giovedì 23 nov
  • Un lavoro part time per gli studenti universitari?

    La recente manifestazione La notte delle emozioni ha riproposto, ancora una volta, il tema della mobilità nel centro storico nei giorni di chiusura al traffico, sia per fornire un mezzo per spostarsi tra le vetrine alle tante persone che affollano la via Roma e la via Maqueda nei week-end di shopping, sia per dare una risposta alle esigenze dei residenti in vista di una, si spera, definitiva pedonalizzazione.

    Le grandi opere che l’amministrazione comunale ha in cantiere per la nostra Palermo risolverebbero solo il problema dei movimenti da e per il centro storico verso gli altri quartieri della città, ma non avrebbero alcun impatto sulla mobilità all’interno dei quattro mandamenti.

    Il progetto della metropolitana, ad esempio, prevede solo tre fermate nei pressi della città vecchia: Stazione Centrale, piazza Borsa, Teatro Massimo.

    Si tratta quindi di trovare una soluzione per “l’ultimo miglio”, ovvero per i piccoli spostamenti dei residenti e dei “turisti” del centro.

    La zona in questione non è grandissima: corso Vittorio Emanuele, l’asse principale, è lungo circa due chilometri; questo significa che, nella peggiore delle ipotesi, si può attraversare l’intero quartiere da parte a parte a piedi in 25 minuti circa.

    Posto che, un servizio di bike sharing sarebbe comunque utile per tutti coloro che possono pedalare, vediamo cosa si può fare, invece, per chi non ne ha voglia o non può.

    In un post del dennaio 2007, Donato Didonna proponeva l’utilizzo di auto elettriche in stile golf car e la costituzione di cooperative per la loro gestione.

    L’idea è ottima, esiste anche un mezzo, a mio parere, che si adatterebbe molto bene a questo utilizzo: si tratta del velotaxi.

    Il velotaxi è un mezzo di locomozione a tre ruote, ispirato all’asiatico risciò, composto nella sua parte anteriore da una bicicletta a pedalata assistita azionata da un tassista e nella sua parte posteriore da un comodo sedile, peraltro coperto, dove poter ospitare un passeggero.

    A causa delle sue dimensioni ridotte (all’incirca 3100 x 1100 x 1700 mm), della sua velocità di crociera (25 km/h circa) e dell’autonomia delle batterie che assistono il tassista (30 km circa), il velotaxi si adatta perfettamente alle esigenze di spostamento nelle strette vie del centro storico, rispettando grazie alla sua silenziosità ed alla sua eco-sostenibilità il meraviglioso patrimonio storico che non riusciamo a godere a pieno, a causa dello smog e del chiasso delle auto.

    Vi è, in verità, già qualcuno che prova ad utilizzare questo mezzo in città con il nome di “Ecolapa”, proponendo giri turistici con percorso prestabilito.

    A causa della mancata chiusura del centro il servizio, però, non sembrerebbe aver riscosso il successo che meriterebbe.

    Prendendo spunto da quello che hanno costruito a Francoforte, ovvero uno strumento per ridurre la disoccupazione, mi piacerebbe che la nostra amministrazione si limitasse, per una volta, semplicemente a copiare quello che all’estero viene fatto con successo.

    La municipalità tedesca, ha acquistato sessanta veicoli che affitta quotidianamente al prezzo di 6 € (comprensivi di assicurazione e costi di manutenzione del mezzo) a studenti e disoccupati.

    A fine giornata, gli eco-tassisti, riescono a racimolare tra i 50 ed i 150 €, facendo pagare ai passeggeri il prezzo di 5 € per ogni quarto d’ora di corsa.

    Ci troviamo, in questo momento, a dover gestire gli ultimi fondi che l’Europa ci concede.

    Un velotaxi costa circa 8000 €, acquistandone una quarantina (dieci per ogni mandamento), il Comune (o la Provincia, o la Regione) potrebbe fornire un lavoro part time a coloro i quali “per natura” sono più indicati a guidare questi mezzi: i giovani tra i 18 ed i 30 anni, garantendo così a chi ha piccole esigenze di spostamento un’alternativa economica ed ecologica all’utilizzo dell’auto (si pensi, ad esempio, ad una signora che vuole andare a fare la spesa), favorita dall’assenza di macchine per le strade.

