mercoledì 22 nov
  • Cammarata, Caracciolo e la pipì del gatto

    Che occasione perduta, quest’anno, il Festino di Santa Rosalia. È mancato poco così che non si facesse, e invece alla fine è venuta fuori un’edizione stortignaccola, che però ha garantito la continuità della tradizione.
    Mannaggia.
    Quel che non era riuscito al quasi illuminista viceré Caracciolo nel bene, è riuscito al sindaco Cammarata, nel male.
    In altri tempi sarebbe avvenuta una rivolta popolare, già di fronte all’ipotesi di un Festino in tono minore. Ma, considerata la narcosi di questi anni, la vera svolta poteva essere rappresentata solo da un annullamento totale.
    Il salto del Festino sarebbe stato un evento da tramandare ai posteri, l’unico trauma che poteva generare la presa di coscienza da parte della cittadinanza palermitana.
    L’elettorato in questa città è un gatto che continua a fare la pipì dove non dovrebbe.
    L’unica è strofinargli il muso sulla sua stessa pipì.

    AGGIORNAMENTO:
    Un’amica gattara cerca di correggere alcune mie errate convinzioni sulle abitudini dei felini domestici. A quanto pare i gatti fanno la pipì in salotto solo in due casi.
    Primo: se in quel punto sentono già un cattivo odore, e allora seguono l’istinto di coprirlo col proprio, aggiungendo il peggio al pessimo.
    Secondo: per dispetto. Se si sentono trascurati, o se trovano sporca la loro lettiera.
    Il che aggiunge metafora a metafora.
    Se i palermitani continuano a votare nella pessima maniera in cui hanno votato finora, bisogna capire a quale delle due casistiche va ricondotto il loro comportamento.
    Primo: siccome hanno eletto un pessimo sindaco, la prossima volta ne eleggeranno uno ancora peggiore.
    Secondo: siccome la loro città è sporca e trascurata loro si impegnano a sporcarla e degradarla ancora di più.

    (in collaborazione con www.robertoalajmo.it)

    Palermo
  • 3 commenti a “Cammarata, Caracciolo e la pipì del gatto”

    1. Senza vena polemica, mi permetto di segnalare a Roberto Alaimo quanto segue:
      vivo da tanto tempo insieme ai gatti, i miei dolci e grandi amori, oltre che con cani ed altri animali, per sapere che il paragone non regge. I gatti sono “svegli”, rapidi e pulitissimi; non pisciano ovunque, non lasciano tracce di sporcizia. I palermitani, per la stragrande maggioranza sono apatici, in letargo da secoli, ed oggi concorrono al primato per la città più maleducata e devastata d’Europa. L’opposto dei gatti che sono eleganti, affascinanti, intelligenti. Appunto, un popolo che è capace di andare a votare quel gruppo di pseudo-politici grotteschi, che nel migliore dei casi dovrebbero coltivare patate, che considerazione merita?

    2. Alajmo, pardon.

    3. purtroppo la “narcosi” è il preludio di una lenta morte civile…. che peccato una città così bella nelle mani di gente che la sta distruggendo…..io, palermitana DOC per ragioni familiari e LAVORATIVE mi sono dovuta trasferire al nord…. ogni volta che torno a Palermo la trovo sempre peggio…. sempre più degradata ed invivibile….

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