lunedì 18 dic
  • Cala che ti passa

    La città si sveglia senza trasporto municipale. Sciopero selvaggio dell’Amat. Il Comune le deve un pacco di soldi, e le cose si mettono male. Fottitene e pedala. C’è il porticciolo turistico della Cala. Palermo è resuscitata. Lo hanno scritto sul giornale.
    La città si stiracchia la mattina dentro un fruscio di sacchetti sazi di tutto, scende dal letto col piede sinistro (quello giusto) e pesta scatolame, stronzilli di animale, guarnizioni di frigo, trumò sfondati, materassi sventrati, bidoni di differenziata abbandonati (al loro destino) e renali & pitali. Baciami, stupido: esiste il porticciolo turistico della Cala. Palermo con i controcazzi: non teme rivali. Lo hanno scritto, con la lacrima e lo sniffo di naso, sui giornali.
    La città ha ossa vecchie – ma di pregio – che stanno per crollare, opere, atti e omissioni da vedere, ma i turisti in cerca di emozione museale si sentono rispondere che è meglio tardare. Manca spesso alla biglietteria il personale. Ci sono dei “torno subito”, tra il Baedeker e il visitare. Però, aspetta: ci sarebbe il molo turistico della Cala, il gioiello dell’autorità portuale, lo Swaroski del mare, invidia del bacino mediterraneo e forse anche dell’area mediorientale. Non fare il coglione, sii fiero e costruisciti un’illusione monumentale. È un fatto collettivo e personale. Lo hanno raccomandato, più volte, certuni dei blog, alcuni sul giornale.

    Palermo
  • 24 commenti a “Cala che ti passa”

    1. càlati juncu…

    2. …l’ho visto…un cesso, non si può guardare !

    3. Accidenti… scrivi proprio bene! Complimenti. E sono d’accordo su tutto…

    4. e comunque si tratta di un’ opera fondamentalmente al servizio dei soliti noti, quelli che possono permettersi una barca da ormeggiare…
      almeno i marinai, quelli che lavorano altrove e impiegano il loro… tempo libero… (vi ricorda qualcosa?) al servizio di questi armatori da strapazzo, potranno accedervi più comodamente.
      Facce di bronzo, un giorno saranno un tristissimo ricordo e null’altro.

    5. ….non so se vi dirà qualcosa quello che scrivo ma…..”ma qulla di Palermo è Metropolitana: Megghiu i nienti;
      “ma quella di Palermo è Circonvallazione: Megghiu i nienti”;
      “ma quella che hanno fatto alla cala è la passeggiata a mare: Megghiu i nienti”
      “ma quello che abbiano è sindaco: Megghiu i nienti…e protrei continuare all’infinito.
      Purtroppo siamo nati e stiamo crescendo e probabilmente invecchieremo con la “filosofia” “ru Megghiu i nienti”…

    6. Sono andato a vedere questa nuova Cala proprio Martedì pomeriggio. Che dire. Sarei spinto a dire anche io “Megghiu i nienti” come suggerisce Binno e quando l’ho vista devo ammettere che l’ho pensato, così come fanno i palermitani quando si vede qualcosa di nuovo a Palermo. Poi mentre me ne andavo mi sono reso conto che, in fin dei conti, sono quattro panchine bianche di pietra, posate in mezzo a un praticello che, per il momento, è in buone condizioni, il tutto incorniciato da un camminamento in legno. Dopo pochi minuti ecco scorazzarci sopra l’immancabile cretino con lo scooter. Insomma, sicuramente piacevole, ma non mi sembra un’opera da far urlare “Palermo risorge!”, anche perché dobbiamo vedere quanto durerà… Lo urlerò quando mi renderò conto che i palermitani saranno riusciti a non distruggerla.

    7. Sarò controcorrente…

      La Cala di oggi mi sembra ben riuscita con una linea davvero minimal e forse non potevamo sperare di meglio.

      Comunque fatta beno o no si tratta solo del rifacimento estetico del porto turistico, nulla di più.

      Evviva a Palermo c’è un nuovo e bello spazio collettivo, per tutti, aperto a tutti.

      I tanti disoccupati se lo godranno di più di chi ha un lavoro, e gli sportivi della corsa andranno oltre il foro italico.
      La vita continua al di la di questo.

