martedì 21 nov
  • Ode alla zucca

    The Smashing Pumpkins - “Mellon Collie and the Infinite Sadness”

    Se hai la mia età, o ci sei vicino, forse ti ricordi i giorni, mesi in realtà, in cui tenevi in mano un doppio cd con una copertina blu e una bambina (o una santa?) che usciva fuori da una stella. Erano gli anni novanta. Non c’erano gli mp3 o iTunes; la musica non si scaricava, al massimo si duplicava. Ed è possibile che quell’album lo hai ascoltato in un’audiocassetta che ti aveva registrato un amico.

    Forse, come me, avevi tra i 20 e i 25 anni quando sussuravi con il labiale i testi romantici e appassionati di Billy Corgan (leggendoli dal librettino). Io l’ho fatto per molti mesi, cantando a squarciagola solo quando arrivava Muzzle, la mia preferita, perchè è un inno alla vita e all’amore perduto. Era il 1995, più o meno. Era un mondo diverso. I laureandi non sapevano ancora che sarebbero diventati precari. Non c’erano i low cost, solo voli Alitalia con lo sconto per i giovani – fino ai 26 anni, ma parevano lontani. Quasi nessuno aveva ancora sentito parlare dei call center, dove la stessa generazione avrebbe passato giornate intere con le cuffie, ma non ad ascoltare musica. Se abitavi a Palermo, come me, ti sembrava anche possibile di poter lasciare una città migliore in eredità ai tuoi figli, insieme agli album degli Smashing Pumpkins, dei Radiohead e di Jeff Buckley.

    È difficile per me spiegare a uno più giovane che negli anni novanta ancora tutto sembrava possibile, perché non c’era stato l’undici settembre, non c’era la guerra costante contro il terrorismo, non c’era la crisi finanziaria e l’effetto serra (quello forse c’era, ma non lo sapevamo). Sembrava allora plausibile, quasi normale, che apparisse un album innovativo ed eclettico come Mellon Collie and the Infinite Sadness che passava dai riff graffianti agli arpeggi delicati, che a volte ti cullava con una cantilena e altre volte ti strattonava e ti forzava a ballare. E poi con quei testi lì, era viscerale ed iperbolico. Tutto quello che Corgan cantava era in qualche modo personale, ma aveva anche un valore universale, tale da riguardare anche me, ragazzo siciliano, che abitava a mille miglia di distanza da dove quelle parole erano state scritte. Che nostalgia riascoltarlo adesso, per la prima volta dopo quindici anni. Ho abbracciato il me stesso di allora, giovane con una folta chioma, con sogni e speranze, con ingenuità e inesperienze. E insieme continuamo a cantare all’unisono «I know that I am meant for this world…».

    Palermo
  • 29 commenti a “Ode alla zucca”

    1. Proprio ieri scrivevo su twitter: «purtroppo non basta ascoltare Zooropa degli U2 per tornare a 17 anni». Fanculo fanculo fanculo!

    2. Io che ancora sto nella “felicissima” quel disco ancora lo ricordo, non mio ma di un amico con cui lo ascoltavo sempre. La preferita una tra 1979 e tonight, di sicuro. sono sempre stato sul punto di comprarlo (uno dei pochi doppi, forse l’unico, di quel periodo che costa ancora a prezzo intero) ma per nin abbandonarmi ai ricordi di quando robinson era poco piu di una taverna da evitare e non il posto fru fru che e’ ora, ho lasciato perdere.
      Ps. Zooropa, fantastico. Il migliore degli irlandesi dopo acthung baby. Ed anche qui si potrebbe aprire una madeleine di ricordi…

    3. HAi sbagliato disco compà, per tornare ai 17, meglio ancora, ai 15, prova questo: http://www.youtube.com/watch?v=Wp0a7vVTijY

