venerdì 18 ago
  • Cafoni al Teatro di Verdura

    Pur non essendo un melomane, ogni tanto assisto ad un’opera lirica che considero un vanto del Made in Italy culturale: sentire un tenore inglese o tedesco cantare in italiano non ha prezzo!

    L’altra sera mi è toccata la prima della Turandot al Teatro di Verdura. Un teatro all’aperto davvero invidiabile, versione settecentesca e ad uso esclusivo dell’aristocrazia in vacanza ai Colli, delle contemporanee, più popolari e oggi anche un po’ decadenti, arene estive. Altre città saprebbero sicuramente sfruttare meglio una tale risorsa: particolarmente magico il gazebo del ristorante – oggi chiuso – di qualche anno fa!

    Tre ore di spettacolo per arrivare ad ascoltare l’unica aria che conoscevo a memoria: “Nessun dorma”. Potrebbe essere l’inno nazionale di tutti i navigatori di internet…

    Non è però degli artisti o del bravo maestro d’orchestra alla sua prima conduzione in Italia o dei meriti del valido direttore artistico del Teatro Massimo, un simpatico italoamericano, che vorrei parlare, bensì del pubblico. Un pubblico da “prima”, quindi molto borghese, di cui conoscevo molte facce.

    Al termine della rappresentazione mentre erano appena iniziati gli applausi che per tradizione seguono un certo rito, questi distinti professionisti, dirigenti regionali, imprenditori, docenti universitari ecc. si sono precipitati in maniera indecorosa a raggiungere le proprie auto per risparmiarsi una coda.

    Ciò che non si sono risparmiati e che non hanno risparmiato neanche a coloro che hanno cortesemente atteso l’uscita di scena di tutte le decine di artisti (cantanti, orchestra, coro, ecc.) a vario titolo coinvolti dall’opera, è stata una penosa figura da cafoni: non eravamo al cinema!

    La riflessione che mi ritorna in mente in queste circostanze è sempre la stessa: la mania di voler essere più furbi ci porta a risultare tutti a Palermo irrimediabilmente più fessi. E non c’è fesso più patetico di quello che si sente pure furbo. A forza di cercare ciascuno la propria scorciatoia, non ci rendiamo conto che la tua scorciatoia blocca la mia col risultato che tutti insieme restiamo immobili. E’ l’immobilismo di Palermo: una città insuperabilmente bella, ma abitata dalle persone sbagliate. Dei veri furbi, del resto, non si sarebbero mai ridotti in questo stato di decadenza…

    Palermo
  • 30 commenti a “Cafoni al Teatro di Verdura”

    1. Non sono un frequentatore di questi luoghi malsani, ma che io sappia non è una consuetudine esclusivamente palermitana, questa. Eviterei le etichette. Eviterei lo sport del “farci del male”

    2. Veramente, a dirla tutta, è da cafoni pure al cinema.

    3. pienamente d’accordo con Donato.

    4. e come non essere d’accordo. Purtroppo questa città di cafoni e cerebrolesi si merita a pieno lo stato in cui giace. Quelli che ci rimettono sono le poche teste sane costrette a rimanerci e sopportare…per il resto, si sa che ai maiali piace sguazzare nel fango

    5. Ciao Donato, io ero li per lavoro, ho notato anch’io questa cosa, ma mi premeva far emergere qualcosa di positivo (ognitanto).
      Hai visto come era il teatro? palcoscenico ampliato, impianti idrici ed elettrici nuovi e sopratutto funzionanti ed a norma, persino i numerini attaccati alle sedie uno ad uno.
      E come è stato possibile il tutto in un solo mese?
      (un mese fa non avete idea di cos’era quel teatro), non ne ha parlato nessuno.
      IMPIEGATI PUBBLICI, proprio così, maestranze che hanno lavorato giorno e notte …. AGGRATIS, alla faccia di brunetta e dei luoghi comuni, proprio così, il sindaco e i vari dirigenti “ficiru fiura”, ma non una parola è stata spesa per questa gente che ha fatto tutto solo alimentata da spirito di abnegazione ( ma cui? i m’piati comunali? SISSIGNORE) e senso civico e voglia di riscatto, volevamo farlo risorgere e ci siamo riusciti, la sera prima della “prima” all’una di notte manovali, geometri e persino ingegneri ancora sistemavano sedie, mettevano numerini e definivano gli ultimi dettagli, mi piacerebbe adesso che virtualmente vi alzaste in piedi a fare un applauso a questa gente.
      A Palermo c’è ancora qualcuno a cui batte il cuore per questa città.
      CHIOSA FINALE:
      Brunetta …. và suçati un prunu!!

