglia e si auto proclama politico, quando potrebbe nel migliore dei casi gestire un condominio di 4 appartamenti. Dopo la laurea tirocinio di almeno due anni in due capitali europee. I fanatici della pseudo-politica credevano che fossi matto, invece è l’unica soluzione. Certo, chi se ne sta FERMO (in tutti i sensi) nel microcosmo locale non può accorgersi come funzionano le società civilizzate.
      – da 150 anni gestiscono da lontano la vita dei siciliani.
      – in maniera scientifica gestiscono, da lontano, il denaro circolante in misura, appunto, studiata da menti eccelse, affinché si assicuri sopravvivenza e qualche privilegio isolato per evitare rivolte ma mantenere lo stato di clienti consumatori, meglio se anche clienti elettorali bisognosi, quindi assistiti; tanto i soldi dell’assistenzialismo gli ritornano indietro sotto forma di consumi.
      – Si sono presi pure la banca principale
      – inventano formazioni professionali inutili, ma utili a creare occupazione effimera (e clientelare) senza nessun seguito possible, ma solo per impiegare finanziamenti.
      – le risposte alle domande poste dall’autore sono semplici: non possiedono il know how, da come hanno strutturato la società siciliana (da lontano i conduttori delle operazioni, e con pseudo-politici locali che subiscono senza capirci un tubo, ma spesso pure complici) possono creare solo assistenzialismo e precariato.
      Per i fatti sintetizzati (perché potrei elencare altri elementi) non si rivolta nessuno in Sicilia, in particolare per il grave spostamento di capitali e gestione “speciale”… troppo sonno, apatia, fatalismo…
      La maggioranza è contenta di vivere alle condizioni attuali, cioè nel disimpegno, l’indolenza, occupandosi dello stomaco e qualche svago superficiale, impieghi parassitari (ne conosco che stanno tutto il giorno incollati a internet e si dichiarano felici di fottere lo Stato, il comune, la regione, non hanno capito che fottono gli altri cittadini che pagano le tasse e oneri)… insomma gli elementi di una società che vivacchia che si degrada ogni giorno di più, di una società morta per certi aspetti, li conosciamo… altro che Scandinavia

    7. Correggo: ne conosco che, DURANTE LE ORE DI LAVORO NEGLI UFFICI PUBBLICI, se ne stanno tutto il giorno incollati a internet e si dichiarano felici di fottere lo Stato, il comune, la regione, non hanno capito che fottono gli altri cittadini che pagano le tasse e oneri

    8. Gigi, alcuni anni fa su un quotidiano pubblicarono un testo “inventato”, la storia di due fratelli di un paesino dell’entroterra siciliano. Uno chiedeva al padre i soldi per studiare (prima per le superiori, poi per l’università, poi per la specializzazione, poi per il dottorato, poi per andare all’estero, poi per mantenersi che l’assegno di ricerca non bastava, ecc.). L’altro disse “papà non ti preoccupare, io mi cerco un posto nella formazione professionale, poi nel sindacato, poi mi candido nel consiglio di quartiere, poi alle comunali, poi alle regionali, e poi divento deputato nazionale”. E così fu

    9. @Gigi
      Se conosci queste persone allora DENUNCIALE,o ti rendi complice come loro.
      Un’ispezione della Finanza sarebbe auspicabile invece di continuare a mangiare alle spalle di tutti noi!!

    10. Gigi …per gli impiegati “modello” basterebbe bloccare alcune funzioni di internet,ma troverebbero lo stesso il modo per non lavorare…il bar quello vero!
      In francia ho messo su la mia piccola attivita a 25 anni, iscrizione alla camera di commercio e il giorno dopo lavoravo,anche se avevo un mese per completare il mio dossier,in italia non ho mai provato;-)ma immagino

    11. Alessandro, più che complice sono derubato.
      Forse l’ispezione la farebbero i loro superiori, ma ci vorrebbe pure qualcuno che controlla coloro che dovrebbero controllare, e di questo passo, tra insabbiamenti vari, forse si dovrebbe arrivare molto in alto. Non capisco perché parli di finanza.
      Inoltre, forse non hai letto alcuni post precedenti, ma a prima vista tra impiegati pubblici lagnusi e approfittatori, e altri cittadini non in regola, si dovrebbe denunciare mezza città, col risultato di farti ridere in faccia, persino dalle autorità preposte, già successo (“ma lei chi si crede di essere per volere cambiare abitudini consolidate che per cambiarle sul serio occorre rivoluzionare la società, mentre, invece, conviene alla grande maggioranza?), quindi se mi è successo…
      Oppure sono andato a dirglielo in faccia ad alcuni, magari pure incazzato di essere derubato. E tu, non mi dire che non conosci nessuno a Palermo di questo profilo? Impossibile, con mezza città… li hai denunciati?

    12. e’ sufficiente analizzare e descrivere un fenomeno
      per superarlo?
      Pare proprio di no.
      Forse puo’ anche aggravarlo.
      Sentite cosa riporta
      “un testo scolastico (!)”
      di qualche decina di anni fa a proposito della questione morale.
      .
      Riassumo i concetti per brevita’:
      1.I partiti hanno invaso ogni settore della vita civile
      2.Di clientelismo e tangenti si avvantaggiano coloro che gestiscono denaro pubblico
      3.Buona parte della societa’ civile ne e’ complice
      4.Manca l’alternanza al potere
      5.Persone oneste,cui manca la “qualifica politica”,vengono emarginate
      6.Ci sono Comitati di Affari(oggi Cricche)
      7.Trasparenza,Giustizia e Solidarieta’,
      mancano.

