giovedì 23 nov
  • Quaderno di Palermo 19

    «Ma Palermo non ha nulla da invidiare a Firenze», ha ribadito tutto a un tratto l’altro giorno la mia migliore amica palermitana a proposito di una discussione sulle due città italiane, una discussione tra l’altro misurata che si teneva con un’altra persona straniera come me, un giovane signore europeo che la stava scaltramente provocando (un esteta, prigioniero come tutti non solo della forma, ma anche della consapevole impossibilità di raggiungerla in qualsiasi maniera). Il fatto è che tutti sanno cosa rappresenta la capitale del Rinascimento, voglio dire tutto il mondo non solo interessato all’arte, ma anche minimamente curioso, come viene dimostrato dai milioni di persone che ogni anno la visitano. Sì, la città toscana nessuno la mette in discussione. Ognuno di noi è d’accordo sulla sua eccellenza architettonica, sulla sua bellezza senza confronto, sull’armonia di uno spazio che delle volte ci appare come irreale perché sublime e quasi ideale. Ma Palermo, che per il momento e per fortuna non ha tanti turisti come meriterebbe, in nessun modo può dirsi città minore rispetto alla presunta superiorità di qualsiasi altro centro. Una cosa penso che sia il prestigio o la fama o la volontà diciamo politica di saper vendere una città oltre le sue mura, un’altra invece ritengo che abbia a che vedere con il valore intrinseco che conservano appunto le proprie mura, per continuare con questa immagine che rappresenta bene quello che viene custodito dentro come se fosse un vero tesoro.
    Mai dimenticherò la prima volta che mi sono affacciato a Piazza Bellini imbattendomi nelle forme delle sue chiese e nella sua… enigmatica atmosfera. Non è forse vero che in pochi metri quadri sono concentrati l’Oriente e l’Occidente, l’anima stesssa che respira e svende questa solitaria città mediterranea? (e questo uno lo scopre più tardi mano a mano che penetra nel suo tessuto ambivalente). Non è anche manifesto che uno rimane rapito, come se fosse arrivato a quel mirifico spazio sprovvisto di simile stupore? Non conosco tutte le varie e diverse sponde che si rispecchiano su questo mare nostro ma di una cosa sono sicuro, basta questa piccola piazza, che ogni volta che ci passo mi travolge con sé, è sufficiente la sua indifferente bellezza per capire che chiunque venga da lontano può rimanere abbagliato da qualcosa di magico che dapprincipio non si riesce a capire, e che forse non si finisce di capire neppure passandoci tutta la vita, in questa città. Il passeggiatore palermitano ricorda qualcuno che, camminando sotto un cielo carico eppure non minaccioso, a un certo momento resta prigioniero di un raggio luminoso e inaspettato, rimanendo come sospeso aria, perché se uno ci pensa bene, in fondo in fondo più crede di essersi abituato a incontrarlo, come è accaduto in tante altre occasioni della sua vita, più svanisce nel suo fuoco che è anche il suo lume. Sì, un luogo Palermo dove la bellezza ti colpisce dietro lo sconciato angolo e all’improvviso, tanto nel suo ostracismo silenzioso quanto nella sua strafottente negligenza, e non sapendo mai se lo fa per dimenticare la propria inafferrabile incomprensione. E senza alcun bisogno di sostenere una candidatura per ottenere chissà quale titolo o premio o consenso internazionale. Sí, Palermo una delle tante e variegate forme della bellezza, così tanto confusa col suo nome troppo spesso bistrattato.

    Splendore.

    Ospiti
  • 21 commenti a “Quaderno di Palermo 19”

    1. La ringrazio per questo manifesto atto d’amore nei confronti di una città tanto trascurata e spesso oltraggiata da molti dei suoi stessi abitanti.

    2. Io ci sono stato dozzine di volte a Firenze. Palermo è bellissima, ma ricordiamoci che una città non è fatta solo di monumenti e paesaggi da fotografare, ma anche di servizi e vivibilità. Da questo punto di vista paragonarla a Firenze è improponibile.

    3. scusate se lo scrivo qui, ma voglio fare presente che su questo blog non si è fatto nemmeno cenno della scomparsa di un grande esponente della cultura palermitana: VINCENZO LA SCOLA. non è la prima volta che ROSALIO dimentica di omaggiare grandi artisti che hanno lavorato e reso importante i teatri della nostra città. capisco comunque, visto il target delle notizie di questo blog, che si dia più spazio al gossip o alle stronz.ate (concedetemi il termine), ma ritengo delittuoso non ricordare (o far conoscere post mortem) chi ha lavorato e combattuto sui tormentati palchi della nostra città.

    4. ma anche dal punto di vista dei monumenti e dei paesaggi il confronto è improponibile.

    5. Andrea non sono tollerati gli off topic. Se davvero tieni a proporre dei temi o a lamentare nostre eventuali mancanze puoi utilizzare l’e-mail. Grazie.

    6. Palermo è sicuramente la città più bella del mondo,c’è veramente di tutto,dalla preistoria in poi.
      Facciamo un cambio, diamo i nostri amministratori a Firenze,Venezia,Pisa,Siena e noi ci prendiamo i loro,sono sicuro che in pochissimo tempo per venire a Palermo si deve fare un turno.