    6. condivido quello che è stato scritto! La stessa scena più o meno anche al Cenerentola di Dicembre al Teatro Massimo… Non so se siamo noi o tutta l’Italia, ma mi sembra una maleducazione assurda. Ed è anche molto triste da vedere.

    7. Praticamente ciò che accade quando atterra un aereo di palermitani a Palermo…ancora l’aereo è in movimento e già sono tutti in piedi ad azzuffarsi per recuperare i propri bagagli con un sottofondo di telefoni cellulari che squillano a più non posso…

    8. niente, goku.lo vedi come t’ignorano? a questi qua gli interessa solo parlare male di palermo a prescindere dal colore politico o dalla buona oppure cattiva politica compiuta dal sindaco in questione. è una specie di malattia che li fa diventare uguali a quella gente che loro tanto criticano e disprezzano. è una specie di provincialismo cronico, misto a una senso vergogna ancestrale, di cui è ammalata buona parte della borghesia di questa città. c’è picca ‘i fari.

    9. Io non credo che Goku sia stato ignorato o peggio ancora siamo qui soltanto per lamentarci. Goku ha descritto il grande impegno di alcuni per ripristinare un luogo della cultura palermitana e di questo ne prendiamo atto. Ma la discussione è incentrata sulla maleducazione dei Palermitani di abbandonare di fretta e furia il teatro senza attendere l’applauso finale per gli attori e questo è stato notato pure da Goku tanto da dirlo all inizio del suo commento.

    10. @Matteo e Peppino, c’è qui a Palermo chi ha criticato, a suo tempo, la scelta di intitolare l’aeroporto a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino “perchè così si metteva subito in cattiva luce la città agli occhi di chi vi arrivava” ricordando tragici fatti.
      Per quelli che ragionano come voi, i giudici citati dovrebbero chiedere scusa per il disturbo arrecatovi, così come dovrebbe farlo Goku che fa né più né meno che il proprio dovere civile, fatto sempre rivoluzionario in questa città che ragiona al contrario.

    11. Una delle tante inciviltà dei palermitani!

    12. Gli spettatori del teatro sarebbero stati dei porci anche se avessero atteso il momento giusto per andarsene…perchè invadono a tappeto i marciapiede per posteggiarci sopra.

    13. “questi distinti professionisti, dirigenti regionali, imprenditori, docenti universitari ecc. ” se ancora non lo hai capito, vanno a vedere questi spettacoli solo per atteggiarsi a gente di cultura, ma in realta’ nonostante i titoli sono degli emeriti ignoranti !!

