martedì 21 nov
  • La mia esperienza con mia moglie obesa ai seggi

    Cari amici del blog, scrivo in quanto sento il bisogno di dovermi sfogare e lo faccio tramite questo spazio che Rosalio blog gentilmente mi concede.
    Domenica 13 giugno c’è stato il referendum e io e mia moglie, che ci tenevamo tantissimo ad esprimere il nostro voto, di buon ora siamo usciti e ci siamo recati alla scuola Da Vinci di via Serradifalco.
    Devo premettere che mia moglie purtroppo è affetta da una grave forma di ipotiroidismo e di conseguenza deve combattere quotidianamente con la bilancia per via dei suoi chili di troppo. Da diversi anni stiamo cercando di curarla ma, dopo tutto questo tempo, siamo giunti alla conclusione che tutti i medicinali assunti quotidianamente non gli servono per dimagrire ma solo per non ingrassare ulteriormente e che probabilmente dovrà sottoporsi ad un intervento chirurgico che, a detta dei medici, potrà andar bene come tutto l’opposto.
    Ma torniamo a quella mattina. Parcheggiamo l’auto fuori dalla scuola e facciamo il nostro ingresso nell’atrio principale,dove troviamo una signora (parola grossa) e tre poliziotti i quali dovrebbero essere stati incaricati di occuparsi dell’ordine pubblico, invece di starsene sbracati lì a chiaccherare del Palermo e dei prossimi probabili colpi di mercato di Zamparini con le mani in tasca e la sigaretta in bocca, in barba al divieto di fumare.
    Al nostro ingresso tutti mettono gli occhi addosso a mia moglie che, per via dei suoi chili in eccesso, non passa inosservata purtroppo e nell’atrio cala un silenzio di tomba,fino a quando non imbocchiamo il corridoio a destra che ci porta alla nostra sezione,dopodiche si ode una grassa risata generale che rimbomba per tutto l’atrio. Guardo mia moglie che con aria rassegnata mi dice di lasciar perdere ma a stento riesco a trattenere la rabbia. Vorrei tornare nell’atrio a cantarne quattro a quei tre poliziotti maleducati ma mi limito a lasciarmi scappare un «VERGOGNA» ad alta voce così che possano sentirmi.
    Saliamo al primo piano, entriamo nella nostra sezione e gli incaricati, tutti MOLTO GENTILI, dopo aver controllato i documenti ci consegnano le schede spiegandoci cosa dobbiamo e cosa non dobbiamo fare al fine di rendere il nostro voto valido. Torniamo di sotto,mentre percorriamo il corridoio penso a quei tre poliziotti. Dopo avergli urlato «VERGOGNA» di proposito affinché potessero sentire, li voglio guardare tutti e tre negli occhi, uno per uno.
    Due non ci sono più, uno invece è vicino a una signora seduta ad una scrivania dall’altra parte dell’ingresso e, al nostro passaggio, probabilmente) finge di non vederci, mentre la signora seduta non ci stacca gli occhi di dosso trattenendosi dallo scoppiare a ridere. Mi giro verso mia moglie e le dico ad alta voce «Ma quella che cazzo ha da guardare?», puntandole il dito contro. Solo allora noto che il ghigno della signora scompare e mentre il suo viso diventa rosso, forse per la vergogna di essere stata ripresa in quel modo, lo sguardo di lei ricade su alcuni fogli poggiati sulla scrivania.
    Questa è l’esperienza vissuta dal marito di una donna obesa, non per colpa sua, ma per colpa di una malattia.
    L’esperienza di due cittadini che volevano solo andare a votare tranquillamente come fanno tutti e invece si sono visti vittime degli scherni di tre poliziotti e di parte del personale.
    Grazie per lo sfogo che mi avete concesso.
    Vi saluto cordialmente.

    Ospiti
  • 21 commenti a “La mia esperienza con mia moglie obesa ai seggi”

    1. Ci sarebbe da capire se la risata non sia stata una coincidenza, ma resta comunque un bellissimo atto d’amore.

    2. la madre degli str@#zi è SEMPRE incinta!

    3. Carissimo Sig. Pietro, purtroppo sebbene i luoghi comuni descrivano i siciliani come un popolo ospitale e rispettoso non credo proprio che sia così. L’esperienza da lei vissuta dimostra ciò. Mi auguro solamente che lei e sua moglie non vi lasciate sopraffare dalla stupidità di alcuni, troppi siciliani, e continuiate a lottare per sconfiggere questo malessere e soprattutto continuiate ad uscire di casa ed a condurre una vita normale.
      Auguroni 🙂

    4. Gent. Pietro,
      esprimo a lei e sua moglie la mia più completa solidarietà. La gente è spesso stupida, ignorante e, cosa ancora peggiore, profondomente cattiva. Non si tratta di essere siciliani, piuttosto che piemontesi ecc, si tratta di educazione e rispetto verso il prossimo, che purtroppo oggi è merce rara. Credo che “gli esemplari” di pseudo cittadini che ha incontrato, vadano lasciati cuocere nel loro brodo e nella loro ignoranza. per il resto, tanti auguri e saluti.

