Ti ricordi Scillato?

Alessio Colli
ago 11
17
02:23

Conferenze, comunicati stampa, tagli agli stipendi, festività variabili, e tra un buco e l’altro una serie di comuni stanno sparendo.

Così mentre politici inaspettatamente pallidi si ritrovano a ridisegnare l’Italia, e di conseguenza la Sicilia, apprendiamo con una certa passività che spariranno un po’ di comuni.

Le indicazioni stradali cambieranno colore da un acceso blu a un mimetizzato marrone, niente più chiesa Madre, nomi di vie duplicati, e mai come adesso l’espressione abitanti “spaesati” avrà senso di esistere.

Alcuni di questi comuni conservano uno stile vecchio di almeno cento anni; le loro piccole dimensioni, la loro urbanistica e la scarsa appetibilità finanziaria li hanno tenuti protetti da una cementificazione selvaggia.

Per sapere esattamente quali bisognerà aspettare ottobre ma intanto ecco una lista dei comuni siciliani che rischiano scomparire dagli indirizzi di posta.

Questa nuova morfologia burocratica varierà qualcosa in termini pratici, e potrebbe diventare un ulteriore incentivo alla nascita di nuove città fantasma in luoghi che hanno visto la loro popolazione dimezzarsi nel giro di un trentennio.

Comune

Popolazione
residente al 31/12/2009

Provincia

Roccafiorita

237

Messina

Gallodoro

394

Messina

Floresta

563

Messina

Campofelice
di Fitalia

572

Palermo

Bompensiere

632

Caltanissetta

Scillato

643

Palermo

Mandanici

649

Messina

Basicò

659

Messina

Leni

678

Messina

Mongiuffi
Melia

683

Messina

Roccella
Valdemone

714

Messina

Moio
Alcantara

760

Messina

Frazzanò

806

Messina

Cassaro

823

Siracusa

Malvagna

837

Messina

Alì

850

Messina

Motta
d’Affermo

859

Messina

Reitano

884

Messina

Santa
Marina Salina

885

Messina

Motta Camastra

894

Messina

Sperlinga

899

Enna

Limina

916

Messina

Forza
d’Agrò

921

Messina

Malfa

937

Messina

Santa
Cristina Gela

940

Palermo

Tripi

949

Messina

Comitini

958

Agrigento

Antillo

965

Messina

Casalvecchio
Siculo

973

Messina

Gratteri

1017

Palermo

Cefalà
Diana

1018

Palermo

Mirto

1035

Messina

Acquaviva
Platani

1045

Caltanissetta

Milo

1063

Catania

Castelmola

1082

Messina

Santa
Domenica Vittoria

1091

Messina

Blufi

1101

Palermo

Fondachelli-Fantina

1114

Messina

Buscemi

1131

Siracusa

Godrano

1163

Palermo

Ucria

1165

Messina

Raccuja

1176

Messina

Roccavaldina

1184

Messina

Dati Istat. La popolazione relativa al 2009 è solo stimata e non effettiva. L’ultimo censimento risale al 2001 e il prossimo sarà ad ottobre 2011.

In: Palermo, Sicilia | 14 commenti

14 commenti a “Ti ricordi Scillato?”

  1. Quindi stai dicendo che spariranno diversi “stipendifici”?

  2. e fanno bene!
    E’ ridicolo un comune con meno di 1000 residenti (abitanti è altra cosa).

  3. Mi dispiace per Scillato dove c’è l’autogrill sulla A19, ma ancor più grande sarà la nostalgia quando aboliranno le due province di CL ed EN perché non superano i 300K abitanti.

  4. nostalgia di che?
    nostalgia di chi?
    Uno che va ad Enna o Caltanissetta,
    continuera’ ad andarci come se nulla fosse accaduto,e ritrovera’ gli stessi luoghi,
    perche’,a parte l’economia della spesa pubblica,
    non cambia niente per l’uomo qualunque.

  5. a me sta più che bene, che senso ha tenere paesi con 300 abitanti in cui praticamente tutto sono impiegati comunali, sindaci, consiglieri ecc… accorpiamoli e rendiamoli più grandi e anche più forti e capaci di investire sul territorio. penso sia la cosa migliore.

  6. Nel programma politico di ”MOVIMENTO A 5 STELLE” (Beppe Grillo per intenderci) addirittura si parla di accorpare i Comuni al di sotto dei 5’000 ab. Ed io sono d’accordo!

  7. una cosa sono i comuni, un’altra cosa le province. con quest’ultime non si scherza, venendo a mancare i fondi per le province di enna e caltanisetta, quella di zona di sicilia rischia il collasso sociale!

