mercoledì 20 set
  • Lombardo: la retorica e la grammatica

    Che sia un personaggio, per certi versi, un po’ enigmatico è fuor di dubbio, ma deve esserci il modo per verificare se, dietro la retorica politica dell’interesse del popolo siciliano, si celi la grammatica di interessi ben più ristretti, anche se, sicuramente, siciliani anch’essi. L’operazione politica del presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, di azzerare le sue giunte in aperta sfida con i suoi alleati, a cominciare, lo scorso anno, dagli uomini del predecessore Cuffaro per finire, oggi, con quelli del PDL nazionale, ricorda, più che la stagione del milazzismo, quella di Piersanti Mattarella.

    Anche lui, esponente di una minoranza (sinistra DC), sembrava garantire vecchi equilibri e invece cominciò a fare di testa sua, toccando degli interessi che gli costarono la vita.

    La nuova giunta appena varata da Lombardo con l’appoggio, determinante e quasi unanime, del PD e la sorprendente benedizione della sfidante (sonoramente sconfitta) Anna Finocchiaro, è senza dubbio composta da alcuni “tecnici” sui quali, per diretta conoscenza, potrei mettere la mano sul fuoco. C’è poi il sostegno “esterno” di quella Confindustria siciliana, forte del nuovo look del suo codice etico in formato export, capitanata da Ivan Lo Bello, il cui mandato sembra essere stato prorogato apposta.

    Ma basta, per assicurare un cambiamento in questa terra, circondarsi di assessori che non dovrebbero rispondere a clientele (e neanche avere interesse a farsene)? Certo, Lombardo ha rotto le uova in più di un paniere, dai termovalorizzatori alla sanità regionale, operazioni che hanno richiesto indubbio coraggio. Ricordo bene, però, che la prima mossa di Lombardo, all’indomani della straordinaria vittoria elettorale, non fu quella di nominare una giunta di assessori, bensì quella di sostituire, con persone di fiducia, i vertici della burocrazia regionale. Si chiama spoil system. Controllando la burocrazia, il potere reale, si possono assegnare deleghe assessoriali anche a delle perfette foglie di fico: ne guadagni in immagine (retorica) e persegui meglio i tuoi interessi senza mediazioni partitiche (grammatica). A meno che non fai sul serio, tipo Mattarella. C’è un solo modo per verificarlo: vedergli fare qualcosa di nuovo che sia oggettivamente e contro ogni ragionevole dubbio nell’interesse del popolo siciliano. Altrimenti, questo ventilato cambiamento si aggiungerà a quelli che qui si fanno proprio perché nulla cambi.

    Sicilia
  • 5 commenti a “Lombardo: la retorica e la grammatica”

    1. Sottoscrivo pienamente. Grazie per la chiarezza e la delicatezza espositiva. Parlare di politica non è mai cosa semplice.

    2. Ottimo articolo. In tanti non-siciliani osservano con attenzione l’operato di Lombardo: all’annuncio dell’abolizione delle province è scattata la gara ai commenti entusiastici/scettici negli ambienti dei leghisti della prima ora (quelli, per intenderci, che vedevano nella Lega l’opportunità per uno stato più liberale, meno interventista, e federale); staremo a vedere se l’uomo nuovo si merita questo interesse. Certo, la stabilizzazione dei 3200 ex-pip nell’Associazione Social Trinacria (700 dei quali lavoreranno in Regione), il rifinanziamento per altri 3 anni degli sportelli multifunzione (1800 persone) e la stabilizzazione senza concorso di 5000 precari della P.A., suggeriscono un approccio molto “tradizionale” per un uomo nuovo…

    3. Condivido molto la tua lettura. Secondo me le possibilità sono solo due, o Lombardo è un grande statista e realmente cambierà il volto della Sicilia, oppure è un pazzo da manicomio. Infatti la partita a scacchi che lo porta oggi a governare la Sicilia con un potere quasi assoluto e la possibilità di intervenire realmente sulle cose (i provvedimenti previsti nella prima giunta sono epocali), è una partita che non può essere giustificata solo con l’interesse personale. Sono certo infatti che avrebbe potuto ritagliarsi il “suo” concordando la spartizione al tavolo con gli ex alleati (cuffaro e micciché). La scelta della guerra, di fatto, non avrebbe senso in chiave puramente individualistica. Un politico mediocre alla ricerca di potere e denaro avrebbe ottenuto certezze da una mediazione. Mentre la scelta del tutto o niente a mio avviso lo tiene fuori dalla mediorità politica dei nostri tempi. Qualunque siano i suoi veri obiettivi. Certo il periodo delle deleghe in bianco è passato ed occorre vigiliare ma la scelta sugli inceneritori e sulla sanità, come mettevi in evidenza, sono già fatti concreti ed indiscutibili, battaglie che io (che pure non l’ho votato) ho vissuto molto nel mio interesse di cittadino. Sugli inceneritori per esempio ha contro il governo nazionale e colossali interessi economici, penso che se avesse voluto “accordarsi” una fetta pure a lui l’avrebbero riconosciuta.

    4. Donato, condivido il tuo pensiero, anche se non sono molto fiduciosa sul fatto che il “nuovo” governo Lombardo possa e sia in grado di fare qualcosa, che risponda all’oggettivo interesse del popolo siciliano.
      Le mie perplessità muovono, anche, dal fatto che veniamo già da un governo tecnico con l’appoggio esterno del PD e tuttavia non mi sembra che siano arrivate le sperate riforme nè leggi o iniziative di rilancio dell’economia ed in generale della vita siciliana.
      Per quanto riguarda lo spoil system ho letto di recente un interessante articolo, sugli uomini del Presidente , sulla rivista “S” di questo mese, che vi invito a leggere , e dal quale emerge con evidenza come sia vera la considerazione relativa al rapporto tra controllo della burocrazia e potere reale

    5. Si può aspettare di vedere se agli annunci seguiranno i fatti oppure si può anche prendere l’iniziativa, sfidando i pubblici amministratori a produrre incontestabili azioni di cambiamento.
      Faccio un esempio. La Sicilia esporta i migliori “cervelli”, impoverendosi: vogliamo davvero fare qualcosa per farli rientrare? Vendiamo la partecipazione in Unicredit (come Lombardo ha annunciato l’altro giorno di voler fare) e utilizziamo tali risorse non per fare altre banche, ma per approntare laboratori e mettere a contratto a tempo determinato ricercatori, siciliani e non, selezionati in base a criteri puramente meritocratici e impegnati a produrre brevetti e pubblicazioni di livello scientifico. Ho dettagliato meglio tale idea, anche su queste pagine, e non mi ripeto.
      Non pretendo, ovviamente, che Lombardo adotti questa soluzione se ne ha una migliore. Ma il punto è proprio questo: o ne ha una migliore e ce ne parli oppure adotti questa! Ma se non adotta nè questa, nè altra, mentre stabilizza precari, sarà lui stesso a darci la prova che è solo “chiacchiere e distintivo (triscele)” mentre la sua giunta apparirà, al massimo, come un bel ramo di foglie di fico.

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