martedì 12 dic
  • Grandi speranze

    In qualche luogo, forse accanto a voi, forse lontano da voi, sotto un sole impietoso, due voci:
    «Ma chi dobbiamo fare sindaco?».
    «Di nuovo, ma quello che c’è non va bene?».
    «Sì ma ora scade, e lui non lo possiamo riutilizzare».
    «Ma a me questo mi piaceva, pulito, educato, abbronzato».
    «Sì e rispettoso, non disturbava mai».
    «Rispettoso vero, non disturbava mai, ma non si può riutilizzare, quindi ne dobbiamo trovare un altro».
    «C’era quel tuo cugino, quello che colleziona cartelli autostradali».
    «Non si può, ha il riporto».
    «Ah, mischino».
    «E quel tizio che mi hai presentato all’aperitivo, quello abbronzato che ha posteggiato il SUV in spiaggia?».
    «Non si può, non beve alcolici».
    «Ah, peccato».
    «C’era quell’altra, quella con cui parli con il vivavoce e sa tutte le strade e non ci fa perdere mai».
    «Non si può».
    «Perché?».
    «È il mio navigatore».
    «Il tuo navigatore?».
    «Sì».
    «Le ho chiesto di uscire sabato, è un problema per te?».
    «No».
    &#171Ho avuto un’idea, facciamo come sindaco il sig McDonald».
    «Quello dei panini?».
    «Sì».
    «Ma tu lo conosci?».
    «Vo, credo sia morto».
    «Morto?».
    «Sì, da una trentina d’anni».
    «Vuoi presentare come sindaco di Palermo un tizio di nome McDonald, che fa panini, morto da trent’anni?».
    «Sì».
    «Forse è meglio che ci mettiamo all’ombra, che ne dici?».
    «Forse è meglio».
    «Ascolta me, come sindaco di Palermo questa volta facciamo Carlo V».
    «Chii?».
    «Carlo V, la statua».
    «Quella di piazza Bologni?».
    «È perfetta, ha la corona d’alloro, con la mano invita alla calma, ti guarda dall’alto in basso, vive in mezzo al traffico, odia i piccioni. È un modello per ogni palermitano».
    «Ma avrebbe qualche problema a partecipare al Consiglio comunale».
    «Sì. Forse. Che importa. Comunque è lì vicino, basta che al palazzo parlano forte e aprono le finestre».
    «Per farsi sentire dalla statua?».
    «Certo. E poi si trova in corso Vittorio Emanuele, sarà presente ad ogni Festino, praticamente guarderà la Santuzza negli occhi senza alzare lo sguardo, e parteciperà a qualsiasi manifestazione e protesta della città».
    «Ah però. Già me lo vedo in fascia tricolore pomposo, austero, fiero, a celebrare matrimoni, pensa ai manifesti».
    «UN SINDACO CHE VIVE LA CITTÀ».
    «UN SINDACO CHE CONOSCE L’IMMONDIZIA».
    «UN SINDACO CHE NON TI VOLTA LE SPALLE».
    «Senti che si fa: si trova qualcuno per sistemare la statua e togliergli quella gonnellina ridicola e quei sandali fuori moda, un portavoce in gamba, ma bionda questa volta, e prepariamo una carrettata di adesivi con sopra scritto: io CARLO V…oto».
    «Quindi deciso, ora vai a prendere il Cucciolone che fa caldo”
    «Ma ci sono andato io l’ultima volta».

    Dal Giornale di Sicilia del
    28 Aprile 2012:
    Elezioni sindaco Città di Palermo
    Numero votanti: 401.444
    Preferenze:
    Carlo V: 264.724
    Totò Termini: 1.284
    Navigatore: 135.436

    Palermo
  • 10 commenti a “Grandi speranze”

    1. Surreale……… Forse.

    2. Voto per McDonalds.

    3. Carlo V con la mano non invita alla calma… misura il livello ddella munnizza

    4. Splendida! ^_^

    5. Bravissimo! Il sindaco a Palermo non lo scelgono tutti i cittadini, ma “alcuni” cittadini.

    6. bello e veritiero, mi piace 😀
      e comunque io voterei il navigatore, per sì e per no…

    7. Well done!

      preferisco Carlo V

    8. E questo immaginario dialogo dove si svolgerebbe?
      Al circolo della vela, forse?

    9. Fantastico!!.. 😉

    10. geniale!sei molto bravo Alessio Colli!

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