mercoledì 24 gen
  • Divaricazione sociale

    Ho partecipato, a metà dicembre, con interesse ed estremo piacere, quasi commosso, all’incontro Catamiati barcamp affollato di ragazzi che si sono cimentati in nuove imprese dai più diversi contenuti, ma con un denominatore comune di creatività, voglia di fare, visione moderna della società: una boccata di aria fresca e pulita! L’incontro, assolutamente semplice e informale, aveva lo scopo di far conoscere le varie iniziative tra loro per creare relazioni e utili sinergie.

    Non c’era un solo politico, neanche in veste di osservatore! E mi viene da pensare, per contrasto, alle recenti scelte della giunta regionale, capace solo di immaginare un immutabile disegno assistenziale, utile a perpetuare una nefasta cultura parassitaria con l’unica novità che, al posto di politici di professione, tali sciagurate scelte vengono oggi adottate da assessori “tecnici”.

    Posso capire il politico che può sperare in un ritorno in termini di voti, posso anche capire la spinta del sindacato che punta ad analoghi consensi, ma un tecnico che metta in gioco il suo prestigio per trasformarsi in un elemosiniere, fa, a mio avviso, solo la figura dell’utile idiota.

    Mi riferisco alle recenti stabilizzazioni di precari, agli inutili corsi di formazione professionale e alla ridicola e contraddittoria pretesa da parte di presunti “volontari” di ottenere uno stipendio. Nelle regioni con maggiore tradizione civica tardo medievale, i volontari giravano incappucciati perché neanche fosse nota l’identità di chi si dedicava agli altri, altro che stipendio! E chiedete in giro ad un imprenditore se ha mai potuto apprezzare l’effettiva utilità dei suddetti corsi di formazione professionale o dei tanti lavori fasulli inventati a tavolino dalle varie politiche assistenziali regionali.

    E così, mentre la politica vive della sua visione di (sotto)sviluppo e delle sue logiche sempre più lontane e incomprensibili, sperperando denaro che potrebbe essere più utilmente adoperato per creare le condizioni di uno sviluppo autentico, pezzi sempre più ampi e attivi della società, contro tutto e contro tutti, facendo di necessità virtù, prendono consapevolezza delle proprie forze e della forza dei rapporti orizzontali della società, quelli che di fatto disintermediano la politica. Ma fino a quando si potrà sopportare il costo di una classe politica sprecona e socialmente disintermediata?

    Palermo
  • 10 commenti a “Divaricazione sociale”

    1. Amen.

    2. come darle torto…

    3. Peccato, non sapevo. Avrei partecipato volentieri

    4. Parole sante

    5. Quelle che vanno premiate sono tante attività che si svolgono contro la mafia ne sottolineo una sono state confiscati alla mafia dei terreni e ed è stata costituita una società di ragazzi giovani che si sono creati il loro marchio e producono pasta e altri tipi di prodotti. La lotta alla mafia si può fare intanto non pagando il pizzo si dovrebbero ribellare tutti gli imprenditori. Se si ci unisce per il bene e in nome di Dio dove arriviamo non si sa ma ci dobbiamo convincere che il bene può vincere.Ma c’è il sindaco di Salemi ossia il mio caro e affettuoso amico Vittorio Sgarbi e la sua giunta che hanno creato il museo della mafia raccogliendo delle testimonianze interessanti e agghiaccianti ma tante altre idee sulla lotta alla mafia le ha e confermo Vittorio Sgarbi sapete che è vero lui la verità la dice. Le persone come lui vanno rispettate e le dovremmo pregare di dire la loro sempre. O Pigghiativilla con i delinquenti

    6. Nel frattempo la Regione rimane inadempiente nei confronti dei 100 architetti vincitori dell’ultimo pubblico concorso (2000). I BB.CC. hanno bisogno di queste professionalità, i politici no; preferiscono un incremento di spesa più rispondente alle esigenze qualitative (prossime allo 0) e quantitative (notevoli elettoralmente) di cui sopra.

    7. Forse sarebbe meglio avere il federalismo, 50 anni di aiuti da parte dello stato e dell’ue e lenostre ferrovie sono ancora a binario singolo.
      Forse sarebbe meglio chiudere i rubunetti, se i soldi vengono usati per assumere i “volontari”.
      http://www.noisefromamerika.org/index.php/articoli/1749

    8. Marco, complimenti per la citazione: Noisefromamerica del prof. Boldrin è uno strumento d’analisi di rara autorità intellettuale.

    9. Le elemosine creano i propri mendicanti. La Sicilia ha bisogno di una cura speciale di federalismo, quasi nessun trasferimento da fuori, che viva del proprio. Ovviamente quello che è suo, per contro, nemmeno deve prendere il largo come pure avviene oggi. I trasferimenti hanno creato dipendenza come una droga.
      Il punto è, però, la perequazione infrastrutturale. Chi deve farla? L’iniziativa privata no. Lo Stato dunque, per esclusione. Ma se lo Stato non vuole saperne più di noi, basterà la buona volontà dei ragazzi imprenditori? Credo di no. Bisognerebbe laicamente ridiscutere i fondamentali del patto unitario che ci lega da un secolo e mezzo, senza vittimismi ma anche senza schiene curve.
      Se poi saremo così sconci da far male anche soltanto vivendo del nostro, allora vorrà dire che ce lo siamo meritato.

    10. Federalismo, Si, ma il nostro Statuto di Règione Autonoma,se attuato porterebbe grandi vantaggi all’economia dell’Isola e del quale i nostri deputati regionali, protempore degli ultimi… 64 anni si sono disinteressati, in cambio di prebende sotto er cielo de Roma.

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