    L’ente che realizza il progetto dovrebbe trovare anche uno spazio vicino al centro storico, da adibire a rimessa per il parcheggio serale e la manutenzione dei velotaxi.

    La parte bassa di viale delle Scienze, il parcheggio interno all’università a pochi passi dalla metro Orleans, potrebbe trasformarsi in una dimostrazione di come è possibile redistribuire gli spazi urbani, togliendoli alle automobili ed assegnandoli a mezzi ecologici.

    Sebbene questa soluzione favorirebbe gli studenti, che una volta finite le lezioni (o qualche ora prima di iniziarle) volessero cimentarsi nell’opera, prendendo a nolo un veicolo e spostandosi con pochi colpi di pedali a piazza Indipendenza e da li verso corso Vittorio ed il resto del centro storico, è solo una delle ipotesi che si possono fare in ordina da garantire un luogo per questo strumento.

    L’ente che affitta ad un prezzo “politico” potrebbe ammortizzare i costi di manutenzione dei mezzi incassando gli introiti dalla vendita degli spazi pubblicitari che i velotaxi possono contenere.

    La raccolta pubblicitaria non dovrebbe essere difficile, in quanto i veicoli si muoverebbero lentamente all’interno del cuore della città.

    In definitiva, la realizzazione di questo progetto porterebbe sviluppo a Palermo semplicemente copiando quello che avviene nelle altre città del mondo, da New York a Barcellona.

    A patto che si spieghi chiaramente, fin dall’inizio, che si tratta di una misura atta a garantire a rotazione un piccolo reddito a chi vuole e può lavorare part time per poche ore la settimana (gli studenti, ad esempio, potrebbero indicare la loro disponibilità a lavorare per un paio di turni a loro scelta a settimana, della durata quattro ore; vista la popolazione studentesca, le intere giornate sarebbero sempre coperte).

    Sperando che non si trasformi nell’ennesima impresa pubblica dove chi lavora saltuariamente si sente in diritto di chiedere un posto a vita, impossibile perfino tecnicamente da garantire, visto che l’attività risulta, per sua natura, discriminatoria in favore dei giovani under 30.

    Link utili:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Velotaxi
    http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=16408
    http://archiviostorico.corriere.it/2005/novembre/13/Francoforte_adottati_come_velotaxi__co_7_051113067.shtml
    http://www.ecolapa.it/
    http://www.trixi.com/
    http://www.velotaxi.de/
    http://www.velotaxi.de/php/main.php?id=1&lang=en

    Ospiti
  • 8 commenti a “Un lavoro part time per gli studenti universitari?”

    1. Ma se manco ci sono gli occhi per piangere…

    2. Ottima analisi e interessantissima proposta, Marco!
      Manca solo un elemento, fondamentale per realizzare il tuo piano di mobilità: la chiara e determinata “volontà politica” a pedonalizzare permanentemente i 4 mandamenti del centro storico di Palermo !
      Quella specifica volontà per il momento non esiste nemmeno a livello di idea!
      Sono passati questi 2 weekend di esperimenti di pedonalizzazione di via roma, via r.settimo e maqueda e strade interne. Il bilancio dei 2 esperimenti, considerate anche le criticità emerse, è comunque più che positivo visto il numero dei palermitani sorridenti che passeggiava ed entrava nei negozi uscendone con sacchetti !
      A questo punto uno penserebbe, se i 2 esperimenti sono andati bene, mi sembra logico continuare almeno nei weekend con questa pedonalizzazione andando aggiustando, weekend x weekend, i piccoli problemi sorti.
      Invece che si fa? Si ritorna ai weekend dove si alternano le pedonalizzazione in via roma con quella a via r.settima-maqueda!
      E lo sai perchè ? Perchè ora dobbiamo “riflettere” sull’accaduto, metabolizzare i 2 weekend e per farlo ci prenderemo qualche anno.
      Marco, già ti domandi perché se una collettività capitalizza un esperienza positiva, non la continua ? Domandalo alla politica che governa la città dentro le istituzioni pubbliche. Quella politica può darti le risposte, che ti piacciano o no.