    5. caro pietro!io non so quanti pesi sua moglie,ma le dico quanto peso io,115kl in un 1,60cm
      e vi capisco!a me se capita anche i stessi parenti non perdono occasione per mortificarmi,guardi persino mia nonna,e anche io o problemi seri.sono degli stupidi perchè non solo viviamo male dentro ma le persone cattive non perdono occasione per farti soffrire,un grosso abbraccio virtuale per lei e sua moglie.

    6. Non posso che offrirti tutta la mia piu sincera solidarietà. Gli errori gravissimi commessi da queste persone pero sono fatti con una tale leggerezza maleducazione ed insensibilità che non meritano la tua attenzione. Devi solo rassegnarti alla comune crudeltà della massa, contro chi è diverso e piu fragile e debole nella sua diversità. Non prendertela…perche è oggettivo che chi ha avuto questo atteggiamento ( che fosse poliziotto,imbianchino o avvocato)ha commesso un errore e non vorrei farti del male dicendoti che probabilmente lo ha commesso con una leggerezza e un inconsapevolezza di provocare tutto questo tuo (ovvio ) dolore. Rassegnati che l’uomo di natura ( per quanto qui tutti ti siamo solidali) è stronzo e che maari anche io che adesso sono sinceramente dispiaciuto per te e tua moglie ..in un particolare momento avrei potuto sorridere come un comune stronzo superficiale.

    7. Caro Pietro, Lei e Sua moglie avete tutta la mia solidarieta’ e la mia simpatia !!!!!!
      A quei buzzurri tutto il mio disprezzo!!!!!!

    8. Purtroppo viviamo in un’epoca in cui chi non ha un aspetto fisico perfetto, è come se non avesse diritto di vivere. E allora via a risate più o meno trattenute e gomitate all’amico vicino per far notare il “diverso”. E’ triste dover vivere queste esperienze, per chi ha già problemi di salute. Tutta la mia solidarietà per voi.

    9. gente in divisa, gente pagata anche da voi. hanno molto poco da ridere

    10. Mio caro sig. Pietro,
      capisco e condivido la sua infinita rabbia x l’accaduto. Nella mia famiglia purtroppo, per varie circostanze, sono tutti obesi, mio padre, mio fratello e lo era anche mia madre che ci ha lasciati l’anno scorso. L’obesità ha diverse ragioni per essere presente nella vita di una persona. Oltre a quelle strettamente cliniche, come nel caso di sua moglie e di mia madre, ci sono a volte cause psichiche profonde, che meritano un’attenzione e un rispetto pari alle altre circostanze. Mia madre ha trascorso diverso tempo negli ospedali. A voi lo scherno è arrivato da parte di gente che dovrebbe dirsi “seria”, almeno durante le ore di servizio (se così si può chiamare). A noi, è persino arrivato senza mezze misure, dal personale sanitario degli ospedali e particolarmente da molti “signori”, portantini delle ambulanze. Alcuni, non si risparmiavano di “sfottere” mia madre senza neanche nascondersi troppo o di manifestare il loro fastidio, con battute del tipo: “signora, ma perchè non dimagrisce? adesso x cambiarle il pannolone, lo sa che significa? ma come ha fatto a ridursi così?”. Inutile dire, che guardare le condizioni di salute di mia madre nel loro insieme, avrebbero impietosito chiunque, ma nonostante questo e la sua evidente depressione, diventavo una matta quando mia madre rispondeva loro:”si, lo so, scusate, ma sono malata, scusate”. Non penso sia necessario aggiungere altro e le mie conseguenti risposte acide e talvolta isteriche, a queste persone inutili…e lo dico con cognizione di causa!!! Personale sanitario che umilia e pone il paziente in condizione di doversi scusare x la sua malattia, per me, non è di nessuna utilità a questo mondo. Forse è ancora la rabbia a parlare x me; di queste circostanze, capitate alla mia famiglia potrei descriverne centinaia. Per tanto tempo, tutte queste esperienze mi hanno fatto perdere fiducia nel prossimo. Per fortuna però, ho incontrato anche tanti angeli lungo il mio-nostro percorso, che hanno trattato mia madre come fosse la loro. Neanche questo posso dimenticare. E allora forse, le umiliazioni, il dolore e la rabbia, possono mettersi da parte e far spazio ai gesti gentili e spontanei di persone variamente sensibili, nella costante consapevolezza che dobbiamo convivere con gli uni e con gli altri…ci saranno sempre! Devo confessare però, che non prometto di non incazzarmi ancora, appena ricapiterà di nuovo!
      Un abbraccio di solidarietà
      Grazia

    11. Purtroppo non tutte le persone hanno una sensibilità tale da comprendere certe situazioni. Anche io ci sono passata… coraggio signor Grassi. E tanti auguri per sua moglie.

