mercoledì 18 ott
  • Lettera a Cammarata: dimissioni o un patto bipartisan

    Egregio avvocato Diego Cammarata,
    le scrivo perché sono molto preoccupato delle gravi condizioni economiche e sociali in cui si trova la nostra città. Ho letto, stamattina, le dichiarazioni che lei ha rilasciato su un autorevole quotidiano palermitano, in cui ha confermato che cultura, attività sociali e aziende avranno ancora da soffrire.
    Non ho letto, mi perdoni, alcuna soluzione concreta per far ripartire Palermo. Si è affidato, ancora una volta, a nuove risorse che dovrebbero, lei stesso ha utilizzato il condizionale, arrivare da Roma.

    Sindaco Cammarata, la quinta città d’Italia, nel bel mezzo di una grave depressione, non può andare avanti sperando nelle mance dello Stato e della Regione, o chiedendo soldi per gli investimenti per poi utilizzarli per spese correnti.

    Tra poco più di un mese Palermo si ritroverà 72 milioni di euro in meno dalla Finanziaria nazionale, 30 milioni in meno da quella regionale e 30 milioni in meno per i tagli di finanziamento del Coime. In tutto si tratta di 132 milioni di euro in meno. La situazione della disoccupazione, soprattutto quella giovanile, è ormai sopra i livelli di guardia. Le famiglie non ce la fanno. I più deboli saranno ancora più deboli.

    Un’amministrazione seria e presente deve creare le condizioni di ricchezza e di sviluppo. Deve programmare il futuro. Capisco che Lei, tra poco più di un anno, non sarà più il sindaco di Palermo, ma tutto ciò non può significare un disimpegno nei confronti della sua città.

    Sa bene che in questi lunghi anni non ho condiviso la sua gestione. Sa altrettanto bene che auspicherei che Lei consegnasse le dimissioni per dar vita a una nuova amministrazione in grado di gestire al meglio questo momento difficile. Ma Lei, come più volte ha sottolineato, non intende fare marcia indietro e quindi, in questo anno e mezzo che ci rimane, non si può galleggiare.

    Per questo sono disposto a sedermi attorno a un tavolo con Lei e, insieme a tutte le forze politiche, sociali ed economiche della città, dare vita a un patto bipartisan per far uscire dalla crisi la città e creare condizioni di sviluppo.

    Lo hanno chiesto con forza, in questi mesi, le organizzazioni sindacali. Lo sperano le categorie produttive. Lo invocano tutti i cittadini a prescindere dal colore politico.

    Avviamo, quindi, un confronto con tutti e predisponiamo insieme un piano di crescita e di investimenti condivisi. Tagliamo gli sprechi, abbattiamo i costi della politica. Facciamo ripartire l’economia. Utilizziamo sino all’ultimo euro i fondi europei.

    È un appello di serietà che rivolgo a tutti perché non ci resta molto tempo. Mi affido al Suo senso di responsabilità e a tutti quelli che hanno a cuore la nostra città.

    Cordialmente,
    Palermo, lì 3 febbraio 2011
    Davide Faraone

    Ospiti
  • 7 commenti a “Lettera a Cammarata: dimissioni o un patto bipartisan”

    1. Oggettivamente bella mossa! Attendo trepidante la risposta…

    2. Perchè anzichè affidarci a mammina Roma non iniziamo ad agevolarci, per esempio applicando lo statuto d’autonomia siciliano? molti di questi problemi economici non ci sarebbero più, parola di professore di economia (che non sono io).

      Davide Faraone, era una cosa che volevo chiedere da un po’, ma come mai non vuole uscire dal partito ridicolo nel quale milita? ho letto i manifesti sulle dimissioni: aspettavate questo per farlo cadere? non dimostrano molta iniziativa quelli del PD. siccome mi sembra uno promettente, penso che potrebbe acquistare un BEL po di credibilità se lo facesse…

    3. anche io la voterei se fosse fuori dal pd…
      daje

    4. ….una città in queste condizione…. ed intanto la burocrazia blocca tanti cantieri in città che potrebbero dare un pò di respiro economico (anello ferroviario,passante, sottopasso perpignano, etc,) oramai dobbiamo renderci conto che solo con una attenta collaborazione tra pubblico e privato si può cambiare lo stato delle cose visto che mamma roma è stata spremuta…!!

    5. Troppo comodo fare appello alla serietà, quando si sta all’opposizione. Troppo comodo puntualizzare i sacrifici che sono costretto ad imporre alla città perché Lei ed i suoi compagni continuate a boicottare ogni mia iniziativa.
      E’ vero, avremo 132 milioni in meno. Epperò quando proporrò di raddoppiare l’irpef, avrete di nuovo a che ridire e ve ne uscirete fuori con soluzioni demagogiche ed improponibili come “combattere l’evasione fiscale” o “fare pagare i ricchi”. Come se bastasse fare un paio di controlli incrociati sugli x4 e x5 che circolano in città per scovare gli evasori…
      Mi vedo pertanto costretto a rifiutare la sua offerta, che peraltro devo leggere qui alle maldive (dove mi trovo a mie spese, sia chiaro, per un meritato periodo di vacanze) dove la connessione va e viene.
      E ci tengo ad aggiungere che se la mia gestione della città non vi piace, potete anche andarvene.
      O provare a fare come in tunisia o in egitto, se pensate di avere gli attributi come ce li hanno loro. Ma voi non li avete, lo sappiamo benissimo.
      Cordialmente,
      Diego Cammarata

    6. io non ancora capito quale è la posizione dell’on Faraone nei confronti di Lombardo. dopo di ciò deciderò se appogiarlo o meno…

    7. ****isaia panduri***
      …bellissimo ti meriti il mio applauso!!!!

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