mercoledì 18 ott
  • Sondaggio: un direttore generale non siciliano per l’Ospedale Civico?

    Un gruppo di scrittori, artisti, intellettuali e imprenditori siciliani ha chiesto che il nuovo direttore generale dell’Ospedale Civico al posto di Dario Allegra, dimessosi dopo le polemiche sui posti letto e dopo l’invito dell’assessore regionale Russo a dimettersi, sia «un manager di provata esperienza che provenga da un’altra regione, una di quelle in cui la sanità pubblica funziona in modo esemplare». Nell’appello si legge anche: «Sappiamo benissimo che in Sicilia e tra i siciliani non mancano le professionalità adeguate ma riteniamo che in questo momento sia fondamentale dare un chiaro segnale di rottura con i metodi del passato, se la Regione vuole davvero voltare pagina».

    Siete d’accordo?

    Risultati

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    N.b.: il sondaggio non si basa su un campione rappresentativo ma sugli utenti del sito. I risultati sono da considerarsi pertanto puramente indicativi.

    Palermo, Sondaggi
  • 11 commenti a “Sondaggio: un direttore generale non siciliano per l’Ospedale Civico?”

    1. Ma possibile mai che noi siciliani dobbiamo sempre aspettare l’arrivo esterno per salvarci? Perchè i manager siciliani che vanno a nord diventano managaer eccezionali e qui a palermo non sanno lavorare?
      Io sono arcisicuro che qui ci sono i manager in gamba, quindi non sono d’accordo a prenderlo da fuori!

    2. Non penso che la provenienza geografica possa essere determinante.
      Lo sarebbe molto di più l’essere onesti, integerrimi e privi di padrini politici.
      Un tempo si giungeva alle posizioni apicali dopo una lunga e significativa gavetta (cioè apprendistato) presso i vari settori dell’azienda stessa.
      Perchè oggi non può più essere così?
      Perchè occorre designare un manager per il quale produrre frigoriferi o gestire ospedali è la stessa cosa?
      Non lo capirò e non lo accetterò mai.
      Vorrei comunque ricordare che all’assessorato regionale alla salute c’è un importante dipartimento guidato già da tempo da un manager esterno non siciliano: sarebbe interessante sapere se questa scelta si sia effettivamente rivelata opportuna ed efficace….

    3. Errata corrige: al posto di “onesti”, leggasi “competenti”.

    4. E questo sarebbe solo l’inizio. 60 anni di autonomia fallimentare potrebbero essere un buon motivo per gistificare l’esperimento e imparare qualcosa…

    5. Sono per il super manager “non siciliano”.
      Le figure adatte a ricoprire questo ruolo, in sicilia, ci sono. Tuttavia la politica siciliana, collusa e maneggiona, si affiderà sempre a personaggi compiacenti poco capaci ed interessati al dio denaro. E’ inutile nascondersi dietro al dito!!!.

    6. Non si va avanti con l’esterofilia

    7. @ everybody
      se il manager è siciliano, per default è amico del politico, quindi è nominato non per le sue capacità competenze conoscenze in quel campo specifico, ma per amicizia accordo empatia col politico.
      Se il manager è norvegese, tedesco, nordico il politico locale non lo conosce affatto e poi il manager nordico non si accolla gli schemi mentali della politica locale, perchè la sua mentalità è costruita preparata e improntata all’efficienza in termini di risultati concreti e misurabili da raggiungere in un tempo x.
      Semplice.
      Una ventina d’anni di dirigenti e manager nordici non farebbero male a questa terra se non la vogliamo fare diventare il terzo mondo dell’unione europea.
      Poi se non vogliamo fare gli esterofili, vabbè accolliamoci lo sprofondamento.

    8. Vergogna, razzismo e complesso d’inferiorità.
      Per loro un Bertolaso qualunque sarebbe migliore di un Giovanni Falcone?
      E perché non commissariamo con un puro nordico pure la Fondazione BdS e Confindustria Sicilia con le dimissioni immediate di Puglisi e Lo Bello, firmatari dell’appello frustrante, frustrato e soprattutto marchiato dall’atteggiamento tipico della sinistra isolana, snob e visceralmente odiosa di tutto ciò che è siciliano?
      Passi per gli artisti, ogni tanto una cavolata gliela permettiamo, ma le persone che hanno cariche istituzionali? E noi cittadini che ci sputiamo di sopra noi stessi?
      Volete Formigoni? Volete Berlusconi? Volete la Gelmini?
      Povera Sicilia!

    9. Anche se c’è chi continuamente cerca di minare l’unità d’Italia, nell’Italia unita questi problemi non dovrebbero minimamente esserci.. Un’italiano direttore di un bene italiano, non vedo nulla di strano.

    10. Giosafat, ma non ti accorgi che è proprio quest’appello ad essere contrario all’Unità d’Italia? Se si dice che i siciliani non sono degni e gli italiani sì di gestire i beni “italiani” che sono in Sicilia, si sta dicendo implicitamente che i Siciliani non sono Italiani.
      Io non ho nulla contro un dirigente italiano, o anche europeo se vuoi, quello che mi scandalizza è il vergognoso ostracismo verso i Siciliani. I Siciliani sono italiani? E allora nessuna discriminazione nei loro confronti! I Siciliani non sono italiani? E allora si amministrino da soli come tutti i popoli del mondo.
      L’idea che noi dobbiamo essere l’unico popolo al mondo amministrato da fuori proprio non regge.
      Ti ricordo che siamo retti da “fuori” da circa 600 anni, e i risultati sono a dir poco così così.

    11. Basta affidarsi ad una persona onesta, non importa la provenienza. Ma se a scegliere sono sempre i soliti, la differenza di provenienza geografica non comporterà la cessazione di malagestione e ruberie. D’altra parte Milano (per citare la città principale di quel nord perfetto e integerrimo) è da sempre la capitale del malaffare e delle tangenti.

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