    12. La mia solidarietà a Lei ed alla sua signora.

    13. Ridere sopra le persone che soffrono causa una malattia e’ una cosa immorale purtroppo questa e’ la nostra società’ composta da false persone perbene e’ poco sensibili e solidali hai problemi altrui.

    14. un po’ di umorismo però sul nome dell’autore: una signora obesa che di cognome fa Grassi è il massimo! eheheh

    15. Smettiamola con il fare cattiva informazione per giustificarci.

      L’obesità non è una malattia. L’ipotirodismo non determina da solo l’obesità. Può incidere nella sua entità, ma possono esserci pazienti con ipotiroidismo magri ed anzi anche troppo, visto che in linea di principio l’ipotiroidismo oltre a rallentare il metabolismo riduce la fame.
      Solo in caso di iperalimentazione, l’ipotiroidismo rende più difficile perdere peso, stante la difficoltà a bruciare calorie. In mancanza di iperalimentazione il problema non si pone.

    16. Vorrei esprimere tre cose:
      1) al sig. pietro ed alla sua gentile signora un abbraccio e le mie personali scuse per far parte di questo mondo così e di questo modo di essere:
      2) ai tre poliziotti un caloroso vergognatevi!( si anch’io.)
      3) a Mirko : hai perso una grandissima occasione per tacere!

    17. Mirko non mi stupirei se tu di cognome ti chiamassi “Stupido”.

      Marco Anselmi

    18. Egr. Sig. Pietro,
      chi le scrive è una giovane donna che pesa circa 61 kg ma è grassa nell’animo.
      Intorno ai 20 anni sono giunta a pesare oltre 80 kg ma la mi altezza mi aiutava molto.
      Oggi non sopporto chi, ignorante e presuntuoso, non perde occasione per commentare le curve più o meno morbide del prossimo, giudicandole sempre come golosi degni dell’inferno dantesco.
      Non sanno, però, che spesso le persone “abbondanti” non sono affatto mangioni famelici…
      Non voglio fare un panegirico del ciccione, molti effettivamente sono solo degli inguaribili buongustai, che non sanno resistere a lasagne, cannoli e panini con le panelle. Ma ce ne sono moltissimi che, purtroppo, portanno addosso il PESO di qualcosa di più serio e di certo non ne sono contenti.
      Abbraccio affettuosamente sua moglie, nella certezza che sarà bellissima, dentro e fuori!!!

    19. Gentile sig. Pietro,
      per quel che può contare ha la mia solidarietà. Secondo me chi fa ironia su cose del genere ha problemi di accettazione di sé. Il guaio è di quei carabinieri che, con ogni probabilità, hanno tutto piccolo piccolo, a partire dal cervello per finire… chi lo sa.
      Auguri per lei e la sua signora.

    20. La cosa che spiace é che persone che dovrebbero essere rappresentanti della comunità civile, siano stati i soggetti di questa esperienza. Non avete raccontato di altre persone, di cittadini, che insieme a voi erano a votare nei seggi, che abbiano avuto comportamenti simili.
      Questa é la stranezza, ma io penso giustificata da un vecchio detto ‘u’ malu chiffari’. Queste persone sono state destinate per obbligo, a questo ufficio, sai com’é, si annoiano. E siccome esiste una noia produttiva, laddove le persone la sappiano impiegare, o abbiano l’idea che ogni esperienza possa essere un’esperienza utile alla vita ed alla comunicazione fra le persone; mentre esiste una noia improduttiva, derivata da sfrustrazioni, personali, insoddisfazioni di sè, che usa l’altro per non riuscire a guardare se stessi.
      Io la vedo così.

    21. Sono Pietro, loro persone povere di spirito. Come diceva Dante, guarda e passa. o forse come hai fatto tu, non fargliela passare. Mai io mi son permessa di commentare perché educata così dalla mia famiglia, sulle questioni fisiche delle persone, nonché anche sui comportamenti, laddove non fossero lesivi dei miei o di miei congiunti. Il privato é e resta davvero privato, per la capacità della collettività di capire cosa sia condivisibile e cosa no, ed in che modo possa esserlo. Tutto dipende da un’educazione primaria del rispetto dell’altro, che per i privati andrebbe insegnata in famiglia, per i corpi pubblici dovrebbe fare parte della formazione al rapporto con la comunità civile.
      Continuo a meravigliarmi della superficialità, della leggerezza dimostrata da persone scelte a tutelare funzioni pubbliche.

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