    4. Gli anni 90… Io ero un adolescente all’epoca… Sono stati anni meravigliosi, sembrava di stesse tutti bene, tante speranze per il futuro. Alcuni ricordi: lo zip, che io non avevo ma avevano i miei amici e io gli invidiavo tanto, le sale giochi dove c’erano videogiochi con una grafica che a casa te la sognavi, almeno fino all’arrivo della prima PSX. Non c’erano i telefonini (o almeno pochissimi li avevano fino al 98-99), se dovevi telefonare ti cercavi le monete e una cabina telefonica o le mitiche schede telefoniche di cui molti facevano improbabili collezioni. La musica, io ascoltavo molto i queen (anche se mercury morì nel 91). L’informatica, fino a metà anni 90 il leggendario Amiga era ancora sulla cresta dell’onda. Gli amici, ci si vedeva sempre nello stesso punto il sabato, senza nemmeno bisogno di telefonarsi per prendere appuntamento. L’inizio dell’università, tanta voglia di fare, tante speranze… Beh, in fondo chi era adolescente in quel periodo tutto sommato ha dei buoni ricordi, almeno per me è stato così…

    5. Niente, l’altro giorno stavo strimpellando high and dry con la chitarra, mia figlia mi fa: bella babbo chi la ‘anta. E io: i radiohead. E lei: me la metti nell’iPod? Io quando avevo 5 anni a malapena sapevo parlare.

    6. Allora non sono l’unico ad avere l’ipod intasato di canzoni di (quasi) venti’anni fa…e improbabili collezioni di schede telefoniche. 😉
      E “Mandela day” memorizzata nella mia testa…

    7. Scusa, per curiosità leone ma tu quanti anni hai?

    8. Quasi 36…il tempo di entrare nel segno zodiacale del…. 😉

    9. Sottoscrivo in pieno il commento del mio omonimo. Forse ci differenzia solo l’età: all’epoca ero in fase pre-adolescenziale e ricordo perfettamente ZOOROPA, album degli u2 snobbato in maniera schifosa da certa critica! Dovrebbe essere rivalutato.

      P.S.: caro Nicola, ricorderai anche le prime trasmissioni di Mtv su nientepopòdimenoche 😀 Telepiù3!! I primi video degli Oasis e dei Blur (preferivo quest’ultimi anche se i primi album dei Gallagher non erano niente male).

      P.S.S.: che c’è Siino? Ultimamente vedo con piacere che il livello dei post pubblicati si sta rialzando. Forse sarà stata la cura londinese? 😉

    10. Ecco Antonio sono quello di Zooropa, ora c’hai anche l’anno di nascita. Certo, venne snobbato dalla critica perchè veniva dopo un capolavoro come Acthung Baby (il migliore di sempre, con buona pace di joshua tree e affini). Ma anche (in zoo, intendo) lì ci sono delle chicche non indifferenti. Ricordo che lo comprai in estate. Tipo da Elleppi in via Libertà adesso tristissimo e Tommy Hilfinger.

      Lasciali stare gli Oasis, a quel tempo ero (e sono) un blur(iano) convinto…

    11. Anche io ho il CD di Zooropa… bellissima “Numb”!
      E vogliamo parlare dei R.E.M. di Automatic for the People? O dei Dire straits?
      Quanti ricordi… per la cronaca, sono coetaneo di Leone e la mia SD dell’autoradio è piena di pezzi degli anni ’80 e ’90 (chi si ricorda Moonlight Shadow?). Inoltre sottoscrivo tutto ciò che ha scritto Quozca (l’Amiga è stato il mio secondo computer dopo il mitico C64).

    12. Sono Antonio, ho pubblicato il mio messaggio alle 12:26. In risposta all’Antonio (77), ti rivelo esser più giovane di pochi anni: classe 82′. Sui Blur straquoto! I primi due album degli Oasis però non erano male, poi divennero inascoltabili 😉

    13. Per me Zooropa è la prova vivente che anche Brian Eno può fare cilecca. Quel disco era una delle più allucinanti operazioni commerciali e di marketing della storia della musica. Non a caso di lì a breve Bono è diventato una sorta di guru ascetico retorico,jovanottesco, manuchaoesco, savianesco. Irritante come un’orticaria. Da lì si è capito che quella band così importante non avrebbe detto più nulla con le note!
      Mellon Collie… che dire? Capolavoro di genere e di una generazione, quelli erano gli anni novanta, quelli dei Verve e dei Blur e della lotta per far capire che non erano soltanto “band per ragazzine”. Ma anche gli Underworld, i Daft Punk, i Chemical Brothers o gli Ustmamò venuti dalle campagne reggiane. E i Babylon Zoo. E ancora Elliot Smith, i De La Soul e gli Air di Moon Safari quando non si erano ancora rincitrulliti con le movie song per Sofia Coppola (o per Barrico… sigh).