    8. Temo che quel prato durerà poche settimane. E le panchine saranno presto imbrattate senza che qualcuno intervenga a ripulirle. L’incuria è lo sport preferito dalla nostra amministrazione e molti nostri concittadini non sono meno colpevoli. Saranno, come sempre, soldi buttati al vento. Poco si crea e quel poco si distrugge presto se non si fa manutenzione. Penso ai “birilli” che delineano il prato del Foro Italico: ormai fanno pietà e via via saranno tutti rotti. Nessuno, come al solito, li ripristinerà. Resteranno solo dei monconi, come denti cariati. Come cariata è tutta la città, purtroppo.

    9. Non ho una barca, non sono figlio di…., ma a parte il solito palermosauro, che sporca e lo percorre in moto, sono contento di questa opera, finalmente un bel posto dove poter camminare e ammirare le barche, e non me ne fotte niente se non ne ho una, ma sognare fa bene…..

    10. Chiarisco. Mi sembra giusto essere contenti per un’opera utile alla cittadinanza (specialmente quando sono cosa rara). Lo sono anch’io. Quello che mi rovina la contentezza è sentire (e soprattutto leggere) che l’opera in questione è un caposaldo, una pietra miliare, qualcosa che dovrebbe indurci a non lamentarsi più di nulla e sentirsi in colpa o disfattisti se lo si fa. Ed è il messaggio (più o meno in malafede e propagandistico, a mio parere) che è arrivato in questi giorni da vari mezzi di informazione. Basta scorrere una rassegna stampa sul tema, anche online. Come cittadino senziente, e come giornalista, mi sento preso per i fondelli, e proprio dalla categoria a cui appartengo. Al punto che non mi preoccupa nemmeno che fine farà la Cala “nuova”, se durerà o non durerà. Mi inquieta l’esaltazione di e l’esagerazione di un evento che avrebbe meritato un normale livello di attenzione, non certo una sviolinata lunga una settimana con sottofondo di yacht, Sting e papà che porgono i bambini alle carezze taumaturgiche del potentato dell’autorità portuale, come testimoniava un articolo (coevo) su Repubblica.

    11. Aggiungo che è legittimo gioire ma fondamentale NON accontentarsi. Siamo in credito di tanto, di troppo, e non saranno una striscia di prato e due assi di impiantito a saldare il debito. Svegliamoci, per favore.

    12. E’ opportuno riflettere e trarre da ogni punto di vista, le ragioni e i perchè. Io mi accontento e soprattutto sono d’accordo con te ..

    13. è tanto che non passo alla cala. puzza ancora di fogna quel porto? l’ultima volta che ci ho dormito, la mattina mi sono svegliata con conati di vomito, e non sono di stomaco debole!

    14. chapeau.

    15. L’operazione Cala é stata voluta da Nino Bevilacqua, presidente ente Porto, ex direttore lavori di molte tratte autostradali, promotore dell’idea di città porto (ricordate la megalitica ainaugurazione con tanto di mostra a Palazzo De Seta?). Sembra che in questa città ci siano più anime e più autorità, ma non si capisce quale sia il reciproco ruolo. Meditate, gente, meditate.

    16. chi ha vissuto il primo dopoguerra racconta che la
      Cala veniva adibita come CANTIERE DI DEMOLIZIONE
      di vecchie carrette,con tutto quello che comporta
      in termini di igiene ed effluvi rottamare una nave in uno spazio d’acqua a ferro di cavallo praticamente privo di correnti.
      La II guerra mondiale e’ finita nel 1945 e ci sono voluti 65 anni per rendere vivibile quell’area.
      Immaginiamo che l’operazione Cala venga ripetuta in tantissime altre zona,dallo Sperone a S.Erasmo,
      Dall’Arenella a Vergine Maria,dall’Addaura a Capo Gallo e quindi a Sferracavallo e Isola delle Femmine.Allora Palermo potrebbe mostrare un litorale superlativo,capace di attrarre Turismo di Elite,e barche invidiabili,anche se il mio consiglio e’ che proviate a non avere invidia per
      gente verso cui madre natura e’ stata generosa
      regalando quelle caratteristiche che poi portano un individuo ad avere soldi e successo senza dovere chiedere niente a chicchessia.

    17. @Giorgio: il partito dell’odio e dell’invidia contro il Partito dell’Amore?

    18. qui da troppo tempo lasciano il segno troppi personaggi che poi se si vanno ad analizzare bene,sono perdenti nella vita,sono insofferenti,
      sicuramente a scuola venivano rinviati a settembre,
      se diplomati hanno strappato un punteggio molto vicino ai minimi,
      e pero’ pretendono la luna nel pozzo.
      Quando scrivono sono sempre in guerra con tutto il resto del mondo,hanno da criticare su tutto e su tutti,anche quando si realizza qualcosa di buono.
      La Cala per me e’ finalmente qualcosa di buono.
      Vedere lo specchio di mare pulito,accessibile,e pieno di belle imbarcazioni,
      fa sperare che anche Palermo puo’ tornare ad essere una citta’ normale,da visitare con piacere.

