martedì 17 ott
  • Pensionato San Saverio a rischio chiusura, studenti in agitazione

    230 posti letto, sale ricreative, biblioteca e una mensa attiva fino a pochi giorni fa ma manca il certificato di agibilità dell’immobile. In breve lo strano caso del pensionato universitario San Saverio sito in via Giovanni Di Cristina a Palermo che da ieri ha dovuto sospendere il servizio mensa a causa della mancanza di tale certificato e rischia la chiusura dell’intera struttura.

    Ma procediamo per piccoli passi. Qualche giorno fa un controllo di routine dei Nas dei carabinieri fa emergere la mancanza del certificato di agibilità dell’immobile, da qui il provvedimento dell’Autorità sanitaria Asp di Palermo per chiudere la mensa universitaria San Saverio all’interno dell’omonima struttura a partire da giovedì 17 febbraio.

    Situazione di disagio per gli studenti che alloggiano presso la struttura e più in generale per gli studenti possessori del tesserino mensa, più di settemila, che in seguito alla chiusura delle mense universitarie Chiaramonte e Marconi si riverseranno inevitabilmente presso l’unica mensa disponibile situata all’interno della residenza universitaria Santi Romano in viale delle Scienze.

    La prospettiva per gli studenti si complica se a chiudere non è solo la mensa ma l’intero pensionato San Saverio che ospita ad oggi 250 studenti vincitori del posto letto. Il competente Comune di Palermo infatti non è in grado di rilasciare copia del certificato di agibilità dell’immobile di proprietà della Regione e dato in uso all’ERSU di Palermo.

    Una situazione bizzarra per una struttura che è residenza universitaria da ben 40 anni e che durante questi lunghi anni ha ospitato migliaia di studenti ed è stata protagonista di controlli da parte dei Nas che, a parte qualche piccola modifica per rendere l’immobile conforme agli standard europei, dichiaravano agibile la struttura. Cosa è cambiato quindi? In realtà non è cambiato nulla o quasi, perché anche in questo caso si tratta di certificazioni…in seguito all’introduzione delle norme antisismiche nell’edilizia bisogna calcolare la percentuale di cemento armato impiegato nella costruzione della struttura. Impossibile effettuare un simile calcolo in un progetto edilizio risalente al 1954 in cui anche le norme vigenti in materia edilizia erano diverse. La struttura deve quindi essere dichiarata inagibile? In mancanza di questi dati si procede alle verifiche strutturali che sono state periodicamente fatte alla struttura insieme ad opere di manutenzione. Il dott. Antonio Bono, presidente dell’Ersu di Palermo, afferma che le ultime verifiche sulla stabilità della struttura sono state effettuate nel ’98 e in ultimo in seguito al terremoto dell’Aquila e non sono stati rilevati problemi alla struttura.
    Ma questo non basta perché in aggiunta alle verifiche strutturali finora eseguite se ne richiede una più specifica: sollecitare ogni pilastro portante dell’immobile con delle piccole cariche esplosive per verificarne la stabilità. Costo dell’operazione circa un milione e 500 mila euro, il preventivo presentato dal Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi di Palermo all’Ersu. Un cifra spropositata per l’Ente Regionale per il Diritto allo Studio che in seguito ai tagli dei finanziamenti regionali non attraversa certo una felice situazione economica. Tagli, da precisare, del 40% per il dipartimento Istruzione e Formazione professionale a dispetto dei tagli del 20% destinati agli altri dipartimenti, situazione che mette in serio pericolo il diritto allo studio.

    Ieri sera gli studenti universitari hanno convocato un’assemblea presso il pensionato universitario San Saverio, durante l’assemblea è stato letto da Gero Puleri, Consigliere dell’Ersu, il documento per chiedere la riapertura della mensa universitaria presso la residenza San Saverio a cui seguirà la raccolta di firme. Nel documento indirizzato al prefetto di Palermo Giuseppe Caruso, al sindaco Diego Cammarata e al presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo gli studenti dichiarano il loro stato di agitazione e chiedono il ripristino del servizio mensa, che le autorità competenti si adoperino per la risoluzione del problema e che venga fatta luce sulle conseguenze derivanti dalla mancanza del certificato di agibilità dell’immobile San Saverio.

    È stato organizzato stamattina dai funzionari della prefettura un incontro con i tecnici del Comune, dell’Ersu e dell’Assessorato regionale al Bilancio proprietario dell’immobile per discutere in merito alla questione San Saverio.

    Tragica se non comica viene considerata la situazione dal presidente dell’Ersu, il dott. Antonio Bono.

    Filippo Perconti, consigliere dell’Ersu e vicepresidente di Rum (Rete Universitaria Mediterranea) definisce estremamente preoccupante ciò che sta accadendo nelle ultime ore e chiede chiarezza riguardo l’agibilità del pensionato San Saverio: «…indubbiamente l’edificio ha bisogno di una ristrutturazione, ma è anche vero che la chiusura dello stesso comporterebbe non pochi disagi per molte famiglie siciliane. L’Ersu – continua Filippo Perconti – mette a disposizione degli studenti 750 posti letto, io e Rum chiediamo che questi posti rimangano inalterati».