    14. Per me gli U2 (o i REM) erano già vecchi negli anni novanta, appartenevano piuttosto agli anni ottanta e mi ricordo che anche se avevo 13 anni Sunday Bloody Sunday era una canzone mito che faceva crescere politicamente anche un ragazzino come me che non sapeva nulla sull’Irlanda. Poi hanno reinventato il loro sound con Achtung Baby. Alcuni li hanno scoperti allora perchè erano più giovani. Mi ricordo che nei falò sulla spiaggia quell’estate c’erano quelli che strimpellavano ‘One’ con la chitarra, perchè gli accordi sono facili. Questo significa che ha segnato una generazione. E perchè stiamo parlando tanto di Zooropa? L’ho riascoltato oggi su Spotify, per curiosità, e mi sembra ambizioso, ma manca la sostanza, anche all’epoca mi era sembrato un passo indietro per gli U2, troppo pop e melodie blande, almeno per i loro standard, per un’altra band sarebbe stato un risultato ottimo.

    15. Arrivo e ci metto il carrico pomeridiano, allora.

      I CSI di “Inquiete” l’unplugged de nontri e KO DE MONDO (entrambi ’94). Si lo so i CCCP… si lo so Lindo Ferretti si è convertito…
      lo so, lo so, lo so.
      Ma non ne voglio parlare.
      Icona degli anni Novanta anche quello.

      Torniamo all’Irlanda: Zooropa (lo ripeto ancora) bisogna contestualizzarlo, viene dopo (il) capolavoro e riascoltato ora, secondo me, ha anche la sua attualità in termini di sonorità. Per quel che riguarda One è la canzone di quel disco che non ho mai sopportato. Tanto che poi finì come cover di qualche sgallettata una paio di anni fa. Il ballatone di quel disco era “Try to throw your arms around the world” ascoltata in cassetta e walkman, mentre si scendeva a mondello con uno scarabeo 50 senza casco (incosciente).

      A proposito (altro carrrrrico) io ho ancora il biglietto del concerto di Catania dei Rem (95?), band di apertura erano gli (allora) sconosciuti RadioHead che da poco avevavo pubblicato The bends. Io c’ero. Avventura fantastica in pulman con partenza da palermo, serata caldissima, afa e puzzo di sudore. Ma bellissima.

    16. Time is never time at all
      You can never ever leave without leaving a piece of youth
      And our lives are forever changed
      We will never be the same
      The more you change the less you feel
      Believe, believe in me, believe
      That life can change, that you’re not stuck in vain
      We’re not the same, we’re different tonight
      Tonight, so bright
      Tonight….

    17. ed io perchè anni fà ho scelto questo nick ? ;-P

    18. Il mio disco anni ’90, completamente consumato è New Adventure in High-Fi!

      Poi mi piacevano Beck e Moby!

      Antonio77, c’ero pure io a catania, quella sera, che serata magica! Facciamo un minuto di silenzio per l’indimenticato Francesco Virlinzi?! Ma tu eri quello con la maglietta gialla?

      Chi se le ricorda il mercoledì dance-floor all’agricantus? Era una figata che iniziasse alle 24! C’è pure un gruppo su facebook: https://www.facebook.com/group.php?gid=39269161285&v=wall

    19. @manu chao esco
      @Nicola Pizzolato

      A quanto pare Zooropa continua a ingenerare pareri discordanti segno che qualcosa ha lasciato 😉
      Piuttosto direi che Pop del 1997 è stato l’inizio del declino e dell’inascoltabilità degli U2. Signori, per me da Pop gli U2 sono finiti, sarò forse un incompetente ma non posso farci nulla! 😀
      Ricordo con piacere, oltre tutti quelli sopra citati: Beck, Prodigy, Massive Attack, Pulp, Portishead, etc.