    19. E’ vero, ci sono i perdenti che scrivono animati dal livore (ma potrebbero anche essere dei vincenti nella vita che scrivono animati dall’amore per la verità e della bellezza, quella vera, intendo, che non si limita a due panchine sul mare… forse sono vincenti proprio perché la vedono in questo modo? ). Ci sono pure quelli che guardano il dito mentre la mano indica la luna. Poi ci sono quelli bravissimi a indicare la luna catalizzando l’attenzione dei sempliciotti e degli stremati sull’unghia del dito. C’è di tutto, direi. Bisogna poi vedere se, chi si arroga il diritto di inscatolarli nelle categorie invidiosi/non invidiosi ha lo spessore e le spalle larghe per poterselo permettere. Per quanto mi riguarda, sono chiaro e sincero: ciò che mi desta invidia, di solito, non sono i soldi o il potere sfacciato (che nasconde spesso dei retroscena di gran lunga meno sfacciati, anzi) ma la libertà, la passione e l’umiltà quando mi capita di incontrare gente dotata di certe fortune. Non ho la pretesa di dichiararmi scevro da invidie. Però mi preme ricordare che l’oggetto dell’invidia cambia da persona a persona, e non tutti invidiano la stessa cosa. Per fortuna, aggiungo.

    20. Una cosa: di insofferenti a Palermo non mi pare che ce ne siano troppi. Penso, anzi, che ce ne vorrebbero di più.

    21. Palermo è quella che è.
      Hanno rifatto “la cala”, ma fanno finta (i soliti noti) di non vedere quello che va in malora giorno per giorno e che solo qualche anno addietro veniva mostrato alla città come segno di rinascita.
      PS: ieri ho contato 15 banderuole grigio nere, ma che qualche mese addietro erano bianche e gialle, avete presente la visita del Santo Padre? ecco! quelle, a nessuno dei soliti noti è venuto in mente di chiamare qualche pip, pop, lsu, ex detenuto, amia ecc ecc munirlo di scala e dirgli di levare quello straccetto svolazzante,
      Vergona.

    22. ricapitoliamo.
      Palermo,il Comune,sopravvive grazie alle integrazioni di bilancio,che quest’anno sfiorano i 500 milioni di euro,e vengono dalle rimesse statali.Significa che in Italia altre persone lavorano per ripianare le spese fuori controllo
      e fuori gli standard degli organici palermitani.
      Organici sovradimensionati e scarsamente efficienti.
      In questo contesto riuscire a realizzare una qualsiasi opera pubblica costituisce un’impresa non da poco.
      Ho visitato e fotografato le opere realizzate alla Cala.La cosa che piu’ mi e’ piaciuta e’ la pulizia,la linearita’ degli interventi.Le bocce bianche,il grande prato verde,il selciato antiscivolo.
      Mi pare che ci sia qualita’.
      Come ho scritto prima,auguriamoci che sia il primo di una lunga serie di interventi di cui abbisogna tutta la costa palermitana.
      Non c’e’ da intervenire solo nei porticciuoli e nelle aree di rimessaggio delle barche.
      C’e’ un sacco di gente che ama il mare e non ha nessuna voglia di perdere tempo con le barche.
      C’e’ chi chiede solamente di facilitare gli accessi al mare.
      Il mare piu’ pulito e’ quello delle scogliere,
      e Palermo ha chilometri di scoglere raggiungibili in pochi minuti d’auto.
      In molti casi non serve spendere tanti soldi,
      basterebbe tenere nella norma il livello di igiene
      realizzare qualche scaletta per facilitare la discesa a mare,qualche piattaforma,anche precaria,installare qualche doccia.

      Molti altri interventi richiederebbero

    23. l’ultima riga e’ un refuso.

    24. in quanto agli insofferenti,
      ci sono insofferenti ed insofferenti.
      Ci sono gli idioti che si esprimono per partito preso,per cui ,qualunque cosa viene fuori dall’avversario politico viene biasimata.
      Ci sono insofferenti che cercano di contribuire ad evidenziare le cose che non vanno,ma che si muovono con un principio di onesta’ intellettuale.
      Certamente negli ultimi 5 anni moltissime cose non sono andate per il verso giusto,
      non si e’ capito chi ha pilotato questo degrado palermitano,e per quale motivo.

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