    13. Questa cosa nostra triste del pizzo che iè uno degli importanti capitoli di spesa per i negozianti palermitani mi pare il classico modo babbo assai per non considerare una opportunità per quella che iè. E’ propio il giusto contribbuto richiesto all’aria che si respira che spinge carusi come il sovrascritto a pigghiare la machina e a farsi millanta chilometri per conoscere macari fimmine svedesi a coscia lunga.
      Non pagare il pizzo e girerai il mondo, e poi evita pure di tornare (che mi è venuto così bbene che lo propongo come slogann elettorale agli amici miei). Grazzie assai da destra e da sinistra. Baciolemani. BernardoP

    14. Favorire la nascita di nuove imprese dovrebbe essere il principale impegno dei politici che non vogliano solo coltivare il bisogno.

    15. @Giuseppe: teniamo fuori la storia del dottorando. a mio avviso sul ragazzo gravavano problemi di altra natura. gli altri dottorandi allora? cosa dovremmo fare? spararci in bocca domani mattina? per carità

    16. no ! non ci riuscirà MAI

    17. NO! A tutte le domande finali dell’articolo. Non era così 30 anni fa ne 50 anni fa ne 100 anni fa e non sarà così ne fra 30 anni ne fra 50 ne fra 100.

    18. Io quando torno nell’urbe panormita dall’estero mi schifìo già all’aereoporto, poi sull’autostrada mi vriuogno e infine, arrivato in città, mi lanzo.
      E questo è l’aspetto più esteriore.
      Non oso immaginare cosa comporti aprire un’attività commerciale o industriale in questa terra. Quando mi guardo intorno e vedo che non c’è una, che sia una, cosa che funziona (persino i cimiteri sono allo sbando!! Lasciamo perdere tutto il resto…) cado nello sconforto più totale e mi domando come mai la gente non si ribelli. Manco per il fetore di munnizza dentro le nostre case abbiamo protestato, ci siamo limitati a dare fuoco ai cassonetti aggiungendo danno al danno.
      Siamo veramente “strani” in questa Città….
      Ma un sindaco tedesco (di Germania) non lo possiamo
      assumere? Senza barca però…

    19. “La cosa brutta è quando ti dicono che il lavoro che fai, che tutto l’impegno che tu hai messo per anni non serve a nulla”.
      Traggo queste parole da un commento nazionale, non palermitano, tra ricercatori universitari in merito al suicidio di Norman Zarcone.
      “Lavorare” non è soltanto aprire un negozio, commerciare in qualcosa, aprire il registratore di cassa a fine giornata. “Lavorare” è anche studiare filosofia, se è questo quel che appaga l’animo.

    20. @gigi
      “E’ da anni che lo dico. La Sicilia ha solo una chance per rinascere e mettersi al passo col mondo civilizzato e sviluppato: commissariamento (chiesto per referendum dai siciliani) da parte della comunità europea e gestione – per scuola, problematiche del lavoro, economia, servizi, sanità, ordine pubblico, insomma tutti i posti chiave – affidata a managers scandinavi, tedeschi, etc. stipendiati dalla comunità europea”

      Sono d’accordo, ma non sarebbe sufficiente!

      Si dovrebbero fare delle deportazioni di siciliani all’estero (chessò, un 50% della popolazione) e delle importazioni di Cittadini scandinavi, tedeschi ecc.

    21. ho un brutto presentimento,un giorno la sicilia la venderanno a GHEDDAFI.Ribbelatevi prima ,dopo sarà troppo tardi.

    22. @anna
      Secondo me non andrà così. Una cosa però è certa: quello che gigi (a ragione) definisce mantenimento dello “stato di clienti consumatori…” ha ormai poca vita. L’Italia come ci è stata imposta, in termini di assoggettamento economico di cui sopra, per fortuna non può più perpetuarsi perchè nel frattempo è intervenuto un fenomeno chiamato globalizzazione che ha rimesso in forte discussione gli equilibri economici anche europei ed, in ultimo, quelli “italioti”. Il fallimento di numerose aziende nel Nord Italia, a causa della spietata concorrenza indocinese, ne è una prova lampante. Ho la netta sensazione e credo di non scrivere una bestemmia se ipotizzo la fine del tradizionale “equilibrio” che ha visto produttori nel settentrione e consumatori nel meridione unitamente ad un generale impoverimento di questo pseudo-paese! Insomma, la pacchia per i cosiddetti “polentoni” è pressochè finita. Quando ciò avverrà nessuno può prevederlo ma di sicuro è un processo inevitabile.

    23. AlBerto, ma niente niente hai chiesto a tutti i negozi chi erano i proprietari? Ma sei andato in Svezia per curiosità o per visitarla? Pensa che in Svezia puoi fare l’Ibrahimovic e guadagnare tanti soldi in Italia.

    24. Assolutamente d’accordo con Lele, il vomito ogni tanto mi viene in questà città, quando vedo qualcuno gettare di tutto dal finestrino dell’auto, quando per non pagare il parcheggiatore di turno giro per ore in macchina alla ricerca di spazi liberi, quando pago 1,30 euro per un bus che non funziona, quando penso che alla soglia dei 30 voglio mettermi in proprio ma chiunque mi dice che ancor prima di aprire si deve pagare la famosa tassa, la sicilia è piena di cose da vedere è tutto il resto che manca.

    25. Grande toto.
      Io lo reputo un articolo pessimo e superficiale.
      Fare impresa a palermo non è così difficile, almeno non oggi.
      È difficile semmai fare profitti… Con la malura che c’è.
      E per quanto riguarda i paesi nordici, non è tutto oro…….

    26. Io conosco ragazzi che hanno aperto attività e lavorano. I permessi ci vogliono, ci mancherebbe. E’ l’iniziativa a Palermo che manca, solo quello. Siamo solo capaci di piangerci addosso, BASTA

    27. qui siamo in africa

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