  8. la Sicilia e’ terra di emigrati.La gente da secoli lascia la Sicilia alla ricerca di un lavoro.
    Questo vuol dire che il collasso sociale e’ oramai
    cronicizzato.Tenere in piedi costosi apparati solo per realizzare ammortizzatori sociali e’ un lusso
    che non e’ piu’ consentito.Questo e’ l’orientamento attuale.

  9. quello che dici non è affatto vero.noi siciliani siamo un popolo di migranti dal 1860 in poi, dall’unità d’italia per capirci. prima in sicilia non si è assistito a nessun fenomeno di migrazione di massa, anzi! oggi come (anche adesso), la sicilia è stata terra d’approdo e nuova patria per migliaia di migranti a volte provenienti anche dal nord.ma che storia t’insegnano a scuola??

  10. apprezzabile la conoscenza che dimostri,e l’acume interpretativo.
    Non ti bastano 150 anni di storie di emigrati?
    A che ci serve sapere cosa succedeva prima del 1860 in Sicilia?
    Anche oggi arrivano
    folle di profughi dal Nord Africa,e sbarcano in Sicilia.
    Importiamo disperati ed esportiamo laureati.
    Fai un bilancio e mi dici a che cosa possiamo aspirare con queste strategie.
    Il discorso di fondo e’ che stiamo scivolando in una pericolosa recessione,e che non possiamo tenere a libro paga situazioni improduttive.
    .
    Comunque,in merito al 1860 ed anni precedenti,
    faccio notare che nemmeno c’erano i mezzi di trasporto necessari a muovere grandi masse di persone.Ci vorrebbe qualche storico per riferire
    la condizione del popolino nelle citta’ e nelle campagne prima del 1860 in Sicilia.A vedere quello che e’ rimasto delle abitazioni rurali in Sicilia,e’ facile pensare che i contadini vivevano in condizioni di sfruttamento insopportabile,e che,non appena si riusci’ ad organizzare i trasporti,se ne scapparono via.Ma non solo dalla Sicilia.Dal 1890 a 1930 almeno 30 milioni di italiani emigrarono,come risulta dai registri di bordo dei bastimenti che andavano in tutto il mondo.
    Oggi c’e’ un’Italia che lavora e che produce,
    e che fa di questo paese una delle potenze industriali,ma quest’Italia trae poco giovamento dalla Sicilia.Tutto il Sud ,che vive di terziario,e’ uno dei grossi problemi di questo paese,una palla al piede.

  11. tutto quello che descrivi è stato un progetto politico. è vero il nord produce, ma come potrebbe essere il contrario visto che hanno spostato (e chiuso) tutte le industrie presenti durante il regno delle due sicilie al nord, e soprattutto non vi è mai stato un progetto d’industrializzazione e d’infrastrutture per la nostra terra? il sud parassita è stato voluto, in modo tale che il nord producesse (quasi sempre con manodopera meridionale) e il sud consumasse. adesso con la globalizzazione, con l’apertura dei mercati, questo disegno politico è sorpassato ed obsoleto, e dunque oltre al danno la beffa: adesso non gli serviamo più. politicamente parlando la tua ultima considerazione è assolutamente capovolta:è il nord (in combutta col potere mafioso) che è stato ed è la palla al piede del sud e della nostra isola.

  12. girala come vuoi,panella e’ e panella resta

  13. Vorrei segnalarvi che nella tabella manca il Comune di Sclafani Bagni (PA), anche lui diventerà frazione di un Comune più grande.
    Inoltre vorrei ricordarvi che l’accorpamento dei piccoli comuni a quelli più grandi non comporterà nessuna differenza in termini di vivibilità dei luoghi … da quello che leggo sembra che si debba radere tutto a suolo.
    Per chi non lo sapesse, Scillato è diventato comune negli anni ’60 (non ricordo bene l’anno), prima era frazione del Comune di Collesano, mal grado questo, è sempre esistito, esiste e continuerà ad esistere.
    Per finire, se tutto questo significa diminuire la spesa pubblica, che ben venga!!!

  14. Ho letto cose davvero ridicole a difesa dei comuni e delle provincie.
    Ne cito alcune:

    Il Presidente della Provincia di Benevento ha dichiarato: ‘ma l’ha istituita Garibaldi!!’

    Per Scillato, il sindaco, parafraso riaccorpare Scillato a Collesano significa inauguarere la guerra, che era stata proprio scongiurata dall’autonomia comunale del Comune di Scillato.

    Ma sono discorsi seri?
    Il problemi delle frazioni lontane facenti parti dei comuni, si sa qual’é, é che in mancanza di rappresentanze dirette, si pensa, che nessuno farà mai gli interessi delle frazioni.
    Il punto sbagliato é che i cittadini cercano sempre mediatori politici, per fare qualsiasi cosa e rivendicare qualunque diritto.
    Si dovrebbe cercare di arrivare ad una concezione di personale responsabilità civica, magari in forma associata.

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