    20. Oh ca**o! Mamma mia cos’ho dimenticato, mamma mia: Pearl Jam!!! Chiedo venia.

    21. Antonio ma Pop era quella “cosa” con quell’altra cosa che si chiamava Discoteque o una cosa del genere? Io ho sempre imputato il declino degli U2 a quegli occhiali giallini da “tiro al volo” che Bono cominciò a sfoderare per sentirsi un supergiovane 😀 (non dimentichiamoci anche degli Elii, a questo punto).
      Cmq non è questione di competenza, nella maniera più assoluta, soltanto che quando uscì zooropa io avevo 16 anni e per mia sfortuna mie ero già imbattuto nelle straordinarie incursioni di Brian Eno nei Talking Heads, soprattutto in quel capolavoro targato Eno-Byrne dal titolo My life in the bush of ghosts. Recuperalo, se non lo hai mai ascoltato e magari capirai il mio disappunto nei confronti di Zooropa. Mi sembrò una sorta di “ora famolo commerciale”. Per chi ha amato “Numb”: http://www.youtube.com/watch?v=u4OX7IxFZPs&feature=related (e qui siamo nel 1981). Scusate OT.

    22. Anche io ero allo stadio di Catania quando suonarono i Radiohead!
      Per la cronaca, mi sembra che aprirono la serata i Flor di Catania, a seguire Radiohead e R.E.M.! In quel periodo vidi diversi concerti degli Uzeda, fra cui uno indimenticabile con i Fugazi al porto di Catania…i Blonde redhead in un piccolo club di Palermo…
      Io suonavo in una band grunge (i Sonic Reducer) e vivevo uno dei momenti più belli e romantici della cosiddetta “Primavera” palermitana/siciliana…!
      Era uno degli ultimi colpi di coda di un periodo siciliano magico: chi aveva 20/30 anni in quel periodo sa che non era scontato uscire la sera e godere di buona musica e locali aperti fino a tardi in Sicilia.
      C’era un entusiasmo enorme e ingenuo.

    23. ora è scontato uscire la sera ma non di certo godere di buona musica:)

    24. Sull’accoppiata Eno-Byrne, avrei da tempo intenzione di ascoltare il materiale da loro creato. Su questo purtroppo arrivo in ritardo, meglio tardi che mai 😉
      Tu colpisci con “Numb” (notevole direi!) ed io ti rispondo con quel che conosco “al momento” dei Talking Heads 😀
      http://www.youtube.com/watch?v=thQTGPwYrxI
      Anche se preferisco di gran lunga la versione in uno dei più grandi, a mio modesto avviso, live della storia: Stop Making Sense. 😉

    25. Scusate, il commento di cui sopra era rivolto a “manu chao esco”.

    26. I talking heads mi sento di consigliare sopratutto 77. Una rasoiata musicale, ascoltatelo! I mercoledi all agricantusa erano un must. L unico posto a palermo dove potevi ascoltare quasi in contemporanea quello che mettevano nei club di londra: fat boy slim, moby e tutto il big beat capace di fare muovere il culo anche a chi lo aveva ben pesante. Ode a francesco calabria, il dj che si invento’ quelle serate. E poi mi ricordo il bar fly, il malox quando ancora era malox, la tavernetta azzurra chiusa alle 21 e non trasformata in un pub per finti spasciati, come ora.

    27. Io proporrei per Francesco Calabria, la cittadinanza onoraria!

    28. …io sono piu’ vecchiotto 🙂
      ma i 90 sono dei Nirvana che assieme ai REM hanno portato un po’ d’aria fresca in quei anni di tristezza musicale…gli U2 si sono fermati fine 80 poi solo schifezze

    29. @manu chao esco, sottocrivo tutto decisamente. per il resto mellon collie and the infinite sadness tra i miei 15 album preferiti di sempre benchè come genere io abbia sterzato totalmente ormai da anni ( pochi e sporadici gli input simili indimenticabile comunque.

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