    Nelli Scilabra, senatrice accademica, chiede chiarezza sulla situazione del pensionato: «È vero che è a rischio la perdita di 250 posti letto che costituiscono un valido aiuto economico agli studenti siciliani ma è anche vero che bisogna fare chiarezza sulla situazione della struttura destinata agli stessi studenti e la cosa non va presa con leggerezza. Questo è il frutto della cattiva amministrazione siciliana e qualcuno sembra essersi dimenticato l’art. 34 della Costituzione. La nostra è l’unica nazione dove si tagliano i fondi al futuro».

    È prevista per i prossimi giorni la mobilitazione da parte degli studenti nel caso in cui non vengano trovate soluzioni dalle autorità competenti.

    Ospiti
  • 17 commenti a “Pensionato San Saverio a rischio chiusura, studenti in agitazione”

    1. ecco di cosa si dovrebbe parlare in tv 24 ore su 24..

    2. ecco conservate tutti questi post…
      perchè a breve saremo testimoni del crollo dell’università di palermo e sopratutto di quella pubblica…

      applausi per l’italia…per tutto quello che stanno facendo per il futuro dei ragazzi

    3. Non so voi ma io ODIO GLI INDIFFERENTI!

    4. 250 finti nullatenenti che dichiarano reddito 0 e che dovranno cercare casa come tutti gli altri…

      almeno conservare la dignità!!!

    5. La Galla sindaco subito! 🙂

    6. Un servizio tra i pochi che ,pur tra mille problemi, funziona viene chiuso per un fatto di assurda burocrazia.La civilta’ di una nazione si osserva da come mette gli studenti in agio di studiare.La nostra citta’ dovrebbe mettere tutti gli studenti in condizione di fruire di un servizio quale quello offerto dal San Saverio

    7. secondo me non è una stupida questione burocratica..la colpa rimane sempre e solo alla cattiva gestione dell’università..poi che ci siano 250 dichiaranti falso reddito è possibile..ciò non toglie che la struttura vada mandata avanti e gestita bene anche nell’assegnazione delle borse..se ci sono delle regole da rispettare, bene, che vengano rispettate, nella costruzione manutenzione etc..

    8. @lulù io sono uno studente che vive al San Saverio, per piacere ti chido di evitare questi inutili commenti e di fare tutta l’erba un fascio. noi studenti fuorisede portiamo anche ricchezza e vivacità a palermo e quindi siamo e possiamo ancora essere una risorsa per questa disastrata città. E comunque guardando le graduatorie per le borse di studio ogni anno solitamente quelli che dichiarano di avere ISEEU e ISPEU pari a ZERO sono soprattutto palermitani.
      E comunque nessuno può dare a noi studenti lezioni di dignità o può con questa sottile ironia offenderci con l’appellativo di FINTI NULLATENENTI.
      GRAZIE

    9. e comunque chi vive nei pensionati lo fa anche per merito grazie ai crediti acqusiti…..

    10. @peppe
      pur d’accordo sul resto,da quanto appare sui giornali,questo certificato non e’ detto che non sia mai stato concesso ,ma e’ semplicemente “irreperibile” negli “ordinatissimi” archivi comunali.E poi ,invece che chiudere,basterebbero delle perizie in urgenza e provvedimenti ad hoc,che considerato il caso dovrebbero avere una corsia preferenziale.

    11. @il folklorista
      ormai palermo è una città allo sbando e ci possiamo aspettare qualsiasi cosa.

    12. anch’io fino a qualche tempo fa ho vissuto al pensionato e penso che la signorina lulù dovrebbe ricordare che chi vive nelle case degli studenti ha già una dignità e non ha bisogno di lezioni da parte sua.

    13. Il pensionato universitario è gestito dall’Ente Regionale per il diritto allo studio ERSU, non dall’Università. Tanto per sapere di cosa si parla prima di parlarne,

    14. @peppe: e così come Palermo, tutta la sicilia…

      @lulù: se fossi in peppe mi sarei offeso molto e mi aspetterei delle scuse. informati su chi ci vive e su come ci vive la dentro e poi parliamo.

    15. @lulù

      Se sai di falsi nullatenenti hai il dovere di segnalarlo alle autorità competenti.

      Se così non fosse sei solo una qualunquista che non sa quello che dice, tra l’altro anche vigliacca perché non ha nemmeno il coraggio di firmarsi.

      Uno dei 250, onesto e indignato

    16. @lulù

      PS: non si accettano lezioni di dignità da persone che parlano per sentito dire. Si vergogni Lulù!!!

    17. @lulù
      Chi ricorre al luogo comune non credo sappia cosa sia la dignità poiché questa è un concetto che ha a che fare anche con lo spirito critico e la tua affermazione non credo che faccia emergere uno stato del genere.

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