    7. “”Palermo è sicuramente la città più bella del mondo….””
      riempiamoci la bocca con questa convinzione.
      lo sarà in potenza, ma allo stato attuale manco la peggiore città romena o jugoslava.
      basta trascorrere 3 giorni a Malmo, per comprendere dove stracavolo viviamo.

    8. E’ proprio vero che hanno chiuso i manicomi… più belli del mondo! 😀

    9. Infatti siamo usciti fuori a vedere quello che il mondo propone.
      Certo se restiamo chiusi nei nostri pregiudizi.

    10. che tenerezza che fate!

    11. Palermo sarebbe una città meravigliosa, una capitale europea ed un luogo incantevole se solo non ci fossero i palermitani o almeno una gran parte di essi. L’amore per questa città si scontra con la negligenza degli amministratori che sono, purtroppo, lo specchio della nostra società. La bellezza della cattedrale alla luce soffusa della sera viene umiliata dai palazzi del Casssaro ancora distrutti dalle bombe del ’43. L’incanto della fontana di piazza pretoria, comprata proprio da una nobile famiglia fiorentina nel 14mo secolo,viene stuprato dalle auto parcheggiate dai cari consiglieri comunali; la maestosità del castello della Zisa viene annichilita dalla assoluta incuria in cui versa il sito con fontane prosciugate e viali distrutti. Ecco perchè Firenze risulta più bella di Palermo … perchè a piazza della Signoria non trovi l’auto del sindaco parcheggiata sotto il David e perchè dopo Santa Maria Novella non trovi un palazzo bombardato o le merde puzzolenti dei cavalli. E’ triste ma è vero siamo noi gli artefici della nostra decadenza.

    12. Ecco, Davide De Caro ha perfettamente centrato il problema.
      Siamo in questa condizione perche’ e’ cio’ che meritiamo.

    13. sottoscrivo.i due post precedenti.
      sin troppo facile, ma vero.

    14. Davide De Caro descrive la verità.Io da lontano dalla mia città preferisco ricordare palermo “di una volta”adesso preferisco non vederla.

    15. @ lonewolf
      ma gli amministratori non sono altro che l’espressione della volontà dei cittadini…

    16. Complimenti a Davide De Caro.
      Non serve aggiungere altro. Forse si: quando ci riprendiamo Palermo? Quando CACCIAMO questi ladroni/mafiosi che la amministrano?

    17. Come cacciare questi ladroni ?:Ogni volta che c’e’ da scendere in strada scendiamo ! e soprattutto andiamo a votare per i referendum di giugno.E’ un piccolo sacrificio di un’ora ma consentira’ ,se raggiunto il quorum,di abbattere il piu’ velocemente possibile il castello ,che verra’ giu’ da Roma fino alle miserevoli stanze palermitane…Prima di riprendere Palermo dobbiamo riconquistare ROMA.

    18. che ridicole gare tra città..
      e poi Palermo è brutta, perchè non ha dignità e amor proprio…villa Deliella…

    19. @De Caro……..
      D’accordo sugli amministratori ma mi fa incacchiare, tanto, il discorso sulla presenza dei palermitani.
      Ti sei mai chiesto quale sarebbe il tuo senso civico se fossi nato in uno dei quartieri “malfamati” di Palermo? penso, ne più ne meno, quello di quei palermitani che tanto vorresti ostracizzati.
      Ti sei mai chiesto quanti fra coloro i quali si indignaano dei nostri amministratori in fondo sono coloro i quali li hanno votati o li hanno fatti votare traendone vantaggi che, sempre quei palermitani che tu, come tanti altri, non vorreste a Palermo, non hanno ne mai avranno?
      E’ facile parlare dall’alto di una buona posizione sia essa economica, culturale, sociale, etc. etc.

    20. Crono è l’archetipo di un maschile ancestrale, indifferenziato dalla controparte femminile, della quale assume i caratteri negativi.
      Crono divora ciò che ha generato: è un padre oppressivo e ossessionato, che non tenta di far crescere il figlio, ma lo trattiene a sé, e nel suo affettuoso abbraccio maschile lo stritola, lo uccide.

      Il maschio tipo Crono chiede in continuazione, ma non dona, non offre nulla di sé, è un predatore in ricerca perenne. Non è un amante felice, anche perché non è nemmeno veramente interessato alle donne, da cui pretende devozione totale.
      Questo maschio è abituato infatti ad essere servito, non a servire.

      Mitopsicologia di Crono (il Genio di Palermo). “Anche se il padre era presente, chi contava era la madre. Spesso è un figlio senza padre, come il Crono figlio di un Urano castrato. Castrato il padre, il figlio Crono diviene l’unico potente, e indirizza la sua energia negativamente. Difficilmente è felice perché la sua energia è diretta a carpire, il suo sguardo è fisso su chi possiede energia positiva (la vita dei figli) e mira a distruggerla, la sua vita passa dall’odio all’ossessione di possedere.” (wikipedia)

    21. Ops errrrore editoriale ma il senso si capisce, spero. Questa per me è Palermo, irretita da Crono.

    Lascia un commento (policy dei commenti)