    14. Blackmorpheus e Goku vi invito a essere rispettosi nei vostri commenti. Grazie.

    15. Clap! Clap! Clap! (Repeat for 10 minutes)
      ***
      Prolungato applauso in piedi (standing ovation) per Goku e i suoi colleghi pubblici impiegati che c’hanno messo il cuore, la fatica e la faccia e, se non fosse stato per Goku, avrebbero continuato a rimanere in quell’ombra in cui “chiddi ca ficiru fiura” volentieri li avrebbero lasciati, per prendersi (immeritatamente) tutto il merito.
      Tutto ciò detto e premesso, concordo con Donato senza stupirmi più di tanto: l’attuale classe digerente (pardon, dirigente) palermitana c’entra con la cultura (e, in taluni purtroppo non sporadici casi, anche con l’educazione) più o meno come un gruppo punk-rock in un monastero buddista.
      Vedi Donato, per loro l’importante non era godere di un’opera come la Turandot in uno scenario magico come quello, ma solo dimostrare di essere “potenti” e “presenti” alla “prima”: se poi fosse stato mandato in scena il gobbo di Notre-Dame sarebbe la stessa identica cosa. E molti non si sarebbero nemmeno accorti della differenza.
      (Lui: “Beddu stu Nessun Dorma”
      Lei:” Eh…Cocciante è sempre Cocciante”)

    16. “sarebbe STATA la stessa identica cosa”

    17. Quoto quanto ha scritto/x29.
      Un ricordo di tanti anni fa ero un abbonato della lirica quando ancora funzionava il Politeama, si il teatro era pieno ma di appassionati che incrementavamo e sostenevamo le casse del teatro, non c’erano mai problemi per gli abbonamenti, poi un giorno finito il restauro del teatro Massimo tutto cambio.
      L’anno in cui aprì la stagione lirica al Teatro Massimo io insieme a tanti fedeli abbonati fummo tagliati fuori perchè “i palermitani d’oc” fecero la corsa e carte false pur di potere entrare al Massimo, non per passione ma per “annacarisi” e dire che andavano al Teatro Massimo a vedere la lirica (pari ca stavanu ennu alla Scala di Milano), ma altro non erano che una massa di ignoranti analfabeti e pirocchi arrinisciuti.
      L’amministrazione del teatro se nè sbatte le p…… di tutti quegli abbonati che per tanti anni sostenuto la lirica in città, non dandogli la priorità all’abbonamento.

    18. scusa rosalio, non capisco in cosa GOKU sia stato irrispettoso nel suo commento.
      io mi alzo in piedi e applaudo lui e chi non ha guardato l’orologio la sera prima della prima.
      poi dei quattro cafoni che vanno a fare scruscio ad un’avvenimento me ne frega assai poco, è così anche alla scala, dove la “crema” va a fare passerella. educati o meno che siano!

    19. ah sì, aspetta, ho riletto il commento di GOKU.
      in effetti hai ragione, ha offeso un ministro che dall’alto della sua statura morale si è permesso di offendere milioni di lavoratori.
      son cose che non si fanno!

    20. Anch’io ho assistito alla Turandot e do ragione a Donato non soltanto per il comportamento del pubblico al finale dell’opera: per tutta la serata un vocio ha accompagnato la rappresentazione – figuratevi che alcuni si sono improvvisati cantanti cercando di superare il povero Calaf in Nessun dorma!- e soprattutto in platea ho visto più volte l’hostess richiamare la gente che si attardava a riprendere il proprio posto alla fine dell’intervallo. In più il comportamento della maggior parte delle persone all’ingresso è stato indecente.

      http://amaranthinemess.blogspot.com/2011/07/turandot-ma-alla-fine-ha-vinto.html

    21. Amaranthine sembra molto giovane (se non è vero smentiscimi)e la sua critica che ho letto al link che ha lasciato mi ha colpita.
      amore per l’arte e curiosità, semplicità complessa e una critica che non tiene conto di platee, parrucconi, presenzialisti e anime belle con le macchine parcheggiate sui marciapiedi, e la voglia di scappare facendo rotta finalmente rotta al ristorante, con l’unica musica che conoscono, quella dei clacson e degli imbottigliamenti.
      nessuno snobbismo, solo un ascolto attento.
      son cose che danno speranza.

    22. @Amaranthine, complimenti per il tuo post sulla Turandot.

