mercoledì 16 ago
  • Io papà

    Nello spirito di Rosalio ho sempre immaginato che la definizione dell’autore, parola posta accanto al nome nella pagina autori, dovesse essere in qualche modo il punto di vista che l’autore stesso intende adottare nel proporre i suoi interventi. Rappresenti se vogliamo una sorta di angolatura di sguardo.

    Nella vita professionale mi sono occupato di molte cose ma nessuna di queste prospettive è per me punto di vista essenziale nel guardare al mondo che mi sta attorno.

    Per questo quando Rosalio mi ha proposto di strutturare i miei interventi sul blog in una forma precisa che fosse appunto l’essere autore mi ha messo in crisi la ricerca di una definizione; non tanto perché non potessi sceglierne una tra i miei tanti interessi, quanto piuttosto perché nessuna di queste sarebbe stata il vero filtro che uso per guardare il mondo.

    Uno dei medici che ho incrociato prima della nascita di mia figlia mi fece notare che si smette di essere figli il giorno in cui si diventa genitori, non prima, ed inoltre questo avviene indipendentemente dall’età, una visione suggestiva, peraltro il medico in questione cinquantenne parlava da figlio, non essendo genitore, a me che non lo ero ancora.

    Chi è genitore capisce cosa intendo quando parlo del cambiamento profondo che per me ha segnato questo passaggio della vita. Sono convinto che certe cose della società, una certa visione del progetto individuale e collettivo ed infine del futuro le possano capire i genitori e non i figli, senza per questo volere sminuire un ruolo rispetto all’altro; esiste, e sarebbe sbagliato sottrarsi a questa oggettività, una dimensione di responsabilità che nel divenire genitori ci assumiamo propriamente rispetto alla società intera e non limitatamente alla vita che mettiamo al mondo. Una dimensione che ci obbliga ad uno sguardo lontano e profondo cui prima, volendo, potevamo sottrarci.

    Tutto questo brodo, in sintesi, per dire che alla fine ho adottato, nel rispettare il rito riservato agli autori di questo blog, una definizione che poco è legata alla mia dimensione lavorativa, e che molto adesso sento appartenere a quella identitaria: papà, parola che riflette una identità cui sono profondamente legato e debitore perché mi ha aiutato ad alzare o sguardo ed a puntarlo verso orizzonti del tutto nuovi e suggestivi.

    Papà: questa la lente che intendo indossare, usando gli occhi di mia figlia, nel guardare al mondo che proverò a condividere su questo blog.

    Palermo, Rosalio
  • 7 commenti a “Io papà”

    1. ti capisco…

    2. Caro Giovanni, ti segnalo questo intervento sul tema da te introdotto: http://www.freakonomics.com/2011/06/17/why-economics-falls-down-in-the-face-of-fatherhood/

    3. Bellissimo articolo, ricco di sentimento e di elevata riflessione.
      Anche i nonni vivono un tempo esaltante ed
      emozionante.

    4. Benvenuto collega papà

    5. benissimo,
      insieme allora parleremo, ci confronteremo, ci batteremo, ci attiveremo per:
      – asili pubblici, più disponibilità, più qualità degli spazi dell’istruzione pubblica,
      – spazi verdi, dove portare e fare giocare i nostri bambini in sicurezza e sviluppare la loro creatività,
      – spazi pubblici a loro dimensione, senza le barriere architettoniche, senza le auto che li invadono quotidianamente,
      – attività ludiche e culturali per loro, supportate dall’amministrazione pubblica (strumenti, risorse, luoghi, amministratori di riferimento),
      – alimentazione sana, con prodotti senza uso di additivi chimici, ritornare al pane con l’olio, sale e pomodoro al posto della merendina del mulino,
      – mobilità a loro dimensione, portare i figli a scuola in bici, a piedi, evitando quanto più possibile l’uso dell’auto,
      – piste ciclabili, realizzazione di queste semplici strutture per inculcare sin da piccoli la cultura di una mobilità non basata sull’uso di automobili,
      – ….. altro.
      Pronta !

    6. @sandra
      come scirtto già in altra occasione, se non fossi già impegnato… ha puntualmente dettagliato il programma dei miei itnerventi.;)
      Quello sull’alimentazione è già scritto e sarà pubblicato a settembre 🙂

    7. Imparare ad insegnare ed insegnare ad imparare 🙂

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