    3. Il sogno delle città senz’auto
      http://www.repubblica.it/ambiente/2010/12/20/news/citt_auto-10402686/?ref=HRERO-1
      le vere isole pedonali urbane, i centri storici senz’auto, noi palermitani, le leggeremo solo in articoli come questi, sbavando

    4. Buona idea,e con piccoli ulteriori aggiustamenti si potrebbe risolvere il problema.A CAtania ,ad esempio,hanno reso gratuite le corse in bus per il periodo festivo.Allora perche’ non creare anche navette di bus elettrici gratuite per “l’ultimo miglio ” ?

    5. I politici non cercano idee nuove perchè hanno ben chiare le loro. Piuttosto che fare scelte nel segno della qualità della vita urbana che creino ricadute e opportunità di lavoro, preferiscono stabilizzare a tempo la corte di precari: molto meno complicato che immaginare una città diversa ed elettoralmente molto più sicuro. E’ una logica parassitaria che perpetua situazioni di disagio a favore di una minoranza che ha scelto di fare della politca una professione puntando sul bisogno degli altri più che sul merito proprio.
      Cosa fare? Attivarsi on-line e riappropriarsi dell’iniziativa: lo si sta facendo con il progetto di parco dell’Uditore, ma lo stesso metodo potrebbe essere riproposto per il centro storico. Il Consiglio comunale non ha mai varato i regolamenti attuativi delle varie forme di iniziativa e di partecipazione dei cittadini previste dallo Statuto, ma, nella vita sociale come in biologia, la funzione crea l’organo: bisogna definire un progetto, aggregarvi attorno consenso e promuoverlo con testardaggine.

    6. Perché parlate sempre al condizionale? Io sono uno studente universitario e questo lavoretto mi servirebbe davvero. Manco sono riuscito a pagare le tasse universitarie quest’anno! Ho svolto il colloquio per il servizio civile ma so già che non mi prenderanno perché io non conosco nessuno. Non so proprio cosa fare. Andrei anche a lavare le scale ma sugli annunci c’è soltanto l’agente di commercio, ergo rompere le scatole alla gente. Ma che lavoro è? Chissà come ci andrà a finire…

    7. @Massimo-lg: è semplice, i politici non vogliono scontentare nessuno.
      Per anni sui quotidiani si è sempre dato solo voce a chi aveva idee vecchie, come Helg.
      Ora che grazie ad internet sono arrivate altre voci, e con esse le pressioni per la chiusura, i politici non sanno che fare.
      C’è stupore perchè la pedonalizzazione ha funzionato, però si ha paura di abbandonare le vecchie idee, e con esse i vecchi voti.
      Per cui si: chiudiamo, anzi no, forse, magari diciamo che sperimentiamo così non prendiamo le critiche da nessuno.
      Non si è ancora raggiunta la massa critica di persone per superare il break even point, ma con internet che avanza non sarà difficile coordinarsi per continuare le pressioni.
      Una cosa, infatti, i politici devono sapere: chi ha chiesto ed ottenuto la chiusura non si accontenterà di questo week-end pedonale, è troppo poco.
      @il folklorista: certamente le navette sarebbero complementari al velotaxi, al bike sharing ed a qualsiasi altro mezzo di trasporto sostenibile.

    8. @ Marco
      l’hai detto: non si è ancora raggiunta la massa critica di persone per superare il break even point. Si è proprio così.
      Per superare quel break even point ci vorranno ancora diversi anni, forse un decennio, malgrado l’aiuto che può portare internet.
      Credimi, ne riparliamo nel 2020 😉
      E’ solo un esperimento per ora significa che questo esperimento lo vuole solo una minima parte dell’amministrazione (meglio di niente), diversamente non sarebbe stato solo un esperimento passato il quale si ritorna al vecchio sistema!
      Naturalmente aspettiamo le dichiarazioni istituzionali sul futuro della pedonalizzazione centro storico in seguito a questi 2 effervescenti esperimenti.

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