giovedì 17 ago
  • Scuola: petizione per difendere l’Istruzione pubblica

    Difendere il patrimonio dell’Istruzione pubblica italiana e soprattutto siciliana che, «pur tra grandi difficoltà», «è stata sempre impegnata nella formazione culturale, umana e civile di uomini e donne». Questo l’obiettivo della petizione presentata da “Insieme per la Scuola”, un comitato spontaneo nato nei giorni scorsi da nove donne siciliane impegnate nel mondo della formazione, con la finalità di proteggere e sostenere l’istruzione pubblica in Sicilia falcidiata da anni di disinteresse e di tagli. Il documento è giù stato presentato all’assessore all’Istruzione della Regione Siciliana, Mario Centorrino lo scorso 10 agosto e, soltanto con il passaparola, ha raccolto in pochi giorni 700 adesioni online, tra cui, solo per fare qualche nome, quelle dello scrittore Andrea Camilleri, delle registe Emma Dante e Roberta Torre, del giornalista e scrittore Roberto Alajmo. Nel documento si chiede una seduta straordinaria dell’Assemblea regionale per discutere della situazione della Scuola siciliana alla luce dei tagli imposti dalle manovre economiche: dei 30308 insegnanti assunti dopo l’accordo firmato all’Aran, il 46% avranno cattedra al Nord, il 29% al Centro e solo il 24% al Sud: «Tutto ciò con grave pregiudizio per realizzare il tempo prolungato nelle scuole siciliane». «In tre anni non è stato assunto un solo maestro in Sicilia nella scuola elementare: tutto ciò è davvero incomprensibile e non capisco come la classe politica siciliana non abbia suonato un campanello di allarme oltre che di sdegno al governo nazionale», dichiara Andrea Camilleri. «Forse a loro non interessa granché, e forse capiscono poco i genitori, ma il mondo della cultura, come anche la classe dirigente siciliana, politica e non, ha il dovere di ribellarsi a tale scempio silenzioso. Per la chiusura della FIAT di Termini, giustamente, ci siamo mossi tutti, ma per la chiusura della cultura e dell’istruzione adeguata per i nostri figli chi si sta muovendo? Senza parlare dei 15.000 posti lavoro essenziali persi nella scuola a fronte di circa duemila a Termini. Non si tratta di far la scala della priorità dei drammi, ma quello della scuola attaccata mi sembra un delitto che non può avere come complici principali, a causa del loro silenzio, coloro che i siciliani hanno scelto a rappresentare gli interessi dei propri figli».

    Nel documento si chiede alla Regione, che ha competenze in materia scolastica, di risolvere, con pari urgenza, il problema della sicurezza e della salubrità degli spazi scolastici (moltissimi dei quali in locali in affitto, non adeguati alla funzione, nemmeno dal punto di vista legale, privi dei necessari certificati di agibilità, antincendio o antisismici) – «che ha pesanti ricadute sull’incolumità degli alunni all’interno delle aule, ridotte a pollai, e compromette la qualità della didattica» – e di sostenere province e comuni per mantenere e potenziare i servizi di mensa e trasporto. Si chiede dunque nulla di più di quello che spetta ai ragazzi. Nulla di più. «Firmare questo documento significa non rassegnarsi a provvedimenti che penalizzano un settore cruciale per lo sviluppo, provvedimenti che hanno colpito in modo macroscopico il Sud (con caratteri evidenti di incostituzionalità) e le fasce più deboli della popolazione:giovani (ai quali dovrebbe andare tutta la nostra attenzione) e donne (il precariato scolastico è formato essenzialmente da donne)».

    PER ADERIRE AL DOCUMENTO:
    http://www.petizionionline.it/petizione/insieme-x-la-scuola-una-seduta-dellars-a-difesa-della-scuola-siciliana/4802/

    Ospiti
  • 2 commenti a “Scuola: petizione per difendere l’Istruzione pubblica”

    1. Il silenzio in questo post va rotto. Forse è dovuto al fatto che non c’è nulla da polemizzare in una questione seria e grave come questa e noi commentatori di Rosalio, saltuari o abituali, amiamo le polemiche.
      Solidarietà intanto.
      E memoria. Ricordiamo che questa legislatura sarà ricordata come quella in cui per la prima volta dall’Unità d’Italia un governo dello Stato sta progettando di chiudere la scuola in Sicilia. Ma i sondaggi danno i supporter dell’area di governo ancora intorno al 40 % (27 PDL 8 FDS, 3/4 PID). Contenti noi….

    2. @Ciccio: finalmente una causa degna di commento. Aderirò.

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