    23. Goku… ogni volta che ti leggo mi si allarga il cuore e mi trona il sorriso 🙂

      Fatto dunque il dovuto ringraziamento alla civiltà dei palermitani che hanno risuscitato il teatro… aggiungo a quanto dice Donato:
      il teatro di verdura rimarrà alla storia, purtroppo, per un episodio che ha lasciato l’amaro in bocca al sottoscritto e a tutti gli appassionati del genio musicale di K. Jarrett

      Ingresso gratuito ad inviti per una performance di piano solo offerta gratuitamente da Jarrett in memoria dello scomparso amico italo calvino, organizzata da Sellerio.

      Mentre suonava immerso nella sua improvvisazione, dalla quale sarebbe dovuto addirittura venir fuori un disco che avrebbe reso famoso quel teatro nel mondo intero, arriva un fischio dagli spalti: “meglio Nino D’Angelo!”. jarrett, perso il filo dell’ispirazione, si ferma, chiude il piano e minaccia che non avrebbe più ripreso a suonare ad un secondo atto di maleducazione, affermando che avrebbe continuato solo per mantenere la promessa data all’amico, prima di morire, di offrirgli un suo concerto (promessa che – vivo lo scrittore – non si era potuta mantenere).

      Riprende a suonare e dopo nemmeno 5 minuti, riecco il fischio. Jarrett chiude il piano, lascia il teatro, lascia Palermo per non rimettervi più piede, dichiarando di non volere più tornare a Palermo.

      E non per voler dire solo il negativo… ma perchè purtroppo qui il negativo è davvero troppo.

      Come diceva Borsellino: “si ama ciò che non ci piace per poterlo cambiare”.

      Spero di riuscire a cambiare Palermo, spero che altri che come me e come i dipendenti del teatro di verdura, riusciremo a trasformare Palermo, per riscattarla dal baratro dove è sprofondata. E magari un Jarrett, possa tornare, trovando una città nuova che lo sa apprezzare.

    24. @Massimo, questo mi sembra l’approccio giusto: denunciare ciò che va denunciato, senza reticenze motivate dal “non facciamoci del male da soli”, e sostenere i comportamenti positivi e costruttivi per favorire un circuito virtuoso.

    25. grazie mille a Donato e a Stalker…non sono poi così giovane, fra qualche giorno saranno 25 😀

    26. Stalker l’indicazione che ho dato rimane valida. Il canale corretto per comunicare con me, come saprai, è l’e-mail. Saluti.

    27. Rosalio, ma che hai bevuto?
      ho semplicemente fatto un commento, e a modo mio facevo i complimenti a Amaranthine per l’intervento, del tutto in tema, da lei postato.
      mah!!!!!!!

    28. ah scusa, hai ragione, ti riferivi al commento a goku. è passato del tempo e me ne ero dimenticata…son cose gravi, da cartellino rosso! 😉

    29. È grave reiterare un comportamento che non è gradito in questa comunità virtuale malgrado i richiami, certo. Rimuoverò ulteriori commenti fuori tema. Saluti.

    30. Vivo a Milano da più di un anno oramai…adesso sono sceso nella mia bella Palermo per godermi un pò di riposo. Francamente non concordo con l’autore dell’articolo. Posso assicurarvi che lo stesso tipo di persone si trovano anche a Milano e forse sono anche peggiori. È proprio il sig. Donato che, con il suo articolo, crea un circolo vizioso ….il piangersi addosso altro non è che una giustificazione di certi comportamenti che, a onor del vero, sono tipici di quasi tutti gli italiani. In alcune città europee (non tutte) vige tutt’altra cultura del rispetto. Si pensa al bene comune. Se devo essere sincero, ciò che mi ha turbato non appena tornato, è il degrado in cui versa la città….troppa sporcizia. E ancora una volta, smettiamola di dire che anche questo è colpa nostra. Ritengo che debbano essere le istituzioni locali ad avere il pugno di ferro e a far girare le cose. Fintanto che ci sarà il ragazzino senza casco che circola impunito perchè il vigile non fa il suo dovere, la gente qui non cambierà mai. (mi spiace ma a Milano verrebbe punito senza ombra di dubbio)

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