venerdì 22 set
  • Fate l’amore non fate munnizza

    «Make love, not waste», così Paul Connet ha chiuso domenica a Capannori in Toscana il suo incontro al seminario sui rifiuti organizzato dal Comune.

    Che occuparsi di rifiuti fosse importante ne ero già convinto, ma non avevo ancora riflettuto che in se celasse un forte vento rivoluzionario, l’ho appreso in via definitiva in questa due giorni.

    In realtà è stato come vivere dentro un documentario di Report. Molte scene le immaginavo commentate dalle voci di denuncia dei giornalisti che ormai tutti abbiamo imparato a conoscere. Era la rubrica delle buone notizie.

    Era presente il sindaco di Corigliano; quello del comune sciolto da Maroni in una settimana, sciolto perché ha ritenuto di difendere il suo paese da una legge stupida ed iniqua (tanto stupida ed iniqua che entrerà in vigore forse solo dal 2012). C’era Enzo Favoino un grande esperto di differenziata, uno di quelli che sa rendere emozionante un tema apparentemente sterile e povero. Ha aperto la conferenza il sindaco di Capannori, ed è stata una delle poche volte in vita mia in cui classici saluti del Sindaco non sono stati una barbosa formalità, ma una splendida lezione di come un amministratore può porsi al servizio di una collettività, provando ad interpretarne le esigenze ed a valorizzarne gli sforzi; c’erano due imprenditori milanesi, hanno creato degli stabilimenti per il recupero materiali dal car fluff (il materiale residuo dallo smaltimento delle automobili che in Italia è pari a 750.000 tonnellate e del quale non si sa cosa fare, un rifiuto speciale che non si sa dove ufficialmente sia smaltito), hanno assunto cassintegrati del mondo dell’auto e creato un valore da una risorsa nociva, questo è fare impresa, il loro intervento è stato salutato da un clamoroso e prolungato applauso, neanche fossero rock star. Ma sopratutto c’era una inebriante aria di cambiamento. Tanta gente da tutta Italia, amministratori locali, professionisti, attivisti, che con le loro azioni stanno determinando cambiamenti significativi nelle loro terre. Gente motivata non dai soldi o dal potere, ma da uno straordinario senso di collettività.

    Ogni tanto fa bene all’anima incontrare gente così. Non capita spesso di questi tempi. Sono andato via orgoglioso del mio paese. Abbiamo tante eccellenze. E nel settore della gestione dei rifiuti, così strategica per il futuro del pianeta, abbiamo punte di eccellenza assoluta. Decine se non centinaia di comuni governati da tutte le forze politiche dalla sinistra alla Lega, che differenziano oltre il 70% (n.d.r.: Capannori è all’82%). Comuni con una media di produzione procapite di rifiuti inferiore ai 100 kg, contro le medie nazionali di 400/600 kg. Comuni che ospitano centinaia di migliaia di cittadini che prima di generare rifiuti pensano e riflettono al senso delle loro azioni.

    In serata, al B&B davanti all’imbarazzo di dove buttare la copertura in alluminio dello yogurt, se nel cassonetto del multimateriale, in quella dei metalli o nell’indifferenziata, il pensiero mi è andato alla nostra Palermo. Alle grandi risorse che anche noi abbiamo, al successo della raccolta differenziata porta a porta (dove viene effettuata oggi siamo al 67%). Alla speranza che abbiamo di costruire un futuro per la nostra terra, tenendola pulita e guardando al turismo, se sapremo darci una mossa naturalmente.

    Pensavo a quanto sarebbe importante farsi forte di questo spirito civico di cui ho trovato intrisa Capannori e riversarlo qui da noi, non siamo meno capaci. Certo occorre essere vigili, stare attenti che chi di competenza si occupi dell’emergenza rifiuti evitando di condurci sull’orlo del disastro, ancora un poco oltre, come a Napoli, come sembra tutto voglia cospirare anche da noi.

    Un disastro annunciato le cui soluzione è anch’essa programmata, la roulette russa degli inceneritori, che farà ricchi alcuni sulle spalle dei tumori di tanti altri.

    Quell’aria di orgogliosa libertà che si respirava a Capannori è il germe di cui abbiamo bisogno per fronteggiare le tante sfide che ci aspettano.

    Sulla questione rifiuti si gioca una partita decisiva, come ha dimostrato Saviano l’altra sera, vale ormai più del giro d’affari degli stupefacenti. Se perderemo la sfida gli inceneritori saranno la tomba del nostro futuro e renderanno impossibile l’ultimo sogno industriale della Sicilia: il turismo. In questo contesto un occhio di attenta speranza non può che essere lanciato al governatore Lombardo.

