Li morti
Salvatore era andato a letto subito dopo cena, senza fare capricci, perché sapeva che quella sarebbe stata una notte speciale e i bambini non dovevano rimanere in giro per casa.
Continuava però a rigirarsi sotto le coperte senza riuscire a prendere sonno.
Era la prima vigilia dei morti che dormiva da solo nella sua stanza.
Suo fratello Giuseppe era partito militare all’inizio dell’anno e il nonno, dal quale lui aveva preso il nome e che aveva sempre dormito nella loro camera, aveva chiuso gli occhi una sera di settembre e non li aveva più riaperti. Le prime notti dopo la scomparsa del nonno, Salvatore aveva cercato di non addormentarsi, di non chiudere gli occhi, per il timore di non potersi più svegliare, ma scoprì presto che il sonno era molto più forte della sua volontà e giungeva all’improvviso senza che lui se ne accorgesse. Cosi, per la paura di non risvegliarsi e temendo di rimanere intrappolato in qualche brutto sogno, ogni sera pregava Gesù Bambino affinché tenesse gli incubi lontani da lui. Se proprio non doveva svegliarsi, sperava di rimanere imprigionato in un bel sogno! Continua »