    Finora le sue scelte sembrano l’unico baluardo contro questo fiume in piena che pensa di rinnovare l’Italia sommergendola di impianti nucleari ed inceneritori.

    Non ho votato Lombardo, non so se lo voterò, ma faccio sinceramente il tifo per lui, che abbia il coraggio di portare a compimento le scelte cosi importanti sulla gestione del nostro territorio e dei rifiuti. Ed a tutti noi un invito: troviamo un modo di partecipare attivamente alle scelte così determinanti che stanno per compiersi sulle nostre teste.

    Ospiti
  • 11 commenti a “Fate l’amore non fate munnizza”

    1. La Cooperativa APAS sta lanciando un servizio gratuito di raccolta a domicilio di carta, cartone, plastica e metalli nei quartieri non serviti da quella sperimentale comunale. Il primo passo è quello della raccolta delle adesioni dei potenziali clienti interessati. Per aderire basta inviare una email a info@apassicilia.it con oggetto “adesione al porta a porta” e nel corpo della mail i dati: nome, cognome, via, cap e recapiti di contatto. Una volta acquisiti i dati e verificato il conto economico, faranno partire in via sperimentale il servizio nelle zone con maggiore richiesta per poi espanderlo.
      Conoscendo alcuni di questi ragazzi, animati da sensibilità ambientale, faccio il tifo per loro e per la loro voglia di fare.

    2. che significa che la APAS Sicilia è iscritta all’albo nazionale gestori ambientali ?
      Per tale iscrizione che tipo di lavori può svolgere sul territorio?
      A Palermo il sistema di gestione della raccolta rifiuti non è oggi affidato dal comune all’AMIA in via esclusiva (ci piaccia o no)?
      Cioè voglio capire una cosa: io pago la TARSU all’anno al comune e la APASICILIA non percepisce un euro dalla raccolta differenziata che io conferisco loro? Quindi dovrei pagare oltre la TARSU annuale anche APAS Sicilia che viene a casa mia a prendere la mia carta, plastica, vetro, ecc.?
      Fatemi capire, ho tanta voglia di capire !!!

    3. petru, scusa ma se APAS viene gratis paghi solo la tarsu. Semmai c’è da chiedersi com’è che la tarsu costa quel che costa mentre un pezzo del servizio c’è chi riesce a farlo gratis (ovvero immagina vendendo al conai il materiale riciclabile). scoprire che la tarsu si potrebbe non pagfare questo mi pare il tema.

    4. allora spieghiamo tutto, come avviene questo servizio della APAS Sicilia, così la gente può essere maggiormente sensibilizzata e aderire.
      Se non ho capito male io do a loro i miei rifiuti differenaziati durante la settimana nell’uscio di casa mia e non pago un centesimo in più della TARSU annuale al comune?
      Non ho capito che significa verificato il conto economico.

    5. io non c’entro nulla non sono APAS, quindi se qualcuno di loro vorrà essere più esplicito. secondo me significa.
      vediamo quanit aderiscono. stimiamo quanta munnizza recuperiamo, vedino quanto il conai ce la paga se tolte le spese resta qualcosa si fa, se tolte le spese si va in negativo non si fa.

    6. Grazie Giovanni per come hai fatto rivivere l’intensita’ dello scorso we a Capannori, intriso di entusiasmo e speranza di coraggio e buona volonta’
      “Cambiare il Mondo e’ possibile:lo stiamo gia’ facendo!”
      Questo e’il motto dell’associazione comuni virtuosi
      Riappropriamoci della dignita’ del nostro territorio Risvegliamo la coscienza collettiva perche’ insieme possiamo!

    7. Ma di Palermo, c’eri solo tu?

    8. Ciao a tutti,
      intanto ringrazio Donato per il suo post.
      La mail corretta è info@apasicilia.it
      La denominazione corretta è Società Cooperativa APAS Sociale Onlus. Dove APAS è l’acronimo di Azienda Protezione Ambiente e Servizi.
      La Società è regolarmente iscritta all’Albo Nazionale Gestori Ambientali con Numero iscrizione: PA/006988 (sul sito nazionale si possono verificare tutti i codici CER autorizzati alla raccolta e trasporto).
      Con l’iscrizione all’albo in base a che categoria sei iscritta puoi fare la raccolta, il trasporto, puoi aprire una piattaforma, fare spazzamento cittadino bonifiche ecc.
      Il sistema di gestione della raccolta rifiuti è stabilito dal consiglio comunale che ha stipulato una contratto con AMIA in via esclusiva solo alcuni servizi come la raccolta ed il trasporto sul territorio cittadino urbano, e quindi non il porta a porta cittadino.
      La Tarsu che ognuno di noi va a pagare all’anno va a coprire dei costi di gestione reali e/o presunti che sostiene l’Azienda AMIA S.p.A. per il loro servizio che è regolamentato da un contratto.
      L’APAS dei soldi della Tarsu non ne vede neanche un centesimo. L’APAS è una società privata di gestione rifiuti differenziati che trae il suo solo ed unico guadagno dalla vendita a libero mercato dei rifiuti che in realtà sono delle risorse. Esempio raccogliamo carta e cartone e li vendiamo alle cartiere, lo stesso per i metalli che vanno in fonderia, o per i materiali plastici che vanno alle industrie di trattamento per ricreare altri materiali plastici.
      Altra osservazione. Attualmente l’APAS non vende al CONAI poichè il materiale conferito non viene raccolto sul territorio cittadino urbano. Quindi anche se stiamo cercando di aprire un tavolo di accordi, l’APAS non riceve nessun contributo dei Consorzi di Filiera.
      Detto ciò se l’ente gestore ufficiale AMIA svolgesse realmente il proprio servizio (ciò vale per operai, capi, dirigenti, supercapi, sindacati e politica) si passerebbe subito da Tarsu (tassa) a Tia (tariffa) abbassando significativamente i costi ed incentivando sempre più (quindi pagando meno) chi in maniera virtuosa ricicla.
      Attualmente sto studiando la logistica ed il conto economico del servizio gratuito per utenze domestiche.
      Mi spiego meglio i materiali che noi raccogliamo vengono venduti a libero mercato che segue delle oscillazioni mensili se non alle volte settimanali.
      Visto che la raccolta viene fatta con personale e con mezzi, questi hanno dei costi fissi che bisogna andare diligentemente a coprire. Quindi se ho solo 2 utenti uno a brancaccio ed uno a sferracavallo non posso che mediamente possono produrre 3 kg ci carta e cartone, 2 kg di plastica e forse 1 kg di materiali ferrosi, ovviamente il servizio non può partire. Se invece ho uno o più stabili nella stessa via allora si ragiona diversamente.
      L’organizzazione sui modi e tempi di ritiro verrà concordata e comunicata in maniera tempestiva prima della partenza del servizio.
      Spero di aver chiarito un pò tutti i dubbi e perplessità.
      Una cosa mi stavo dimenticando il servizio non può partire dove attualmente è in funzione il progetto ministeriale denominato “Palermo Differenzia”.
      Per adesioni come ha scritto Donato inviate il tutto a info@apasicilia.it.
      Questa email può essere usata anche per maggiori info o dettagli.
      Per le utenze commerciali il servizio non è gratuito ma rispetto ai prezzi di mercato non ci sono paragoni.

      Cordiali saluti
      Direttore Amministrativo della Società Cooperativa APAS Sociale Onlus
      Giorgio Ciaccio

    9. @maxximo
      di papermo io e monica che lavora con me. poi lo splendido gruppo di rifiuti zero trapani, paolo guarnaccia di catania, e qualche amministratore locale sparso, mi pare un vicesindaco ed un paio di assessori.

    10. Perdonatemi stiamo a parlare della raccolta della carta che é sempre stato il problema minoritario della raccolta rifiuti (io almeno 15 anni fa lasciavo carte e cartoni ad un deposito esistente in vi Calvi).
      Il problema carta é il minor problema. La carta ha da sempre chi si occupa di riciclarla.
      Il problema é il resto.
      Si parla di raccolta differenziata.
      Vorrei avere un elenco dal comune delle società che localmente si occupano del riciclaggio di plastica ed alluminio, ma anche della carta.
      Si può sapere se esistano? Oppure se si fa riciclaggio senza senso, come pensano molti?
      La raccolta differenziata ha senso se esistono realtà che reimpighino il materiale, se non esistono é un po, e passatemi il termine, una presa per…
      Se qualcuno dà lumi, ne sarei felice.

    11. segnalo questa lettera aperta dei medici di parma sulla questione inceneritori. A mio avviso strettamente connesso con il problema differenziata.

      http://gestionecorrettarifiuti.it/pdf/Medici.pdf

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